Zimbabwe

Banca IDBZ acquisisce terra per progetti infrastrutturali

ZIMBABWE – La Banca per lo sviluppo delle infrastrutture dello Zimbabwe (IDBZ) ha riferito di aver acquisito estensioni di terra e proprietà per un investimento complessivo di 7,3 milioni di dollari. La stessa ha sostenuto che le acquisizioni serviranno allo sviluppo di futuri progetti infrastrutturali.

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    Più facilitazioni burocratiche per transazioni import...

    ANGOLA - L’importazione e l’esportazione di beni e servizi in Angola ha nuove regole che, nell’ottica del governo, dovrebbero eliminare gli ostacoli burocratici ed esonerare le transazioni fino a 25.000 dollari dall’obbligo di presentare dei contratti. A riferire la notizia è la stata la Banca nazionale dell’Angola (Bna). “La Banca nazionale dell’Angola, nell’ambito del processo in corso di progressiva liberalizzazione del mercato dei cambi, ha modificato le procedure amministrative relative alle operazioni di società straniere residenti”, viene riferito in una nota. Le nuove procedure amministrative comprendono l’eliminazione della licenza obbligatoria dei contratti di servizi con entità di scambio non residenti, indipendentemente dal loro valore, una rinuncia all’invio di una copia dei contratti alla Bna e un aumento del valore delle operazioni che richiedono un contratto, da 1 milione di kwanza a 25.000 dollari. Nella nota si sottolinea come d’ora in poi sarà responsabilità delle banche commerciali convalidare rigorosamente tutte le operazioni correnti, in base alla conoscenza dei loro clienti e all’analisi della documentazione di supporto, compresa la fornitura di contratti di servizio, ove applicabile, al fine di garantire che l'operazione rientri nell'ambito di applicazione dell'entità abilitante. Una volta verificata e convalidata la legittimità delle richieste di trasferimento, le banche commerciali possono vendere valuta estera ai propri clienti per eseguire le operazioni.
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    In calo la produzione mineraria

    SUDAFRICA – E’ diminuita del 3,1% la produzione mineraria sudafricana tra il 2018 e il 2019.   Il dato, rilasciato dall’istituto nazionale di statistiche, segue l’andamento generale dell’economia nazionale, caratterizzato da previsioni di crescita del Pil inferiori all’1% per il 2020.   A contribuire maggiormente al declino della produzione mineraria sono stati gli operatori del platino, del ferro, del carbone, che hanno registrato declini nella produzione del 13,5%, del 7,5% e del 2,8% rispettivamente.   Il significativo aumento della produzione di minerali non metallici (+20,5%) non è riuscita a compensare il calo generale.   La crisi energetica in atto nella nazione arcobaleno pesa molto su questa situazione, avendo costretto le aziende produttrici a limitare le attività a causa dei frequenti black-out.   Già settore chiave dell’economia sudafricana, quello minerario rappresenta oggi solo l’8% del Pil. [CC]
  • Angola Free

    Isabel dos Santos, una fortuna illecita

    ANGOLA - Quella di Isabel sos Santos è una fortuna accumulata grazie alla corruzione e alla malversazione: quello che si sospettava da tempo è emerso con grande chiarezza grazie a documenti trapelati nei giorni scorsi grazie a un’inchiesta realizzata dal Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ).

    In essi è messo in evidenza come i miliardi di dollari del suo patrimonio sarebbero il frutto di uno sfruttamento massiccio del suo Paese, l’Angola.

    Isabel sarebbe infatti riuscita a ottenere contratti favolosi relativi allo sfruttamento di terre coltivabili, petrolio, diamanti e telecomunicazioni quando suo padre, Eduardo dos Santos, era presidente dell’Angola.

    I documenti mostrano come a Isabel e a suo marito, Sindika Dokolo, sarebbe stato permesso di acquistare beni statali preziosi grazie a una serie di accordi sospetti.

    Queste intese avrebbero permesso loro di accumulare un impero di oltre 400 società e filiali in 41 Paesi, di cui almeno 94 in giurisdizioni segrete come Malta, Mauritius e Hong Kong. Queste società acquistarono beni, come immobili di valore elevato a Londra e Lisbona, e acquistarono quote in altre attività, tra cui la società di gioielleria de Grisogono. Isabel Dos Santos è considerate una delle donne più ricche del mondo. Secondo la rivista specializzata Forbes, la sua fortuna personale è stimata in più di due miliardi di dollari.

    Dal 2017, quando il padre ha lasciato il potere, è stata allontanato dalla presidenza della Sonangol, la compagnia petrolifera di Stato, “ma i suoi affari si estendono fuori dall’Angola: in Portogalllo, a Capo Verde in Sudafrica e spaziando dalle banche, alle telecomunicazioni (dove possiede partecipazioni rilevati) in un crescendo di attività minori”.

    La figlia dell’ex presidente, che ora vive nel Regno Unito (dove possiede grandi proprietà), è già stata sottoposta a inchieste penali dalle autorità angolane per il reato di corruzione. In patria i suoi beni sono già stati congelati. Il governo angolano ha dichiarato alla corte che la coppia e un socio in affari sono stati responsabili di perdite statali di 1,1 miliardi di dollari.

    Il 30% degli angolani vive in povertà con meno di due dollari al giorno. Secondo Andrew Feinstein, capo di Corruption Watch, afferma in un’intervista rilasciata alla Bbc, i documenti mostrano come Isabel dos Santos avrebbe sfruttato il suo Paese a spese degli angolani.

    “Ogni volta che appare sulla copertina di una rivista patinata da qualche parte nel mondo, ogni volta che ospita una delle sue feste glamour nel sud della Francia, lo fa calpestando le aspirazioni dei cittadini dell’Angola”, ha dichiarato.

    Ovviamente Isabel rifiuta qualsiasi accusa e afferma che i documenti utilizzati contro di lei sono false frutto di “una caccia alle streghe che nasce da una guerra politica guidata dagli attuali leader del Paese”. [Enrico Casale per Africa Rivista]

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    Governo bandirà gara per centrale idroelettrica di...

    MALAWI - Il governo del Malawi è alla ricerca di un investitore strategico da coinvolgere in un progetto energetico. Il progetto è relativo alla costruzione di una centrale idroelettrica da realizzare lungo il fiume Shire; l’investimento previsto è di 472 milioni di dollari.  La notizia è collegata a dichiarazioni del sottosegretario del ministero delle Risorse naturali, dell’energia e delle miniere, Patrick Matanda, secondo le quali il governo ha deciso di implementare la centrale di Mtapamanga attraverso la formula del partenariato pubblico-privato (Ppp).  La stessa fonte ha indicato che in merito al progetto è stato firmato un accordo con la Banca Mondiale, in particolare con l’International Finance Corporation (Ifc), il braccio della Banca Mondiale dedicato al settore privato.  “Allo scopo di raccogliere il capitale necessario, il governo del Malawi e l’Ifc vogliono identificare uno sponsor strategico per lo sviluppo, il finanziamento, la costruzione, la gestione e la manutenzione del progetto. L'investitore strategico verrà selezionato attraverso una procedura di gara” ha anticipato Matanda. [MS]
  • Angola Free

    Eni si aggiudica nuovo blocco esplorativo al largo...

    ANGOLA - Eni ha ottenuto dalla concessionaria di stato angolana per i diritti minerari ANGP una licenza esplorativa come operatore nel Blocco 28 nei bacini di Namibe e Benguela.

    A renderlo noto è stata la stessa compagnia energetica italiana, sottolineando come la nuova assegnazione permetta alla società di perseguire il consolidamento del proprio portfolio titoli e la presenza di lungo termine nel Paese.

    Eni svolgerà il ruolo di operatore nel blocco, situato nelle acque profonde dell’inesplorato   Bacino del Namibe; la Joint Venture comprenderà, oltre a Eni con una quota del 60%, anche la compagnia statale Sonangol P&P con il 20% di interesse partecipativo, mentre il restante 20% sarà assegnato a un terzo partner nella finalizzazione del contratto.

    L’aggiudicazione è avvenuta nell’ambito del prima gara competitiva internazionale per l’attribuzione delle concessioni petrolifere messe in offerta da ANPG nel periodo 2019-2025.

    Il blocco 28 è situato ad alcune decine di km dalla costa, con profondità d’acqua compresa tra 1000 e 2500 metri in un bacino inesplorato.

    L’Angola, dove Eni è presente dal 1980 e ha oggi una produzione equity pari a circa 145.000 barili di olio equivalente.[MV]

  • Malawi Free

    Fondi AfDB per progetto riabilitazione stradale

    MALAWI - La Banca africana di sviluppo (AfDB) ha concesso un prestito del valore di 36,7 milioni di dollari per un progetto di riabilitazione stradale in Malawi.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che i fondi saranno utilizzati per riabilitare un tratto di strada lunga 55 chilometri tra i distretti di Ntcheu e Machinga, destinata a collegare le regioni centrali e orientali del Paese.

    In base a quel che viene reso noto, il progetto rientra nell’ambito dello sviluppo del corridoio di Nacala, che prevede il ripristino di strade selezionate in Malawi, Zambia e Mozambico per garantire un facile accesso al porto marittimo mozambicano di Nacala.

    Il progetto si propone di migliorare i servizi di trasporto lungo il corridoio stradale di Nacala e fornire un accesso alternativo e più economico al porto marittimo. Il progetto prevede inoltre la costruzione di un posto di frontiera unico tra Malawi e Mozambico a Chiponde.

    Secondo i dati resi noti, rete stradale del Malawi si estende per 15.451 chilometri, di cui solo il 26% è attualmente asfaltata. [MV]