Sud Sudan

Mini rimpasto di governo, nominato nuovo ministro degli Esteri

SUD SUDAN – Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir ha effettuato ieri un mini rimpasto di governo, dove spicca la nomina di Awut Deng Achuil come nuovo ministro degli Affari Esteri del paese, in sostituzione di Nhial Deng Nhial.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Etiopia Free

    Boom dell’export di caffè in Cina

    ETIOPIA - La Cina è diventata uno dei maggiori importatori di caffè etiope e questo mercato può espandersi ulteriormente. Ad affermarlo, Adugna Debela, direttore generale dell’Ethiopian Coffee and Tea Authority, in un’intervista rilasciata all’agenzia Xinhua Secondo i dati dell’Authority, la Cina è diventata l’ottavo importatore di caffè etiope nei primi dieci mesi dell’attuale anno fiscale etiope 2021/2022 (iniziato l’8 luglio 2021). “Quest’anno, l’esportazione di caffè dell’Etiopia in Cina è sorprendente. L’anno scorso, la Cina si è classificata al 33° posto tra gli importatori di caffè etiopi, ma quest’anno è salita all’8°”, ha affermato Debela, attribuendo il successo all’apertura di nuovi mercati e al cambiamento delle abitudini dei consumatori cinesi. La Cina ha importato 5.879,34 tonnellate di caffè etiope negli ultimi dieci mesi, consentendo alla nazione dell’Africa orientale di guadagnare 30,4 milioni di dollari, in crescita del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Ci sono state una serie di attività promozionali congiunte, tra le quali riunioni di funzionari dei due Paesi, che hanno contribuito a creare un ambiente ideale per la crescente esportazione di caffè in Cina”, ha affermato Debela che ha aggiunto: “’l’Etiopia ha guadagnato 1.014 miliardi di dollari dall’esportazione di 232.000 tonnellate di caffè negli ultimi dieci mesi. Si tratta di un record che va oltre ogni aspettativa”. Lo scorso anno, Addis Abeba aveva pianificato di guadagnare 810 milioni di dollari esportando 220.000 tonnellate di caffè in dieci mesi. Guadagnando oltre 1.014 miliardi di dollari ed esportando 232.000 tonnellate di merce, con un aumento sia del volume delle esportazioni che dei ricavi, è andata oltre ogni più rosea aspettativa. Debela ha affermato che il paese ha venduto il 60% del suo caffè a prezzi concordati, mentre il resto è stato venduto al mercato delle aste di New York. L’Authority sta valutando la possibilità di vendere caffè speciali etiopi a un prezzo negoziato in Cina nel prossimo futuro. Gli alti prezzi globali delle materie prime, la catena di approvvigionamento ridotta, nuovi mercati in crescita come la Cina e un commercio più trasparente hanno aiutato il Paese dell’Africa orientale a migliorare le prestazioni delle sue esportazioni di caffè, ha affermato Debela. Il buon andamento del mercato, suggerisce che l’Etiopia, in quanto più grande produttore di caffè dell’Africa, quest’anno, possa arrivare a esportare altre 68.000 tonnellate di caffè, con un export totale di circa 300.000 tonnellate di caffè. [EC]
  • Somalia Free

    Neopresidente, priorità alla lotta per la sicurezza

    SOMALIA - Il neoeletto presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud, ha dichiarato che il suo governo, nei primi 100 giorni, concentrerà la sua azione sui dossier della sicurezza, della ripresa economica, della stabilità politica e della cancellazione del debito. Mohamud è stato eletto domenica, sconfiggendo il presidente uscente, Mohamed Abdullahi Mohamed detto Farmaajo, e tornando al potere dopo aver servito come presidente dal 2012 al 2017. La sconfitta di al-Shabaab, milizia jihadista legata alla rete di al-Qaeda, è stata, a suo parer, trascurata negli ultimi anni. Mohamud, che conosce in prima persona il pericolo rappresentato da al-Shabaab, essendo sopravvissuto a diversi tentativi di omicidio, vuole farne una priorità. “Nei miei primi 100 giorni intendo riformare il vecchio quadro giuridico e la struttura delle nostre agenzie di sicurezza. In quest’ultimo campo, vogliamo federalizzare l’apparato di sicurezza”, ha detto Mohamed in un’intervista esclusiva a Voice of America. A suo parere, una migliore struttura delle agenzie di sicurezza permetterà di combattere meglio al-Shabaab, che ha intensificato i suoi attacchi a Mogadiscio negli ultimi mesi. Mohamud ha espresso fiducia nel fatto che il suo Paese svolterà. “Per proteggere Mogadiscio, vogliamo anzitutto rinforzare le aree confinanti del Basso e Medio Shabelle. All’interno della città rafforzeremo l’intelligence – ha affermato il presidente -. Chiederemo supporto e collaborazione a chiunque sia disposto ad aiutarci a garantire la sicurezza”. Prima dell’intervista, Mohamud ha accolto con favore la notizia che le forze per le operazioni speciali statunitensi torneranno in Somalia per aiutare il contrasto al gruppo terroristico. Martedì ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, con un tweet nel quale definisce gli Stati Uniti “un partner affidabile nella nostra ricerca della stabilità e della lotta al terrorismo”. La sua rielezione domenica segue quasi un anno di incertezza politica segnato da controversie tra il presidente e il primo ministro e i livelli di governo federale e regionale. I disordini sono esplosi nel febbraio 2021, quando il parlamento ha approvato una mozione per estendere il mandato del presidente Mohamed di due anni. I parlamentari hanno annullato la loro decisione di fronte a forti pressioni sia a livello nazionale sia all’estero. “Creare stabilità politica è un’altra delle mie priorità nei primi 100 giorni. Dobbiamo trovare un accordo inclusivo con i leader degli Stati membri federali che federalizzi le questioni più importanti, inclusa la sicurezza”, ha affermato. Mohamud ha poi detto che lavorerà a un piano per eliminare la complessa legge elettorale basata sui clan e per portare il Paese verso a un sistema una persona-un voto. “Quando ho lasciato la presidenza nel 2016, ho anche consegnato un piano dettagliato per portare il Paese a un sistema di voto diverso – ha detto – ora il mio piano è lavorare su questo in modo che non si voti più con il controverso sistema clanico”. Mohamud ha concluso dicendo che nominerà presto un primo ministro e lavorerà su riforme progettate per risolvere le lotte di potere croniche tra presidenti e primi ministri. [EC]
  • Etiopia Free

    Imprese, nuova piattaforma per raccolta capitali

    ETIOPIA - Un accordo di cooperazione per la creazione dell’Ethiopian Securities Exchange (Esx) è stato firmato oggi da Ethiopian Investment Holdings (Ehi), ministero delle Finanze e Financial Sector Deepening Africa (Fsd Africa). L’Ethiopian Securities Exchange darà vita a una piattaforma per la raccolta di fondi per le piccole e medie imprese e per offrire una piattaforma per la privatizzazione delle imprese statali dell’Etiopia. Nell’occasione, il ministro delle Finanze Ahmed Shide ha affermato, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ena, che il governo etiope sta lavorando per sviluppare i mercati dei capitali nell’ambito del programma di riforma economica nazionale. Secondo quanto ha riferito, la Esx sarà costituita come società per azioni dal governo in collaborazione con il settore privato, compresi gli investitori stranieri. “Il partenariato pubblico-privato introdurrà una nuova era per il comparto finanziario etiope e l’economia nazionale nel suo insieme. L’accordo di cooperazione odierno tra il ministero delle Finanze, Eih e Fsd Africa è il primo passo concreto verso la realizzazione della nostra visione”, ha affermato il ministro. L’amministratore delegato di Ethiopian Investment Holdings, Mamo Mihretu, ha affermato che la National Bank of Ethiopia ha fatto passi da gigante verso la realizzazione del mercato dei capitali, anche se resta ancora molto da fare. Ehi è il braccio operativo che si occupa di investimenti strategici del governo etiope e l’obiettivo è contribuire a obiettivi di sviluppo chiave attraverso una gestione professionale dei beni pubblici e delle migliori pratiche internazionali e principi di buona governance aziendale, ha aggiunto. “Con la firma di questo accordo di cooperazione, Ehi si assume ufficialmente la responsabilità di di fare un passo in avanti nella promozione di un partenariato pubblico-privato per lanciare la Borsa valori etiope”, ha detto Mamo Mihretu che ha aggiunto che Esx fornirà a emittenti e investitori un accesso unico ai mercati dei capitali, promuovendo un’allocazione e un utilizzo efficienti del capitale nell’economia. L’amministratore delegato di Fsd Africa, Mark Napier, ha affermato che la sua organizzazione è lieta di collaborare con il governo dell’Etiopia in questa storica iniziativa che accelererà lo sviluppo dei mercati dei capitali in Etiopia. Ha inoltre sottolineato che il pezzo mancante nelle economie africane sono i mercati dei capitali. Il programma per la creazione dell’Esx farà leva sulla vasta competenza ed esperienza di Fsd Africa nello sviluppo delle infrastrutture dei mercati dei capitali in tutta l’Africa. “Spero che lo scambio sia molto aperto alle idee provenienti da tutta l’Africa traendo vantaggio dalle esperienze passate”, ha sottolineato Napier. Esx fornirà un mezzo di scambio tra gli investitori e coloro che necessitano di capitale per costruire ed espandere il business. [EC]
  • Rwanda Free

    Prestito da 18 mln dollari per strada Nyacyonga-Mukoto

    RWANDA - Il governo ruandese ha firmato un accordo per contrarre un prestito del valore di 18 milioni di dollari con il Fondo Opec per lo Sviluppo Internazionale (Ofid). I fondi saranno impiegati per migliorare la strada da Nyacyonga a Mukoto, tra i distretti di Gasabo e Rulindo. L'ammodernamento del tratto di 36 km dovrebbe portare benefici alla popolazione, creando una strada di accesso alternativa dalla città di Kigali alla Provincia del Nord. In occasione della firma, Uzziel Ndagijimana, ministro delle Finanze e della Pianificazione Economica, ha reso noto che il progetto è co-finanziato dalla Banca Araba per lo Sviluppo Economico in Africa (Badea), che apporterà altri 18 milioni di dollari oltre ai 5 milioni di dollari del contributo rwandese. Il prestito agevolato dell'Ofid prevede un piano di ammortamento di 20 anni, di cui cinque di grazia, e un tasso di interesse dell’1,75%. [MS]
  • EtiopiaKenyaSomalia Free

    Corno Africa, siccità mette a rischio una persona ogni...

    AFR ORIENTALE - In Etiopia, Kenya e Somalia la siccità potrebbe uccidere una persona ogni 48 secondi: è quanto denunciano oggi Oxfam e Save the Children, con il rapporto “Dangerous Delay 2: The Cost of Inaction”, sottolineando che “a 10 anni dall’ultima carestia che ha fatto 260.000 vittime in Somalia, la metà delle quali bambini sotto i 5 anni, la comunità internazionale rimane sorda, incapace di evitare la fame in Africa orientale”. “Al momento – spiegano le due ong in un comunicato – già quasi mezzo milione di persone è in carestia in alcune regioni di Somalia e Etiopia, mentre in Kenya 3,5 milioni soffrono la fame”. E “tutti gli appelli delle Nazioni Unite per la risposta umanitaria nei diversi Paesi sono scarsamente finanziati a causa di altre crisi, come quella ucraina, aggravando ulteriormente la piaga della fame in questa parte dell’Africa”. In Somalia, Etiopia e Kenya il numero di persone che soffrono la fame estrema è più che raddoppiato dallo scorso anno, passando da 10 a oltre 23 milioni, e tutto questo avviene “in Paesi stritolati da un debito che è più che triplicato in meno di un decennio,  da 20,7 miliardi di dollari nel 2012 a 65,3 miliardi di dollari nel 2020, sottraendo risorse ai servizi pubblici e a misure di protezione sociale”. La situazione si è ora aggravata con il conflitto in Ucraina che ha portato i prezzi del cibo al livello più alto mai registrato, rendendolo di fatto proibitivo per milioni di persone. “Quasi 5,7 milioni di bambini saranno colpiti da malnutrizione acuta entro la fine di quest’anno – ha detto Filippo Ungaro, portavoce di Save the Children – le Nazioni Unite avvertono inoltre che più di 350 mila persone potrebbero morire se non agiremo in fretta. Ogni minuto che passa è un minuto di troppo perché un altro bambino potrebbe morire di fame, eventualità con la quale non possiamo convivere”. Le due ong ricordano che solo il 2% (93,1 milioni di dollari) dell’attuale appello delle Nazioni Unite per Etiopia, Kenya e Somalia è stato formalmente finanziato fino ad oggi. Nel 2017 gli stessi Paesi avevano ricevuto 1,9 miliardi di dollari in finanziamenti di emergenza. Anche se i donatori hanno promesso 1,4 miliardi di dollari di aiuti il mese scorso, “è vergognoso che siano arrivati solo 378 milioni di dollari”. “Si muore di fame non per mancanza di cibo o denaro, ma per mancanza di coraggio politico – ha concluso Francesco Petrelli, esperto di finanza per lo sviluppo di Oxfam Italia – in un mese i Paesi ricchi hanno raccolto oltre 16 miliardi di dollari per la crisi in Ucraina e hanno iniettato nelle loro economie oltre 16 mila miliardi di dollari per rispondere all’emergenza Covid. È chiaro dunque che mobilitare risorse si può, basta volerlo”. Oxfam e Save the Children chiedono quindi un’azione urgente, per aiutare a salvare vite, prima che sia troppo tardi, invitando il G7 e i leader occidentali a finanziare l’appello delle Nazioni Unite di 4,4 miliardi di dollari per il Kenya, l’Etiopia e la Somalia. [SS]
  • Kenya Free

    Sondaggio pre-elezioni, Odinga supera Ruto

    KENYA - Secondo l’ultima ricerca di Trends and Insights Africa (Tifa), il leader dell'Orange Democratic Movement (Odm) Raila Odinga ha raggiunto il 39% di popolarità dopo aver scelto Martha Karua come sua compagna di corsa per le prossime elezioni in Kenya. Secondo lo stesso sondaggio, il vicepresidente William Ruto, il cui compagno di corsa è Rigathi Gachagua, candidato presidenziale della coalizione Azimio, è al 35%. Il leader del Wiper Party e candidato presidenziale Kalonzo Mustoka si colloca in terza posizione con il 2%. Il ricercatore Tom Wolf ha dichiarato che il sondaggio ha mostrato che Odinga ha guadagnato popolarità rispetto all'ultimo sondaggio del 7%, mentre Ruto è sceso di popolarità del 4%. Il sondaggio è stato condotto martedì dopo la scadenza del termine per gli aspiranti presidenti per nominare i rispettivi potenziali vicepresidenti. [MS]