Camerun

Agricoltura, sondaggio su attività e meccanizzazione

CAMERUN – L’analisi istituzionale dell’agricoltura meccanizzata in Camerun mostra che ben il 75% delle attività agricole a livello nazionale viene effettuato con attrezzature rudimentali. Il rapporto dell’analisi, che è frutto di un’iniziativa del Ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale (Minader), realizzato con il sostegno dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, è stato presentato a Yaoundé il 14 maggio nel corso di una cerimonia presieduta dal ministro Gabriel Mbariobe.

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Ultimi articoli della sezione Africa Centrale

  • Camerun Free

    Cercansi fondi per circonvallazione Yaoundé

    CAMERUN - Una conferenza di raccolta fondi è stata lanciata in Camerun con l’obiettivo di attirare investimenti per la costruzione di un anello stradale intorno alla capitale amministrativa, Yaoundé. L’evento è stato inaugurato martedì dai ministri dell’Economia, Alamine Ousmane Mey e dell’edilizia abitativa e dello sviluppo urbano, Celestine Ketcha Courtes. Il budget ricercato è di 1.264 miliardi di franchi Cfa, pari a quasi due miliardi di euro. l finanziamento consentirà di costruire una strada lunga 92 km e larga 45 m per la circonvallazione della città, di risarcire e ricollocare le popolazioni, e di sviluppare quattro centri urbani. Identificata tra i progetti prioritari relativi al piano di sviluppo dei trasporti nella regione dell’Africa centrale, la tangenziale di Yaoundé è citata tra i progetti che possono beneficiare di finanziamenti combinati tra donazioni e prestiti di donatori dell’Unione Europea (Ue). Secondo la missione di assistenza tecnica affidata al consorzio Cowi/Ecorys, il progetto dovrebbe facilitare gli scambi tra Camerun, Ciad e Repubblica Centrafricana (CAR), consentendo ai veicoli che viaggiano sui corridoi Douala-Ndjamena e Douala-Bangui, senza attraversare Yaoundé. [CC]
  • R. Centrafricana Free

    Criptovalute, a breve il primo hub di investimento

    REP CENTRAFRICANA - La Repubblica centrafricana lancerà il primo hub di investimento legale in criptovaluta del continente africano: lo ha annunciato la presidenza centrafricana, dopo che il mese scorso il Paese è diventato il primo paese africano e il secondo al mondo ad adottare il bitcoin come valuta ufficiale. Lo riporta la Reuters, che ricorda che finora il governo di Bangui ha fornito pochi dettagli sulla sua visione del mercato dei bitcoin. L’iniziativa crittografica sarà denominata Sango e si appoggerà ad un sito web su cui gli investitori interessati potranno iscriversi a una lista d’attesa. “L’economia formale non è più un’opzione”, ha detto ieri pomeriggio il presidente centrafricano Faustin-Arcangelo Touadera in una dichiarazione: “Una burocrazia impenetrabile ci tiene bloccati in sistemi che non danno la possibilità di essere competitivi”. [ASB]
  • Camerun Free

    In netto aumento numero Pmi

    CAMERUN - In quattro anni il Camerun ha visto aumentare di centomila unità il numero totale di piccole e medie imprese. Lo ha detto, Achille Bassilikin, ministro camerunese delle Piccole e Medie Imprese, dell’Economia Sociale e dell’Artigianato (Minpmeesa), in un’intervista concessa alla rivista Échanges internationaux. Secondo i dati resi pubblici dal ministro nel 2020 il suo dicastero ha registrato 330.543 unità imprenditoriali. Questo rappresenta “il 99,8% del totale di imprese in Camerun”, ha affermato Bassilikin. Si tratta anche di un po’ più di 100.000 Pmi create in quattro anni, perché nel 2016 il Paese ne contava 209.000. [MS]
  • R.D. Congo Free

    Maxi-sequestro di avorio, record degli ultimi anni

    REP DEM CONGO - Le autorità di Kinshasa hanno reso noto ieri il sequestro di 1,5 tonnellate di avorio di elefante, avvenuto negli ultimi sette giorni. Si tratta di uno dei più grandi bottini di avorio trafugato ai bracconieri in Africa negli ultimi anni, che secondo le stesse autorità anti-bracconaggio è il frutto della brutale uccisione di non meno di 80-100 elefanti. Le zanne avorio di contrabbando sono state scoperte a bordo di un camion nella città sud-orientale di Lubumbashi: nell'occasione, la polizia ha arrestato cinque persone ma due di loro sono fuggite durante l'interrogatorio. L'origine e la destinazione finale prevista dell'avorio non sono state ancora accertate. “Due persone sono state arrestate dalla polizia mentre erano in possesso di 1.500 chilogrammi di avorio. Gli arrestati hanno detto che non erano stati loro a uccidere gli elefanti, hanno detto che avevano ricevuto l'avorio” dai bracconieri e che avevano il compito di trovare mercato per l'avorio, ha dichiarato ai media congolesi Chris Kamonge, un agente di sicurezza nella provincia di Haut-Katanga. Citato dall'agenzia turca Anadolu, Sabin Mande, un membro della Rete delle risorse naturali nella Repubblica democratica del Congo, ha detto che, in base alle dimensioni di ogni pezzo di avorio, questo sarebbe stato ottenuto da elefanti adulti: l'avorio sequestrato è ora nelle mani delle autorità congolesi. L'uccisione di elefanti nella Repubblica democratica del Congo per trafugare il loro avorio è in corso da tempo, nonostante da anni sia in vigore una moratoria internazionale sull'avorio: secondo l'organizzazione non governativa Environmental investigation agency, che ha sede nel Regno unito, dal 2000 al 2014 le autorità della Rdc hanno recuperato otto tonnellate di avorio dai bracconieri mentre tra il 2015 e il 2019 sono state recuperate 20 tonnellate. Il commercio internazionale di avorio è vietato dal 1990 ma la domanda rimane elevata, in Cina e nel sud-est asiatico, dove l'avorio africano viene utilizzato nella medicina tradizionale. [ASB]
  • R.D. Congo Free

    Ex capo del Mossad fu espulso da Kinshasa per sospetti...

    REP DEM CONGO - Nel 2019, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, ha espulso il capo del Mossad, Yossi Cohen dal Paese africano perché sospettato di aver preparato un colpo di stato militare. 

    Secondo quanto rivelato dal quotidiano israeliano Haaretz, l’ex direttore del servizio segreto israeliano stava visitando il  Paese africano senza essersi coordinato con le autorità competenti. Questa visita ha destato il sospetto delle autorità  di Kinshasa che temevano che l’agente stesse tenendo incontri con l’ex presidente Joseph Kabila, rivale di Tshisekedi.

    Il quotidiano israeliano riporta che la censura militare israeliana ha impedito sinora la divulgazione dei dettagli delle visite del capo del Mossad nella Repubblica Democratica del Congo nel 2019, “perché la pubblicazione danneggerebbe l’immagine di Israele”.

    Un altro quotidiano israeliano, The Marker, ha confermato che Cohen ha visitato il Congo in compagnia del miliardario ebreo-israeliano, Dan Gertler. Quest’ultimo è attivo nell’estrazione e nel commercio di diamanti ed è accusato dalle autorità britanniche di aver pagato una tangente di 350 milioni di dollari in cambio di concessioni e diritti per la ricerca e l’estrazione di diamanti dalle miniere di diamanti in Congo. Il quotidiano ha anche sottolineato che Cohen non ha però visitato il Congo “per affari privati”, confermando che la sua visita è stata approvata dalle autorità israeliane. Funzionari della sicurezza israeliana, interpellati dal giornale, hanno infatti descritto la visita in Congo come un fatto  di legato alla “sicurezza nazionale”.

    È interessante notare che Gertler è ricercato anche dalle autorità statunitensi e svizzere per accuse di corruzione e Cohen, quando era a capo del Mossad, ha cercato di far revocare e rimuovere i provvedimenti che l’amministrazione statunitense gli aveva imposto nel 2017. [EC]

  • Camerun Free

    Douala, controverso esproprio per lasciare spazio al...

    CAMERUN - Un’ottantina di famiglie, circa mille persone, sono state costrette dai bulldozer a lasciare le proprie abitazioni nella frazione Dikolo, nel quartiere Bali della capitale economica camerunese Douala. Devono lasciare spazio al progetto di costruzione di un hotel Marriott a cinque stelle. La vicenda sta facendo discutere e ha suscitato sgomento, nonostante le promesse di indennizzi. L’area ormai distrutta dai mezzi è oggetto di contestazioni. Una petizione è stata persino lanciata online attraverso la piattaforma Change. Il testo, a firma di Patrick Moudissa Bell, spiega che l’area assegnata ai promotori del progetto alberghiero è in realtà una terra “ancestrale in cui i nativi di Douala hanno vissuto per più di 300 anni. È un sito storico ricco di emblemi, edifici e monumenti sacri, legati alla cultura del popolo Douala che vive in questi luoghi”. La zona è identificativa della comunità Sawa e in particolare del cantone della dinastia Bell, il cui re tradizionale, Eboumbou Douala Manga Bell, ha denunciato una situazione che si sta trascinando da sette anni. Ha denunciato violenze inammissibili subite dalle popolazione con il falso pretesto dello sviluppo economico. Un’ottantina di famiglie hanno appreso, poco prima delle vacanze di Natale, che il loro quartiere, quattro ettari, era destinato a essere raso al suolo per costruire un Marriott Hotel. “Un progetto contaminato da irregolarità, imbrogli e frodi tra alcune autorità amministrative del Camerun e il promotore del progetto che si chiama Olivier Chi Nouako”, sostiene l’iniziatore della petizione. Sul terreno, le autorità hanno emesso una Dichiarazione di Pubblica Utilità, che obbliga gli occupanti ad andarsene nonostante i titoli di proprietà posseduti. Ma il progetto del Marriott, denuncia ancora la petizione, “non riguarda un edificio di pubblica utilità, perché non è né una scuola né un ospedale, tanto meno una strada. Sono espropriati i legittimi proprietari a beneficio di un investitore privato”. Le proposte di compensazione fornite, denunciano ancora gli espropriati di Dikolo, “non corrispondono al valore del terreno secondo il prezzo di mercato. Non è previsto alcun piano di reinsediamento per le popolazioni autoctone cacciate via”. Inoltre, i  rilievi topografici sarebbero stati effettuati in via confidenziale dal promotore privato, mentre la legge prevede che questo sia effettuato dall’amministrazione del catasto. I problemi di fondo, secondo fonti di InfoAfrica a Douala, sono anche altri. Da un lato, alcuni diritti dei residenti non rispettati dalle autorità centrali per far andare avanti un progetto che rialzerà il livello della città; dall’altra, una questione anche comunitaria, poiché il promotore del progetto, un avvocato camerunese che vive in Canada, non appartiene alla stessa etnia e per questo motivo non gode della solidarietà dei locali.  [CC]