Sierra Leone

Cancellata la licenza a SL Mining

SIERRA LEONE – Il governo sierra-leonese ha annullato il permesso relativo allo sfruttamento minerario della SL Mining, filiale della compagnia statunitense Gerald Group, che opera sulla miniera di ferro di Marampa.

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    BENIN - Il Togo occupa ora il primo posto nello spazio Uemoa in termini di offerte di Internet in fibra ottica a costi ridotti e più veloci. È quanto ha riferito l’Autorità di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche e delle poste (Arcep) in un comunicato ripreso dalla stampa locale. Secondo il regolatore, questa performance del Togo fa seguito alla revisione delle tariffe effettuata di recente dall’operatore Canalbox (Groupe vivendi Africa, Gva). In particolare, Gva ha sostituito la sua offerta da 10 Mbps con un’altra da 50 Mbps allo stesso prezzo mensile di 15.000 franchi Cfa (quasi 23 euro). Allo stesso tempo, la precedente offerta dell’operatore – 50 Mbps a 30.000 franchi cfa al mese – è stata aumentata a 200 Mbps, mantenendo la tariffa iniziale, osserva l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche e delle poste. Tali modifiche tariffarie fanno seguito alle lamentele dell’Arcep per le tariffe di comunicazione elettronica troppo elevate nel Paese. Il regolatore incoraggia anche gli altri operatori a seguire l’esempio di Gva “al fine di unirsi realmente alla tendenza al ribasso delle tariffe di comunicazione elettronica per lo sviluppo dell’economia digitale in Togo”. [VGM]
  • BeninBurkina FasoCosta AvorioSenegal Free

    Finanziamenti da Boad per diversi progetti

    AFR OCCIDENTALE - Durante la 130ª riunione del suo Consiglio di amministrazione, tenutasi nei giorni scorsi a Dakar, la Banca di sviluppo dell’Africa occidentale (Boad) ha approvato sei proposte di finanziamento di progetti per un importo totale di 98,56 miliardi di franchi Cfa (oltre 150 milioni di euro), di cui 31,56 miliardi di Cfa per il Senegal e altri 30 miliardi di franchi Cfa (oltre 45,7 milioni di euro)  per la Costa d'Avorio. Il Senegal ha nello specifico beneficiato di due finanziamenti della Boad nei settori dell’istruzione e dell’energia. Il primo prestito, pari a 25 miliardi di franchi Cfa, è destinato alla costruzione di 1529 aule, alla sostituzione di rifugi temporanei e a opere accessorie. Il progetto, che interesserà le 14 regioni del Paese, mira a fornire migliori condizioni di apprendimento a più di 85.000 bambini e a ridurre del 50% il tasso di abbandono scolastico nelle scuole interessate. Il secondo progetto, con un budget di 6,56 miliardi di franchi Cfa, riguarda la costruzione e la gestione di una centrale termica a ciclo combinato con una capacità di 120 MW da parte della società Malicounda Power Sas. Questa capacità sarà messa a disposizione di Senelec a partire da giugno 2022. Il contributo per la Costa d'Avorio è invece destinato alla costruzione e all’equipaggiamento di quattro scuole superiori di eccellenza e di un collegio femminile con strutture di accoglienza. Gli amministratori hanno inoltre riorganizzato il prestito per il finanziamento parziale del progetto di ampliamento e modernizzazione dell’aeroporto internazionale. Per il Benin è stato approvato un finanziamento di 17,5 miliardi di franchi Cfa (quasi 26,7 milioni di euro) nell’ambito della fase 2 del progetto di sedentarizzazione delle mandrie di ruminanti. La stampa locale precisa che il progetto si concentrerà sulla liberazione e la messa in sicurezza di 57.000 ettari di terreno per i pastori e gli agropastori per la produzione di foraggio, sulla creazione di un campo pastorale pilota e sul rafforzamento di 126 campi di pastori. Infine, per quanto riguarda il Burkina Faso, sono stati approvati due prestiti: il primo, di 15 miliardi di Cfa, riguarda il finanziamento del Programma di sostegno allo sviluppo delle economie locali, giunto alla sua terza fase. L’obiettivo è contribuire al miglioramento socio-economico della popolazione a livello di base nelle regioni del Paese. Il secondo finanziamento, di 4,5 miliardi di franchi, riguarda il rafforzamento della rete di drenaggio delle acque piovane nella città di Ouagadougou. Faciliterà il drenaggio delle acque piovane sviluppando lo sbocco al parco Bangr Weogo. [VGM]
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    Energia e miniere verdi, grande potenziale

    MAURITANIA - Transizione energetica e settore minerario in Mauritania sono stati i temi al centro di un incontro di alto livello svoltosi martedì a Nouakchott. Le varie presentazioni hanno mostrato che la transizione energetica presenta opportunità eccezionali per la Mauritania, per via di tre fattori: la volontà politica di intraprendere una transizione energetica, gli investimenti in petrolio e gas e la scoperta di grandi giacimenti di idrocarburi e il loro sfruttamento. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Ami. I relatori hanno notato che tutti questi fattori predispongono la Mauritania ad avere un ruolo di leader nel processo di transizione energetica, sviluppando un polo integrato del gas e delle energie rinnovabili e costruendo un’industria dei minerali più verde La giornata è stata particolarmente segnata dalla testimonianza delle tre società British Petroleum, Kosmos Energy e Kinross Gold sulle prospettive del gas, del petrolio e delle risorse minerarie in Mauritania e sulle opportunità di investimento in questi settori. Sono state fatte molte presentazioni su progetti di idrogeno verde come il progetto Aman e il progetto Nour. Al termine di questo incontro, il ministro del Petrolio, Abdessalam Ould Mohamed Saleh, ha indicato che l’organizzazione di questo tipo di incontri ad alto livello, in particolare in questo contesto segnato da una svolta nell’ambito dell’energia a livello globale, contribuirà in modo significativo a rafforzare la leadership della Mauritania sulla scena energetica, soprattutto in un momento in cui il mondo si sta muovendo verso una transizione energetica e mineraria. L’evento era organizzato dal Ministero del Petrolio, delle Miniere e dell’Energia. [CC]
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    Achi a Davos, libero scambio e trasformazione

    AFRICA - Un panel sull’area di libero scambio continentale africana (AfCfta) si è tenuto ieri al Forum economico mondiale di Davos. È stato il primo ministro ivoriano, Patrick Achi, a guidare questo incontro, davanti a un pubblico di personalità tra cui i presidenti Paul Kagame (Rwanda) ed Emerson Mnangagwa (Zimbabwe), Patrice Mostepe della Confederazone africana di calcio e Gianni Infantino, presidente della Fifa. L’area di libero scambio continentale africana “è un’opportunità per tutta l’Africa. È un mercato considerevole con un potenziale enorme e un’enorme ricchezza”, ha affermato Patrick Achi. Stimolerà il commercio intra-africano e aumenterà sicuramente la crescita nel continente, l’Africa guadagnerà quindi in Ma affinché il libero scambio vada a vantaggio dell’Africa, dovrà produrre in quantità e trasformare tutto sul posto. Produrre in quantità significa meccanizzazione dell’agricoltura, uso di fertilizzanti e selezione delle sementi. Poi si passa alla lavorazione, al prodotto finito. “Al momento il continente sta garantendo posti di lavoro, creando ricchezza e dandosi le entrate per investire nei settori sensibili della salute, dell’istruzione e delle infrastrutture”, ha precisato Achi. L’ivoriano ha presentato il caso del cacao ivoriano che, non trasformato, fa perdere soldi alle casse statali e anche ai contadini che lottano per garantire l’istruzione dei propri figli. Dei 105 miliardi di dollari (portati dalla catena del valore dei prodotti agricoli, chi lavora la terra e il loro Paese guadagna solo 5 miliardi di dollari. “I giovani africani sono dinamici e coraggiosi. Hanno energie che vuole mettere a beneficio dello sviluppo del continente. Troviamo un lavoro per lei e sarà sia soddisfatta che utile. Se non affrontiamo questa sfida, sarà un problema per l’Africa”, ha sottolineato, facendo capire che trasformare le materie prime è quindi la vera sfida per l’Africa. Il Forum economico mondiale (World Economic Forum, Wef) si è aperto a Davos, in Svizzera, in un contesto per molti aspetti particolare. In 50 anni di storia, il Wef non ha mai affrontato sfide come nel 2022: il mondo si sta riprendendo da una pandemia globale, lottando per contenere l’impatto devastante della crisi climatica e navigando in una tempesta geopolitica dovuta alla crisi russo-ucraina. [CC]
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    Pfizer lancia accordo per fornire medicinali e vaccini

    AFRICA - Rwanda, Ghana, Malawi, Senegal e Uganda sono i primi cinque Paesi che si sono impegnati ad aderire all'accordo lanciato dalla multinazionale farmaceutica Pfizer per fornire tutti i suoi medicinali e i vaccini brevettati e di alta qualità disponibili negli Stati Uniti o nell'Unione Europea senza fini di lucro a prezzo di costo a 1,2 miliardi di persone in 45 Paesi a basso reddito.

    Ad annunciarlo è stata la stessa Pfizer, precisando che l'accordo mira a ridurre notevolmente le disuguaglianze sanitarie esistenti tra molti Paesi a basso reddito e il resto del mondo.

    In base alle informazioni rese note, Pfizer lavorerà con i funzionari sanitari in Rwanda, Ghana, Malawi, Senegal e Uganda per identificare le prime informazioni e opportunità per garantire che tutti i medicinali e i vaccini possano raggiungere chi ne ha bisogno. Ciò includerà competenze a supporto della diagnosi, istruzione e formazione professionale sanitaria insieme alla gestione della catena di approvvigionamento e altri miglioramenti delle infrastrutture. Gli insegnamenti di questi cinque Paesi verranno applicati per supportare il lancio per i restanti quaranta Paesi.

    Secondo quanto stabilito all'accordo, Pfizer si è impegnata a fornire almeno 23 medicinali e vaccini che curano malattie infettive, alcuni tipi di cancro e malattie rare e infiammatorie.

    L'accordo mira anche a stabilire un accesso più rapido alla futura pipeline di medicinali e vaccini di Pfizer senza fini di lucro ai 45 Paesi, in particolare quelli che curano malattie che hanno un impatto sproporzionato sulla salute globale.

    "L'accesso rapido e conveniente ai farmaci e ai vaccini più avanzati è la pietra angolare dell'equità sanitaria globale", ha affermato il presidente ruandese Paul Kagame, sottolineando come l'accordo sia "un passo importante verso la sicurezza sanitaria sostenibile per i paesi a tutti i livelli di reddito”. [MV]

  • Mali Free

    Italiani rapiti, un’area off-limits per tutti da anni

    MALI - “La domanda è: che ci facevano tre italiani, tre Toubab, in quella zona del Mali a ridosso del confine con il Burkina Faso?”. Quando ancora si attendono notizie sulle sorti dei tre italiani rapiti in Mali la scorsa settimana - Rocco Antonio Langone, 64 anni, la moglie Maria Donata Caivano (chiamata Donatella), 61, e il figlio, Giovanni Langone, 42 - una fonte locale e ben informata sentita da InfoAfrica si pone innanzitutto questo interrogativo dandosi allo stesso risposte: leggerezza, sottovalutazione dei rischi. “Quell’area non è una zona di pericolo estremo in generale, ma per un Toubab come vengono chiamati i bianchi, lo è da almeno cinque anni”. L’area è quella di Sincina, vicino Koutiala, nella regione di Sikasso, a circa 100 chilometri dalla frontiera con il Burkina Faso e a 160 chilometri da Segou. “Koutiala - prosegue la fonte di InfoAfrica - è un centro grande e importante, ciononostante le delegazioni governative che vi si recano lo fanno scortate”. A parte Bamako e il suo circondario, la città di Sikasso e la zona che digrada verso la Guinea, “tutto il resto del Paese è insicuro, con l’esercito che non può controllare tutto”. [MS]