Ghana

Accra punta a ospitare sede iniziativa libero scambio

GHANA – Il governo ghanese ha chiesto ufficialmente il supporto degli altri Paesi membri della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) per ospitare ad Accra la sede del futuro segretariato dell’iniziativa di libero scambio continentale.

(220 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Costa Avorio Free

    Tensione alla vigilia delle presidenziali, Gbagbo...

    COSTA D'AVORIO - Alla vigilia delle elezioni presidenziali in programma domani, a fare notizia in queste ore è l’intervista rilasciata ieri dall’ex presidente Laurent Gbagbo al canale francofono TV5 Monde.  Da Bruxelles dove attende sviluppi giudiziari dopo essere stato assolto dalla Corte penale internazionale (Cpi) nel gennaio del 2019, Gbagbo ha tentato di entrare nella gara elettorale ma la sua candidatura è stata respinta. «In questa lotta attorno alla questione del terzo mandato [quello che sta cercando il presidente uscente Alassane Ouattara, Ndr], sono decisamente schierato dalla parte dell’opposizione» ha detto il fondatore del Fronte popolare ivoriano (Fpi), rimasto, nonostante l’incarcerazione per presunti crimini contro l’umanità all’Aja, una delle figure più importanti del panorama politico ivoriano degli ultimi 30 anni. A poche ore dalla chiamata alle urne, le dichiarazioni di Gbagbo non spegneranno il fuoco che bolle in pentola, ma confortano le posizioni dell’opposizione, in particolare l’attuale leader del Fpi Pacal Affi-Nguessan e Henri Konan Bedie, ex presidente e storica figura del Pdci, che da settimane invita la popolazione la «disobbedienza civile». «Stiamo andando dritto verso la catastrofe. È per questo motivo che parlo oggi. Affinché si sappia che non sono d’accordo per andare piedi e pugni legati verso la catastrofe. Bisogna dialogare» ha aggiunto Gbagbo, privo di passaporto per tornare in Costa d’Avorio e in attesa di un possibile processo in appello richiesto dalla procuratrice della Cpi. Intanto, da Abidjan, fonti di InfoAfrica riferiscono di un clima molto teso in questa vigilia elettorale. «Strade quasi deserte alle 21.00, qui è una cosa mai vista», racconta un esponente della società civile, ricordando che è dal mese di marzo che le manifestazioni sono vietate. Un paradosso, visto che la campagna è stata invece autorizzata. «Ma è stata una campagna particolarmente cupa, molto diversa da quelle viste i passato» precisa il nostro interlocutore. Domani Alassane Dramane Ouattata, eletto nel 2010 a seguito di una grave crisi post-ekettorale politico-militare che ha visto le proprie forze opposte a quelle del presidente uscente Gbagbo, cercherà di ottenere un altro mandato alla guida dello Stato. La terza candidatura, ritenuta anticostituzionale da parte dell’opposizione e della società civile, è stata decisa dopo il decesso improvviso del delfino che Ouattara aveva  scelto, Amadou Gon Coulibaly. La forte crescita macroeconomica che ha caratterizzato la presidenza di Ouattara, i grandi progressi nelle infrastrutture nel Paese, nascondono, secondo i detrattori del terzo mandato, un’assenza di volontà di dialogare e di riunificare davvero un Paese che nel 2002 è stato spaccato in due. «Numerosi cittadini sono stati costretti all’esilio, ci sono ancora molti detenuti in carcere, è mancata la volontà di riconciliazione» sostiene la fonte della società civile, che preferisce mantenere l’anonimato per motivi di sicurezza. Sulla carta, sono tre gli avversari di Ouattara: Henri Konan Bedié, Pascal Affi N’guessan e un fuoriuscito dal partito di Bedie, Kouadio Konan Bertin. Quest’ultimo gioca la carta del rinnovamento e della gioventù – ha solo 51 anni – mentre gli altri due sono fautori della linea della disobbedienza, in segno di protesta. [CC]
  • AfricaNigeria Free

    Stallo WTO, gli USA contro la candidata nigeriana

    NIGERIA - La candidata nigeriana alla guida dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO), Ngozi Okonjo-Iweala, ha ottenuto il sostegno della maggior parte dei Paesi membri dell’istituzione internazionale, ma non quello degli Stati Uniti d’America.

    A certificarlo è anche un comunicato ufficiale della stessa OMC attraverso il quale il presidente del Consiglio generale dell’OMC, il neozelandese David Walker, dichiara il sostegno dell’organizzazione all’ex ministra delle Finanze nigeriana raccomandandone la sua nomina alla guida dell’Organizzazione mondiale del commercio (clicca qui per la sua versione originale).

    Tale valutazione, si legge nel comunicato, “è stata contestata dagli Stati Uniti che hanno affermato di voler continuare a sostenere il ministro Yoo e di non poter sostenere la candidatura del dottor Ngozi Okonjo-Iweala”.

    In una nota diffusa dall’Ufficio del Rappresentante degli Stati Uniti per il Commercio (USTR) disponibile qui, viene precisato che l’OMC si trova in un momento di “disperato bisogno di riforme” e che “deve essere essere guidata da qualcuno con una reale esperienza pratica sul campo”, aggiungendo che la ministra del Commercio coreana Yoo Myung-hee “è un'esperta di commercio in buona fede che si è distinta durante una carriera di 25 anni come negoziatore commerciale di successo e responsabile della politica commerciale” e che “ha tutte le competenze necessarie per essere un leader efficace dell'organizzazione”.

    Secondo il portale d’informazione nigeriano Sahara Reporters, Ngozi Okonjo-Iweala avrebbe ottenuto il sostegno di 163 Paesi membri dell’OMC su un totale di 164. Una decisione formale sul processo di selezione del prossimo direttore generale dell’OMC è prevista il prossimo 9 novembre. Dall’anno della sua fondazione nel 1995, tutti i direttori generali dell’organizzazione sono stati nominati per consenso all’unanimità. [MV]

  • Ghana Free

    Investimenti record nel primo semestre

    GHANA - Il flusso degli investimenti diretti esteri verso il Ghana registrato nel primo semestre di quest’anno ha toccato una quota record di 785,62 milioni di dollari, secondo i dati del Centro per la promozione degli investimenti del Ghana (GIPC).

    A comunicarlo è stata la stessa agenzia governativa ghanese, sottolineando come l’afflusso di investimenti esteri sia proseguito anche nel secondo trimestre di quest’anno nonostante la pandemia di covid-19, rimbalzando anzi rispetto ai livelli registrati nel primo trimestre.

    Geograficamente, la diffusione dei progetti d’investimento segnalati dal GIPC riguarda sei regioni, vale a dire quella di Grande Accra, quella Centrale, Orientale, Ashanti e Volta con la maggior parte dei progetti registrati nell’area di Grande Accra.

    Complessivamente si tratta di 69 progetti, anche se non è stato specificata la distinzione per settore e industria. [MV]

  • Ghana Free

    Verso gara impianto solare da 100 MW

    GHANA - Una gara per la realizzazione di un impianto solare della capacità di 100 MW sarà presto indetta dal governo ghanese. Lo ha riferito il ministro dell’Energia John-Peter Amewu dando indicazioni in tal senso alla Electricity company of Ghana.  Il ministro ha ricordato gli obiettivi che l’esecutivo si è posto per aumentare la quota di generazione di energia che fa capo a fonti rinnovabili e sottolineato i recenti emendamenti al Renewable Energy Act del 2011.  Pur essendo un Paese che è entrato nel novero delle nazioni produttrici di petrolio, il Ghana ha un’economia relativamente diversificata e sta portando avanti con decisione una politica energetica che ha individuato nelle rinnovabili lo strumento da utilizzare nell’elettrificazione delle zone rurali. [MS]
  • Nigeria Free

    Dangote rinvia quotazione a Borsa Londra

    NIGERIA - Aliko Dangote ha nuovamente ritardato i piani di quotazione della sua società di produzione di cemento alla Borsa di Londra. L’uomo più ricco della Nigeria e del continente ha deciso invece di concentrarsi sull’aumento delle esportazioni e aumentare le riserve di valuta estera della sua società. Dangote Cement Plc, il più grande produttore di materiali da costruzione del continente, non dovrebbe quotarsi nel Regno Unito almeno fino al 2023, hanno riferito fonti della società a Bloomberg. Aliko Dangote, 63 anni, che ha un patrimonio netto di oltre 14 miliardi di dollari, ha da tempo espresso la sua ambizione per Dangote Cement di avere una quotazione secondaria a Londra per diversificare la proprietà e ottenere l’accesso a fondi più economici sui mercati internazionali. [MS]
  • Nigeria Free

    Centrale solare a Kaduna

    NIGERIA - La realizzazione di una centrale solare fotovoltaica nello Stato di Kaduna, in Nigeria,  è frutto di un accordo raggiunto dalla compagnia di distribuzione locale Kaduna Electric Distribution Company (Kadeko) e dallo sviluppatore Konexa. Il progetto prevede una centrale da 2,5 megawatt, otto mini-grid, con la rete di distribuzione annessa, impianti per abitazioni private, un sistema di misurazione digitale. Il costo previsto è di 50 milioni di euro, in parte finanziati dal Climate Fund Managers (CFMs). Sono coinvolti come partner anche Shell, la fondazione  Rockefeller, il governo britannico, il Commonwealth e il Cfm. La chiusura finanziaria del progetto dovrebbe essere pronta ai primi del 2021. Il sistema consentirà di allargare il numero di utenti e di coprire aree rurale finora tagliare fuori dalla rete di distribuzione. I sostenitori del progetto sono convinti che possa avere un impatto trasformativo su tutto il settore dell’energia in Nigeria, offrendo la possibilità di colmare i bisogni laddove non arriva l’infrastruttura. [CC]