Marocco

Accordo per corridoio logistico tra porti di La Spezia e Casablanca

MAROCCO – L’Autorità di sistema portuale (Adsp) della Liguria orientale e l’Agenzia nazionale dei porti del Marocco hanno firmato un accordo per sviluppare un corridoio logistico tra il Terminal del Golfo del porto di La Spezia, gestito dal gruppo Tarros, e il terminal di Casablanca.

A segnalarlo sono i media specializzati, sottolineando come l’intesa consentirà la semplificazione amministrativa, la digitalizzazione della catena logistica, la velocizzazione delle procedure doganali e il tracciamento delle merci.

In particolare, grazie all’intesa Casablanca e La Spezia potranno scambiarsi informazioni sui metodi e sulle migliori pratiche di lavoro, nonché sulle modalità di trasporto tra Comunità europea e Marocco.

Lo scambio dati tra gli attori coinvolti nel corridoio logistico e l’interoperabilità tra i sistemi informativi dei porti di La Spezia e Casablanca permetterà così di ridurre i tempi e migliorare l’efficienza complessiva degli scambi commerciali tra i due porti, realizzando una best practice a livello di bacino del mediterraneo nel settore portuale/logistico.

“La sottoscrizione di questo protocollo d’intesa e l’avvio della prima fase del progetto pilota rappresenta un altro importante passo nella digitalizzazione del nostro sistema logistico portuale – ha detto la presidente dell’Adsp Liguria orientale, Carla Roncallo – Si tratta di portare avanti un progetto che riteniamo possa essere davvero importante, anche perché pensiamo che, dopo il Marocco, potrà essere replicato per analoghi progetti con altri Paesi nordafricani”. [MV]

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    Obiettivo dell’iniziativa - secondo il presidente di Smart Engineering Solutions, Osama Kamal - è riuscire ad avviare la produzione di componenti per lo sviluppo di sistemi CSP entro i prossimi 12 mesi in modo da costruire cinque impianti ciascuno con capacità da 50 megawatt.

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    "Questa operazione è uno dei prerequisiti fondamentali per consentire lo sviluppo delle energie rinnovabili che sarà accompagnato da una forte integrazione delle aziende, favorendo così la creazione di una nuova filiera industriale”, ha detto Yacine Diama Fal, direttrice generale aggiunta dell’AfDB e responsabile Paese per la Tunisia. [MV]

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    Lo ha detto martedì il Fondo monetario internazionale (FMI) confermando un dato invariato rispetto alle previsioni di aprile, ma inferiore all'obiettivo del governo che si era posto una crescita tra il 6% e il 7%.

    Gli analisti hanno salutato le prestazioni economiche dell’Egitto, che è riuscito a contenere il contraccolpo delle difficili riforme economiche legate a un programma triennale di prestiti da 12 miliardi di dollari con l'FMI concordato alla fine del 2016, che è stato interamente erogato.

    Le riforme hanno incluso la svalutazione della valuta di circa la metà, la riduzione dei sussidi energetici e l'introduzione di un'imposta sul valore aggiunto. Questi cambiamenti hanno avuto pesanti ripercussioni su una larga fetta della popolazione.

    Nel suo World Economic Outlook, il Fondo ha ridotto le previsioni 2019/2020 per l'inflazione dei prezzi al consumo che scenderà al 10% rispetto al 12,3% sei mesi fa.

    L'Egitto ha dichiarato che la sua economia è cresciuta del 5,6% nell'anno 2018/19, leggermente al di sopra della stima del FMI  5,5%.

    Le stime del FMI sono in linea con quelle della Banca Mondiale, che nei giorni scorsi aveva previsto che l'economia egiziana crescerà del 5,8% quest'anno fiscale e stima che sia cresciuta del 5,6% nel 2018/2019, in linea con la cifra del governo.

    Secondo le previsioni del FMI, il disavanzo delle partite correnti dell'Egitto si estenderebbe al 2,8% del PIL quest'anno fiscale.

    L'FMI ​​prevede anche un miglioramento sul fronte della disoccupazione in Egitto, ritenendo che nel nuovo anno fiscale possa scendere al 7,9% in calo rispetto all’8,6% dell’anno precedente.

    "Una perdita di slancio delle riforme ridurrebbe la crescita e la produzione potenziale e metterebbe sotto pressione la disoccupazione, data la forza lavoro in rapido aumento", ha dichiarato l'FMI nella sua revisione finale del programma di riforma egiziano, scritta a luglio e pubblicata questo mese.

    "La transizione verso un'economia trasparente basata sul mercato richiederà un ulteriore ampliamento e approfondimento delle riforme e la loro attuazione".

    L'FMI ​​ha dichiarato l'anno scorso che l'Egitto avrà una popolazione in età lavorativa di 80 milioni di persone entro il 2028. “Creare posti di lavoro per così tante persone sarà una sfida per un paese con un settore pubblico notoriamente gonfio e inefficiente, e dove lo stato controlla vaste aree del economia” scrive l’agenzia di stampa Reuters riportando la notizia del FMI e commentandone i dati.