Africa

Annunciato progetto su standard sanitari e fitosanitari

AFRICA – Riguarda Etiopia, Kenya, Malawi, Rwanda e Uganda il progetto promosso dal Mercato comune dell’Africa orientale e australe (COMESA) per definire degli standard in materia sanitaria e fitosanitaria.

(137 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Per le pmi italiane, ottimo momento per investire in...

    AFRICA - “Questo è il momento migliore per parlare di Africa perché per le aziende è necessario diversificare i mercati”, ha detto Mariangela Siciliano a capo di Sace Education, e partner del progetto dell'Agenzia Ice denominato Africa Business Lab (Abl), dedicato alle piccole e medie imprese (Pmi) italiane che vogliono conoscere meglio le opportunità offerte dal continente africano, ma non sanno come farlo. Siciliano ha parlato a un evento dedicato ad Abl durante la fiera della cooperazione Codeway in corso a Roma.

    Duecento imprese italiane “hanno deciso di approfondire questo percorso con noi” nel corso di due edizioni, ha fatto sapere Siciliano. “Questa è un’azione di sistema dedicata a un continente che ha pochi precedenti”, ha aggiunto, sottolineando però la necessità di continuare ad “alfabetizzare le imprese sulle opportunità di export e internazionalizzazione su molti mercati esteri promettenti”. L’Africa subsahariana, ha detto Siciliano, “non è una regione facile da approcciare, tantomeno con il fai fa te. Le aziende devono prepararsi adeguatamente e questo programma va in questa direzione”.

    Tra gli strumenti di lavoro per le imprese che hanno partecipato ad Africa Business Lab ci sono dei kit digitali dedicati all’Africa subsahariana che verranno lanciati prossimamente.

    I partner di Africa Business Lab – Ice, Sace e Assafrica&Mediterraneo – con questo programma possono offrire alle imprese un quadro completo delle azioni da mettere in campo per investire in Africa: a sottolienarlo a sua volta è stata Letizia Pizzi, direttrice generale di Confindustria Assafrica&Mediterraneo. 

    L’Africa “è un continente dalle mille opportunità, ma che bisogna saper approcciare”, ha detto Pizzi e per questo “un percorso di affiancamento alle imprese è fondamentale”. Secondo Pizzi, “è importante dare informazioni mirate, su come accedere a bandi o essere affiancati in qualche progetto”. Come Assafrica&Mediterraneo, ha continuato, “cercheremo di coinvolgere maggiormente le piccole e medie imprese perché guardino sempre più a questo continente”.

    La direttrice di Assafrica&Mediterraneo ha citato i campi dell’agribusiness, le infrastrutture e la digitalizzazione tra quelli su cui le imprese italiane possono investire con successo. “L’Africa è a portata di mano e bisogna approfittarne, con il sostegno del sistema Paese”.

    “L’aumento demografico in Africa comporterà grandi opportunità per la domanda che crescerà esponenzialmente nei prossimi anni”. Lo ha sottolineato agli imprenditori italiani Marco Pintus, dirigente dell’Ufficio servizi formativi di Ice, intervenuto all’evento su Africa Business Lab, durante Codeway Expo, fiera della cooperazione in corso presso la Fiera di Roma. “Solo il 46% della popolazione del continente ha accesso all’elettricità – ha detto Pintus – e anche questo dimostra un potenziale immenso per lavorare soprattutto nel campo delle rinnovabili”.

    Pintus ha poi ricordato i due programmi di cui Ice è partner: Africa Business Lab, per aziende italiane che vogliono investire in Africa, e Lab innova for Africa, iniziativa rivolta alle aziende africane che possono sviluppare la produzione grazie alla tecnologia italiana.

    Secondo il dirigente di Ice, per le aziende nostrane che vogliono investire in Africa, per superare la concorrenza, è importante fare squadra tra loro ma anche con le istituzioni del governo italiano e usufruire dei finanziamenti delle organizzazioni internazionali. [TM]

  • Africa Free

    Fondi dalla Germania per salvaguardare fauna e flora

    AFRICA - In Africa gli effetti dell'uomo sulla fauna e sulla flora stanno minacciando l'estinzione di diverse specie. Si stima che il numero di elefanti africani si sia ridotto da 10 milioni a 350mila nell'arco di 100 anni. Ecco quindi che diverse organizzazioni stanno lavorando per invertire la tendenza.

    I parchi nazionali di North Luangwa in Zambia, Gonarezhou nello Zimbabwe e Odzala nella Repubblica Democratica del Congo beneficeranno di finanziamenti del governo tedesco per sostenerli nella conservazione del loro ambiente naturale. L'annuncio è stato dato dal ministero dello Sviluppo tedesco, tramite un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito web.

    Si tratta di una sovvenzione annuale di 1 milione di dollari che sarà messa a disposizione di ciascuno di questi parchi per un periodo da 15 a 30 anni. L'importo totale di questo investimento ammonta a 500 milioni di dollari e riguarda almeno cinque parchi nazionali situati in Africa, Sud America e Asia. Il progetto mira a "facilitare la protezione sostenibile delle più importanti aree di conservazione del mondo".

    L'iniziativa fa parte di un programma chiamato “Natural Landscape Fund” istituito dalla Germania e che beneficia di finanziamenti internazionali. "Il fondo - si legge nella nota - si rivolge alle aree che hanno la maggiore biodiversità, ma non dispongono di risorse sufficienti per preservare veramente l'ambiente naturale".

    Secondo African Parks, gli habitat della fauna selvatica come foreste, boschi, savane e zone umide subiscono un'enorme pressione a causa dell'attività dell'uomo. Gli elefanti sono costantemente braccati per il loro avorio e i rinoceronti per le loro corna. Anche il consumo locale di carne di animali selvatici sta mettendo a dura prova la fauna africana. [GT]

  • Africa Free

    Africities, città intermedie strategiche ma trascurate

    AFRICA - Al Vertice Africities in corso da martedì a Kisumu, in Kenya,  la Banca africana per lo sviluppo (Afdb) e la Cities Alliance hanno presentato una nuova pubblicazione che esamina le  dinamiche delle città secondarie, o intermedie, del continente africano. Il focus sulle città intermedie costituisce il tema centrale di questo evento internazionale continentale che si concluderà sabato 21 maggio. Le città intermedie, nota il rapporto, sebbene occupino un posto strategico nell’urbanizzazione in Africa, a volte sono trascurate dai piani di miglioramenti delle città e devono affrontare molte sfide. Questa mancanza di pianificazione porta a una proliferazione di insediamenti casuali e alla scarsità di aziende pubbliche, quando si tratta di accesso all’acqua, servizi igienici, ma anche benessere e formazione. Nonostante ciò, le città di medie dimensioni restano mete accoglienti. Sinonimo di alternative finanziarie per molti, attirano numerosi migranti e aiutano quasi l’80% degli abitanti che non risiedono nelle aree metropolitane. Il sistema finanziario di queste città intermedie resta molto disinvolto. I governi ne traggono poco reddito. Le autorità stanno inoltre lottando per ottenere finanziamenti. Questa mancanza di risorse economiche e di formazione sta rallentando il loro miglioramento. Entro il 2030, l’Africa vedrà 250 milioni di abitanti di nuove metropoli. Pertanto, è urgente, conclude il rapporto, rafforzare la capacità delle autorità autoctone, consentire loro di essere integrate integrati nei piani di miglioramento e per fare un uso maggiore di alternative economiche. Promosso da Un Habitat, il vertice ha come tema “Il ruolo delle città intermedie dell’Africa nell’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dell’Agenda 2063 dell’Unione africana”. La città di Kisumu è infatti la prima città intermedia ad ospitare il IX Africities Summit. In Africa, 56 città hanno una popolazione da 500.000 a 1 milione di abitanti, 85 città hanno una popolazione da 300.000 a 500.000, 380 città hanno una popolazione da 100.000 a 300.000 e 564 città hanno una popolazione da 50.000 a 100.000. Queste 1.086 città hanno bisogno di una solida infrastruttura di dati per rendere efficiente il loro sviluppo nei prossimi decenni. [CC]
  • Africa Free

    Fondi Google per start-up africane

    AFRICA - Google sta impegnando 4 milioni di dollari per 60 start-up in Africa nell’ambito del suo "Google for Start-up Black Founders Fund for Africa". Il Google for Startups Black Founders Fund (Bff) è stato lanciato sulla scia del movimento Black Lives Matter del 2020 come parte degli impegni di Google per l'uguaglianza razziale. L'iniziativa costituisce un impegno a promuovere le opportunità economiche per gli imprenditori neri. Il Bff fornisce sostegno alle start-up africane sotto forma di assistenza in contanti priva di equity che le aiuta a far fronte a esigenze immediate come il pagamento del personale, il finanziamento dell'inventario e il rinnovamento delle licenze software. Il Fondo è aperto alle startup che soddisfano i criteri di ammissibilità in Nigeria, Botswana, Camerun, Costa d'Avorio, Ghana, Etiopia, Kenya, Ruanda, Senegal, Sudafrica, Tanzania, Uganda e Zimbabwe. Sebbene questi tredici Paesi siano l'obiettivo principale grazie ai loro attivi ecosistemi tecnologici e di startup, saranno prese in considerazione anche le candidature più valide provenienti da altri Paesi africani. [MS]
  • Africa Free

    Codeway, sostenibilità e sicurezza alimentare...

    AFRICA - “Vogliamo promuovere la sostenibilità con elementi di innovazione” ha detto la vice ministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Marina Sereni, nel suo discorso in apertura a Codeway Expo, evento dedicato alla cooperazione in corso da ieri sino a venerdì 20 maggio alla Fiera di Roma.

    Sereni ha ricordato che la sicurezza alimentare, “da sempre importante per la nostra cooperazione”, è un problema che si è accentuato a causa del Covid-19 e della guerra in Ucraina, oltre che del climate change. In questo contesto il ministero sta “promuovendo un dialogo mediterraneo sulla crisi alimentare per analizzare la situazione e la portata del problema e individuare le alternative” ha detto. Le imprese “possono avere un ruolo rilevante, sostenute dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica e scientifica per promuovere sistemi sostenibili e garantire una maggiore produttività e sostenibilità” ha spiegato.

    “Per noi il ruolo delle aziende nel sistema della cooperazione allo sviluppo è molto importante ed un bene avere un’occasione come Codeway per fa dialogare le imprese con il terzo settore e le istituzioni”, ha detto Sereni, ricordando che l’evento è una tappa di avvicinamento a Coopera, fiera che si svolgerà il 23 e il 24 giugno all’auditorium della conciliazione di Roma.

    Nel su intervento in occasione della cerimonia di apertura di Codeway Maurizio Marina, vice direttore generale della Fao, ha invece sottolineato come le piccole e media imprese come quelle italiane possano rivelarsi molto utili in alcuni contesti, per esempio in Africa, per rispondere ai bisogni locali, soprattutto in materia di sicurezza alimentare.

    Per incidere serve valorizzare le specificità delle aziende italaliane, insieme alla capacità di fare sistema, ha detto Martina. “Bisogna prima individuare le eccellenze e poi costruire un collettivo”.

    In Africa ci sono infatti opportunità per le imprese agroalimentari italiane che sarebbe un peccato non cogliere. A sostenerlo è Fabio Massimo Pallottini, presidente della rete di fornitori all’ingrosso Italmercati, intervenuto a Codeway, fiera della cooperazione in corso alla Fiera di Roma fino a venerdì. Per esempio, “in Mozambico c’è un grande problema di infrastrutture per la distribuzione di cibo fresco”, ha detto Pallottini. In un caso come questo, l’Italia può investire, offrendo “buoni prodotti ma anche infrastrutture e tecnologie, all’avanguardia”, ha detto.

    Per investire nel Sahel ci vuole coraggio e volontà imprenditoriale, ma le imprese italiane possono fare la differenza, ha concluso Emanuela Del Re, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel. In Sahel “i problemi alimentari aumenteranno notevolmete, 38 milioni di persone saranno a rischio fame nei prossimi anni” ha detto Del Re. “I sistemi agricoli sono ancora rudimentali e la trasformazione e la conservazione del cibo sono un grande ostacolo alla sostenibilità”.

    Le piccole e micro imprese nostrane “potrebbero portare un macchinario e insegnare le competenze e in questo modo cambiare la vita alle comunità, insieme a interventi legati all’energia elettrica” ha spiegato la rappresentante speciale. “Abbiamo competitor come la Cina ma l’Italia può offrire qualità, innovazione e conoscenza tecnologica. I progetti già ci sono da anni ma serve trasferire conoscenze e renderli perenni”. [TM]

  • Africa Free

    Torna Codeway, con eventi su Africa e cooperazione

    AFRICA - Torna a Roma Codeway Expo, la fiera della cooperazione allo sviluppo internazionale rivolta sia al mondo no profit sia alle aziende. Dal 18 al 20 maggio nei padiglioni della Fiera di Roma, aziende, istituzioni, organizzazioni della società civile italiane ed internazionali si incontreranno per creare un percorso virtuoso verso sostenibilità e crescita, tracciando la nuova roadmap per le imprese sostenibili nella cooperazione allo sviluppo. Durante i tre giorni si terranno numerose conferenze e incontri a tema cooperazione internazionale con alcuni focus sul continente africano. L’evento inaugurale tratterà della sfida della sostenibilità e della sicurezza alimentare con un focus sul Sahel, un’area chiave per il futuro dell’Africa. Un panel di alto livello che vedrà la presenza della vice ministra del ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Marina Sereni, della rappresentante speciale dell’unione Europea per il Sahel, Emanuela Del Re, di Maurizio Martina, vice direttore generale aggiunto della Fao, di rappresentanti delle aziende italiane, discuterà con esponenti dei Paesi del Sahel i possibili interventi che settore pubblico e privato italiano possono realizzare a sostegno del settore della trasformazione del cibo nei Paesi dell’area. L’insicurezza alimentare e i modelli di sviluppo saranno al centro anche di un appuntamento a cura di Vides Italia, con la partecipazione di Maria Sassi, del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Pavia e di Francesca Barbanera, direttrice generale Vides, Volontariato internazionale donna educazione sviluppo. Sempre mercoledì l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) ​​ presenta in anteprima i dati del quarto rapporto Illuminare le Periferie – Osservatorio Esteri, redatto da Cospe, Osservatorio di Pavia e Federazione Nazionale Stampa Italiana. L’incontro presenterà i dati sulla copertura di Esteri da parte dei media italiani. Tra gli interventi Emilio Ciarlo, Responsabile Comunicazione Aics, Giovanni Parapini, Direttore Rai per il Sociale, Daniele Macheda, Segretario Usigrai. A commentare i dati interverranno alcuni giornalisti di Esteri italiani tra cui  Laura Silvia Battaglia, Radio3Mondo, Lucia Capuzzi, Avvenire, Veronica Fernandez, Rainews24 e Massimo Zaurrini, Africa e Affari. Beppe Giulietti, presidente del sindacato dei giornalisti Fnsi trarrà le conclusioni. Lo stesso giorno l’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise (Izsam) organizza l’incontro dal titolo “The Italian-African partnership for One-Health”. L’Izs di Teramo, attivo da oltre 30 nella cooperazione veterinaria con il continente africano e dove si trova il segretariato della rete di ricerca veterinaria africana Erfan, parlerà di One Health, la stretta interrelazione tra salute animale e umana, come il Covid ha ricordato, e di come in questo contesto la veterinaria possa giocare un ruolo nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili delle Nazioni Unite.  A parlare di One Health saranno Nicola D’Alterio, direttore generale dell’IZS Teramo, Massimo Scacchia, responsabile della Cooperazione, sviluppo e ricerca di IZS Teramo), Arcangelo Gentile, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bologna, Alessandro Campione, Jembi Health Systems Npce Luigi Cavestro, Ciheam-Bari Giovedì 19 maggio l’ufficio Formazione di Ita/Ice Agenzia presenterà Africa Business Lab (Abl), il progetto di formazione gratuita per operare sui mercati africani dedicato alle piccol e medie imprese (Pmi) organizzato con la collaborazione di Sace e Confindustria Assafrica e Mediterrano. Il programma Abl, il cui scopo è quello di colmare il gap di conoscenza della realtà africana da parte delle aziende e in particolare delle Pmi, sarà esposto dai docenti e dalle aziende che vi hanno partecipato. Con l’occasione verranno presentati anche i digital kit di Abl, le guide pensate per aiutare le imprese a muoversi sui mercati africani. All’incontro interverranno Marco Pintus, dirigente dell’Ufficio servizi formativi di Ice, Letizia Pizzi, direttore generale di Assafrica, Mariangela Siciliano di Sace, ma anche Unido, Aics, docenti e aziende. Codeway Expo organizza poi un incontro dedicato al tema delle nuove opportunità di business per il settore profit nella cooperazione internazionale. L’incontro vedrà gli intervento di Grazia Sgarra, dirigente dell’Ufficio VII – Soggetti di Cooperazione, Partnership e Finanza per lo Sviluppo dell’Aics, Simone Ginesi di European House Ambrosetti, Cassa Depositi e Prestiti, Giampaolo Silvestri di Avsi e coordinatore del gruppo di lavoro 3 dedicato al privato del Consiglio nazionale della cooperazione, e Lucia Marchegiani, professoressa dell’Università Roma Tre. Il nord Africa sarà al centro del panel sul “Decentramento amministrativo in Libia: L’azione italiana a supporto delle municipalità Libiche nell’implementazione di nuovi servizi ai cittadini”, organizzato da Anci per valorizzare il lavoro nell’ambito dell’iniziativa “Formazione e sviluppo delle capacità dei funzionari municipali in Libia” e a cui parteciperà, da remoto, la vice titolare della sede Aics di Tunisi, Annamaria Meligrana. Venerdì 20 maggio Codeway, Enel Foundation e Internationalia hanno organizzato un incontro dedicato al tema dell’Istruzione e della Formazione, sia professionale che di alto livello. La creazione di competenze professionali e gestionali è una priorità di un’Africa che è impegnata a trovare un proprio posto nelle filiere e nelle catene del valore internazionali oltre che a dare lavoro a milioni di giovani. “Appare di cruciale importanza lavorare sul fronte delle riforme dei sistemi educativi, sulla diffusione di tecniche e strumenti di formazione e didattica, favorire l’accesso e la qualità dell’istruzione, potenziare la formazione tecnica professionale così da rispondere alle esigenze dei mercati emergenti e delle economie locali preparando i giovani a contribuire fattivamente alla crescita sostenibile del proprio Paese” scrivono gli organizzatori. A discutere di questi temi, moderati da Massimo Zaurrini di Africa e Affari, saranno Carlo Papa, direttore di Enel Foundation, Alberto Piatti, Head of Sustainable Development di Eni, Filippo Prosperi, Business Development Director della De Lorenzo Spa, Izael da Silva della Strathmore University (Kenya), Biagio Di Terlizzi, Direttore Aggiunto Ciheam di Bari, Patrizia Spada, Responsabile Progettazione della ong Tamat e un responsabile di Aics. L’Aics sarà poi presente anche all’evento dal titolo “La Nicosia Initiative quale strumento di cooperazione tra le amministrazioni locali del progetto Rebuild: il modello italiano delle autonomie per un ponte tra Provincia autonoma di Trento, Regione Friuli-Venezia Giulia e le municipalità in Libia”, organizzato dal Coordinamento delle Regioni e Province autonome nell’ambito di due iniziative finanziate da fondi europei, Rebuild e Tamsall. Qui Meligrana presenzierà in video collegamento con un intervento dal titolo “L’azione della cooperazione italiana nel settore dello sviluppo locale in Libia”. [TM]