Africa

Exco una “scommessa vinta”, appuntamento a maggio 2020 per nuova edizione

AFRICA – Una scommessa vinta: ha usato queste parole la vice ministra degli Esteri italiana Emanuela Del Re, chiudendo lo scorso venerdì a Roma la prima edizione di Exco, l’expo della cooperazione internazionale.

L’evento sarà replicato il prossimo anno e già sono state fissate le date: 13,14 e 15 maggio 2020.

A fare da sfondo alla manifestazione ospitata a Fiera di Roma numeri che secondo gli organizzatori ‘suonano’ bene per una prima edizione; 200 espositori, 6000 visitatori, una grande visibilità come sottolineato da Pietro Piccinetti, amministratore e direttore generale di Fiera di Roma.

© Riproduzione riservata

Ultimi articoli della sezione Africa

  • AfricaGhana Free

    Al via ad Accra le riunioni annuali della Banca...

    AFRICA - Al via oggi, ad Accra, in Ghana, gli incontri annuali della Banca africana di sviluppo (AfDB) che si tengono in parte in presenza, dopo due anni di videoconferenze a causa della pandemia da Covid-19. Le riunioni prevedono la partecipazioni di circa 3.000 delegati, tra dirigenti e azionisti della Banca, per fare il punto della situazione. Il tema di quest’anno è “Favorire la resilienza climatica e una giusta transizione energetica per l’Africa”, in linea con i preparativi per la Cop27 che si terrà a Sharm el-Sheikh a novembre. Il presidente dell’AfDB, Akinwumi Adesina, ha parlato ieri alla stampa delle principali sfide della conferenza e delle dinamiche che verranno instaurate. Siccità, cicloni e fenomeni meteorologici estremi stanno devastando il continente, un cambiamento climatico che ha un costo umano e finanziario, sedcondo Adesina. “Il conto è di 50 miliardi di dollari, ogni anno, entro il 2040. Non siamo responsabili del cambiamento climatico, ma soffriamo in modo sproporzionato delle sue conseguenze negative”, ha affermato. In termini di azione per il clima, l’AfDB ha raddoppiato il suo budget, secondo quanto dichiarato Akinwumi Adesina insistendo sulla necessità di una giustizia climatica e ricorda che i Paesi del Nord hanno impegni da rispettare nei confronti del continente. Un altro argomento di interesse è l’Ucraina e la carenza di cibo nel continente causata da questo conflitto. Alla vigilia di questa importante assemblea, il Consiglio di amministrazione della Banca africana di sviluppo ha approvato un finanziamento di 1,5 miliardi di dollari. Di questa iniziativa dovrebbero beneficiare 20 milioni di agricoltori africani che riceveranno, tra l’altro, le sementi. L’obiettivo è produrre rapidamente 38 milioni di tonnellate di cibo. [VGM]
  • Africa Free

    Rinnovabili, Res4Africa festeggia dieci anni di vita

    AFRICA - Con una iniziativa in programma oggi a Roma, la Fondazione Res4Africa celebrerà oggi i suoi dieci anni di esistenza. Tema della giornata la transizione energetica, fulcro attorno a cui ruota tutta l’attività di una Fondazione che vede al suo interno una serie di attori europei coinvolti nello sviluppo delle energie rinnovabili. All’iniziativa è prevista la partecipazione dei vertici del gruppo Enel: dal Ceo e general manager Francesco Starace, al Ceo di Enel Green Power e presidente di Res4Africa, Salvatore Bernabei. I lavori saranno aperti dal segretario generale della Fondazione, Roberto Vigotti. Tra i vari interventi previsti quelli della vice ministra degli esteri italiana Marina Sereni, del direttore generale di Irena, Francesco La Camera, nonché di diversi ospiti internazionali. [MS]
  • Africa Free

    Università Cattolica a sostegno start-up africane

    AFRICA - Sono 38 le nuove startup e Pmi africane sostenute dall’acceleratore promosso dall’Università Cattolica di Milano con E4Impact Foundation. L’E4Impact Accelerator, questo il nome dell’acceleratore, è un programma implementato dalla Fondazione e finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). La nuova fase, si legge in un comunicato, è stata appena inaugurata a Nairobi, in Kenya, e coinvolge 26 startup accelerate e 12 incubate.  I principali settori in cui operano le 26 imprese accelerate sono quello dell’agri processing – ossia la lavorazione e trasformazione di prodotti provenienti dall'agricoltura, dalla silvicoltura, dall'allevamento o dalla pesca - della sostenibilità e del manufactoring. A seguire il Tech e quelle attive nel fashion&design e nella pelletteria. Le 12 startup incubate, invece, operano in ambito fintech, B2B Saas, nel settore energetico, agricolo e della trasformazione della frutta.  E4Impact Accelerator è stato lanciato nel 2018 dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con la Fondazione E4Impact - impegnata nella promozione di programmi di imprenditoria a forte impatto sociale in Africa - grazie al contributo di Aics, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di startup e Pmi locali attraverso attività di formazione personalizzate, sostegno nell’accesso ai mercati e networking per facilitare l’incontro delle imprese con investitori africani e internazionali e aziende italiane. Nel dettaglio, si tratta di un programma della durata di un anno che mira a supportare le startup favorendo l’attività di training, partnership con imprese italiane, accesso ai mercati italiani, presenza nei social media, uffici a Nairobi, servizi professionali (legali, contabilità, ecc.), seed grants e supporto nel fund-raising. “Siamo felici di poter continuare a supportare la nascita e la crescita di startup e imprese in Africa”, racconta Mario Molteni, Ceo di E4Impact e Delegato del Rettore ai Rapporti con le Imprese dell’Università Cattolica. “Il supporto all’imprenditoria, in particolare in un territorio complesso come quello africano, è ancor più importante soprattutto in un momento come questo, dove alle difficoltà generate dalla diffusione della pandemia sono seguite quelle determinate dall’avvio del conflitto in Ucraina che, come ha rilevato un recente studio della Banca Mondiale, si aggiunge ai fattori che frenano la ripresa”, come l’aumento dei prezzi delle materie prime, dei beni di prima necessità e dei combustibili, oltre all’inasprimento delle condizioni finanziarie globali e la contrazione dei flussi di capitali esteri alla regione. “Grazie al nostro lavoro e con il sostegno dei nostri partner - prosegue Molteni - vogliamo dare il nostro contributo per invertire questo trend e consentire ai nostri partner di poter continuare a crescere, creare lavoro e generare valore”. [MS]
  • AfricaMarocco Free

    Torna a novembre l'Africa Hospitality Investment Forum

    AFRICA - Tornerà a svolgersi in presenza, nei pressi di Agadir in Marocco dal 2 al 4 novembre prossimi, l'Africa Hospitality Investment Forum, considerato il principale appuntamento continentale dedicato al settore dell'ospitalità.

    ttirando investitori, proprietari e sviluppatori immobiliari e alberghieri, amministratori delegati di operatori alberghieri globali e importanti servizi di consulenza da tutto il continente africano e oltre, l'evento crea un dialogo e promuove accordi tra investitori internazionali e proprietari.

    Secondo le informazioni resenote, i principali argomenti di discussione alla conferenza di novembre dovrebbero includere: gli incentivi agli investimenti turistici del settore pubblico, la ricerca di alloggi alternativi, la sostenibilità ambientale, la pianificazione delle emergenze e la gestione delle crisi.

    Oltre agli investimenti in hotel e destinazioni, il programma AHIF 2022 presenterà un'ampia panoramica dell'ospitalità dall'aviazione alle esperienze culinarie e dalla pianificazione di emergenza agli investimenti esteri in Marocco, e non solo.

    Ad oggi, i principali sponsor di quest'anno includono Host Partner, SMIT e Platinum Sponsor, Radisson e IHG.

    Per maggiori informazioni, cliccare qui. [MV]

  • Africa Free

    Africities, città più verdi contro i cambiamenti...

    AFRICA – Si è conclusa la 9a edizione del vertice Africities, tenutasi a Kisumu, cittadina del Kenya occidentale, con l’approvazione da parte dei partecipanti di nuovi piani d’azione volti ad accelerare il rinnovamento urbano in Africa. Al vertice svoltosi dal 17 al 21 maggio hanno preso parte oltre 4.000 partecipanti, tra cui ex capi di Stato e di governo, ministri, sindaci, imprenditori, ricercatori e innovatori. Dedicato al tema “Il ruolo delle città intermedie dell’Africa nell’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dell’Agenda 2063 dell’Unione africana”, questo forum di cinque giorni ha approvato un nuovo ordine di Urban Day for Africa che dà priorità alla resilienza agli shock climatici. Eugene Wamalwa, segretario del ministero del Decentramento del Kenya, ha affermato che i governi africani devono promuovere l’urbanizzazione sostenibile come prerequisito per ridurre la povertà e la disuguaglianza, fermare il degrado dell’ecosistema e proteggere le comunità locali dalla crisi climatica. “Dobbiamo iniziare ad abbracciare l’uso dell’energia pulita nelle nostre città in rapida crescita, intensificando al contempo la conservazione degli spazi verdi urbani per costruire la resilienza della comunità”, ha affermato Wamalwa. Ha sfidato gli amministratori delle città di tutto il continente a proporre nuove politiche e strumenti legislativi che possano essere sfruttati per migliorare la gestione dei rifiuti e la fornitura di servizi di base nelle principali metropoli. Pur riconoscendo che le città in rapida crescita dell’Africa sono diventate centri di innovazione e impresa, Wamalwa ha affermato che le autorità cittadine devono intensificare l’azione contro l’inquinamento, la criminalità e il sovraffollamento, al fine di aumentare l’attrazione di investimenti e talenti aggiuntivi. Tra gli argomenti trattati durante i cinque giorni del Summit Africities ci sono la creazione di città più sicure, la promozione della mobilità verde, l’adozione del principio della circolarità per combattere la minaccia dei rifiuti di plastica e creare posti di lavoro verdi, nonché il rinnovamento degli alloggi urbani. [ES]  
  • Africa Free

    Cop15, obiettivo ripristinare 1mld ettari terra

    COSTA D'AVORIO - Iniziata il 9 maggio, la conferenza Cop15 si è conclusa venerdì ad Abidjan con una trentina di impegni, tra cui “accelerare il ripristino di un miliardo di ettari di terra degradata entro il 2030 migliorando la raccolta e il monitoraggio dei dati”, si legge nella dichiarazione finale rilasciata al termine della conferenza. La Cop15 si impegna inoltre a “costruire la resilienza alla siccità identificando l’espansione delle zone aride”, a “combattere le tempeste di sabbia e polvere e altri rischi crescenti di disastri” e ad “affrontare le migrazioni forzate e gli spostamenti causati dalla desertificazione e dal degrado del territorio”. Le future riunioni della Conferenza delle Parti (Cop15) della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (Uunccd) e dei suoi organi sussidiari si terranno in Arabia Saudita (Cop16 nel 2024), Mongolia (Cop17 nel 2026) e Uzbekistan (Comitato di revisione dell’attuazione della Unccd nel 2023). Con oltre 7.000 partecipanti, la presenza di 196 Paesi e dell’Unione Europea, la diffusione di 4.000 articoli in 40 lingue in 120 Paesi del mondo, il Segretario esecutivo della Convenzione Onu per la lotta alla desertificazione, Ibrahima Thiaw, ha definito la Cop15 di Abidjan “eccezionale”. Per Ibrahima Thiaw, la questione del ripristino della terra è cruciale per l’umanità, perché il 40% del pianeta è già degradato e 1/4 delle emissioni di gas serra derivano dal degrado della terra. “Se ripristiniamo la terra, riduciamo le emissioni di CO2 e le riportiamo nel terreno”, ha dichiarato durante la conferenza stampa di chiusura. L’ivoriano Alain Richard Donwahi, presidente della Cop15, si è impegnato a raggiungere gli obiettivi prefissati: “durante questi due anni, faremo in modo di dare eco alle decisioni prese per garantire che, di fronte alle sfide globali, si possa andare verso un futuro sostenibile e prospero”, ha detto alla conferenza stampa. Durante la cerimonia di chiusura, il primo ministro ivoriano, Patrick Achi, ha invitato “tutte le parti a dare prova di efficienza e rapidità nell’attuazione dei progetti già individuati e di quelli che emergeranno domani, al fine di migliorare in modo significativo il benessere delle popolazioni della subregione e, di rimbalzo, quello del continente e del mondo intero”. Ha anche elogiato “tutti i partner tecnici e finanziari, nonché i donatori, che hanno accettato di sostenere la Costa d’Avorio nell’attuazione del “Programma Abidjan Legacy”, impegnandosi a finanziare più di 2,5 miliardi di dollari in 5 anni, rispetto agli 1,5 miliardi previsti”. Cop15 si è svolta all’insegna del tema centrale: “Terra. Vite. Patrimonio: da un mondo precario a un futuro prospero”. [VGM]