Rwanda

Energia solare, appuntamento a Kigali a maggio

RWANDA – Torna a Kigali per la sua seconda edizione la fiera Solarexpo Africa, dedicata in particolare alle opportunità offerte dai sistemi con tecnologia solare e fotovoltaica a concentrazione.

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  • Gibuti Free

    Un nuovo programma nazionale per ridurre disoccupazione

    GIBUTI - Il capo di Stato di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, ha presieduto il lancio di una serie di riunioni settoriali di alto livello per l’istituzione di un nuovo programma nazionale per l’occupazione (Npne) al fine di combattere gli alti tassi di disoccupazione che interessano questo Paese dove vivono meno di un milione di abitanti. Nel corso delle riunioni si sono confrontati tutti gli attori interessati del settore pubblico e privato nonché i partner per lo sviluppo. I risultati serviranno a definire un nuovo quadro di orientamento e di azione al fine di articolare meglio la strategia nazionale per la crescita e la riduzione della povertà. Ricordando fin dall'inizio che il suo Paese è più che mai impegnato nella battaglia per la crescita e l'occupazione con “un pacchetto di grandi riforme” per rilanciare l’economia e il mercato del lavoro duramente colpiti dalle misure restrittive imposte dalla pandemia, Guelleh ha chiesto di accelerare la ricostruzione del settore dell’occupazione e dell’inclusione sociale. “Nonostante le nostre enormi possibilità economiche in tutte le aree, dobbiamo affrontare molti vincoli socioeconomici legati principalmente alla disoccupazione se consideriamo che la maggior parte della nostra popolazione attiva è giovane”, ha affermato il capo dello Stato. Da parte sua, il ministro del Lavoro, Isman Ibrahim Robleh, ha spiegato che la Npne si concentrerà sul miglioramento del mercato occupazionale, sulla riduzione della disoccupazione e sul miglioramento della governance del mercato del lavoro. Ha anche affermato che la Npne prevede di creare più di 5.000 posti di lavoro nei settori pubblico e privato per il 2020-2021, un aumento del tasso di occupazione del 35% in due anni, che secondo lui consentirà una riduzione del tasso di disoccupazione del 25% in quattro anni. [MS]
  • Tanzania Free

    Elezioni generali domani, per la presidenza è un...

    TANZANIA  - In lizza per un secondo mandato consecutivo alla presidenza della Tanzania, il capo di Stato uscente John Magufuli ha concluso la sua campagna elettorale ieri presso lo stadio Sheik Amri Abeid di Arusha, la città nordorientale che ospita la sede della Comunità dell’Africa Orientale. Agli abitanti di Arusha, il candidato del Chama Cha Mapinduzi (Ccm, il partito della Rivoluzione), ha promesso di occuparsi delle 10 principali sfide della regione: collegare i villaggi remoti all’elettricità, migliorare la rete idrica affinché tutti abbiano l’acqua in città, migliorare le infrastrutture stradali, occuparsi dei problemi degli imprenditori. Magufuli ha anche denunciato tentativi di dividere l’opinione su base etnica, chiedendo ai cittadini di ignorare i tentativi di strumentalizzazione e promettendo di essere il presidente di tutti i tanzaniani. Il capo di Stato uscente, che aveva acquisito grande popolarità nei primi anni del suo mandato, investendo sulla sanità, infrastrutture, contrastando la corruzione e agendo per difendere gli interessi della Tanzania davanti alle grandi multinazionali, è accusato di aver svoltato verso la non democrazia, reprimendo la libertà di espressione, imbavagliando la stampa e inibendo qualsiasi forma di dissenso. Al suo principale avversario, Tundu Lissu, candidato del Chadema Party, la commissione elettorale ha vietato di fare campagna per una settimana, dopo che questi aveva denunciato alcune scorrettezze. A Seif Sharif Hamad, leader dell’opposizione a Zanzibar, stati imposti 5 giorni di “fermo”. Le affissioni di manifesti, grazie all’invenzione di una nuova tassa, sono diventate costosissime, tanto che vari candidati – Lissu compreso – hanno deciso di farne a meno. Lissu è tornato in Tanzania a luglio dopo tre anni di autoesilio in Belgio, dove era andato a farsi curare in seguito a un tentato omicidio di probabile matrice politica. Ha raccolto i consenti di altri oppositori politici, in particolare del partito ACT Wazalendo per far fronte comune contro «il bulldozer» Magufuli. Oltre al duello Magufuli-Lissu, sono in gara l’ex ministro degli Esteri Bernard Membe e l’economista Ibrahim Lipumba. Alle elezioni presidenziali di domani non sono stati invitati osservatori dell’Unione Europea. L’opposizione denuncia ostacoli nell’accreditarsi i propri osservatori. Le elezioni del 28 ottobre non saranno solo presidenziali: circa 29 milioni di tanzaniani sono chiamati a eleggere anche i legislatori e i governatori locali. Nell’arcipelago semi-autonomo di Zanzibar, il presidente Ali Mohamed Shein deve cedere la poltrona dopo due mandati. Il suo delfino è Hussein Ali Hassan Mwinyi, figlio dell’ex presidente Ali Hassan Mwinyi. Il candidato dell’opposizione è Seif Sharif Hamad, in lizza per la sesta volta dall’introduzione del multipartitismo nel 1995. [CC]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Unione Africana fa ripartire colloqui a tre per diga...

    ETIOPIA / EGITTO / SUDAN - Riprenderanno oggi, su iniziativa dell’Unione Africana, i colloqui tra Egitto, Sudan ed Etiopia in merito alla diga sul Nilo Blu che quest’ultima ha realizzato e che ora intende utilizzare per la produzione di energia elettrica. La questione da risolvere e sulla quale è nata la disputa riguarda i tempi di riempimento del bacino formato dalla diga ma non solo.  L’Etiopia vorrebbe riempire il bacino nel più breve tempo possibile, l’Egitto chiede che il riempimento avvenga nell’arco di più anni e che la gestione tenga comunque conto dei livelli dell’acqua anche negli anni successivi. Il Cairo è infatti preoccupata che la diga possa portare a una riduzione significativa delle risorse d’acqua a sua disposizione. Più mitigata è la posizione del Sudan che però dalla caduta di Omar Hassan al-Bashir ha tenuto una posizione più vicina a quella egiziana.  I colloqui di oggi fanno seguito a pressioni significative esercitate dagli Stati Uniti sull’Etiopia. Ai colloqui, annunciati dal capo di Stato sudafricano Cyril Ramaphosa, presidente di turno dell’Unione Africana prenderanno parte il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il primo ministro etiopico Abiy Ahmed, e il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok.  Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump aveva ipotizzato un raid egiziano per distruggere la diga. Affermazioni pesanti che avevano incontrato dure reazioni da parte di Addis Abeba. La diga, nei piani etiopici, sarà in grado di produrre 6000 MW di energia da utilizzare in parte per il proprio fabbisogno e in parte da vendere per ricavarne valuta pesante. [MS]
  • EgittoEtiopia Free

    Trump ipotizza raid egiziano contro la Gerd, Addis...

    ETIOPIA - Non sono piaciuti all’Etiopia i commenti del presidente statunitense Donald Trump che parlando della normalizzazione dei rapporti tra Sudan e Israele ha poi aggiunto che l’Egitto potrebbe anche decidere di bombardare la diga sul Nilo Blu costruita dall’Etiopia e contestata dal Cairo e in merito alla quale da anni vanno avanti colloqui tra etiopi, egiziani e sudanesi.  Il ministro degli Esteri dell’Etiopia ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti per chiedere chiarimenti, dicendo che “l’incitamento alla guerra tra l’Etiopia e l’Egitto da un presidente degli Stati Uniti in carica non riflette la partnership di lunga data e l’alleanza strategica tra l’Etiopia e gli Stati Uniti né è accettabile ai sensi del diritto internazionale che regola le relazioni tra Stati. Senza nominare Trump o gli Stati Uniti, l’ufficio del primo ministro Abiy Ahmed ha rilasciato una dichiarazione critica. La Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd) è un’opera infrastrutturale realizzata dall’italiana Salini-Impregilo da 4,6 miliardi di dollari che per l’Etiopia è motivo di orgoglio nazionale ma anche opera strategica per produrre e vendere energia. [MS]
  • Uganda Free

    Un hub logistico a Gulu

    UGANDA - Il governo ugandese ha iniziato a costruire un hub logistico nel distretto settentrionale di Gulu per promuovere il commercio regionale. La notizia è stata riferita dallo stesso ufficio di presidenza. Il presidente Yoweri Museveni ha anche avviato la riabilitazione della linea ferroviaria Tororo-Gulu di 375 chilometri, che collegherà l’hub a una linea ferroviaria che collega l’Uganda al porto keniano di Mombasa. “Il trasporto ferroviario è più economico del trasporto su strada” ha sottolineato Museveni “e il collegamento con Mombasa sarà molto più veloce ed economico una volta che la ferrovia a scartamento standard sarà stata costruita”. Entrambi i progetti sono interconnessi e finanziati dal governo e dall’Unione Europea. Il governo ha riferito che una volta completato, l’hub logistico sarà in grado di gestire più di 200.000 container all’anno e andrà a beneficio oltre che dell’Uganda anche di repubblica democratica del Congo e Sud Sudan. [MS]
  • Rwanda Free

    Anche arcivescovo di Kigali nella lista nuovi cardinali

    RWANDA - C’è anche l’arcivescovo di Kigali, monsignor Antoine Kambanda, nella lista dei tredici nuovi cardinali resa nota ieri da Papa Francesco. I nuovi cardinali saranno creati in occasione del Concistoro che si terrà il prossimo 28 novembre.  Nato nel 1958 a Kigali, monsignor Kambanda ha avuto tutti i membri della sua famiglia uccisi durante la guerra del 1994, tranne un fratello, che vive attualmente in Italia. Ha frequentato le scuole primarie in Burundi e in Uganda, completando poi in Kenya le scuole secondarie. È rientrato in Rwanda dopo aver terminato la Filosofia e due anni di Teologia. Ha concluso gli studi teologici nel Seminario Maggiore di Nyakibanda (Diocesi di Butare). È stato ordinato sacerdote l’8 settembre 1990 da San Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita pastorale in Rwanda. Il 7 maggio 2013 è stato nominato Vescovo della diocesi di Kibungo fino al 19 novembre 2018 quando il Santo Padre Francesco lo ha nominato Arcivescovo di Kigali.