Africa

A fine agosto in Giappone la VII edizione della TICAD

AFRICA – Si terrà dal 28 al 30 agosto a Yokohama la VII edizione della Conferenza internazionale per lo sviluppo dell’Africa di Tokyo, in sigla, TICAD 7.

(99 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Turismo, persi 55 miliardi di dollari causa covid-19

    AFRICA - I Paesi africani hanno perso quasi 55 miliardi di dollari di entrate nel settore del turismo e dei viaggi in tre mesi  a causa della pandemia di covid-19.

    A dirlo è stata la Commissaria dell’Unione africana per le Infrastrutture e l’energia, Amani Abou-Zeid, in una conferenza stampa sull’impatto economico delle misure di contenimento della pandemia adottate nei diversi Paesi del continente.

    Abou-Zeid ha ricordato che circa il 10% del prodotto interno lordo africano è generato dal turismo, da cui dipendono per il loro sostentamento economico almeno 24 milioni di famiglie in tutto il continente.

    “Il colpo è stato molto duro, tra perdite economiche e perdita di posti di lavoro”, ha aggiunto la Commissaria UA, sottolineando come i blocchi e la chiusura delle frontiere abbia colpito in modo particolare l’industria aerea.

    Secondo i dati resi noti, le compagnie aeree africane hanno visto infatti ridursi i loro ricavi del 95%, pari a circa otto miliardi di dollari. [MV]

  • Africa Free

    Sahel, confermato l'impegno militare per "intensificare...

    AFRICA - Intensificare la battaglia delle forze nazionali e internazionali contro i gruppi terroristici, rafforzare l’impegno della comunità internazionale in ambito militare, continuare ad appoggiare e a formare gli eserciti nazionali: sono le decisioni chiave adottate dai partecipanti al vertice sul Sahel di Nouakchott martedì scorso.   Protagonisti del vertice, i presidenti dei cinque Paesi del Sahel (Mali, Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad), l’alleato militare francese, rappresentato dal presidente Emmanuel Macron, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez. Presenti, il presidente della Commissione dell’Unione africana Moussa Faki Mahamat, e la segretaria generale dell’organizzazione della francofonia, la ruandese Louise Mushikiwabo. In collegamento video hanno assistito al vertice anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio europeo Louis Michel, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.   I partecipanti hanno preso atto della persistenza delgi attacchi terroristici nel Sahel e del deterioramento della sicurezza in Libia, con rischi reali sulla stabilità nella regione.   I leader hanno inoltre parlato del duro impatto economico della pandemia di covid-19, che per alcuni Paesi in oggetto potrebbe tradursi in una contrazione del Pil del 7 o dell’8%.  I presenti hanno rinnovato l’appello alla cancellazione del debito estero dei Paesi del G5 Sahel.   I capi di Stato e di governo hanno anche ribadito a sostenere i programmi di sviluppo, “consapevoli che la crisi nel Sahel è anche una questione di sviluppo”. [CC]
  • Africa Free

    Banca mondiale si riorganizza in Africa Sub-Sahariana

    AFRICA - La Banca mondiale ha annunciato di aver riorganizzato la sua divisione africana per concentrarsi meglio sulla regione sub-sahariana, creando due vice-presidenze che si occuperanno di due sottoregioni ciascuno.

    A riferirlo è la stessa Banca in una dichiarazione diffusa ieri nella quale si precisa che una vicepresidenza coprirà l’Africa Occidentale e quella Centrale, mentre la seconda si concentrerà su Africa Orientale e Africa Australe.

    La decisione, spiega la Banca nella nota, “si allinea all'impegno della Banca mondiale per l’Africa” e “consentirà di monitorare maggiormente i progressi e le sfide inserendole in un’ottica regionale”.

    A guidare la vicepresidenza di Banca Mondiale per Africa Occidentale e Centrale sarà  Ousmane Diagana, Vice Presidente per l'Africa occidentale e centrale, ex Banca mondiale Direttore nazionale della Costa d'Avorio, Burkina Faso, Guinea, Benin e Togo.

    A guidare la vicepresidenza di Banca Mondiale per Africa Orientale ed Australe sarà Hafez Ghanem, già vicepresidente per l’Africa dal 2018. 

    “ Sono onorato di guidare gli sforzi della Banca in Africa occidentale e centrale, con una forte attenzione all'innovazione, all'impatto e alla trasformazione. Lavorando insieme […] possiamo e faremo di più per mettere i paesi e le persone al primo posto e trovare modi per affrontare le sfide di sviluppo odierne utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione ”, ha commentato Diagana.

    Hafez Ghanem ha affermato che “il nostro impegno per l'Africa si rafforza ogni giorno e sono entusiasta di lavorare a fianco di Ousmane Diagana. Siamo due vicepresidenti, ma consideriamo l'Africa unica e continueremo a condividere lezioni, competenze e idee in tutto il continente. "

    L'Africa rappresenta circa un terzo del portafoglio complessivo della Banca mondiale, secondo i dati ufficiali. Nell'ultimo decennio, l'istituzione ha raddoppiato gli aiuti alla regione SSA.

    La stessa Banca Mondiale fa poi sapere che alla fine del 2020 la cifra di prestiti garantiti ai 48 paesi dell’Africa sub-sahariana toccherà la cifra record di 50 miliardi di dollari. 

  • Africa Free

    L'atomo russo piace all'Africa

    AFRICA - La Russia sta cercando di esportare la tecnologia nucleare in Africa. A partire dal 2014, le sanzioni occidentali imposte alla Russia dopo l'annessione della Crimea, hanno costretto Mosca a cercare nuovi mercati. Così Rosatom, società pubblica russa che si occupa di tutti le attività legate al nucleare, è sbarcata in forze nel continente cercando di siglare accordi con le nazioni africane. Ne è nata una collaborazione sempre più stretta con alcuni Paesi. In Egitto, la società russa sta realizzando la più grande centrale nucleare del continente che avrà una capacità installata di 4,8 gigawatt. In Ruanda, il parlamento ha approvato, proprio insieme a Rosatom, un piano per costruire un centro di ricerca nucleare nella capitale, Kigali. Il centro, il cui completamento è previsto entro il 2024, includerà laboratori di ricerca e un piccolo reattore con una capacità fino a 10 MW. Etiopia, Nigeria e Zambia hanno firmato accordi simili con Rosatom, mentre Ghana, Uganda, Sudan e Rd Congo hanno concluso intese di cooperazione e di ricerca meno ambiziosi. “Per la nostra società - hanno dichiarato i dirigenti di Rosatom - l'Africa è una regione prioritaria. Nel continente costruiremo nuovi reattori nucleari ed espanderemo la nostra attività”. [EC]
  • Africa Free

    Agribusiness (2): valore aggiunto ed effetto...

    AFRICA - Per invertire questa realtà diversi Paesi africani hanno promosso la creazione di speciali zone dedicate specificatamente all’agroindustria, le Special Agro-Processing Zones (Sapzs), in modo da concentrare lo sviluppo di tutte le infrastrutture, incluse quelle dei trasporti e della logistica, necessarie a garantire il corretto funzionamento degli impianti di trasformazione e favorire l’accesso ai mercati. «L’idea è che le infrastrutture attivino la produzione, incoraggiando gli investimenti - ha sottolineato Njuguna Ndung’u, direttore esecutivo del Consorzio per la ricerca economica africana (Aerc) ed ex governatore della Banca centrale del Kenya - Queste zone però saranno efficaci solo se i governi manterranno un ruolo di regolamentazione, senza partecipare attivamente al mercato». L’iniziativa è sostenuta in particolare dall’AfDB, che insieme ad altri partner internazionali, tra cui la Banca europea per gli investimenti e la Exim Bank sud-coreana, ha già contribuito con 120 milioni di dollari alla creazione di parchi agroindustriali in Etiopia, Guinea e Togo. A febbraio di quest’anno l’AfDB ha inoltre annunciato un nuovo sostegno del valore di 500 milioni di dollari a favore del governo di Abuja per finanziare la realizzazione anche in Nigeria di zone specializzate nella trasformazione industriale dei prodotti agricoli, almeno una in ciascuna delle quattro principali zone Paese: Nord-est/ovest, Centro-nord, Sud-ovest e Sud-est/sud. Ogni zona speciale dovrebbe includere la costruzione di mini-dighe idroelettriche, strade, strutture per la catena del freddo, laboratori di ricerca, strutture per il trattamento dei rifiuti, centri di stoccaggio, centri di distribuzione e centri per il controllo di qualità. Secondo il piano dell’istituto multilaterale panafricano, sviluppare una zona speciale richiede in media oltre 100 milioni di dollari tra investimenti pubblici e privati. L’obiettivo di AfDB è garantire per ciascun dollaro di investimento pubblico un effetto leva di tre volte, raccogliendo 3 dollari da parte degli investitori privati. L’intero approccio riguarda quindi il de-risking degli investimenti privati nello sviluppo delle catene del valore agricole, incoraggiando gli investimenti pubblici per sviluppare infrastrutture critiche, comprese le politiche e i quadri normativi regolatori. [MV]
  • Africa Free

    Agribusiness: valore aggiunto ed effetto moltiplicatore

    AFRICA - Gli sforzi per sostenere l’aumento della produttività in campo agricolo vanno di pari passo con quelli destinati a sviluppare una filiera della trasformazione dei prodotti agricoli. Le stime della Banca africana di sviluppo (AfDB) evidenziano che il continente potrebbe infatti diventare un esportatore netto di beni agricoli, consentendo potenzialmente di sostituire entro i cinque anni importazioni per un valore di 110 miliardi di dollari, con il settore agroalimentare che può raggiungere entro il 2030 una quota pari a 1.000 miliardi di dollari. Nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, l’industria della trasformazione agroalimentare fornisce un contributo molto rilevante alla creazione di valore aggiunto nel settore manifatturiero. In effetti, in Africa subsahariana, i dati a disposizione mostrano che l’industria della trasformazione agroalimentare e delle bevande rappresenta una quota tra il 30 e il 50% del totale del valore aggiunto. Gli investimenti realizzati nell’industria della trasformazione agroalimentare hanno importanti effetti moltiplicatori su tutta l’economia alla luce dei collegamenti della filiera, che si caratterizzano per l’aumento della domanda di materie prime, input e servizi, con conseguente creazione di nuovi posti di lavoro distribuiti lungo tutto il sistema, dalla produzione alla distribuzione. Allo stato attuale, sottolinea sempre l’AfDB, il settore dell’industria della trasformazione agroalimentare in Africa è però spesso fermo a livelli molto basilari o è addirittura praticamente inesistente nelle zone rurali del continente, costringendo il continente a dover importare ogni anno prodotti alimentari per un valore pari a 65 miliardi di dollari. Il settore, inoltre, deve far fronte a un’altra serie di problemi, a cominciare dalle perdite post-raccolto causate dalle carenze esistenti in fase di stoccaggio. Solo per fare un esempio, in media nei Paesi dell’Africa subsahariana le perdite post-raccolta per i prodotti agricoli deperibili come frutta e verdura si aggirano su una media compresa tra il 35 e il 50% della produzione totale, mentre per i prodotti cerealicoli queste variano tra il 15 e il 25%. [SEGUE]