Etiopia

Economia: governo punta a crescita del 9% 

ETIOPIA – L’Etiopia punta a raggiungere una crescita economica del nove percento nel prossimo anno fiscale 2019/20, che inizierà l’8 luglio.

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    ETIOPIA - Il prodotto interno lordo etiope è cresciuto nell’anno fiscale 2019/2020 terminato lo scorso luglio del 6,1%.

    A comunicarlo è stato il primo ministro Abiy Ahmed, sottolineando come il dato sia in calo rispetto alla previsione originaria di una crescita del 9% ma sia comunque molto positivo in un contesto caratterizzato dalla pandemia di covid-19.

    “Per otto mesi abbiamo registrato una crescita economica molto sostenuta - ha detto Abiy - ma poi è arrivato il coronavirus è abbiamo dovuto affrontare sfide impreviste nei successivi quattro mesi”.

    Intervenendo al Parlamento di Addis Abeba, il primo ministro etiope ha specificato che il settore dell’industria è quello che ha registrato uno dei tassi di crescita maggiori con un aumento del 9% su base annua, mentre più contenute sono state le prestazioni dei settori dell’agricoltura (+4,3%) e dei servizi (+5,3%).

    Molto positive le prestazioni dei settori finanziario (+10,2%) e della sanità (+10,2%).

    La crescita maggiore è stata registrata nel settore estrattivo che ha visto un aumento del 91% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto a una serie di riforme che nelle attese del governo dovrebbero portare questo comparto a contribuire sempre più alla formazione della ricchezza nazionale.

    Tra i settori economici più colpiti figurano invece i trasporti (solo +1,1%), l’istruzione (+1,8%) e il turismo che ha registrato un calo del 9%. [MV]

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    SOMALIA – L’Italia e la Somalia hanno firmato un accordo per il monitoraggio del livello dell’acqua del fiume Shabelle e per lo sviluppo dell’agricoltura a Beledweyne. Lo ha scritto l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) sul proprio account Twitter Aics Mogadiscio. Il progetto ha un valore di sei milioni di euro e che sarà attuato attraverso l’antenna della Fao in Somalia (Agenzia per l’alimentazione e l’agricoltura), in collaborazione con le autorità locali e i partner del progetto.
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    TANZANIA - Il governo di Arusha ha firmato un contratto con un'azienda sudcoreana per la fornitura di treni. La Tanzania Railway Corporation (Trc) sta costruendo una rete ferroviaria di 2.561 chilometri per collegare Dar es Salaam, Mwanza, Kigoma, Katavi e i Paesi confinanti (Ruanda, Burundi e Rd Congo). La ferrovia, che sarà completamente elettrificata, sarà percorsa da treni che viaggeranno a 160 km all'ora e porteranno fino a 10.000 tonnellate di merci (che equivalgono a 500 camion da carico). Il progetto dovrebbe recuperare il valore dell'investimento dopo 15 anni dal completamento. La prima tratta di 300 km tra Dar es Salaam e Morogoro è stata quasi completata.  “Prevediamo di iniziare i test all'inizio del prossimo anno dopo aver ottenuto l'approvazione dall'authority dei trasporti. Finora abbiamo firmato contratti del valore di 60 milioni di dollari con un'azienda sudcoreana per la fornitura dei treni”, ha detto il direttore generale della Trc, Masanja Kadogosa. Nelle ultime settimane, il governo ha inoltre reso pubblica una gara d'appalto per la tratta Isaka-Mwanza. Kadogosa ha detto che la gara potrebbe essere aperta il mese prossimo. [EC]
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    Investimenti: EIC, aziende cinesi al primo posto negli...

    ETIOPIA - Oltre 1,1 miliardi di dollari investiti con quasi 1.564 progetti: questo il quadro degli investimenti di aziende cinesi in Etiopia negli ultimi 20 anni.

    E’ quanto emerge da un lungo articolo comparso nei giorni scorsi sul giornale ufficiale etiopico, Ethiopian Herald, che riprende un lungo servizio dell’agenzia di stampa cinese Xinhua, nel quale viene citato Mekonen Hailu, Direttore delle comunicazioni presso la Ethiopian Investment Commission (EIC), il quale evidenzia che tale bilancio pone le aziende cinesi come “i principali attori nel panorama degli investimenti dell'Etiopia sia in termini di numero di progetti che di capitale finanziario”.

    In un’intervista esclusiva a Xinhua, Hailu ha affermato che le aziende cinesi investono in vari settori economici in Etiopia e sono impegnate in investimenti a lungo termine.

    Nel dettaglio, secondo i dati della Ethiopian Investment Commission (EIC), le aziende cinesi hanno eseguito circa 1.564 progetti di investimento che sono attualmente operativi o in fase di implementazione negli ultimi due decenni, dal 1998 al marzo 2020.

    Dei 1.564 progetti di investimento cinesi nella nazione, 987 dei progetti sono in fase operativa, 186 sono in fase di implementazione, mentre i restanti 391 sono in fase di pre-implementazione.

    Su 1.564 progetti, circa 1.133 progetti sono impegnati nel settore manifatturiero, che è una delle principali aree di investimento prioritario del governo etiope, secondo Mekonen.

    Il funzionario della EIC precisa poi che altre importanti aree di progetto di investimento per gli investitori cinesi in Etiopia sono l'edilizia e lo sviluppo immobiliare, gli hotel, l'agricoltura, le operazioni turistiche e le comunicazioni, l'istruzione e i settori minerario.

    I dati dell'EIC hanno anche mostrato che questi progetti hanno registrato un capitale di investimento cumulativo del valore di oltre 43,1 miliardi di birr etiopi (oltre 1,153 miliardi di dollari USA).

    "Quando confrontiamo l'investimento cinese con altri paesi, la maggior parte delle società che operano o lavorano in Etiopia sono cinesi, quindi svolgono un ruolo molto importante per lo sviluppo del paese", ha aggiunto il direttore delle comunicazioni di EIC.

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    SUDAN - Un accordo da alcuni osservatori definito “storico” è stato firmato tra il Sudan e la multinazionale americana General Electric. Di fatto si tratta del primo grande accordo con un’entità statunitense da quando nel 1993 Washington impose su Khartoum pesanti sanzioni economiche tuttora in vigore.  “Non avevano mai avuto in 30 anni un’interazione così importante con un’impresa americana” ha sottolineato il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok.  L’accordo prevede che General Electric fornisca 470 MW di elettricità in grado di soddisfare le esigenze di 600.000 abitazioni. A tal fine saranno realizzate tre centrali per la generazione di energia elettrica.  Il Sudan sta intanto continuando a discutere con Washington la rimozione delle sanzioni. Diversi incontri si sono già tenuti, ma finora non si è arrivati a una decisione finale secondo alcuni osservatori anche per l’inserimento nei negoziati della richiesta di Washington di un’apertura sudanese a Israele, sulla linea di quanto hanno fatto negli ultimi mesi Emirati Arabi Uniti e Bahrain. [MS]