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Cancellato il summit annuale di Comesa

SUDAN / AFRICA – E’ stato cancellato – ed è la seconda volta negli ultimi tre anni, il previsto summit annuale del Mercato comune per l’Africa orientale e meridionale (Comesa), previsto per la fine dell’anno a Khartoum, in Sudan.

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    IABW 2019, tutto pronto a Milano per l’Italia-Africa...

    AFRICA - “Se dovessi sintetizzare l’idea di questo progetto direi: ‘Aiutiamoci a casa loro”: è uno slogan efficace quello utilizzato da Filippo Codara, General Manager di MorsettItalia e vicepresidente di Assafrica e Mediterraneo. La sua azienda è la tipica Pmi italiana, nata negli anni 70 a Milano. Nel 2000 ha avvertito la necessità di guardare a nuovi mercati e nuovi orizzonti e nel 2006 ha aperto un hub in Tunisia. Oggi si definisce “un imprenditore pendolare del Mediterraneo” e sulla scia del successo della sua impresa, auspica un’Italia “non periferia d’Europa, ma cerniera tra Europa e Mediterraneo”. Il suo è uno degli interventi più apprezzati di ieri mattina alla conferenza per la terza edizione dell’Italia-Africa Business Week - in programma a Milano il 26 e 27 novembre. “Il leit motiv che abbiamo ripetuto per anni, secondo cui l’Africa è il futuro, è ormai sorpassato. L’Africa è già il presente per molte imprese. E se gli attori italiani non si muovono, potrebbe non esserci più spazio per loro tra qualche anno” evidenzia Mehret Tewolde, direttrice generale di Iabw. Il forum sarà un’opportunità di confronto per centinaia di imprese, professionisti ed esperti italiani ed africani, per individuare sinergie in settori quali infrastrutture, energie rinnovabili, agricoltura, agribusiness, nuove tecnologie, industria 4.0, biomedicale, tessile e moda, turismo, sicurezza e waste management. Purtroppo “in Italia si continua a parlare di Africa come di un unico Paese, caratterizzato da insicurezza e corruzione, senza fare differenze riguardo a un continente di 54 stati, ricco di tanti mercati differenti, che spesso crescono a livelli invidiabili rispetto ai paesi europei” sottolinea Cleophas Adrien Dioma, presidente di Iabw, augurandosi che da Milano, capitale economica d’Italia, dove il forum si riunirà per la prima volta, parta una narrazione diversa”. All’appuntamento milanese parteciperanno ospiti istituzionali italiani ed africani tra cui la viceministra agli Affari Esteri Emanuela Del Re, il commissario per il Commercio e l’industria dell’Unione Africana Albert M. Muchanga, il ministro del Commercio e dell’artigianato del Burkina Faso Harouna Kabore, rappresentanti del settore privato come Albin Feliho, presidente della Confederazione nazionale delle imprese del Benin, e Saida Neghza, presidente di Businessmed e della Confederazione generale delle imprese algerine (CGEA), oltre a rappresentanti delle ambasciate africane e del corpo diplomatico africano in Italia. “Quella del forum, nato per volontà della diaspora e che costituisce un unicum nel suo genere nel panorama italiano, è una scommessa” ha sottolineato Roberto Randazzo di R&P Legal e Console Onorario della Repubblica dell’Uganda a Milano. Visione condivisa anche da Mario Molteni, professore di Economia aziendale all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano e fondatore di E4Impact Foundation, per la formazione di imprenditori nelle università africane. “Siamo di fronte a una sfida. Il nostro obiettivo è fare capire che al di là del Mediterraneo ci sono opportunità enormi, da cogliere adesso”. [ADL]
  • Africa Free

    Liberia ed eSwatini tra i 10 migliori Paesi da visitare...

    AFRICA – Ci sono tre Paesi africani nella Top 10 dei migliori Paesi da visitare nel 2020 secondo la nuova classifica della guida turistica Lonely Planet. Se la presenza del Marocco in 9° posizione non è sorprendente, considerata la lunga tradizione del Regno in ambito di accoglienza turistica e la nomina di Marrakesh a capitale mondiale della cultura 2020, erano piuttosto inattese le scelte della Liberia, in 8° posizione, e dell’eSwatini, già Swaziland, in 5° posizione.   Affacciata sull’Atlantico, appena a Nord dall’ingresso del Golfo di Guinea, fino a non molto tempo fa la Liberia era considerata una destinazione da evitare a causa dell’epidemia di ebola che l’aveva colpita – insieme ad altri Paesi vicini – tra il 2014 e il 2016. Prima ancora, le stigmate della lunga guerra civile (1989-2003) e l’immagine dei ‘diamanti insanguinati’ erano abbinati alla descrizione della Liberia. Per l’anno in arrivo, le guide turistiche della Lonely Planet hanno preferito mettere in rilievo le “meraviglie naturali”, le “spiagge idilliache” e le ottime location per surfisti, il Parco nazionale di Sapo e la sua foresta pluviale, la fauna e la flora della repubblica africana anglofona, già terra degli schiavi afrodiscendenti liberati.   Piccolo regno nascosto all’interno del Sudafrica, spesso dimenticato dai potenziali visitatori, l’eSwatini è stato scelto dalla Lonely Planet come una delle migliori destinazioni da scoprire nel 2020, per via del suo patrimonio naturalistico, delle sue riserve, delle sue opportunità di trekking e di scoperta culturale. Un nuovo aeroporto internazionale e miglioramenti nelle infrastrutture sono da considerare – secondo le guide Lonely Planet – per chi vuole affacciarsi nell’ultima e monarchia assoluta africana, guidata dal Re Mwsati III accompagnato dalle sue 14 mogli. [CC]
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    Festival della Diplomazia: oggi a Roma un dibattito su...

    AFRICA – Una tavola rotonda per discutere l’impatto dei cambiamenti climatici sulla politica globale e sulle dinamiche di sicurezza si terrà questo pomeriggio dalle 16:00 alle 18:00 a Roma, presso il Centro Studi Americani di Via Caetani 32. L’incontro, che rientra nell’ambito del Festival della Diplomazia, in corso a Roma è stato organizzato dal Centro Studi Internazionali (Cesi), che presenterà un rapporto sul tema “The impact of Climate Change on Global Political and Security Dynamics” realizzato per conto della FAO. Al dibattito - moderato da Gabriele Iacovino, Direttore, Ce.S.I. -  parteciperanno Marco Di Liddo (Responsabile desk Africa, Ce.S.I.) Luca Russo (Senior Food Crises Analyst, Strategic Program on Resilience, FAO) Filippo Scammacca del Murgo (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, MAECI) e Massimo Zaurrini (Direttore di Africa e Affari). “Il cambiamento climatico è uno dei fenomeni più importanti della nostra epoca, in grado di modificare sensibilmente l’equilibrio naturale del nostro pianeta e, di conseguenza, la struttura stessa delle interazioni economiche, politiche e di sicurezza tra gli esseri umani” scrivono gli organizzatori, secondo i quali se l’impatto del cambiamento climatico sulle dinamiche geopolitiche è già evidente, appare evidente anche come questo potrebbe ulteriormente peggiorare negli anni futuri. “Aumento della desertificazione e della siccità, alterazione della sicurezza alimentare e scioglimento dei ghiacciai sono tutti fenomeni in grado di acuire le conflittualità tra Stati o comunità umane, incidendo profondamente sulle agende di politica interna ed internazionale di tutti i governi, compreso quello italiano” scrivono gli organizzatori dell’incontro. L’evento, che si terrà in lingua inglese, è aperto a tutti.
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    FMI (2): il debito si va stabilizzando in Africa Sub...

    AFRICA - Il carico del debito pubblico dell'Africa subsahariana si sta stabilizzando, ma le economie della regione sono chiamate comunque a confrontarsi con i rischi legati al rallentamento della crescita globale, che rischia di pesare sulle esportazioni, e alla lotta commerciale internazionale in corso. Sono alcuni degli elementi emersi durante un incontro tra ministri delle Finanze africani tenutosi al Fondo monetario internazionale (FMI). Lo stesso FMI negli anni scorsi aveva lanciato l’allarme sul pericoloso innalzamento del debito in molti paese, che sono ricorsi al credito per finanziare progetti infrastrutturali, economici e sociali o, come il caso dei paesi produttori di petrolio, per colmare i deficit di bilancio creatosi col calo drastico del prezzo del greggio sui mercati internazionali. Nelle sue prospettive, il Fondo ha dichiarato che il debito pubblico in Africa in percentuale del PIL si è attestato su una media di circa il 55%. "Quello che abbiamo visto complessivamente nella regione è, nel complesso, che i livelli del debito hanno iniziato a stabilizzarsi", ha detto all’agenzia di stampa Reuters Abebe Aemro Selassie, direttore del dipartimento africano del FMI. "In futuro, mi aspetto che rimanga stabile, a condizione che i paesi attuino i budget che hanno formulato". Tuttavia, sette paesi - Eritrea, Gambia, Mozambico, Repubblica del Congo, São Tomé e Príncipe, Sud Sudan e Zimbabwe - sono in difficoltà di indebitamento, ha affermato l'FMI. Nove altri, tra cui Etiopia, Ghana e Camerun, sono ad alto rischio di sofferenza del debito.
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    FMI: Africa Sub-Sahariana, crescita al 3,2% nel 2019

    AFRICA – L’economia dei paesi dell’Africa sub-sahariana crescerà del 3,2% quest'anno. Lo riferisce il Fondo Monetario Internazionale (FMI) rivedendo le stime pubblicate ad aprile e che davano una crescita leggermente superiore 3,5%. Lo stesso rapporto, anticipato da alcune fonti di stampa internazionali, vede la crescita risalire al 3,6% il prossimo anno, ma comunque in leggero calo rispetto alle stime di aprile del 3,7%. Secondo il rapporto, l'economia più sviluppata del continente, il Sudafrica, dovrebbe crescere solo dello 0,7% quest'anno e dell'1,1% nel 2020. Il principale esportatore di petrolio, la Nigeria, crescerà del 2,3% quest'anno e del 2,5% il prossimo. La terza più grande economia della regione, l'Etiopia, che sta perseguendo un ambizioso programma di riforme sotto il Primo Ministro Abiy Ahmed, vincitore del premio Nobel, è sulla buona strada per registrare una crescita del 7,4% quest'anno, ha affermato il Fondo. La crescita rallenterà leggermente al 7,2% nel 2020. Più in generale, si prevede che quest'anno le economie africane “non ad alta intensità di risorse” cresceranno in media del 6%, quasi tre volte più velocemente dei produttori di petrolio del continente e più del doppio rispetto agli altri esportatori di risorse. L'FMI ​​prevede che l'inflazione nella regione diminuirà dell'8% nel 2020 dall'8,4% di quest'anno. Ma, come con la crescita del PIL, ci sono ampie differenze tra i paesi. A pesare sul leggero rallentamento sono i timori degli effetti che le guerre commerciali internazionali potrebbero avere sul continente e sui prezzi dei beni sui mercati internazionali.
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    A Sochi il primo summit Russia-Africa

    AFRICA - Si parla tanto di Cina e di Stati Uniti, anche di Unione Europea in Africa. Ma si parla poco della Russia che pure ha aumentato del 350% i propri scambi con il continente nell’ultimo decennio. Una base di tutto rispetto che farà un po’ da punto di partenza al primo summit Russia-Africa in programma domani a Sochi.  Al primo Forum economico Russia-Africa è prevista la partecipazione di 47 capi di Stato e di governo oltre che, naturalmente, del presidente russo e padrone di casa Vladimir Putin.  Secondo molti osservatori, la Russia sta provando ad allungare il passo in un continente dove la vecchia Unione Sovietica era ben presente, rispolverando dove possibile vecchie relazioni seppure con un piglio diverso.  Certo, nonostante i passi avanti fatti, la posizione della Russia in Africa resta molto lontana dalla Cina, dagli europei e dagli stessi Stati Uniti. Ma per certi versi è il trend che conta: così se è vero che l’interscambio con i Paesi africani si è fermato a 20 miliardi di dollari nel 2018 (a fronte dei 61 degli Stati Uniti, dei 200 della Cina e dei 300 dell’Unione Europea), è altrettanto vero che Mosca negli ultimi cinque anni ha firmato 23 accordi di cooperazione in materia di sicurezza, diventando il più grande fornitore di armi nel continente secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri).  Il Forum si aprirà domani e durerà due giorni. Informazioni e notizie sono reperibili anche al sito ufficiale dell’iniziativa, raggiungibile cliccando qui. [MS]