Africa

Il Politecnico di Torino guarda all’Africa

L’Africa per il Politecnico di Torino è un’area di interesse strategico: così si legge in un approfondimento pubblicato da Poliflash, magazine online dell’istituto universitario piemontese, in cui si ricorda che l’ateneo ha creato una struttura di coordinamento delle attività del Politecnico nel continente.

Obiettivo di questa struttura è consolidare la presenza in Africa con azioni orientate alla ricerca e al trasferimento tecnologico, ma anche al capacity building e alla possibilità di avviare o rafforzare legami con enti italiani e stranieri attivi nel continente

La gestione dell’iniziativa è affidata alla professoressa Francesca De Filippi, in pieno coordinamento con il vice-rettore alla Ricerca Stefano Corgnati.

Con questa finalità, con il supporto dell’Area Ricerca e coinvolgendo tutti i Dipartimenti, è stata realizzata una prima mappatura dei docenti e ricercatori attivi nelle aree africane.

I Paesi in cui l’Ateneo è attivo in Africa – con progetti, ricerche, collaborazioni – coprono tutto il continente, dal Nordafrica all’Africa Subsahariana.

Gli ambiti di attività riguardano un ampio spettro di temi, tra cui: l’Africa delle città (sviluppo e urbanizzazione; migrazioni; presenza della Cina in Africa; resilienza e gestione insediativa e abitativa a fronte di emergenze complesse, ecc.); la protezione del patrimonio culturale e l’architettura delle colonie; il Nexus Energy-Water-Foode la sicurezza energetica; il monitoraggio delle catastrofi, la mappatura e l’early warning a supporto degli aiuti umanitari; la gestione delle risorse ambientali; la produzione, l’innovazione, la creazione e il rafforzamento dell’imprenditoria locale; la progettazione di dispositivi ad azionamento manuale per la produzione di elementi edilizi a basso costo.

“Con l’avvio delle azioni della struttura di coordinamento sull’Africa – ha detto il vice rettore Stefano Corgnati – l’Ateneo ha chiaramente identificato le direttrici sulle quali organizzare una azione strategica di Ateneo in termini di aree di interesse: oltre a Cina e Russia sulle quali già operiamo in modo strutturato e proficuo, ora aggiungiamo l’Africa. Le prospettive di impatto dell’Ateneo sono davvero significative, come ben emerso da quanto illustrato dai tanti ricercatori già ampiamente operativi in questo affascinante e articolato continente”.

“La struttura di coordinamento – ha concluso la professoressa De Filippi – vuole da un lato armonizzare e valorizzare le tante iniziative già in atto; dall’altro intende incentivare e potenziare le partnership e le opportunità di collaborazione dell’Ateneo con i Paesi africani, anche grazie alla connessione interateneo e con il territorio”.

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    Secondo Adesina, la disputa commerciale tra le due maggiori economie del mondo sta creando tensione continua sui mercati globali e innervosisce gli investitori, mentre sul fronte europeo la Gran Bretagna sembra essere sulla buona strada per lasciare l'Unione europea il 31 ottobre senza un accordo di transizione.

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