Egitto

Zona economica speciale di Suez, le opportunità per le imprese italiane

EGITTO – Esenzioni fiscali e incentivi, posizione geografica centrale tra Africa, Medio oriente ed Europa, porta di ingresso per un mercato da 100 milioni di persone come è quello egiziano: queste le parole chiave echeggiate ieri nella sede di Confindustria a Roma, dove i vertici della Zona Economica Speciale dell’Area del Canale di Suez hanno illustrato i vantaggi di investire in quell’area.

“L’industria italiana – ha sostenuto Ahmed El Mofty, general manager di East Port Said Economic Zone – ha bisogno di un’area come quella di Suez, dove può trovare in particolare anche costi più bassi dell’energia e costi più bassi della forza lavoro”.

A sottolineare la vicinanza dell’Italia all’Egitto è stata anche Ilaria Vescovi, presidente della Commissione tecnica per l’internazionalizzazione di Confindustria, secondo cui Suez può essere un mezzo per approfondire la cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi (clicca qui per il discorso di Ilaria Vescovi).

All’incontro, realizzato in collaborazione con Banca Intesa San Paolo, unico istituto italiano che dispone di una sua rete commerciale in Egitto, sono intervenuti tra gli altri anche il presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Giovanni Ottati, e Milton Stefani, responsabile della European Bank for Reconstruction and Development.

Sul fronte egiziano da registrare infine l’intervento di Ahmed Fikry, amministratore delegato di East Port Said Economic Zone, che ha sottolineato come l’Italia potrebbe trovare sbocchi interessanti nel settore delle pelli, in quello dell’automotive oltre che nei comprati dell’energia, della logistica e delle infrastrutture. [GB]

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    EGITTO – La prima linea di autobus urbani a motori elettrici è stata inaugurata questa settimana al Cairo, la capitale egiziana, alla presenza della ministra dell’Ambiente, Yasmin Fouad. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Organizzazione araba egiziana per l’Industrializzazione, che ha contribuito al finanziamento, il costruttore cinese Shanghai Wanxiang Automobile, fabbricante dei primi autobus, l’Autorità per i trasporti pubblici e la United Investment Company. La prima linea percorre un percorso lungo 25 km tra il quartiere di Maadi e la a Colonia. Per viaggiare, i passeggeri usano una carta prepagata scansionata dal un macchinario all’ingresso del mezzo. Lo scorso maggio, anche il Ministero per la produzione militare aveva firmato un accordo con il costruttore cinese Foton Motor per la realizzazione di 2000 bus elettrici da fornire all’Egitto entro i prossimi 4 anni. L’assemblaggio si farà presso ua struttura che appartiene ai militari egiziani e il 45% dei componenti sarà d’origine egiziana. La prima stazione di ricarica elettrica per veicoli in Egitto è stata inaugurata nel febbraio scorso al Cairo. Il proprietario è la Revolta Egypt, sviluppatore di sistemi di ricarica elettrica e di altri progetti legati a veicoli elettrici. Esiste inoltre un accordo tra l’Autorità nazionale per la produzione militare, l’azienda cinese SSE e la Marathon International per la realizzazione di una fabbrica di dispositivi di ricarica e di riciclo di batterie. [CC]
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