Etiopia

Ancora alte le perdite post-raccolta in agricoltura

ETIOPIA – Circa un quarto della produzione agricola in Etiopia viene perduto ogni anno durante la post-raccolta a causa delle carenze nei sistemi di conservazione.

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  • Sudan Free

    Stime miliardarie sui beni di Bashir sequestrati

    SUDAN - Ammontano a circa 4 miliardi di dollari i fondi, nonché beni immobiliari e quote societarie sequestrati all’ex presidente Omar Hassan al-Bashir e alla sua cerchia. A riferire la cifra, ponendola all’interno di una forchetta tra i 3,5 e i 4 miliardi di dollari è stato il portavoce del Comitato anticorruzione Salah Manaa.  I sequestri sono cominciati subito dopo l’arresto di Bashir, tredici mesi fa, e sono andati avanti con una certa regolarità; i primi in assoluto sono stati 130 milioni di dollari in contanti ritrovati in sacchi all’interno della residenza dello stesso Bashir.  Condannato a due anni di detenzione lo scorso dicembre, Bashir si trova attualmente rinchiuso nella prigione di Kober, a Khartoum. Ma altri processi lo attendono, ha già detto Mohamed al-Faki, rappresentante del Comitato anti-corruzione, facendo riferimento a nuove accuse sul riciclaggio di denaro, sulla corruzione e sull’appropriazione indebita. [MS]
  • Sudan Free

    Investimenti e commercio nel nuovo Sudan: l'11 giugno...

    SUDAN - A un anno dalla caduta dell’ex capo di Stato Omar Hassan al-Bashir, le nuove autorità sudanesi a grandi passi hanno ricucito relazioni e avviato una serie di riforme che, nonostante la congiuntura sfavorevole determinata dalla pandemia di covid-19, invitano a riavvicinarsi a questo grande Paese, cerniera tra il mondo arabo e l’Africa subsahariana, a cui appartiene senza soluzione di continuità. Esplorare le opportunità del nuovo Sudan per gli investimenti italiani e il Made in Italy, creando canali di collegamento e possibili partnership è l’obiettivo del webinar “Doing Business in the New Sudan” che si terrà sulla piattaforma Zoom l’11 giugno 2020 dalle ore 15:00 alle 17:00. Organizzato dall’Ambasciata italiana a Khartoum in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo e il mensile economico Africa e Affari, il webinar sarà l’occasione di parlare di un Paese che ha grande voglia di rilanciarsi e che gode di consolidati rapporti nella regione e con i Paesi del Golfo, nonché di fornire alle imprese italiane partecipanti informazioni, dati utili e contatti con i relatori e gli ospiti sudanesi che interverranno.  L’incontro rappresenta un momento centrale nell’azione di avvicinamento delle imprese italiane al nuovo Sudan e di rilancio, con il supporto della diplomazia economica italiana, dell‘Accordo-quadro di collaborazione tra Confindustria Assafrica & Mediterraneo e la Sudanese Businessmen and Employers Federation. Tre i settori attorno ai quali sarà incentrato il webinar: energie rinnovabili, agroalimentare, infrastrutture e costruzioni. Tutti settori su cui già oggi il Sudan può offrire spazi utili per il sistema economico italiano e intorno ai quali si svilupperanno le discussioni divise in due parti. La prima parte - in lingua italiana - sarà aperta da un saluto della Vice Ministra degli Esteri Emanuela Del Re e moderata dal direttore responsabile di Africa e Affari, Massimo Zaurrini. Interverranno Giuseppe Mistretta, Direttore per i Paesi dell’Africa Subsahariana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Gianluigi Vassallo, Ambasciatore d’Italia a Khartoum e Giovanni Ottati, Presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo.  La seconda parte – in lingua inglese - sarà aperta da un saluto del Vice Ministro degli Esteri sudanese Omar Gamareldin Ismail e moderata dal direttore editoriale di Africa e Affari Gianfranco Belgrano. Interverranno l’Ambasciatrice Ilham Ahmed, Assistant Undersecretary del Ministero degli Esteri sudanese, Heba Mohamed Ali, Segretario Generale dell’Autorità per gli investimenti e lo sviluppo del settore privato, Anthony Haggar, Vice Presidente della Sudanese Businessmen and Employers Federation e Léa Polony, Program Manager Affari Economici della Delegazione Europea in Sudan. Il pomeriggio di lavori prevede spazi per domande e risposte. Al termine è prevista una sessione di tavoli virtuali per incontri b2b, che sarà organizzata da Confindustria Assafrica & Mediterraneo. Per partecipare occorre confermare la propria presenza scrivendo a una delle seguenti e-mail: eventi@internationalia.org  Ai partecipanti sarà comunicato per tempo il link di Zoom a cui collegarsi.
  • Burundi Free

    Evariste Ndayishimiye eletto presidente, un ritratto...

    BURUNDI – Evariste Ndayishimiye, anche noto come il “general Neva” (N, l’iniziale del cognome ed Eva, prime tre lettere del nome) è il vincitore ufficiale delle elezioni presidenziali svoltesi il 20 maggio in Burundi.   Segretario generale del Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia - Forze per la Difesa della Democrazia (Cndd-Fdd), il partito politico nato dalle ceneri dell’omonima ribellione hutu, Ndayishimiye è stato appoggiato dalla macchina del potere in carica da 15 anni e dal presidente uscente, Pierre Nkurunziza, il suo ex compagno d’armi.   Nato 52 anni fa nella provincia di Gitega, la nuova capitale politica del Burundi, 'Neva' fuggì  nel 1995, allorché era studente di giurisprudenza, riuscendo a salvarsi da un massacro di studenti hutu da parte di estremisti tutsi.  Raggiunse in primo luogo i ranghi della ribellione del Palipehutu Fnl, poi quelli della ribellione del Fdd, per poi integrare il partito Cndd-Fdd.   Ufficiale di ribellione disciplinato, Ndayishimiye è noto per essere stato il negoziatore della ribellione per l’accordo di cessate-il-fuoco del 2003. Sotto la presidenza di Nkurunziza, è stato ministro dell’Interno e della Pubblica Sicurezza, ma anche capo gabinetto per la sicurezza presidenziale.   Come ministro dell’Interno, ‘Neva’ è stato l’uomo che ha condotto la mediazione nel 2006 con l’ultima ribellione del Palipehutu, guidata da Agaton Rwasa, oggi suo grande rivale politico sconfitto.     Diverse fonti burundese lo presentano come un esponente della classe dirigente tra i meno ‘corrotti’ o meno ‘intransigenti’ . Il suo nome sembra anche piuttosto distante dalle denunce di violazioni dei diritti umani costantemente registrate dal 2013. Una distanza che rima con silenzio, e che secondo alcuni è segno di debolezza.   Ndayishimiye assume la guida di un Burundi in grande difficoltà. Sebbene le elezioni generali si siano svolte nella calma, il Paese fa registrare risultati economici tra i peggiori del continente. La fuga forzata di centinaia di migliaia di civili, che si dicono vittime di pressioni e violenze di carattere politico, sullo sfondo di una divisione etnica ancora presente, ha reso il destino dell’elezione già tracciato. Dal 2015, le autorità hanno anche stretto la morsa attorno alle radio indipendenti in Burundi, costrette a ridursi al minimo e a operare dall’esilio. Il governo, dal canto suo, accusa l’opposizione e i suoi sosteniroti di minacciare la stabilità del Paese e di fomentare il clima di violenza. [CC]  
  • Burundi Free

    Elezioni presidenziali, eletto Evariste Ndayishimiye

      BURUNDI  - Il vincitore delle elezioni presidenziali burundesi del 20 maggio 2020 è il generale Evariste Ndayishimiye, candidato del Cndd-Fdd, il partito al potere, con il 68,72% delle preferenze.   Lo ha annunciato pochi minuti fa, durante una conferenza stampa programmata, il presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente  (Ceni), Pierre Claver Kazihise.   I candidati all’elezione presidenziale erano sette. Il principale sfidante era Agathon Rwasa, leader del recente partito d’opposizione del Cnl ed ex storico leader della ribellione del Fnl. Rwasa è arrivato  secondo con il 24,19% delle preferenze.   La commissione elettorale sta continuando ad annunciare i risultati delle elezioni generali e i numeri relativi al tasso di partecipazione, che per le presidenziali di oltre 87%.   Evariste Ndayishimiye è il successore di Pierre Nkurunziza, eletto per la prima volta nel 2005 dal Parlamento e rieletto per due mandati consecutivi. La rielezione del 2015 era stata fortemente contestata. [CC]
  • Kenya Free

    Rese note aziende pre-qualificate per centrale...

    KENYA - La compagnia elettrica keniana KenGen ha reso noti i nomi delle cinque aziende pre-qualificate per realizzare la prima fase della centrale geotermica Olkaria VI da 140 MW a Naivasha.

    Si tratta dell’italiana Enel Green Power, della statunitense Ormat Technologies, delle giapponesi ITOCHU Corporation e Sumitomo Corporation e di un consorzio composto dalla francese Engie, dalle giapponesi Toyota Tsusho Corporation e Kyuden International Corporation e dalla keniana DL Koisagat Tea Estate.

    Secondo quel che viene reso noto, il progetto geotermico di Olkaria VI dovrà essere realizzato secondo sulla base di un contratto Build-Own-Operate & Transfer (BOOT).

    L’assegnatario del progetto entrerà in una joint venture con KenGen e dovrà occuparsi del finanziamento, della costruzione, del possesso e della gestione dell’impianto per un periodo concordato prima di trasferirlo a KenGen.

    Olkaria VI sarà il primo progetto energetico sviluppato da KenGen in base ai regolamenti sui partenariati pubblico-privati (PPP) approvati dal governo keniano tra 2013 e 2014. [MV]

  • Gibuti Free

    Approvato progetto per impianto fotovoltaico

    GIBUTI - Il governo di Gibuti ha approvato il progetto presentato dal gruppo francese Engie per la costruzione di un impianto fotovoltaico nel deserto di Grand Bara.

    A segnalarlo sono i media specializzati, dai quali si apprende che l’impianto avrà una capacità di generazione iniziale pari a 30 megawatt, con la possibilità di espanderla fino a 60 MW in una seconda fase.

    Il progetto, che sarà realizzato sulla base di un partenariato pubblico-privato (PPP), prevede un investimento di 360 milioni di euro e l’energia prodotta sarà destinata ad alimentare la rete elettrica nazionale per soddisfare il fabbisogno domestico. [MV]