Africa

AFDB (3): AEO 2018, i dati della crescita

AFRICA – Dopo i tiepidi tassi fatti registrare nel 2016, +2,2%, il Prodotto Interno Lordo (PIL) reale del continente è tornato a crescere nel 2017  ad un rispettabile 3,6%, mentre le previsioni indicano che nel 2018 e 2019 la crescita aumenterà ancora per attestarsi intorno al 4,1%.

(239 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    G5 Sahel, altri 50 milioni dalla Commissione UE e...

    AFRICA - Altri 50  milioni di euro sono stati messi a disposizione della forza militare G5 Sahel dalla Commissione Europea, che ha così raddoppiato l’importo iniziale e promesso in totale 100 milioni al contingente panafricano. E’ quanto emerso dalla Conferenza internazionale sul Sahel tenutasi venerdì 23 febbraio a Bruxelles. Dall’ufficio stampa dell’UE si apprende che la conferenza ha permesso di ribadire l’impegno a finanziare con 414 milioni di euro la forza militare, composta da cinque Paesi della regione: Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso e Mauritania. E’ stato anche ribadito l’impegno a contribuire allo sviluppo nella regione. Il contributo complessivo dell’UE ammonta finora a 176 milioni di euro. L’appuntamento sul G5 Sahel di Bruxelles è stato solo l’ultimo di una serie nelle ultime settimane, dopo l'incontro dell’8 febbraio scorso a Niamey. Lotta al terrorismo, ai traffici di droga, di armi e di esseri umani, promozione dello sviluppo sostenibile, promozione del buon governo, e risposte ai bisogni della popolazione sono le linee guida della nuova collaborazione tra la comunità internazionale e i Paesi della fascia del Sahel. “Oggi abbiamo mandato un messaggio chiaro, forte e potente di sostegno della priorità che la comunità internazionale dà alla regione del Sahel”, perché “le sue sfide di sicurezza, sviluppo e stabilità vanno ben oltre la regione”, ha affermato Federica Mogherini al termine della Conferenza presieduta da Unione europea, Nazioni Unite, Unione africana e G5. [CC]
  • Africa Free

    Vertice Continentale chiede intensificare sforzi nelle...

    AFRICA – Rafforzare e moltiplicare gli sforzi per sviluppare una rete di infrastrutture stradali del Continente che sia in grado di sostenere lo sviluppo economico e sociale a cui aspirano gli africani. Questo il messaggio finale lanciato da esperti e responsabili delle politiche stradali dei 54 paesi del continente africano al termine dell'Assemblea Generale Annuale dell'Associazione dei fondi africani per la manutenzione delle strade (ARMFA), tenutasi dal 19 al 23 febbraio ad Addis Abeba, capitale dell'Etiopia. Riuniti per giorni esperti e decisori del settore stradale hanno ha sottolineato l'importanza di accelerare lo sviluppo della realizzazione e della manutenzione di un’adeguata rete stradale nel continente per ottenere una crescita inclusiva, con particolare attenzione alla regolare manutenzione stradale e alle misure di sicurezza. Rachid Mohammed, Presidente di ARMFA, ha detto ai partecipanti che l'estensione e l'accelerazione dello sviluppo stradale è essenziale per i piani di crescita economica dell'Africa. Le strade in cattive condizioni o inutilizzabili rappresentano una delle sfide principali per gli agricoltori di molti paesi africani, nonché uno dei principali freni all’aumento delle commercio intra-africano. "La crescita economica sostenibile in Africa dipende dallo sviluppo di un'infrastruttura stradale affidabile, unita a una buona manutenzione e conservazione", ha detto Rachid. Il presidente della Federazione internazionale delle strade (IRF), Kiran Kapila, ha anche sottolineato la necessità di sforzi per migliorare la qualità del settore stradale del continente. Una rete ben collegata è essenziale per rafforzare l'economia, l’unione continentale, il commercio interno e per raggiungere gli obettivi posti dall’Unione Africana nella sua Agenda 2063. L'Agenda 2063 sottolinea esplicitamente come per ottenere buoni livelli di commercio intra-africano e di libera circolazione delle persone nel continente, sia fondamentale aumentare gli investimenti nel settore stradale dei paesi. Secondo il blocco pan-africano, la mancanza di infrastrutture in Africa è un problema ampiamente riconosciuto e questo deficit infrastrutturale ha un chiaro impatto sulla competitività dei paesi africani. I paesi africani, in particolare quelli dell'Africa sub-sahariana, sono tra i meno competitivi al mondo e la mancanza di infrastrutture è uno degli ostacoli principali, ha ribadito il Programma di sviluppo Infrastrutturale africano (PIDA) istituito dall'UA.
  • Africa Free

    Associazione esposizioni e fiere italiane sigla intesa...

    AFRICA - L’Associazione esposizioni e fiere italiane (AEFI) ha siglato un accordo di partenariato con l’Associazione degli organizzatori africani di esposizioni (AAXO), associazione che raggruppa gli organizzatori di fiere professionali in tutta l'Africa, per l’espansione delle fiere italiane sui mercati del continente. Ad annunciarlo è stata la stessa AAXO attraverso un comunicato inviato ai media, in cui viene sottolineato come l’intesa rappresenti un ulteriore risultato per AEFI a sostegno delle fiere italiane, ottenuto grazie ai costanti contatti con gli interlocutori e i rappresentanti locali che si sono intensificati in occasione dell’ultimo Congresso Mondiale di UFI, che si era tenuto lo scorso novembre a Johannesburg. Proprio in quell’occasione era stato evidenziato come le linee strategiche di guida per le economie africane siano lo sviluppo dell’industria per la lavorazione delle materie prime locali e il turismo In questo senso, secondo AAXO, le fiere giocano un ruolo chiave e per questo si stanno sollecitando le autorità affinché siano messe a punto speciali regole che permettano lo sviluppo del settore. “Siamo orgogliosi di questa nuova partnership dato che l’Africa è un continente con un potenziale di crescita enorme - ha detto Ettore Riello, presidente di AEFI - Siamo certi che l’accordo con AAXO possa supportare gli associati AEFI a sviluppare il loro business, offrendo nuove opportunità di crescita soprattutto alle piccole e medie imprese. AAXO potrà fornire ai nostri associati il supporto per mettere a punto le corrette strategie di sviluppo, con interventi specifici in base alle proprie esigenze e in considerazione delle peculiarità delle diverse zone dell’Africa, nonché per superare le barriere d’ingresso”. Tra gli obiettivi dell’accordo: lo scambio di informazioni sulla situazione ed evoluzione dei sistemi economici e politici; la condivisione di informazioni e dati; una politica di prezzi equa per attività, prodotti, servizi, eventi, meeting e convegni proposti da AEFI e AAXO; l’ideazione di iniziative di co-sponsoring che possano favorire il networking e l’avvio di nuovi contatti tra i membri delle due associazioni; la reciproca assistenza, informazione e promozione delle rispettive manifestazioni fieristiche; la promozione della cooperazione commerciale attraverso tutti gli strumenti disponibili, incluso il web. “Siamo lieti di annunciare la partnership con AEFI e non vediamo l'ora di iniziare a lavorare insieme per incrementare i rapporti commerciali tra aziende italiane e africane, in diversi settori industriali. Questa intesa sarà di supporto alla crescita del settore e sarà uno stimolo per aumentare la partecipazione alle fiere”, ha aggiunto Carol Weaving, presidente di AAXO. [MV]
  • Africa Free

    Ifad: sostenere sviluppo agricolo contro conflitti e...

    "Per rompere il circolo vizioso della povertà, dell'insicurezza alimentare e della vulnerabilità, abbiamo bisogno di maggiori investimenti a sostegno di uno sviluppo rurale di lungo termine”: lo ha detto il presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), Gilbert F. Houngbo, nel discorso di apertura del 41esimo Consiglio dei Governatori, ieri a Roma presso la sede dell'Ifad. "La vulnerabilità crea fame, povertà e migrazioni", ha sottolineato Houngbo rivolgendosi alla platea di governatori Ifad e rappresentanti di istituzioni che si occupano di sviluppo, aggiungendo: "Fame e povertà possono anche causare conflitti e instabilità”.  Houngbo ha ricordato come il 2017 sia stato segnato da diverse crisi umanitarie e molti conflitti, da fenomeni atmosferici estremi e, per la prima volta negli ultimi dieci anni, da un aumento del numero di coloro che soffrono la fame. Dal momento che i leader mondiali si ripropongono di eliminare la fame e la povertà entro il 2030, come parte del loro impegno alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, il presidente ha evidenziato quanto sia essenziale comprendere il legame tra vulnerabilità, povertà e fame. "La vulnerabilità può impedirci di realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e spazzar via decenni di sviluppo", ha detto Houngbo.  Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), nel 2016 1,6 miliardi di persone vivevano in situazioni di vulnerabilità, di cui ben 480 milioni in estrema povertà. Le situazioni di vulnerabilità sono generalmente caratterizzate da instabilità, conflitti, mancanza di appropriate strutture di governance, istituzioni deboli e incapacità di riprendersi da crisi economiche e disastri climatici.  Le popolazioni che vivono nelle aree rurali sono particolarmente vulnerabili. La fragilità dei sistemi di queste zone può causare la distruzione delle fonti di sostentamento e un peggioramento delle condizioni di povertà e fame. Ciò può costringere le persone ad abbandonare le proprie case causando un aumento del numero di rifugiati, sfollati interni ai propri paesi e migranti economici in cerca di condizioni di vita migliori. "Trasformare le aree rurali in economie dinamiche rappresenta un potenziale enorme: può contribuire in gran parte allo sradicamento di fame e povertà estrema e offrire un'alternativa alla decisione di migrare”, ha detto il presidente dell’Ifad.  Houngbo ha esortato ad un incremento degli investimenti inclusivi e di lungo termine nelle aree rurali: "Abbiamo bisogno di puntare in alto e di raddoppiare i nostri sforzi per porre fine a povertà e fame. Il mondo rurale ce lo chiede", ha concluso.  Gli investimenti di lungo termine nelle zone rurali sono fondamentali per creare condizioni di stabilità. Gli interventi finanziati dal Fondo, ad esempio, aiutano i piccoli agricoltori ad incrementare la loro produzione e i loro guadagni, permettono loro di affacciarsi ai mercati, di avere accesso alle tecnologie e ai servizi finanziari. Tra il 2010 e il 2015, i progetti sostenuti dall'Ifad hanno consentito a 24 milioni di persone di uscire da una condizione di povertà, tra di essi in 17 milioni vivevano in situazioni di vulnerabilità.  Oggi 768 milioni di persone vivono in condizioni di estrema povertà e 815 milioni soffrono la fame. Circa il 75 per cento di essi vive in aree rurali. Per implementare gli sforzi nella lotta alle sfide globali, Houngbo ha dichiarato che l'Ifad intende avviare un piano ambizioso per aumentare il proprio impatto e permettere di uscire dalla condizione di povertà e fame un maggior numero di persone, trasformando le aree rurali.  In particolare, il presidente ha dichiarato che il Fondo sta esplorando modi nuovi di accrescere e diversificare le fonti delle proprie risorse e la sua capacità di assemblatore di finanziamenti per lo sviluppo. L'Ifad implementerà anche il suo lavoro per affrontare sfide come il cambiamenti climatici, la malnutrizione, la disuguaglianza di genere e la disoccupazione giovanile.  Il mandato dell'Ifad di investire nelle popolazioni rurali ha per lungo tempo significato anche lavorare con comunità vulnerabili. Durante il triennio 2019-2021 il Fondo investirà tra il 25 e il 30 per cento delle sue risorse in paesi caratterizzati da sistemi vulnerabili. Investire in mezzi di sussistenza sostenibili nelle aree rurali contribuisce a costruire pace e stabilità sociale nel mondo. Di questo discuteranno oggi e domani i leader mondiali riuniti per il Consiglio dei Governatori a Roma. Il Consiglio dei Governatori è il più alto organo decisionale dell'Ifad ne fanno parte i rappresentanti dei 175 Stati membri e si riunisce una volta l'anno. [InfoAfrica/AGI]
  • AfricaR.D. Congo Free

    Migrazioni, fame zero e lotta alla povertà al centro...

    AFRICA / R.D. CONGO - “Contribuire a dare una risposta alle grandi sfide mondiali da un’ottica africana”: è questa la priorità del Gruppo degli Ambasciatori Africani a Roma delineata dal nuovo decano, l’ambasciatore della Repubblica democratica del Congo in Italia, Albert Tshiseleka Felha. Parlando con InfoAfrica in occasione di una cerimonia di saluto del precedente decano del corpo diplomatico africano a Roma, l’ambasciatore della Repubblica del Congo Mamadou Kamara Dekamo che si trasferirà presto a Berlino per rappresentare il governo di Brazzaville in Germania, Thiseleka Felha ha sottolineato l’importanza di una riflessione condivisa sulle problematiche che interessano il continente africano. “Credo che la comunità internazionale abbia bisogno di proposte e di soluzioni per mettere fine alla crisi migratoria - ha detto ad InfoAfrica l’ambasciatore congolese - Le grandi sfide mondiali che si pongono attualmente non hanno soluzioni che possono venire soltanto dall’Occidente, ma devono venire anche dall’Africa perché è lì che i loro effetti si fanno sentire maggiormente. “Penso all’impatto dei cambiamenti climatici, la lotta contro la fame e contro la povertà - ha proseguito Tshiseleka Felha nel suo colloquio con InfoAfrica - Ma ci sono anche i problemi dei conflitti e della governabilità, così come la necessità di creare posti di lavoro dignitosi e produttivi per rispondere alle esigenze dei giovani che altrimenti non hanno nessun’altra prospettiva se non quella dell’immigrazione irregolare verso l’Europa”. “Bisogna individuare una nuova strategia di sviluppo per costruire con l’Africa un partenariato equo e paritario - ha concluso l’ambasciatore della Repubblica democratica del Congo in Italia - Quello che ci aspettiamo dall’Europa e ancora di più dall’Italia è un contributo fattivo alla costruzione di questo nuovo partenariato, fondato realmente su una strategia di sviluppo sostenibile e di lunga durata per la lotta alla povertà e alla fame: questo si può fare da una parte con un dialogo ad alto livello istituzionale, e su questo siamo già a un buon punto, ma dall’altro è necessario un maggiore coinvolgimento del settore privato che deve investire capitali freschi in attività produttive nei Paesi dell’Africa per sostenere la necessaria trasformazione strutturale delle nostre economie e favorire lo scambio di tecnologie”. [MV]
  • Africa Free

    Agricoltura, popolazioni rurali al centro dell'azione...

    Investire nella creazione di condizioni di vita sostenibili nelle aree rurali per garantire pace, consolidamento istituzionale e stabilità sociale nel mondo: partono da qui le riflessioni e i panel d'esperti che si confronteranno nella 41esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), oggi e domani a Roma, alla presenza di capi di Stato e personalità internazionali di spicco. Ad aprire la due-giorni sarà Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh, al cui discorso seguirà un video-intervento di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Tra gli altri interventi, è previsto anche quello del ministro dell'Agricoltura, dei beni forestali e della sicurezza alimentare della Sierra Leone, che analizzerà come situazioni di fragilità, compresa l'instabilità economica, possano causare migrazioni e conflitti, portando a un ulteriore aumento di fame e povertà. Olusegun Obasanjo, ex presidente della Nigeria, e Ibrahim Assane Mayaki, amministratore delegato dell’agenzia del Nuovo Partenariato per lo sviluppo dell'Africa (Nepad), condivideranno le loro opinioni sulle opportunità e le sfide che si presentano a chi si occupa di riduzione della povertà rurale. Secondo quel che viene reso noto, i 176 Paesi membri del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) riuniti a Roma hanno intanto annunciato il loro sostegno a un programma di prestiti e donazioni per 3,5 miliardi di dollari con "l'obiettivo di migliorare le condizioni di decine di milioni di abitanti delle zone rurali nei paesi in via di sviluppo". La decisione, annunciata durante le consultazioni finali dell'undicesima ricostruzione delle risorse Ifad alla vigilia del Consiglio dei Governatori che comincia oggi, permetterà al Fondo di ampliare il programma di prestiti e donazioni del 10% e contemporaneamente di implementare gli interventi sul campo per il periodo che va dal 2019 al 2021.  Secondo le stime Ifad, durante tale triennio i progetti e i programmi sostenuti dal Fondo permetteranno a 47 milioni di piccoli agricoltori di accrescere la loro capacita' produttiva rendendo per loro più agevole l'accesso alle tecnologie, ai servizi finanziari inclusivi e alla conoscenza. Quarantasei milioni di persone godranno, grazie a tali programmi e progetti, di un'entrata facilitata sui mercati. Inoltre, 24 milioni di persone saranno messe in condizione di sviluppare una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e ai fenomeni atmosferici estremi, in 12 milioni miglioreranno le loro condizioni di alimentazione e 44 milioni di persone miglioreranno il loro status economico. "Per raggiungere tali obiettivi, l'Ifad intensificherà il suo lavoro nei settori relativi ai cambiamenti climatici, all'alimentazione e alla parità di genere, aree centrali che saranno parte integrante di tutti i nostri interventi", ha detto il presidente dell'Ifad Gilbert F. Houngbo che ha inoltre aggiunto: "Focalizzeremo la nostra attenzione anche sull'occupazione giovanile in modo da fronteggiare una delle più grandi sfide mondiali".  Il presidente dell'Ifad Houngbo ha poi sottolineato come l'impegno degli Stati membri arrivi in un momento cruciale: secondo le stime rese note lo scorso settembre, per la prima volta negli ultimi dieci anni il numero di quanti soffrono la fame e' in aumento. Nel 2016 è infatti cresciuto di ben 38 milioni rispetto all'anno precedente. E il fatto che 815 milioni di persone soffrano la fame è da attribuirsi principalmente ai conflitti e ai cambiamenti climatici.  Secondo Houngbo, poiché i leader mondiali si sono posti come obiettivo quello di sradicare la fame nel mondo e la povertà per il 2030, oggi più che mai è importante aumentare gli sforzi e gli investimenti a supporto di uno sviluppo di lungo termine. "Siamo convinti che l'Ifad abbia un ruolo unico nel condividere le proprie conoscenze e competenze - ha spiegato - non solo come investitore ma anche come intermediario fidato, soggetto che raccoglie i finanziamenti allo sviluppo e innovatore di lungo corso".      Houngbo ha sottolineato che gli Stati membri impegnati nell'ambito dell'assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA) restano la base finanziaria dell'IFAD e che per ogni dollaro investito il Fondo mobilizza di gran lunga di più in cofinanziamento, generando un impatto anche più importante. Ciò nonostante, ha aggiunto, il ritmo di sviluppo attuale potrebbe non essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. [InfoAfrica/AGI]