Niger

Fissate le date delle elezioni presidenziali, legislative e locali

NIGER – La Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) ha reso note le date delle elezioni presidenziali e parlamentari del prossimo anno in Niger.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Nigeria Free

    Legge per estendere assicurazione sanitaria a più...

    NIGERIA - Il governo nigeriano ha approvato una nuova legge sul sistema delle assicurazioni che mira ad ampliare la copertura a favore dei cittadini vulnerabili che non possono permettersi i costi dell'assistenza sanitaria in quello che è il Paese più popoloso d’Africa.  Il National Health Insurance Authority Bill 2022 "garantirà la copertura di 83 milioni di nigeriani poveri che non possono permettersi di pagare i premi", ha dichiarato il presidente Muhammadu Buhari in un comunicato.  Circa otto nigeriani su 10 non hanno una copertura assicurativa sanitaria nella più grande economia africana, secondo un sondaggio di novembre. La maggior parte dei nigeriani - ma è un fenomeno diffuso in tutto il continente - paga in contanti se deve recarsi in una struttura sanitaria in caso di malattia.  La legge istituisce un fondo per i gruppi vulnerabili che sarà finanziato attraverso un fondo per la fornitura di assistenza sanitaria di base, un prelievo sull'assicurazione sanitaria, un fondo di intervento speciale, nonché i proventi di investimenti, donazioni. [MS]
  • Ghana Free

    Cacao, progetti di rilancio e risultati attesi

    GHANA - I programmi finanziati anche da Cdp, fa sapere Cocobod, stanno già dando i loro frutti: hanno consentito un primo sviluppo dell’industria locale per la trasformazione del cacao e stanno effettivamente svolgendo una funzione di stimolo dell’economia nazionale, tanto più importante se calato nel contesto di congiuntura globale determinato dalla pandemia. Secondo l’ultimo rapporto disponibile, Cocobod ha aumentato il numero di impiegati a sua disposizione, passando dai circa ventimila di maggio 2020 a 30.368, la resa media per ettaro è salita da 450 a 500 chilogrammi ed è aumentata anche la capacità di lavorazione di fave di cacao (da 206 a 262.000 tonnellate). Un trend positivo che sarà rafforzato dall’espansione della capacità di stoccaggio (oltre settecentomila tonnellate dalle iniziali seicentomila), necessario per far fronte alla rinnovata capacità produttiva, dall’aumento del consumo locale di cacao con l’obiettivo di arrivare a 1,5 chili per abitante entro un arco di cinque anni; e infine da una capacità di lavorazione del cacao che dovrà arrivare al 50% della produzione nazionale.  Questo maggiore impegno sul piano industriale è accompagnato da una serie di misure prese per migliorare l’intero comparto anche sotto altri profili. Cocobod ha messo in atto diversi programmi per contrastare i casi di lavoro minorile, come le iniziative di sensibilizzazione rivolte alle comunità rurali che prevedevano il ricorso ai capi tradizionali per veicolare il messaggio in maniera più efficace. Sono stati poi realizzati corsi di formazione per gli agenti di Cocobod, anche qui per sensibilizzare sui temi del lavoro minorile facendo in questo caso perno sui rappresentanti dell’azienda che hanno contatti diretti con i produttori. La società ha poi contattato una quindicina di stazioni radiofoniche attive nelle aree dove è più alto il rischio di lavoro minorile e ha effettuato una campagna di informazione sui risvolti negativi di tale fenomeno e sugli strumenti utili a contrastarlo. Corsi di formazione specifici sono stati infine organizzati a beneficio delle donne attive nella filiera per aiutarle ad adottare una serie di buone pratiche nella gestione delle loro piantagioni e ottenere quindi un’adeguata redditività delle proprie attività. [MS]
  • Ghana Free

    Cacao, il contributo di Cassa depositi e prestiti

    GHANA - A questo punto è entrata in gioco Cdp all’interno di un pool che ha visto la partecipazione di Banca africana di sviluppo (AfDB), Japan International Cooperation Agency e Development Bank of Southern Africa, oltre che una serie di banche commerciali tra le quali Commerzbank, Credit Suisse e Industrial and Commercial Bank of China. Insieme, questi attori hanno messo sul piatto nel 2020 un finanziamento di 600 milioni di dollari a favore di Cocobod. Cocobod è il maggiore player attivo a livello mondiale nella commercializzazione del cacao. La società raggruppa sotto un’unica struttura commerciale la base produttiva, costituita da migliaia di piccoli agricoltori, e promuove l’esportazione del prodotto sui mercati internazionali sotto un unico marchio. Cocobod inoltre favorisce l’attuazione coordinata su scala nazionale di programmi e politiche agricole nella filiera del cacao. Da qui la scelta di finanziare otto programmi (Productivity Enhancement Programmes) che, una volta realizzati, dovrebbero consentire un’attività locale di lavorazione del cacao ad alto valore aggiunto, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro e una generale spinta positiva all’intera economia nazionale.  Nel corso della prima parte del 2021, cinque degli otto programmi previsti sono stati avviati grazie ai fondi dell’iniziativa a cui ha preso parte Cdp. Più in particolare è stato avviato il programma di sostituzione degli alberi di cacao infettati dal virus Cssv; il programma relativo alla sostituzione degli alberi improduttivi; il programma per l’impollinazione artificiale; il programma a sostegno dell’irrigazione; e infine si è provveduto ad avviare un database delle piantagioni di cacao. Gli altri tre programmi avviati nella seconda parte dell’anno puntano al rafforzamento delle capacità di stoccaggio, alla promozione della lavorazione locale delle fave di cacao e alla promozione del consumo locale di cacao.  I risultati attesi sono ambiziosi. Entro il 2023 si prevede un incremento del raccolto nazionale del cacao dell’ordine del 35%, che dovrebbe essere reso possibile grazie alle nuove piante e agli interventi nel campo dell’irrigazione (due dei principali fattori che hanno finora differenziato il Ghana dalla Costa d’Avorio). Si arriverà quindi a generare nuovi posti di lavoro sia diretti che indiretti. Solo a titolo d’esempio, uno degli otto programmi ha previsto l’utilizzo di trentamila giovani che nel 2020 hanno provveduto all’impollinazione manuale di una superficie pari a circa 72.000 ettari di colture di cacao. Un altro obiettivo importante riguarda la crescita di attività legate alla lavorazione locale del cacao tramite l’utilizzo di fondi per 200 milioni di dollari: fino al 2018, il Ghana era capace di processare una quota minima (18%) del cacao prodotto; tale quota è salita al 36% nel 2020 e crescerà consentendo di catturare quote di mercato e di generare occupazione. L’obiettivo ultimo è contribuire a ridurre il grado di povertà e generare reddito per l’ampia fascia di popolazione coinvolta nella coltivazione del cacao. [SEGUE]
  • Ghana Free

    Cacao, un’industria strategica per Accra

    GHANA - Una questione di resa innanzitutto. Ma anche un problema legato alla lavorazione. E, infine, un confronto, con la Costa d’Avorio, senza possibilità di appello. Da queste premesse il Ghana è partito per rimettere in sesto un settore nevralgico come quello del cacao e lo sta facendo anche grazie al sostegno dell’italianissima Cassa depositi e prestiti (Cdp).  Partiamo dai fondamentali. Il settore del cacao è per il Ghana un’industria strategica e di fondamentale importanza sia per volume di fatturato prodotto sia per numeri di posti di lavoro in gioco; secondo stime correnti, il Paese è il secondo produttore globale di fave di cacao, una su cinque immessa sul mercato globale ha origine ghanese. La raccolta e la vendita del cacao rappresentano una fonte di ricavi di primaria importanza per ottocentomila agricoltori locali. Questi vendono tutto il loro raccolto alla società a controllo pubblico Ghana Cocoa Board (Cocobod), che ha il compito di fare da intermediario tra chi produce e i mercati internazionali. L’industria del cacao contribuisce a formare circa il 7% del pil del Paese ed è alla base di circa il 20% dei flussi di valuta estera in entrata nel Paese.  Numeri importanti, ma che potrebbero essere ancor più significativi; e qui i nodi arrivano al pettine. Nonostante gli innegabili sviluppi registrati negli ultimi anni, la filiera ghanese soffre di una limitata produttività: nel 2019 la resa delle coltivazioni è stata in media di 450 chilogrammi per ettaro, mentre nella vicina Costa d’Avorio si è arrivati a un valore medio di mille chilogrammi per ettaro. Una differenza così marcata da aprire più di un interrogativo. A frenare i raccolti, però, ci sono anche infrastrutture per l’irrigazione carenti e la diffusione di un virus che ha già colpito il 17% dei terreni dedicati alle piantagioni, mentre il 22% delle piante non è più produttivo. Un altro collo di bottiglia è quello legato alla creazione di valore aggiunto, questo sì problema generale dei Paesi produttori e non soltanto ghanese: ancora nel 2019 il Paese era in grado di processare poco più di duecentomila tonnellate di fave di cacao per stagione. [SEGUE]
  • Burkina Faso Free

    Adottato piano per assistenza alimentare

    BURKINA FASO - Il governo di Ouagadougou ha adottato, in sede di Consiglio dei ministri, un piano di risposta e di assistenza alimentare che sarà finanziato dallo Stato, dai suoi partner e dalle autorità locali per un ammontare di 237 miliardi di franchi Cfa (oltre 376 milioni di dollari). Lo ha annunciato il portavoce del governo, Lionel Bilgo. Bilgo, che ha parlato alla stampa al termine del Consiglio dei ministri, ha sostenuto che questo piano assistenza alimentare permette di rispondere con urgenza alla situazione di insicurezza alimentare delle persone vulnerabili, compresi gli sfollati interni e le famiglie ospitanti. In particolare, sosterrà la produzione agricola e zootecnica, la prevenzione e la cura dei bambini malnutriti di età inferiore ai cinque anni e delle donne in gravidanza e in allattamento, anch’esse malnutrite. Secondo il portavoce del governo, una parte dei fondi sarà destinata alla fornitura di acqua potabile. Dal 2015, diverse località del Burkina Faso sono flagellate da attacchi terroristici che hanno provocato la morte di oltre 2.000 civili e soldati e lo sfollamento di oltre 1,8 milioni di persone, secondo le autorità. Lunedì, in un intervento alla televisione pubblica (Rtb), il ministro burkinabé responsabile dell’agricoltura, Innocent Kiba, ha affermato che in termini di sicurezza alimentare la situazione è “molto difficile al momento”, poiché la precedente campagna agricola non ha avuto molto successo a causa di sacche di siccità, inondazioni e riduzione delle terre coltivabili a causa dell’insicurezza. Ha aggiunto che il contesto della crisi alimentare è caratterizzato da un deficit cerealicolo di quasi 539.000 tonnellate, uno dei più gravi degli ultimi cinque anni nel Paese, mentre più di 2,4 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare quest’anno, in particolare nelle regioni del Sahel, del Nord, dell’Est e del Centro-Nord. [VGM]
  • Mauritania Free

    A Nouakchott un forum su transizione energetica

    MAURITANIA - Il governo mauritano organizzerà la prossima settimana, martedì 24 maggio, a Nouakchott, un seminario sul tema “accelerare la transizione energetica e creare un settore minerario verde in Mauritania”. L’evento, organizzato dal ministero dell’Energia e delle Miniere, vedrà la partecipazione dei direttori esecutivi di aziende specializzate come British Petrolium, Kinross, Cosmos e Arcelor Metal. Secondo un comunicato stampa pubblicato dal ministero, il seminario sarà organizzato con la partecipazione della Banca Mondiale e di aziende nazionali come la Società nazionale industriale e mineraria (Snim), la Società mauritana degli idrocarburi (Smh) e la Società mauritana dell’elettricità (Somelec). Il ministero ha aggiunto che questo incontro sarà coronato dall’annuncio da parte delle principali aziende partecipanti di “importanti misure per migliorare lo sfruttamento delle risorse nazionali”. [CC]