Senegal

A Dakar una conferenza dell’AICS per parlare di migrazioni

SENEGAL – (dalla nostra inviata a Dakar) Si è svolta ieri presso il Musée Theodore Monod dell’IFAN di Dakar la conferenza ‘Choisir en toute connaissance, Ce qu’on laisse, ce qu’on trouve’ (Scegliere in tutta conoscenza, cosa si lascia e cosa si trova), dedicata a un bilancio del programma regionale sulle migrazioni dell’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (AICS) e promossa dall’ufficio AICS di Dakar, a cui hanno partecipato numerose Organizzazioni non governative (ong).


I lavori della conferenza sono iniziati con i saluti istituzionali dell’ambasciatore italiano in Senegal, Francesco Paolo Venier, che ha sottolineato l’importanza dell’evento per fare una riflessione sui progetti giunti ormai al loro termine. Come ricordato dal direttore della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, “il Senegal è considerato uno dei paesi prioritari per la cooperazione italiana e bisogna analizzare il fenomeno migratorio in ogni suo singolo aspetto, senza fare generalizzazioni”.


Più di una decina le ong intervenute che hanno raccontato le loro esperienze, dando voce ai beneficiari dei progetti, considerati i veri protagonisti. I programmi spaziano dall’agricoltura alla sicurezza alimentare, dalla produzione di energia tramite fonti rinnovabili alla formazione/informazione e sono rivolti ai gruppi più vulnerabili, in particolare donne e giovani.

Fine ultimo di questi progetti è “il miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti delle zone con alto potenziale migratorio” ha detto Alessandra Testoni, coordinatrice del programma di AICS a Dakar.

I diversi progetti, oltre a rispondere allo stato di urgenza, hanno infatti contribuito allo sviluppo sociale ed economico del Paese, grazie anche a campagne di comunicazione e sensibilizzazione, come per esempio i progetti “Foo jem” – una campagna di sensibilizzazione radiofonica realizzata da giovani ragazzi senegalesi – e il “CinemArena” – un cinema itinerante. 

Tra le ong intervenute alla conferenza figurano LVIA, CISV, Terra Nuova, ENGIM, ACRA, GCI e VIS.

Dagli interventi, quel che è emerso è che le ragioni che spingono i giovani senegalesi a lasciare il loro paese non sono solo economiche: non si tratta solo di povertà, ma anche di curiosità, di voglia di intraprendere un percorso di studi internazionale.

“Non bisogna, però, rendere banale il fenomeno migratorio -ha detto Modou Gueye, presidente dell’associazione culturale italo-senegalese Sunugal – Oggi, la diaspora senegalese ricopre un ruolo molto importante, è un attore fondamentale nel contesto della cooperazione. La diaspora ha la funzione di ponte tra il governo italiano e quello senegalese. I migranti che se ne sono andati via ieri, hanno investito oggi in Senegal milioni di euro. Bisogna accompagnare le persone e, come fa l’Aics, sostenere la diaspora e le piccole e medie imprese”. [GP]

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