Egitto

Allo studio piano per sviluppare impianti a concentrazione solare

EGITTO – Il governo del Cairo sta aggiornando la normativa nazionale per favorire lo sviluppo di sistemi a concentrazione solare (CSP) e per la produzione dei componenti associati.

(174 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Iniziata la produzione di gas a South Disuq

    EGITTO – E’ cominciata la produzione di gas naturale nella concessione di South Disuq, di cui la società SDX è maggioritaria con il 55%. Secondo una nota della SDX, multinazionale con sede a Londra e attività nella regione Africa e Medio Oriente, dal 7 novembre sono in produzione 4 pozzi che generano tra 8 e 15 milioni di piedi cubi al giorno e vanno nell’impianto di trattamento di South Disuq, la “South Disouq Central Processing Facility”. Con il resto della produzione l’impianto ha raggiunto un livello corrispondente alle aspettative, di 23 milioni di piedi cubi al giorno e 120 barili di condensato. Il gas prodotto verrà venduto alla Compagnia nazionale di gas, l’EGAS, ad un prezzo fisso di 2,85 dollari per migliaio di piedi cubi, mentre il governo egiziano ha un diritto del 51% della produzione greggia. Mark Reid, CEO di SDX, fa sapere che I pozzi continueranno ad essere testate e ad incrementare la produzione fino all’obiettivo di 50 milioni di piedi cubi al giorno. [CC]  
  • Egitto Free

    Vodafone Egitto vuole dotarsi di impianti elettrici da...

    EGITTO – Intende investire 100 milioni di dollari nella realizzazione di centrali solari per alimentare le proprie strutture la filiale egiziana della Vodafone, multinazionale delle telecomunicazioni con sede a Londra. Lo ha annunciato il direttore generale di Vodafone Egitto, Alexandre Froment-Curtil, che desidera puntare sulle fonti rinnovabili per soddisfare i propri bisogni in elettricità, e allo stesso tempo cercare di ridurre i costi in bolletta. Nelle intenzioni della Vodafone Egitto c’è l’idea di costruire una centrale solare (con una capacità compresa tra 20 e 50 megawatt) e di trovare accordi con i vari soggetti egiziani protagonisti del settore elettrico: la compagnia di distribuzione Egyptian Electricity Transmission Company (EETC), l’Egyptian Electricity Utility e l’Agenzia per la protezione dei consumatori, l’EgyptERA. Nel marzo scorso, Vodafone Egitto aveva annunciato l’obiettivo di alimentarsi totalmente con energia da fonti rinnovabili entro il 2025. [CC]
  • Libia Free

    Sviluppo economico e protezione investimenti,...

    LIBIA - “Sostegno allo sforzo libico nel continuare a migliorare gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie nella consapevolezza che questi possono facilitare gli investimenti e quindi essere fattore di stabilità”. È questo un punto su cui insiste Paolo Sannella, Presidente dell’Istituto per la Promozione dell’Arbitrato e della Conciliazione nel Mediterraneo (Ispramed), alla vigilia della Terza Conferenza Internazionale sull’Arbitrato in Libia prevista il prossimo 19 novembre presso la sede della Camera di Commercio di Milano.

     

    La Conferenza Internazionale sull’Arbitrato in Libia che si terrà a Milano il prossimo 19 novembre sarà la terza del genere ma sarà la prima sotto vari aspetti, in particolar modo per il fatto che si svolgerà in territorio europeo. Ambasciatore Sannella, perché l’Italia?

    “In effetti, il Centro Libico per l’Arbitrato Commerciale Internazionale (Lcica) ha organizzato a Tunisi la Prima e la Seconda Conferenza Internazionale sull’arbitrato in Libia perché questo evento era difficilmente ospitabile a Tripoli. Queste due conferenze sono state essenzialmente aperte ai centri arbitrali del mondo arabo. Fino allo scorso anno, prima che Lcica chiedesse a Ispramed di organizzare la Terza Conferenza Internazionale nella sponda nord del Mediterraneo. Nell’organizzare questo convegno a Milano, vogliamo riaffermare il nostro pieno sostegno allo sforzo libico nel continuare a migliorare il sistema ADR ovvero le procedure di risoluzione delle controversie alternative al giudizio in tribunale. Questa conferenza, organizzata con la piena consapevolezza della struttura politica italiana, attraverso il Ministero degli Esteri e l’ambasciata italiana a Tripoli, e delle autorità politiche libiche, si propone come un incontro dal contenuto non solo tecnico ma anche politico. Da una parte, gli interventi puramente tecnici riguarderanno i vari passi di una procedura arbitrale e di come rendere tali procedure capaci di garantire la sicurezza e gli interessi delle parti. E dall’altra, riflessioni di carattere più economico e politico affronteranno la questione di come favorire la pace in Libia attraverso gli investimenti e gli scambi con la sponda nord del Mediterraneo”.

    Quali sono gli obiettivi della Conferenza di Milano?

    “Innanzitutto, attraverso la disamina del quadro legislativo e regolamentare che governa gli investimenti in Libia -  in questo momento in grande difficoltà in quanto attraversata da una grave crisi istituzionale, politica, economica e militare - si intende confermare la volontà di Lcica sostenuta da Ispramed di avviare una vera e propria attività continuativa di assistenza e di formazione di tutti gli operatori del mondo arbitrale: magistrati, avvocati, imprenditori e amministratori pubblici dei settori della giustizia, dell’economia e dello sviluppo.

    La conferenza si propone di rafforzare questa volontà di dare maggiore vigore al sistema di risoluzione alternativa delle controversie nel Paese.

    Il secondo obiettivo è quello di coinvolgere il mondo delle imprese italiane ma anche internazionali, per creare strumenti che favoriscano gli investimenti e così contribuire al ritorno della pace anche da un punto di vista economico. Per ricostituire  il tessuto socio economico locale, ci vogliono investimenti e per garantire quegli investimenti, ci vuole un fondo di assicurazione per i rischi di guerra, i rischi politici, e un sistema di risoluzione delle controversie come l’arbitrato”.

    Può spiegare le garanzie conferite dalla procedura arbitrale alle aziende che operano all’estero?

    “L’arbitrato si pone come alternativa alla giustizia ordinaria per la risoluzione di controversie commerciali con soluzioni efficienti, rapide ed economicamente sostenibili. È ormai opinione dominante a livello internazionale che il ricorso a strumenti agili e soprattutto consensuali - cioè scelti volontariamente dalle parti - faciliti la ricerca di una soluzione e il mantenimento di un clima pacifico tra gli attori del mondo economico, favorendo ulteriori investimenti, ulteriori scambi e quindi relazioni economiche di interesse crescente tra i partner. L’arbitrato (e ancor di più la mediazione), presupponendo per definizione una procedura di dialogo tra due operatori in conflitto tra di loro, qualunque sia il punto controverso del contratto tra le parti, è già una scelta pacifica. Io direi che è l’esempio stesso di come tutti i conflitti potrebbero essere risolti pacificamente, senza ricorrere alle armi. Esiste sempre un punto di intesa nelle controversie”. [CN]

  • Libia Free

    Sviluppo economico e protezione investimenti come aiuto...

    LIBIA - Un quadro chiaro degli strumenti disponibili per la promozione e la protezione degli investimenti, seppure in un contesto difficile come quello libico, può contribuire a migliorare le prospettive di ricostruzione del Paese.

    Su questo - e in particolare sui meccanismi a disposizione della Libia per sostenere in primo luogo gli investimenti attraverso forme di innovativi strumenti di garanzia e di risoluzione delle controversie quali arbitrato e mediazione - sarà focalizzata la Terza Conferenza Internazionale sull’Arbitrato in Libia che quest’anno si terrà a Milano il prossimo 19 novembre.

    Nella scia dei due precedenti incontri svoltisi a Tunisi nel 2017 e nel 2018, l’Istituto per la Promozione dell’Arbitrato e della Conciliazione nel Mediterraneo (Ispramed) e il Centro Libico per l’Arbitrato Commerciale Internazionale (Lcica) organizzano l’evento per la prima volta in territorio europeo, presso la sede della Camera di Commercio di Milano.

    “Questo evento di alto livello che si svolgerà con il patrocinio del Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - sottolineano i promotori della Conferenza di Milano - mira all’analisi del contesto socio economico del Paese in un’ottica di prospettive post crisi.

    La disamina dello scenario locale sarà in particolare centrata sui meccanismi a disposizione della Libia per sostenere gli investimenti, soprattutto esteri, offrendo inoltre, dopo l’inquadramento del contesto legislativo e operativo attuale, un focus specifico sull’arbitrato e sulla mediazione, strumenti - noti anche con la sigla ‘ADR’ - considerati essenziali per ricostruire un clima di fiducia tra gli operatori economici.

    La ricostruzione nel Paese nordafricano e la ripresa del funzionamento del mercato, nonché la realizzazione di nuovi grandi progetti per lo sviluppo economico a favore della popolazione locale, poggeranno anche su un rinnovato clima commerciale”.

    Spinta dalla necessità di stimolare la sua economia e gli scambi per uscire dalla crisi, la Libia cerca di istituzionalizzare gli standard consolidati a livello internazionale nel campo della risoluzione alternativa delle controversie a tutela degli operatori stranieri. Il ciclo delle Conferenze sull’Arbitrato, giunto al suo terzo round, mira dunque a fare il punto sullo stato dell’arte nel Paese presentando delle conclusioni finali che diano prospettive concrete di possibili interventi a sostegno delle istituzioni libiche.

    La Conferenza di Milano, per la prima volta rivolta anche a interlocutori non arabi, è stata direttamente richiesta da Lcica a Ispramed, che nasce nel 2009 su iniziativa della Camera di Commercio di Milano e della Camera Arbitrale di Milano per la promozione della cultura dell’arbitrato nei paesi dell’area mediterranea, dalla Turchia al Marocco. Oltre che favorire lo scambio e la conoscenza reciproca in seno agli operatori ADR della regione, Ispramed si occupa anche di rafforzare i contatti con gli operatori economici per promuovere la ricerca di uno strumento consensuale di risoluzione di eventuali controversie e favorire gli investimenti e lo sviluppo economico.

    Per maggiori informazioni sull’evento, consultare qui la pagina dedicata alla conferenza oppure contattare via mail info@ispramed.com. [CN]

  • Egitto Free

    Piano per sistemi di irrigazione moderni per...

    EGITTO - Il ministro dell’Agricoltura egiziano Ezz El-Din Abu Steit ha reso noto un piano del governo del Cairo per introdurre sistemi di irrigazione moderni per far fronte alla scarsità d’acqua nel Paese.

    “Abbiamo piani ambiziosi per utilizzare i moderni sistemi di irrigazione attraverso un progetto che sarà lanciato presto in coordinamento con il ministero dell’Irrigazione e delle risorse idriche”, ha detto Abu Steit sottolineando che allo stato attuale quota d'acqua pro capite annuale in Egitto è inferiore a 550 metri metri cubi.

    Secondo i dati resi noti, l’Egitto soffre quindi di scarsità idrica.

    Il piano annunciato da Abu Steit si inserisce nel quadro di un programma per razionalizzare i consumi d’acqua nel settore agricolo, in particolare nelle regioni del delta e della valle del Nilo. [MV]

  • Algeria Free

    Marriott International si rafforza in Algeria

    ALGERIA – La multinazionale alberghiera statunitense Marriott International ha annunciato l’apertura di tre nuovi alberghi con l’insegna Marriott in Algeria. L’annuncio è stato fatto durante un evento aziendale, la Global Customer Appreciation Week 2019, tenutosi presso uno degli alberghi della catena in Algeria, lo Sheraton Club dei Pini ad Algeri. La multinazionale possiede già sei alberghi operativi nel Paese del Maghreb: Sheraton, Marriott, Renaissance, Le Méridien, Four Points by Sheraton, Protea Hotels, nelle varie città di Alger, Costantina, Annaba, Tlemcen, Orano e Setif. I nuovi alberghi saranno battezzati Residence Inn by Marriott, Marriott Bab Ezzouar e Marriott Autograph Collection Constantine. “Ad oggi siamo la catena alberghiera meglio insediata in Algeria. Grazie alla fiducia dei nostri partner, contribuiamo alla crescita del settore alberghiero in Algeria e di conseguenza, sosteniamo la creazione di posti di lavoro a livello locale” ha detto Sam Van Campenhout, direttore dello Sheraton Club dei Pini. L’intenzione di Marriott è avere 200 strutture alberghiere nei diversi Paesi dell’Africa entro il 2023 con una presenza soprattutto nelle regioni settentrionali e occidentali dell’Africa.[CC]