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Niger, Kenya e Ghana ratificano accordo area libero scambio africana

AFRICA – ll parlamento nigerino ha approvato nei giorni scorsi la legge che autorizza la ratifica dell’accordo sulla creazione dello Spazio africano continentale di libero scambio (Zleca/Afcfta), adottata il 21 marzo 2018 a Kigali (Ruanda) dai capi di Stato e di governo dell’Unione africana.

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    L'Africa che cresce, una tavola rotonda oggi a Milano

    AFRICA / ITALIA - “L’Africa che cresce: da un continente senza speranza al nuovo motore di crescita per l’umanità”: questo il titolo dell’incontro di riflessione che si terrà oggi a Milano ( allo Spazio Filatelia di Via Cordusio) su iniziativa dell’associazione Harambee Africa International e il gruppo di Poste Italiane. “L’obiettivo - scrivono gli organizzatori in una nota - è di offrire un’occasione di approfondimento sui cambiamenti e i fenomeni, troppo spesso sottovalutati, che spiegano la costante crescita in Africa. Per troppi anni l’Africa è stata considerata “senza speranza”. Oggi dobbiamo e possiamo guardare al continente africano come “il nuovo motore di crescita per l’umanità””. Secondo Poste e Harambee, le ragioni per questo doveroso cambio di prospettiva sono molteplici. “Innanzi tutto parlare di Africa è già di per sé una generalizzazione. L’africa è costituita da 54 Paesi, che hanno lingue, culture, tradizioni completamente diverse tra loro. Un continente, la cui estensione forse ci può stupire, basti pensare che è grande come la Cina, l’Europa, gli Stati Uniti e l’India messi insieme”. Uno dei primi fattori di crescita del continente, vengono evidenziati il valore demografico: “oggi l’Africa conta 1.2 miliardi di persone di cui il 70% ha meno di 30 anni. Nel 2050 la popolazione raddoppierà arrivando a 2.4 miliardi. Nel 2030 uno ogni cinque persone sulla Terra sarà africano. Nel 2100 invece, si stima, che addirittura una persona su tre sarà africana”. A confermare la crescita, non solo di popolazione, anche i valori di continua espansione economica del continente: “il prodotto interno lordo (PIL) di un terzo dei Paesi Africani cresce più del 5% l’anno. A fare da capofila è l’Etiopia con una crescita del PIL del 10,2% nel 2017. A seguire il Ghana (8,5%) e la Costa d’Avorio (7,8%). Interessante, inoltre, sapere che in Africa ci sono 400 aziende che fatturano più di $1 miliardo l’anno. Il 75% di queste società è nelle mani di africani”. Altro importante elemento di rinnovamento e crescita, la rivoluzione tecnologica in corso in Africa: “se nel 2015 gli smartphone connessi ad internet nell’intero continente africano erano 315 milioni, nel 2022 saranno, secondo le ultime stime, ben 636 milioni. Un numero che equivarrà quasi al totale degli smartphone che nel 2022 saranno connessi in Europa ed addirittura al doppio di quelli connessi negli Stati Uniti”. Queste, scrivono gli organizzatori in conclusione, “sono solo alcune delle ragioni che ci inducono a guardare all’Africa con occhi nuovi, liberi da pregiudizi e luoghi comuni”. E questi temi saranno al centro di una tavola rotonda che si terrà dalle 15 alle 17 dal titolo: “La rivoluzione economica e sociale trascurata dell’Africa” a cui parteciperanno Mario Molteni (Professore Ordinario di Economia aziendale - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e A.D. della E4impact Foundation), Alessandro Saponaro (Presidente Africa Logistics network), Djuna Mansinsa Mvuala (Direttore Ceprosem, Centro Studi Agricoltura Sostenibile, Kinshasa, RD Congo), Manuel Sanchez (Docente di Media Relations presso la Facoltà di Comunicazione Sociale istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce) e Massimo Zaurrini, Direttore di Africa e Affari. A moderare la discussione sarà la giornalista Lucia Capuzzi.
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    Cooperazione (2): la nuova Italia che si racconta

    AFRICA / ITALIA - Mentre i media diffondono prevalentemente storie drammatiche, di sbarchi ed esclusione sociale, la maggior parte della popolazione straniera si è inserita nel tessuto sociale in maniera sempre più strutturale: più di un quarto dei residenti stranieri (oltre 1,3 milioni di persone) è nato in Italia e nel 2017  147.000 persone hanno acquisito la cittadinanza italiana. E’ questa Italia che il Secondo Summit Nazionale delle Diaspore per la Cooperazione vuole valorizzare e raccontare. Affrontando un quadro complesso della Migrazione e del suo ruolo primario nella Cooperazione allo Sviluppo, i panel e i 3 tavoli tematici della giornata rappresentano una opportunità unica di dialogo e confronto. Saranno infatti l’una accanto all’altra le voci dei più alti referenti istituzionali e territoriali - dal Vice Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Emanuela Claudia del Re all’Assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino, dal direttore vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale Leonardo Carmenati all’Assessore del Comune di Bologna Marco Lombardo - e quelle dei referenti delle comunità straniere e delle nuove generazioni impegnate in politica, nell’arte e nella cultura. Al Summit parteciperanno infatti il consigliere comunale Angelo HU,  Re Salvador, tra gli autori della serie “Baby” (Netflix) e il rapper afroitaliano Tommy Kuti, oltre a rappresentanti del mondo della ricerca, delle ONG e del Terzo Settore. Diverse esperienze, diversi punti di vista INSIEME, PER ESSERCI, CONOSCERSI, COSTRUIRE, come recita il titolo della giornata. Il Summit “INSIEME, PER ESSERCI, CONOSCERSI, COSTRUIRE, è uno dei momenti salienti del progetto Summit Nazionale delle Diaspore 2018-2019, un percorso di incontri e formazione sul territorio nazionale, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, dalla Fondazione Charlemagne e dalle Fondazioni di origine bancaria italiane che promuovono l'iniziativa Fondazioni for Africa Burkina Faso; realizzato in partnership con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Gruppo Migrazione e Sviluppo del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS) e con Studiare Sviluppo. Il progetto gode inoltre del supporto tecnico di CeSPI e Associazione Le Reseau e della mediapartnership con l’Agenzia di Stampa DIRE. L’evento è ospitato dal Comune di Milano. Posti limitati, programma e registrazione sul sito www.summitdiaspore.org.
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    Cooperazione: a Milano il II Summit delle Diaspore

    AFRICA / ITALIA - La seconda edizione del Summit Nazionale delle Diaspore per la Cooperazione, il più importante evento nazionale dedicato agli incontri e alla condivisione di esperienze e buone pratiche tra i membri della diaspora in Italia, il sistema della cooperazione internazionale, la politica e il mondo economico, si terrà domani a Milano, a Palazzo Reale. Diaspore e cooperazione italiana, imprese e partenariati, comunicazione e nuove generazioni sono gli assi tematici della giornata, che disegnano una visione della migrazione molto diversa da quella a cui siamo abituati: non emergenza da contenere ma risorsa da coltivare come motore di cambiamento e di sviluppo economico, sia per il nostro paese che per i paesi di origine delle comunità migranti. Sono i dati a dirlo. Nel 2017 l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo del nostro Governo ha destinato 5,7 miliardi di euro, pari allo 0,29 % del Reddito Nazionale Lordo, ai paesi emergenti. Un aiuto che è cresciuto negli ultimi anni e che si traduce in attività di cooperazione finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei paesi partner, in Africa, in Asia e in America Latina, a partire dalla lotta alla povertà e alle disuguaglianze. Nello stesso anno il volume complessivo delle rimesse inviate dai migranti presenti in Italia verso i loro paesi di origine ha superato i 5 miliardi di euro (fonte: IDOS). Anche in questo caso si tratta di denaro destinato, almeno in parte, ad investimenti e sviluppo dei paesi di origine, non solo ai consumi locali. Accanto a questi flussi che vanno dall’Italia ai paesi emergenti, bisogna però considerare anche l’apporto che i lavoratori migranti espressione delle diaspore danno all’economia italiana. I 2,4 milioni di lavoratori regolari stranieri in Italia, ossia il 10,5% del totale dei lavoratori, producono un valore aggiunto pari a 131 miliardi, ben l’8,7% del Pil nazionale. E i 691.000 Imprenditori immigrati rappresentano il 9,2 % del totale degli imprenditori in Italia, dato in crescita del 16,3% negli ultimi cinque anni (fonte: Fondazione Moressa). Le risorse prodotte dai lavoratori regolari stranieri contribuiscono quindi a mantenere l’equilibrio del sistema economico e pensionistico italiano. [SEGUE]
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    Mauritius più avanti nel continente per l’e-commerce

    AFRICA - Mauritius è il Paese in Africa più avanzato e preparato per gestire le transazioni online legate al commercio elettronico. A sostenerlo è la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD), che in una relazione evidenzia come la piccola nazione insulare nell’oceano Indiano si classifichi al 55° posto a livello globale (su un totale di 151 Paesi) per la preparazione all’e-commerce. La speciale classifica analizza inoltre lo stato della preparazione in altri 42 Paesi del continente africano, che tuttavia figurano tutti molto più dietro nella posizione globale. Scorrendo la classifica, dopo Mauritius, si trovano la Nigeria (75° a livello globale), il Sudafrica (77°), la Tunisia (79°), il Marocco (81°), il Ghana (85°), il Kenya (89°), l’Uganda (99°), il Botswana (100°) e il Camerun (101°). "L'Africa è ancora piuttosto indietro rispetto al resto del mondo per quel che riguarda la sua preparazione a trarre beneficio dall'economia digitale: tre quarti della popolazione africana devono infatti ancora iniziare a usare Internet - ha detto il segretario generale dell'UNCTAD, Mukhisa Kituyi - Tuttavia, il continente sta mostrando progressi importanti negli indicatori chiave relativi all'e-commerce B2C e dal 2014 in Africa sub-sahariana si sono registrati tassi di crescita superiori alla media mondiale in tre dei quattro indicatori utilizzati nell'indice”. Maggiori informazioni possono essere ottenute consultando il testo integrale realizzato dall’UNCTAD sull’e-commerce in Africa, disponibile qui.
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    A gennaio la scelta del Paese ospite della Coppa d...

    AFRICA - Il Paese che ospiterà l’edizione del 2019 della Coppa d’Africa per nazioni (Can), massima competizione calcistica del continente, sarà scelto il 9 gennaio. Ad annunciarlo è stato il presidente della Confederazione del calcio africano (AF), Ahmad Ahmad, sottolineando come l’associazione stia studiando diverse soluzioni alternative per la manifestazione calcistica prevista tra il 15 giugno e il 13 luglio prossimi. Assegnata in un primo tempo al Camerun, la cui bocciatura la settimana scorsa è legata soprattutto alla condizione di insicurezza esistente nel Paese, la fase finale potrebbe tenersi in vece in Marocco o Sudafrica che hanno manifestato interesse e disponibilità a organizzare l’evento. In base a quel che viene reso noto, la CAF ha pertanto riaperto il processo di assegnazione, concedendo fino al 14 dicembre ai Paesi interessati di presentare la propria candidatura. La bocciatura del Camerun a ospitare l’edizione del 2019 riapre nel frattempo anche i giochi per ospitare la successiva edizione del 2021, che seppur non assegnata ufficialmente era considerata quasi sicuramente destinata alla Costa d’Avorio. [MV]
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    Fondi extra britannici per energie rinnovabili

    AFRICA - Centinaia di migliaia di persone avranno accesso alla rete elettrica per la prima volta grazie a uno stanziamento di 100 milioni di sterline messo a disposizione dal governo britannico. Il nuovo investimento triplica i fondi per la Renewable Energy Performance Platform (REPP) a sostegno di più di 40 progetti per i prossimi cinque anni. Tutti i progetti sono legati allo sviluppo di energia da fonti rinnovabili. Secondo una nota dello stesso governo britannico i nuovi fondi potrebbero sbloccare ulteriori 156 milioni di sterline del settore privato. I nuovi fondi andranno a sostegno di progetti su piccola scala solare, eolica, idroelettrica e geotermica, saranno supportati per sfruttare le risorse naturali di ciascun paese e l'elettricità generata dovrebbe consentire a 2,4 milioni di persone all'anno un accesso nuovo o migliorato alle energie pulite. Si prevede che l'energia prodotta dai nuovi progetti finanziati consentirà di risparmiare circa 3 milioni di tonnellate di carbonio. [MS]