Egitto

Maire Tecnimont firma contratto preliminare per impianto di produzione di ammoniaca in Egitto

EGITTO – Il gruppo Maire Tecnimont ha reso noto che la propria controllata Tecnimont S.p.A. ha firmato un contratto preliminare per sviluppare un nuovo impianto di produzione di ammoniaca ad Ain Sokhna, vicino Suez in Egitto.

Secondo quel che viene comunicato dalla stessa società, l’impianto avrà una capacità di 1320 di tonnellate al giorno e utilizzerà la tecnologia KBR.

Ad assegnare il contratto a Maire Tecnimont è stata Egypt Hydrocarbon Corporation, società attiva nella produzione e vendita di nitrato d’ammonio.

Il contratto sarà effettivo una volta finalizzate alcune condizioni contrattuali e raggiunto il closing finanziario, a cui si sta lavorando grazie al supporto di SACE e dell’EXIM Bank statunitense.

Lo scopo del lavoro riguarda l’esecuzione delle attività di ingegneria, la fornitura di equipment e materiali, oltre ai lavori di costruzione. Il completamento del progetto è previsto entro 36 mesi, una volta che il contratto sarà effettivo. [MV]

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    EGITTO - Orascom Construction è stata scelta da Ora Developers per la costruzione della prima parte del mega progetto ZED Sheikh Zayed in Egitto. Il master plan del progetto è stato realizzato da Watg International.  Orascom Construction, secondo i termini del contratto, è tenuto a costruire circa 600 unità abitative in questa fase, insieme a un garage a tre piani, un centro commerciale a due livelli e quattro torri di appartamenti di 17 piani. Questa fase iniziale sarà finanziata da Banque Misr a seguito di un accordo di prestito del valore di circa 63 milioni di dollari siglato con Ora Developers. Il progetto ZED Sheikh Zayed sarà realizzato in sei fasi e, una volta completato, comprenderà oltre 4.500 unità abitative e un complesso commerciale amministrativo. Filiale del Gruppo Gemini, Ora Developers è una delle aziende leader nel settore immobiliare in Egitto, ed è nota per progettare e sviluppare residenze di livello alto. [MS]
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    A comunicarlo è stato il ministero degli Esteri egiziano, sottolineando come il raggiungimento di un’intesa tra i tre Paesi è negli interessi dell’Egitto così come del Sudan e dell’Etiopia.

    L’annuncio egiziano arriva in seguito a un incontro virtuale la scorsa settimana tra il primo ministro sudanese Abdallah Hamdok e il suo omologo etiope Abiy Ahmed, dopo che il governo di Addis Abeba aveva rifiutato di aderire ad una proposta di mediazione avanzata dagli Stati Uniti e dalla Banca Mondiale e il successivo invio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di una lettera di protesta formale da parte del Cairo in cui si lamentava l’ostruzionismo di Addis Abeba.

    Quello del riempimento è un tema delicato perché potrebbe ridurre drasticamente la portata del fiume, danneggiando così Egitto e Sudan.

    Per i due Paesi è infatti è inconcepibile iniziare a riempire il bacino senza aver precedentemente firmato un accordo globale con l’Etiopia, che invece vorrebbe avviare tali attività a partire da luglio. Le due nazioni a valle vogliono un’intesa a lungo termine sulla condivisione dei dati dalla diga, sulla sicurezza della diga e sull’impatto sociale e ambientale nei rispettivi Paesi. [MV]