Ghana

Approvata creazione hub petrolifero nella regione Occidentale

GHANA – Il governo di Accra ha approvato la creazione dell’atteso hub petrolifero nella regione Occidentale, che ospiterà tutti i progetti infrastrutturali legati al settore degli idrocarburi.

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    SENEGAL - E’ stata inaugurata, ieri, la centrale fotovoltaica di Diass, nella regione senegalese di Thies, in presenza del presidente Macky Sall e del suo omologo Olaf Scholz, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania. Come precisa la stampa locale, la centrale, con una capacità di 23 MW, è infatti il risultato della cooperazione senegalese-tedesca ed è uno dei tre componenti del programma di promozione delle energie rinnovabili avviato dai due Paesi per un importo di 34 milioni di euro. L’energia prodotta dall’impianto, costato più di 20 milioni di euro, alimenterà più di 33.000 famiglie e genererà un risparmio stimato in 1.743.837.888 franchi Cfa all’anno per lo Stato del Senegal, attraverso Senelec, rispetto a una centrale a olio termico. [VGM]
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    GHANA - Otto aziende danesi della catena del valore dell’agricoltura e della logistica hanno iniziato a esplorare le opportunità di mercato e ad ampliare i partenariati commerciali con le imprese locali per aiutare il Ghana a risolvere le perdite alimentari post-raccolta. Lo riferisce la stampa locale precisando che le aziende sono Arla Foods, Titan, Maersk, Cimbria, Danfoss, DanBred, Foss analytics e Orana. Secondo le medesime fonti, si stima che oltre il 50% della produzione in alcune catene di valore selezionate vada persa a causa di perdite e sprechi alimentari post-raccolta, prima che i prodotti raggiungano il consumatore. Le aziende forniranno logistica della catena del freddo, trasporto, sicurezza alimentare e lavorazione, oltre a strutture di stoccaggio, per aiutare il Ghana a risolvere le perdite post-raccolto in cambio di reddito e di una crescita economica sostenibile. L’obiettivo è anche quello di aiutare il Ghana a creare un’economia alimentare e agricola più verde, sicura e prospera. Tom Norring, Ambasciatore di Danimarca in Ghana, intervenendo ieri ad Accra, in occasione di un incontro business to business (B2B) tra i rappresentanti delle otto aziende e le imprese ghanesi e altri stakeholder della catena del valore agricola, ha detto: “grazie all’attenzione per l’innovazione e l’apprendimento, le aziende danesi sono ben posizionate per collaborare con i produttori agricoli ghanesi per aumentare la produttività e i rendimenti per le imprese del Ghana”. Ha poi aggiunto che le aziende danesi sono desiderose di incontrare e confrontarsi con le imprese ghanesi per stringere collaborazioni fruttuose e rafforzare i legami. L’Ambasciatore ha osservato che, sebbene il Ghana abbia registrato un aumento della produzione alimentare: “la perdita e lo spreco di cibo post-raccolta sono una sfida importante, e si stima che più del 50% della produzione in una catena di valore selezionata vada sprecata nel Paese”. Ha dichiarato che l’entità della perdita di cibo nel Paese, che ha un impatto negativo sul clima, rappresenta anche un’opportunità commerciale che potrebbe essere sfruttata per trasformare l’attuale perdita in valore. Norring ha indicato che le perdite post-raccolta sono in parte dovute alla mancanza di investimenti nella catena del freddo e alla scarsa efficienza della produzione zootecnica, sottolineando la necessità di un coordinamento e di una migliore regolamentazione. [VGM]
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    Nasce ad Accra l'Accademia nazionale del digitale

    GHANA - Il ministro delle Comunicazioni e della Digitalizzazione, Ursula Owusu-Ekuful, ha dato il via ieri alle attività della la National Digital Academy (Nda) invitando i giovani a cogliere le opportunità del digitale per sviluppare le proprie competenze. Iniziativa di Smart Africa, un think tank digitale, la Nda, nell'ambito della Smart Africa Digital Academy (Sada), finanziata dalla Banca Mondiale, ha l'obiettivo di formare i giovani con competenze digitali per colmare il gap di competenze nel settore. Come prcisano i media locali, l'accademia si occuperà anche di sviluppare le capacità degli alti funzionari governativi e dei responsabili politici con competenze digitali "per un processo decisionale efficace". [VGM]
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    Cacao, Abuja interessata a entrare in accordo su...

    NIGERIA - La Nigeria ha espresso il proprio interesse ad unirsi al Ghana e alla Costa d'Avorio nell'implementazione di un Living income differential (Lid, differenziale di reddito vivo) di 400 dollari per ogni tonnellata di semi di cacao venduti, per aumentare i benefici per i coltivatori. Abdullahi Abubakar, direttore del ministero federale nigeriano dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, che ha guidato un gruppo di lavoro presso l'Ente per il Cacao del Ghana, ha dichiarato che questa iniziativa contribuirà ad aumentare il reddito dei piccoli coltivatori di cacao. Come precisa la stampa locale, la delegazione si trovava nel Paese per incontrare i funzionari del Cocobod e per esaminare le operazioni del Lid a favore dei piccoli coltivatori di cacao del Ghana. Abubakar, che ha letto il discorso a nome di Ernest Umakhihe, segretario permanente del ministero Federale dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, ha affermato che l'industria nigeriana del cacao, non regolamentata e liberalizzata, sta privando i piccoli coltivatori delle entrate annuali perché non sono in grado di riscuotere il Lid. Il sistema Lid, istituito dalla Costa d'Avorio e dal Ghana nel 2019, "è destinato a diventare l'organizzazione dei mercati del cacao dell'Africa e, se pienamente attuato nella regione, può essere paragonato all'organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, dove i prezzi del cacao saranno regolamentati", ha detto aggiungendo che "l'adesione della Nigeria al sistema Lid garantirà inoltre che il premio applicato all'industria del cioccolato, che vale 100 miliardi di dollari, contribuisca ad aumentare il reddito dei piccoli agricoltori". Commentando l'interesse, l'amministratore delegato del Cocobod, Joseph Boahen Aidoo, ha affermato che è necessario creare alcune strutture affinché il Lid funzioni in Nigeria. Mentre il Ghana e la Costa d'Avorio hanno implementato un sistema di regolamentazione centralizzato, in Nigeria il commercio e la commercializzazione sono infatti affidati a singole società private senza alcuna regolamentazione centralizzata. "Questo rende difficile che il Lid arrivi senza problemi agli agricoltori, perché il Lid dovrebbe essere dato a tutti gli agricoltori. Ma se non c'è controllo, diventa difficile garantire la conformità del flusso", ha detto Aidoo. Inoltre, la Nigeria deve aderire all'Iniziativa per il Cacao del Ghana e della Costa d'Avorio, firmare la Carta del Cacao e assicurarne la promulgazione da parte dell'assemblea nazionale per poter beneficiare dell'iniziativa. La Nigeria, a suo avviso, entrando a far parte dell'iniziativa, "rappresenterebbe una forza formidabile" e avrebbe più voce in capitolo sul mercato nella determinazione dei prezzi. [VGM]
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    NIGERIA - Il governo nigeriano ha approvato una nuova legge sul sistema delle assicurazioni che mira ad ampliare la copertura a favore dei cittadini vulnerabili che non possono permettersi i costi dell'assistenza sanitaria in quello che è il Paese più popoloso d’Africa.  Il National Health Insurance Authority Bill 2022 "garantirà la copertura di 83 milioni di nigeriani poveri che non possono permettersi di pagare i premi", ha dichiarato il presidente Muhammadu Buhari in un comunicato.  Circa otto nigeriani su 10 non hanno una copertura assicurativa sanitaria nella più grande economia africana, secondo un sondaggio di novembre. La maggior parte dei nigeriani - ma è un fenomeno diffuso in tutto il continente - paga in contanti se deve recarsi in una struttura sanitaria in caso di malattia.  La legge istituisce un fondo per i gruppi vulnerabili che sarà finanziato attraverso un fondo per la fornitura di assistenza sanitaria di base, un prelievo sull'assicurazione sanitaria, un fondo di intervento speciale, nonché i proventi di investimenti, donazioni. [MS]
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    Cacao, progetti di rilancio e risultati attesi

    GHANA - I programmi finanziati anche da Cdp, fa sapere Cocobod, stanno già dando i loro frutti: hanno consentito un primo sviluppo dell’industria locale per la trasformazione del cacao e stanno effettivamente svolgendo una funzione di stimolo dell’economia nazionale, tanto più importante se calato nel contesto di congiuntura globale determinato dalla pandemia. Secondo l’ultimo rapporto disponibile, Cocobod ha aumentato il numero di impiegati a sua disposizione, passando dai circa ventimila di maggio 2020 a 30.368, la resa media per ettaro è salita da 450 a 500 chilogrammi ed è aumentata anche la capacità di lavorazione di fave di cacao (da 206 a 262.000 tonnellate). Un trend positivo che sarà rafforzato dall’espansione della capacità di stoccaggio (oltre settecentomila tonnellate dalle iniziali seicentomila), necessario per far fronte alla rinnovata capacità produttiva, dall’aumento del consumo locale di cacao con l’obiettivo di arrivare a 1,5 chili per abitante entro un arco di cinque anni; e infine da una capacità di lavorazione del cacao che dovrà arrivare al 50% della produzione nazionale.  Questo maggiore impegno sul piano industriale è accompagnato da una serie di misure prese per migliorare l’intero comparto anche sotto altri profili. Cocobod ha messo in atto diversi programmi per contrastare i casi di lavoro minorile, come le iniziative di sensibilizzazione rivolte alle comunità rurali che prevedevano il ricorso ai capi tradizionali per veicolare il messaggio in maniera più efficace. Sono stati poi realizzati corsi di formazione per gli agenti di Cocobod, anche qui per sensibilizzare sui temi del lavoro minorile facendo in questo caso perno sui rappresentanti dell’azienda che hanno contatti diretti con i produttori. La società ha poi contattato una quindicina di stazioni radiofoniche attive nelle aree dove è più alto il rischio di lavoro minorile e ha effettuato una campagna di informazione sui risvolti negativi di tale fenomeno e sugli strumenti utili a contrastarlo. Corsi di formazione specifici sono stati infine organizzati a beneficio delle donne attive nella filiera per aiutarle ad adottare una serie di buone pratiche nella gestione delle loro piantagioni e ottenere quindi un’adeguata redditività delle proprie attività. [MS]