Africa

Agricoltura, popolazioni rurali al centro dell’azione dell’Ifad

Investire nella creazione di condizioni di vita sostenibili nelle aree rurali per garantire pace, consolidamento istituzionale e stabilità sociale nel mondo: partono da qui le riflessioni e i panel d’esperti che si confronteranno nella 41esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), oggi e domani a Roma, alla presenza di capi di Stato e personalità internazionali di spicco.

Ad aprire la due-giorni sarà Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh, al cui discorso seguirà un video-intervento di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Tra gli altri interventi, è previsto anche quello del ministro dell’Agricoltura, dei beni forestali e della sicurezza alimentare della Sierra Leone, che analizzerà come situazioni di fragilità, compresa l’instabilità economica, possano causare migrazioni e conflitti, portando a un ulteriore aumento di fame e povertà.

Olusegun Obasanjo, ex presidente della Nigeria, e Ibrahim Assane Mayaki, amministratore delegato dell’agenzia del Nuovo Partenariato per lo sviluppo dell’Africa (Nepad), condivideranno le loro opinioni sulle opportunità e le sfide che si presentano a chi si occupa di riduzione della povertà rurale.

Secondo quel che viene reso noto, i 176 Paesi membri del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) riuniti a Roma hanno intanto annunciato il loro sostegno a un programma di prestiti e donazioni per 3,5 miliardi di dollari con “l’obiettivo di migliorare le condizioni di decine di milioni di abitanti delle zone rurali nei paesi in via di sviluppo”.

La decisione, annunciata durante le consultazioni finali dell’undicesima ricostruzione delle risorse Ifad alla vigilia del Consiglio dei Governatori che comincia oggi, permetterà al Fondo di ampliare il programma di prestiti e donazioni del 10% e contemporaneamente di implementare gli interventi sul campo per il periodo che va dal 2019 al 2021. 

Secondo le stime Ifad, durante tale triennio i progetti e i programmi sostenuti dal Fondo permetteranno a 47 milioni di piccoli agricoltori di accrescere la loro capacita’ produttiva rendendo per loro più agevole l’accesso alle tecnologie, ai servizi finanziari inclusivi e alla conoscenza. Quarantasei milioni di persone godranno, grazie a tali programmi e progetti, di un’entrata facilitata sui mercati. Inoltre, 24 milioni di persone saranno messe in condizione di sviluppare una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e ai fenomeni atmosferici estremi, in 12 milioni miglioreranno le loro condizioni di alimentazione e 44 milioni di persone miglioreranno il loro status economico.

“Per raggiungere tali obiettivi, l’Ifad intensificherà il suo lavoro nei settori relativi ai cambiamenti climatici, all’alimentazione e alla parità di genere, aree centrali che saranno parte integrante di tutti i nostri interventi”, ha detto il presidente dell’Ifad Gilbert F. Houngbo che ha inoltre aggiunto: “Focalizzeremo la nostra attenzione anche sull’occupazione giovanile in modo da fronteggiare una delle più grandi sfide mondiali”. 

Il presidente dell’Ifad Houngbo ha poi sottolineato come l’impegno degli Stati membri arrivi in un momento cruciale: secondo le stime rese note lo scorso settembre, per la prima volta negli ultimi dieci anni il numero di quanti soffrono la fame e’ in aumento. Nel 2016 è infatti cresciuto di ben 38 milioni rispetto all’anno precedente. E il fatto che 815 milioni di persone soffrano la fame è da attribuirsi principalmente ai conflitti e ai cambiamenti climatici. 

Secondo Houngbo, poiché i leader mondiali si sono posti come obiettivo quello di sradicare la fame nel mondo e la povertà per il 2030, oggi più che mai è importante aumentare gli sforzi e gli investimenti a supporto di uno sviluppo di lungo termine. “Siamo convinti che l’Ifad abbia un ruolo unico nel condividere le proprie conoscenze e competenze – ha spiegato – non solo come investitore ma anche come intermediario fidato, soggetto che raccoglie i finanziamenti allo sviluppo e innovatore di lungo corso”. 
   
Houngbo ha sottolineato che gli Stati membri impegnati nell’ambito dell’assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA) restano la base finanziaria dell’IFAD e che per ogni dollaro investito il Fondo mobilizza di gran lunga di più in cofinanziamento, generando un impatto anche più importante. Ciò nonostante, ha aggiunto, il ritmo di sviluppo attuale potrebbe non essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. [InfoAfrica/AGI]

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