Africa Nord

Business focus Africa del Nord con la Banca Popolare di Sondrio e Assafrica

A. NORD – Una presentazione dello scenario nord-africano in chiave economica è organizzato il 18 luglio dalla Banca Popolare di Sondrio e da Confindustria Assafrica e Mediterraneo, presso il Servizio internazionale della Banca, a Sondrio, e in video conferenza per le sedi distaccate.

L’inquadramento macro-economico dell’area e possibili scenari futuri, le modalità di approccio strategico al mercato africano, i settori più interessanti, le opportunità di business per le PMI, Associazionismo imprenditoriale e finanziamenti internazionali per le imprese, e un focus su Marocco, Algeria, Egitto e Tunisia, saranno gli argomenti sviluppati.

Interverranno Michele Lenoci, docente presso il Nuovo Istituto di Business Internazionale (Nibi) e Pier Luigi D’Agata, Direttore Generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo. [CC]

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    LIBIA - (dal nostro inviato a Palermo) Rischiava di fare la parte del convitato di pietra, del grande assente ed invece - secondo fonti libiche ben accreditate e confermate dal portavoce del governo Rocco Casalino - il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, domani mattina parteciperà ai lavori della Conferenza sulla Libia in programma oggi e domani a Palermo. Haftar, la cui presenza è stata data per incerta fino all’ultimo, avrebbe sciolto le riserve anche se - secondo fonti giornalistiche - il generale non dovrebbe rispettare fino in fondo il protocollo: dopo avere snobbato la cena di questa sera potrebbe infatti non prendere parte alla “foto di famiglia” e intervenire ad una conferenza stampa parallela che potrebbe svolgersi in un hotel palermitano. Ipotesi comunque smentite dal portavoce del governo italiano Casalino. Una stretta di mano tra il generale Haftar e il ministro degli Interni del governo di Tripoli, Fathi Bishaga, esponente di rango dei Fratelli Musulmani, appare però al momento improbabile. Gli attriti tra il governo di Tobruk e i Fratelli Musulmani sono ben noti, tanto da spingere lo stesso capo militare della Cirenaica a minacciare la sua assenza alla conferenza. La presenza del generale verrebbe letta invece come un segnale di garanzia rivolto al premier Conte, un atto di gratitudine rivolto a Roma per l’impegno italiano a mettere d’accordo le varie “anime” del Paese nordafricano. Intanto il portavoce del premier Conte, in un incontro con i giornalisti, si è affrettato a smentire una misteriosa visita lampo a Bengasi come riportato da alcuni giornali. “Nessuna visita di Conte in Libia nelle ultime 24 ore” ha tagliato corto Casalino. Nel frattempo prime tensioni si registrano tra le delegazioni libiche presenti al vertice. "Non c'è utilità a restare alla Conferenza di Palermo, non voglio essere falso testimone del mio Paese". E’ quanto ha detto in diretta tv a Libya 24 il deputato della Camera dei rappresentanti di Tobruk Ali Saidi, numero due nella delegazione cirenaica. A guidare la delegazione della Camera di Tobruk Aguila Saleh, vicino al generale Khalifa Haftar. Il parlamentare Ali Saidi ha usato parole dure nel commentare il vertice che ha definito “una sceneggiata”, annunciando l’addio dopo "aver scoperto i veri fini della Conferenza”. Il Consiglio di Tobruk - secondo fonti di InfoAfrica - non avrebbe gradito un recente incontro tra il ministro degli Interni libico Fathi Bishaga e l’omonimo italiano Matteo Salvini. Sono 30 i Paesi partecipanti al vertice, una decina i capi di stato, per un totale di 38 delegazioni internazionali comprese alcune organizzazioni ospiti. Tra i nomi più autorevoli quello del presidente del governo di Tripoli Fayez Al Serraj, dell’Egitto Abd al Fattah Al Sisi, del primo ministro russo Dimitri Medvedev, la “ministra degli esteri” della Ue Federica Mogherini, del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, il sottosegretario tedesco agli Esteri Niels Annes e il sottosegretario per il Medio Oriente del Dipartimento di Stato Usa David Satterfield. “Lo facciamo per il popolo libico in modo che possa decidere in modo democratico del proprio futuro” è quanto ha sostenuto Giuseppe Conte in un messaggio rivolto alla stampa. Una conferenza decisiva per gli assetti della Libia e per gli equilibri della regione e che si sta svolgendo in una Palermo blindatissima. Molte le strade chiuse al traffico, impossibile penetrare nella zona rossa delimitata attorno a Villa Igiea, la storica villa liberty dei Florio. [GT]
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    EGITTO - La società tedesca Bosch und Siemens Hausgeräte (BSH) ha reso noto di aver ricevuto l’autorizzazione per stabilire un impianto per la produzione di elettrodomestici nella zona industriale di Città del decimo Ramadan in Egitto. A darne notizia sono i media locali, specificando che BSH ha ricevuto l’autorizzazione dall’Autorità egiziana per le nuove comunità urbane (NUCA) per occupare con il proprio stabilimento 10 acri di terreno per produrre elettrodomestici a marchio Bosch e Siemens. Non sono stati forniti maggiori dettagli in merito, ma in precedenza BSH aveva reso nota l’intenzione di realizzare un impianto con capacità di produzione di 400.000 elettrodomestici all’anno per un investimento pari a circa 80 milioni di euro. [MV]
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    Rivisti al rialzo gli obiettivi sulle rinnovabili

    MAROCCO - Il re del Marocco Mohammed VI ha firmato una direttiva per impegnare l’Agenzia nazionale per l'energia sostenibile (Masen) a rivedere al rialzo il proprio obiettivo di energie rinnovabili entro il 2030. A segnalarlo sono i media locali, dai quali si apprende che il sovrano ha chiesto di aumentare entro il 2030 la quota delle rinnovabili nel mix energetico oltre il 52% stabilito in precedenza. In base a quel che viene reso noto, la direttiva reale prevede inoltre  l'implementazione di un programma integrato per dotare tutti gli impianti di desalinizzazione dell'acqua che dovranno essere costruiti in Marocco con unità di produzione di energia da fonti rinnovabili al fine di renderli autonomi dalla rete nazionale.
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    LIBIA - Chi ci sarà e chi non ci sarà alla Conferenza per la Libia in programma oggi e domani a Palermo? Da come si scioglierà questo interrogativo dipenderà non tanto il successo dell’iniziativa diplomatica italiana - benché anche questo sia uno dei punti da capire - quanto quali reali strade sono percorribili per arrivare a una stabilizzazione della Libia. In attesa di capire se il generale Khalifa Haftar ci sarà - ieri sono uscite notizie sulla sua assenza - secondo l’ultima conta i Paesi rappresentati ai massimi livelli dovrebbero essere una ventina. Per questi Paesi ci dovrebbero essere capi di Stato, capi di governo o ministri degli Esteri. L’obiettivo della conferenza è favorire una ripresa del dialogo tra i soggetti della politica libica, su tutti tra Fayez al-Serraj, capo del governo di Tripoli, e Haftar, uomo forte della Cirenaica. Nei giorni scorsi Serraj, in un’intervista ad Afp, aveva invitato le parti internazionali a unificare le posizioni e aveva fatto particolare riferimento alla ‘competizione’ tra Italia e Francia. L’inviato dell’Onu, Ghassan Salame, ha invece ribadito un concetto da tempo fatto proprio secondo cui la Libia potrà uscire dall’impasse quando i vari fattori esterni e le varie interferenze esterne si placheranno. Il programma della conferenza di Palermo prevede che il primo ministro italiano Giuseppe Conte accolga i delegati a Villa Igiea alle ore 18:45; un saluto di benvenuto cui seguirà una cena di lavoro. Domani la conclusione dei lavori è prevista alle ore 13, subito dopo si terrà una conferenza stampa dello stesso Conte. [MS]
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    LIBIA – Le elezioni generali in Libia, previste il 10 dicembre, sono state rinviate alla primavera del 2019. Il cambio di programma è stato annunciato da Tripoli dall’emissario speciale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, a tre giorni dal Vertice di Palermo sulla Libia organizzato dall’Italia, e che apre oggi in Sicilia. Della possibilità di fare slittare le elezioni si parlava già da tempo. L’appuntamento elettorale, che mira a porre fine all’anarchia che regna nel Paese dal 2011, era stato concordato durante l’incontro organizzato dalla Francia il 29 maggio 2019, con l’avallo dell’Onu. L’emissario delle Nazioni Unite ha auspicato per l’inizio dell’anno una conferenza nazionale con una rappresentanza sufficientemente significativa delle parti libiche, senza ingerenza esterna, per trovare una via d’uscita all’impasse attuale e programmare nuovamente le elezioni per i mesi che seguiranno. “Il fenomeno degli uomini armati che aggrediscono le installazioni sanitarie e dei professionisti della sanità, che rubano denaro alle istituzioni finanziarie, a donne in fila per ottenere servizi bancari è immorale, illegale e criminale. Questo genere di azioni devono cessare immediatamente” ha detto Salamé. Il rappresentante Onu ha ricordato che “il conflitto libico è in gran parte un conflitto legato alle risorse naturali e finché non sarà risolto, la stabilità sarà irraggiungibile”. [CC]
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    ALGERIA / ETIOPIA - Ci sono soltanto Algeria ed Etiopia tra i 16 Paesi (oltre all’Unione Europea), sui 197 che hanno firmato l’accordo di Parigi sul clima, che hanno definito piani d’azione nazionali ambiziosi a sufficienza per rispettare gli impegni presi e mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. A sostenerlo è uno studio dal titolo ‘Aligning national and international climate targets’ realizzato dai centri di ricerca Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment ed ESRC Centre for Climate Change Economics and Policy della London School of Economics and Political Science e dal World Resources Institute. Il rapporto ha comparato gli impegni assunti dai Paesi firmatari dell’accordo di Parigi nell’ambito dei contributi determinati a livello nazionale (NDC) e gli obiettivi fissati dalle diverse legislazioni e politiche nazionali. In base ai risultati emersi, a livello globale anche se 157 Paesi sui 197 Paesi firmatari hanno stabilito obiettivi di riduzione delle emissioni nei loro NDC. Di questi, solo 58 lo hanno fatto promulgando leggi o politiche nazionali specifiche e, a loro volta, solo in 16 Paesi (oltre che in Unione Europea) questi obiettivi sono coerenti o maggiori rispetto agli impegni assunti negli NDC: oltre ad Algeria ed Etiopia, anche Canada, Costa Rica, Giappone, Guatemala, Indonesia, Macedonia, Malesia, Montenegro, Norvegia, Papua Nuova Guinea, Perù, Samoa, Singapore e Tonga. Il rapporto è stato diffuso in vista della prossima Conferenza delle parti delle Nazioni Unite sul clima, prevista a Katowice in Polonia a inizio dicembre. [MV]