CamerunGuinea Equatoriale

I camerunesi di Tradex entrano nel mercato distribuzione carburante

GUINEA EQUATORIALE – La società petrolifera camerunese Tradex è stata autorizzata dal governo di Malabo a operare e quindi distribuire i propri prodotti in Guinea Equatoriale.

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    RD CONGO - Potrebbero essere pari a 650 miliardi di dollari le riserve di petrolio che la Repubblica democratica del Congo metterà a breve all’asta. Il dato è in effetti una stima che tiene conto di riserve stimate in 16 miliardi di barili che ai prezzi attuali varrebbero, per l’appunto, 650 miliardi di dollari.  A dare questi numeri è stata la società statunitense GeoSgmoid, a riferirli il ministro degli Idrocarburi in carica in questo momento a Kinshasa. Le stime si riferiscono su un tasso di recupero del petrolio del 35% e su un prezzo medio di 107 dollari al barile. [MS]
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    I porti marittimi del Camerun (2), Kribi e Limbé

    CAMERUN - E mentre il porto di Douala conferma il suo primato nonostante le difficoltà, il porto autonomo di Kribi (Pak) muove passi decisi verso una futura affermazione. Collocato sulla costa atlantica a circa 285 km dalla capitale Yaoundé ed essenzialmente dedicato all’esportazione del legno, lo scalo è strategicamente posizionato nel centro del Golfo di Guinea ed è circondato dalla zona industriale di Kribi, che copre un’area di 262 km quadrati ed è pensata per ospitare unità industriali e logistiche. Con una banchina di 350 metri e una profondità di 16 metri, il terminal container ha una capacità di stoccaggio di quasi 350.000 teu (circa seimila tonnellate). Tra il 2018 e il 2021, l’importo totale delle entrate raccolte dal settore doganale dell’area Sud II del Camerun, corrispondente al porto in acque profonde di Kribi, è stato di 300 miliardi di cfa (circa 460 milioni di euro), introiti che, stando ai dati diffusi dalle autorità locali, sono cresciuti di dieci volte nel corso dei quattro anni presi in esame. Concretamente, infatti, si è passati dai 16 miliardi di cfa (oltre 24,3 milioni di euro) del 2018 ai 163 miliardi di cfa (quasi 250 milioni di euro) nel 2021. Ciò rende l’area del Sud II il secondo più grande fornitore di entrate doganali del Paese, dopo Littoral I, che copre il porto di Douala. Durante la sua ottava riunione tenuta l’8 settembre scorso a Kribi, la direzione del Pak ha confermato il buon funzionamento del porto anche nel 2020, l’anno della pandemia da covid-19. Il Pak ha notato come il porto abbia mostrato una notevole resilienza e ha presentato un piano di continuità delle attività per mantenere le operazioni nella comunità portuale. Da parte sua, anche il porto di Limbé sta ottenendo buoni risultati, prima di tutto affrancandosi dal porto autonomo di Douala. Situato nella località costiera del sud-ovest del Camerun, ha ormai una propria amministrazione. Il distacco dall’amministrazione del Pad è avvenuto a inizio marzo con l’insediamento di Thomas Ndive Mulongo come vicedirettore dell’amministrazione transitoria del Porto autonomo di Limbé (Pal), celebrato dal vicedirettore generale del porto autonomo di Douala, Charles Michaux Moukoko Njoh.  La nomina di un funzionario responsabile del porto di Limbé giunge due anni dopo un decreto presidenziale che intende riportare in auge il progetto di costruire un porto in acque profonde. Studi condotti più di dieci anni fa – ricorda “Investir au Cameroun” – sono infatti in fase di aggiornamento da ottobre 2019. L’infrastruttura portuale in gestazione nella città di Limbé sarà specializzata nel trasporto di prodotti pesanti come gli idrocarburi, in considerazione della vicinanza alla Compagnia nazionale di raffinazione, la Sonara, che ha intrapreso un piano di ammodernamento dei propri impianti e di potenziamento delle capacità di raffinazione. Accanto agli idrocarburi, lo scalo dovrebbe gestire anche il commercio di prodotti agricoli; la regione sudoccidentale è infatti sede di enormi piantagioni di banane ed è un’importante zona di produzione di cacao. [VGM]
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    I porti marittimi del Camerun, tra conferme e nuove...

    CAMERUN - Douala, Kribi, Limbé: lo storico, la promessa e quello da poco autonomo. Sono i tre porti in acque profonde del Camerun, Paese dell’Africa occidentale che si apre all’Oceano Atlantico per 400 chilometri.  Delle tre infrastrutture, a gestire la maggior parte del traffico portuale nazionale è il porto autonomo di Douala (Pad), situato nella capitale economica del Paese e classificato anche come uno dei principali porti del Golfo di Guinea. Lo scalo serve infatti Paesi vicini senza sbocco sul mare come Ciad e Repubblica Centrafricana e rappresenta un importante snodo commerciale per la Guinea Equatoriale, la Repubblica del Congo e il Gabon. Situato sulle rive del fiume Wouri, a circa 24 chilometri dalla foce, e a poco più di duecento chilometri a ovest della capitale Yaoundé, la posizione del porto è strategica anche in virtù delle infrastrutture di cui è dotata la città di Douala, che vanta collegamenti stradali, ferroviari e aerei con tutte le principali città del Paese. Il porto estuario di Douala, collegato all’oceano da un canale di cinquanta chilometri dragato fino a profondità media di sette metri, include tredici magazzini multiuso con una capacità di ricezione di 7,5 milioni di tonnellate e una capacità di stoccaggio di undici milioni di tonnellate. Ogni anno, transitano dalle sue banchine non meno di dodici milioni di tonnellate di merci, che coprono il 90% del commercio del Camerun e buona parte del traffico regionale. Tra i principali prodotti di cui il Pad gestisce l’esportazione figurano legname, cacao, caffè, banane, cotone e alluminio, oltre che prodotti di lavorazione industriale. La maggior parte del commercio estero e le importazioni di carburante, cereali e attrezzature per la costruzione passano attraverso queste strutture.  Il porto ha però le sue debolezze; anche se il governo, a partire dal 1998, ha fatto oltre 150 milioni di euro di investimenti per dotare il Pad di infrastrutture moderne, i canali di accesso devono essere dragati frequentemente per garantirne la profondità. Nel 2018, le autorità hanno persino iniziato a rimuovere decine di relitti che ostacolavano le operazioni del porto e ne riducevano l’efficienza fino al 30%. Il tutto, anche nel tentativo di contenere la concorrenza di altri porti della regione, come quelli di Port Harcourt e Lagos in Nigeria e Libreville in Gabon. In questo contesto, dopo quindici anni alla guida del terminal, il gruppo francese Bolloré ha ceduto nel 2020 la gestione all’autorità portuale. Lo scorso 31 marzo, mentre Bolloré firmava la vendita delle sue attività di trasporto e logistica in Africa, il porto di Douala ha avviato i lavori di costruzione di un nuovo terminal tramite la firma di un accordo siglato nella capitale economica camerunese dal direttore generale del Pad, Cyrus Ngo’o, e dall’amministratore della società britannica Kth, che realizzerà 42 ettari di terminal per portarinfuse miste con una banchina di novecento metri lineari sulla sponda destra del fiume Wouri, nel porto di Douala-Bonaberi. Il progetto, del valore di circa 650 milioni di euro, fa parte del vasto processo di trasformazione del complesso portuale attraverso l’ammodernamento delle strutture e lo sviluppo delle capacità di accoglienza e di movimentazione delle merci. La durata prevista dei lavori è di sessanta mesi. In base agli accordi firmati, il gruppo Kth, selezionato dopo un bando di gara a cui hanno partecipato dieci candidati, gestirà il terminal per 25 anni. Un quadro promettente, a maggior ragione se si considera che il porto ha annunciato un utile netto di 6,3 miliardi di franchi cfa (oltre 9,6 milioni di euro) nel 2020 e di sette miliardi di franchi (oltre 10,6 milioni di euro) nel 2021. [SEGUE]
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    Germania impegnata a promuovere il settore del cotone

    CAMERUN - La Germania si è impegnata a promuovere il settore del cotone del Camerun: l’impegno è stato rinnovato in occasione di un incontro che ha riunito le parti interessate a Yaoundé. Attraverso la cooperazione, il Paese europeo cerca di rafforzare la produzione di cotone nelle regioni di Adamawa, del Nord e dell’Estremo Nord. Queste regioni sono considerate le aree più colpite dalla povertà con l’80% delle persone che sopravvive grazie all’agricoltura e all’allevamento. L’incontro – secondo i media nazionali – si è quindi svolto per rafforzare la produzione e la lavorazione locale del cotone. I funzionari hanno anche discusso le misure per migliorare lo sviluppo trasformando il cotone in tessuto. Elena Leonhardt, primo segretario della Cooperazione tedesca, si augura che “questa sia la base per lo sviluppo di questi altri settori, non solo per la produzione di cotone, ma per la trasformazione del cotone in tessile”. [GT]
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    Oms, epidemia di Ebola sotto controllo

    REP DEM CONGO - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha confermato che, nella Repubblica Democratica del Congo, l’epidemia di Ebola, nel nord-ovest del Paese, è sotto controllo. L’epidemia è scoppiata poco più di due settimane fa nella città di Mbandaka, capitale della provincia dell’Equateur, e finora ha provocato tre vittime. Ma secondo il dottor Mory Keita, responsabile della risposta all’epidemia presso l’Oms, non ci sono stati nuovi casi dal 4 maggio, il che “è incoraggiante”. “Abbiamo ancora circa 480 casi di contatto che vengono monitorati, tutti i pilastri della risposta stanno già lavorando sul campo. Abbiamo vaccini in loco, ma anche trattamenti specifici, anch’essi in loco”, ha spiegato Keita. Nei giorni scorsi, l’epidemiologo congolese Jean-Jacques Muyembe, che è anche direttore generale dell’Istituto nazionale di ricerca biomedicale congolese, aveva già fatto sapere che “grazie al vaccino e ai nuovi farmaci oggi ebola non è più una minaccia”. In quattro anni, il virus è apparso tre volte in questa provincia congolese. L’ultima epidemia risale a quasi due anni fa, nel novembre 2020. L’analisi della sequenza genetica ha concluso che si tratta di un ceppo diverso da quello apparso tra maggio e luglio 2018. [VGM]
  • Camerun Free

    Fondi europei per ammodernamento linea ferroviaria

    CAMERUN - Sono pari a 123 milioni di euro i fondi che l'Unione europea ha approvato di concedere al governo del Camerun per l'ammodernamento della linea ferroviaria lunga 330 chilometri tra Belabo e Ngaoundere.

    A segnalarlo sono i media specializzati, dai quali si apprende che i fondi consistono in un prestito di 106 milioni di euro da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) e di una sovvenzione di 17,1 milioni di euro della stessa Unione europea.

    Secondo le informazioni rese note, i fondi sosterranno la realizzazione di un progetto del valore complessivo di 243 milioni di euro per consentire un trasporto ferroviario merci e passeggeri più veloce e affidabile tra il Camerun centrale e settentrionale, migliorare i collegamenti tra il porto di Douala, il Ciad e la Repubblica centrafricana e fornire un’alternativa sostenibile al trasporto su strada.

    Da quando è stata inaugurata nel 1974, la ferrovia tra Belabo e Ngaoundéré non è mai rinnovata: i lavori annunciati sono il secondo più importante progetto realizzato nel settore ferroviario in Camerun negli ultimi 20 anni, dopo il rinnovo della tratta lunga 175 chilometri tra Batschenga e Ka'a.

    Una volta che i lavori di ammodernamento saranno completati nel 2028, più di 1 milione di passeggeri all’anno dovrebbero beneficiare del servizio migliorato e l’ammodernamento della ferrovia dovrebbe stimolare la crescita economica e creare posti di lavoro lungo il percorso e nel nord del Camerun. Il progetto include l’aggiornamento dei binari e i lavori di ingegneria, il miglioramento delle strutture delle stazioni e il miglioramento della sicurezza dei passaggi ferroviari. Una volta completate, le linee dovrebbero permettere ai treni passeggeri di viaggiare a 90 km all’ora e ai treni merci a 70 km all’ora.

    Il nuovo prestito per la ferrovia Belabo, Ngaoundere rappresenta il più grande finanziamento della Bei per investimenti nei trasporti nell’Africa subsahariana e il più grande investimento singolo in Camerun. [MV]