Repubblica Congo

Primo giacimento onshore, può quadruplicare la produzione di petrolio

REP CONGO – Potrebbe quadruplicare la produzione giornaliera di petrolio congolese con lo sfruttamento del primo giacimento onshore, quello del Delta della Cuvette, nel Nord del Paese.

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Ultimi articoli della sezione Africa Centrale

  • Camerun Free

    Fondi dalla Banca Mondiale per una crescita più...

    CAMERUN - Sono pari a 200 milioni di dollari i fondi stanziati dalla Banca Mondiale a favore del governo di Yaoundé per rafforzare la sostenibilità fiscale, migliorare la competitività e proteggere la popolazione più povera vulnerabile in Camerun.

    A renderlo noto è stata la stessa Banca Mondiale, precisando che i fondi rientrano nell’ambito della seconda fase di un credito per la politica di sviluppo (DPC) approvato in linea con le priorità di riforma stabilite nell’agenda governativa ‘Vision 2035’.

    "Gli ambiziosi sforzi di risanamento del bilancio del Camerun e le riforme strutturali stanno mostrando risultati positivi - ha detto il responsabile paese della Banca Mondiale per il Camerun, Abdoulaye Seck - Con questo programma, il Camerun potrà affrontare le strozzature critiche per favorire la crescita inclusiva e garantire che le famiglie più povere non vengano lasciate indietro”.

    Più specificamente, il programma sosterrà gli sforzi per razionalizzare e ridurre le spese fiscali, ampliare la base imponibile nulla, aumentare l'efficienza degli appalti pubblici, migliorare la gestione del servizio civile, una maggiore sostenibilità finanziaria del settore energetico, una migliore manutenzione stradale, un clima più resiliente rete stradale, miglioramento delle prestazioni delle piattaforme logistiche e delle catene di approvvigionamento nel porto di Douala e maggiore accesso ai servizi sanitari e protezione per le famiglie più povere.

    Secondo i dati più recenti a disposizione, il tasso di crescita dell’economia in Camerun è stimato stimato al 4,2% nel 2019, il lieve aumento rispetto al 4,1% registrato nel 2018.

    A trainare l’economia, secondo la Banca Mondiale è stato l’aumento della produzione nazionale di gas naturale, il dinamismo registrato nel settore edilizio e in quello dei servizi. [MV]

  • R. CentrafricanaRwanda Free

    Accordi tra Kigali e Bangui, nella prima visita di Paul...

    REP CENTRAFRICANA/RWANDA - Cinque accordi di cooperazione, in ambiti diversi, sono stati firmati tra i governi del Rwanda e della Repubblica Centrafricana, in occasione della prima visita del presidente ruandese Paul Kagame a Bangui.     Ieri per la prima volta il presidente Faustin Archange Touadera ha ricevuto l’omologo Kagame in una capitale ripulita per l’occasione.   Presso il Palazzo della Rinascita sono stati firmati accordi in ambito economico, militare, minierario e petrolifero.   “Auspico che le nostre relazioni bilaterali siano un modello di cooperazione Sud-Sud, fondato sui valori della solidarietà, della condivisione, e dell’integrazione africana, capaci di resistere agli azzardi del tempo e di durare a lungo nella storia. La Repubblica Centrafricana vuole ispirarsi all’esperienza, all’esempio e al modello ruandese per  costruire una nazione forte, unita e prospera” ha detto il presidente Touadera.   Tra i due Stati si prevede a breve la creazione di una commissione mista, che prevede incontri regolari fra delegati.   All’interno della Minusca, la Missione di peacekeeping delle Nazioni Unite, c’è un folto contingente ruandese. [CC]
  • Gabon Free

    FMI: crescita economica al 3,4% nel 2019

    GABON - “L’economia si sta lentamente riprendendo, ma devono ancora essere affrontate sfide significative per generare una crescita più forte e inclusiva”: a dirlo una nota del Fondo Monetario Internazionale (FMI) diffusa al termine di una missione in Gabon per analizzare lo stato dell’economia nazionale.

    Secondo l’FMI, l'attività economica gabonese è rimbalzata, con una crescita che dovrebbe raggiungere il 3,4% quest'anno, rispetto allo 0,8% nel 2018, principalmente a causa delle buone prestazioni nei settori petrolifero, minerario e del legname.

    L'inflazione è rimasta sotto controllo, all'1% (anno su anno) a luglio 2019.

    Il miglioramento del livello di mobilitazione delle entrate nazionali e un migliore controllo delle spese operative hanno permesso di ridurre il disavanzo del bilancio non petrolifero dall'11% del PIL non petrolifero nel 2016 al 7,6% nel 2018.

    Nello stesso periodo, la posizione delle partite correnti esterne è migliorata e il debito pubblico è diminuito di quasi il 3,5% del PIL.

    "Le prospettive economiche rimangono favorevoli, con una crescita che dovrebbe aumentare gradualmente al 4% a medio termine” serie l’FMI nella sua nota dove evidenzia come i rischi per le prospettive macroeconomiche “comprendono una più lenta attuazione del risanamento di bilancio nel Gabon o in altri paesi membri della CEMAC, nonché un rallentamento della crescita globale”.

    Tuttavia , il Gabon rischia anche di registrare balzi in avanti della propria crescita notevoli in particolare grazie  all'elevato volume di investimenti esteri diretti nel settore petrolifero e non petrolifero.

    "La priorità del governo deve continuare a essere quella di generare una crescita non petrolifera più forte, sostenibile e inclusiva. Ciò richiede misure macroeconomiche ambiziose e riforme strutturali di vasta portata per migliorare la governance economica, aumentare la mobilitazione delle entrate interne, migliorare la gestione e l'efficacia delle finanze pubbliche e garantire un ambiente aziendale più attraente” scrive l’FMI a conclusione della nota

    Un team del Fondo monetario internazionale (FMI), guidato da Boileau Loko, ha visitato Libreville dal 27 settembre al 9 ottobre 2019 per condurre discussioni sulle consultazioni ai sensi dell'articolo IV e la quarta e quinta revisione dell'accordo esteso del Gabon nell'ambito dell'Extended Fund Facility (EFF ) , approvato a giugno 2017 .

  • R.D. Congo Free

    Non si arresta epidemia di morbillo

    REP DEM CONGO - Sono più di 4000 le persone decedute a causa dell’epidemia di morbillo in corso in Repubblica democratica del Congo da gennaio, considerata ormai la più devastante al mondo.

    A denunciarlo è il Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite (Unicef), che sta vaccinando migliaia di bambini contro il virus e distribuendo farmaci salvavita nei centri sanitari.

    Da inizio anno, secondo quanto riportato sul sito di Africa Rivista, sono stati registrati 203.179 casi in tutte le 26 province del Paese, mentre 4096 sono i morti.

    I bambini sotto i 5 anni rappresentano il 74% dei contagi e circa il 90% dei morti.

    Il numero di casi di morbillo nella Repubblica democratica del Congo quest’anno è più che triplicato rispetto a tutto il 2018 e l’epidemia in corso ha causato più morti della febbre emorragica ebola, anch’essa in corso nel Paese e che ad oggi ha causato 2143 vittime.

    Stiamo combattendo l’epidemia di morbillo su due fronti: prevenendo i contagi e prevenendo le morti”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante di Unicef in Congo, sottolineando che “un sistema sanitario debole, l’insicurezza, la diffidenza delle comunità per i vaccini e gli operatori che li somministrano, e le difficoltà a livello logistico hanno contribuito a creare un elevato numero di bambini non vaccinati a rischio di contrarre la malattia”.

    Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS/WHO), sono raccomandate due dosi di vaccino contro il morbillo, inoltre per assicurare protezione e prevenire epidemie circa il 95% della popolazione deve essere vaccinata. Nella Repubblica democratica del Congo, però, la copertura vaccinale contro il morbillo nel 2018 è stata solo del 57%.

    “Se nel futuro vogliamo evitare epidemie di morbillo di massa come questa, dobbiamo investire significativamente per rafforzare i programmi di vaccinazione nazionale e colmare le gravi lacune della copertura”, ha concluso Beigbeder.

    Il governo di KInshasa sta pianificando il lancio della prossima campagna di vaccinazione nazionale il 22 ottobre, con l’obiettivo di vaccinare i bambini tra i 6 mesi e i 5 anni contro il morbillo in ogni provincia. [Africa Rivista]

  • R.D. Congo Free

    Accordo per grande centrale solare a Kisangani

    RD CONGO – Una centrale solare fotovoltaica sarà realizzata nei pressi di Kisangani, nel Nordest della Repubblica Democratica del Congo, dall’azienda Cat Projects Africa L’accordo per il progetto, firmato dal governo provinciale di Tsopo, prevede l’installazione di 155.000 pannelli su 65,5 ettari e la connessione a 72 ondulatori solari che si appoggeranno a 36 trasformatori per iniettare l’energia prodotta nella rete della società nazionale elettrica. “Si avvicina la fina delle tenebre” ha detto Louis-Marie Wale Lufungula, governatore di Tsopo, promettendo che presto la provincia e soprattutto Kisangani non avranno più problemi di elettricità e che altri progetti verranno realizzati. Il progetto necessita un investimento da 50 milioni di dollari, per finanziare il più grande parco solare del Paese. Grazie a un prestito di Exim Bank India, altre centrali solari saranno installate nel Nord. [CC]
  • Camerun Free

    Terre ad investitore turco per coltivazione industriale...

    CAMERUN – Il ministero dell’Agricoltura del Camerun ha concesso alla società turca Paksan Tekstil Sanayii 5000 ettari di terreno a Wassande, nella regione dell’Adamaoua. Secondo la pubblicazione L’oeil du Sahel, il terreno sarà dedicato alla produzione di mais su scala industriale. In un primo tempo, verrà utilizzata una porzione da 500 ettari. Dal sito Investire in Camerun si apprende che a Wassande, lo Stato del Camerun conduce da qualche anno un programma d’installazione di giovani agricoltori, ma l’arrivo degli investitori turchi non sarebbe stato chiaramente comunicato, e la notizia sta suscitando dubbi e perplessità sulla maniera in cui il governo permette ad investitori stranieri di accaparrarsi delle terre. Sulla questione sorge anche il dubbio riguardo alla competenza sulla terra assegnata, se del ministero, o della prefettura locale. Con la concessione della terra alla società turca, il governo ha pensato alla possibilità di ridurre il deficit di mais, soprattutto nella parte settentrionale del Paese, dove i cereali sono l’alimento di base della popolazione. [CC]