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Dialogo paritario con i Paesi del Corno d’Africa, conclusa missione Del Re

CORNO D’AFRICA – La volontà di avviare un dialogo aperto, franco e paritario per mettere in piedi uno schema di sviluppo e d’azione condiviso con i Paesi del Corno d’Africa: così la vice-ministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, ha illustrato la missione che la settimana scorsa l’ha portata in Eritrea, Etiopia, Gibuti e Somalia.

Nel corso di un incontro con la stampa alla Farnesina durato oltre un’ora, la vice-ministra ha sottolineato di essersi resa conto nel corso della sua missione dell’importanza del ruolo dell’Italia nella regione, della forte richiesta da parte dei Paesi della regione di una maggiore presenza di investimenti italiani in particolare nel settore delle infrastrutture, del ruolo strategico della cultura grazie alla presenza delle scuole italiane di Addis Abeba e Asmara e della necessità di dare risposta e continuità alle esigenze locali.

A sottolineare l’importanza assegnata dal governo alla regione, la vice-ministra ha anticipato che sono in preparazione “altre visite di alto livello che saranno annunciate prossimamente” mentre nel corso del prossimo anno saranno organizzate – probabilmente a Roma, Milano e Bari – almeno quattro presentazioni Paese rivolte agli imprenditori italiani delle opportunità esistenti in Eritrea, Etiopia, Gibuti e Somalia

La missione appena concluso, ha proseguito la Del Re, puntava innanzitutto a “dare continuità alla nostra presenza nella zona in una fase storica importantissima”, dopo l’avvio del processo di pace tra Eritrea ed Etiopia lo scorso luglio, che l’Italia ha interesse a sostenere perché “per prima cosa è a guida africana, cioè cerca di risolvere problemi africani facendo ricorso alle risorse africane; perché permette di coniugare le aperture politiche all’obiettivo di un’integrazione economica, commerciale e infrastrutturale tra i paesi della regione, che può offrire grandi opportunità alle nostre imprese; e perché c’è una grande richiesta di Italia”, sia per “l’eredità storica, che è giudicata positiva”, sia perché “l’Italia si presenta senza un’agenda nascosta o ambizioni destabilizzanti o di sfruttamento”.

Da parte dei Paesi del Corno c’è una grande domanda di infrastrutture, che sono un elemento “funzionale” all’integrazione regionale, e l’Italia sta valutando questa richiesta, anche in sinergia con altri paesi.

In particolare, ha detto la vice-ministra senza tuttavia entrare più nello specifico di progetti concreti, l’Eritrea sta mettendo a punto dei piani con studi di fattibilità e valutazione, aggiungendo che l’Italia sta valutando “modalità per cui si possa creare un sistema europeo di intervento che ci permetta di avere abbastanza fondi per poi mettere a disposizione la nostra grande expertise”.

La vice-ministra ha concluso affermando di aver visitato nel corso della sua missione una regione che “non si vuole svendere, che ambisce alla qualità e che ci chiede qualità” e su cui l’Italia è pronta a garantire il proprio sostegno, nell’ambito di “uno sviluppo condiviso, non imposto, che permetta di crescere insieme, nell’interesse di tutti”.

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