Africa

BookCity, leggere l’Africa

AFRICA  La fiera del libro di Milano rende omaggio alle letterature e alle culture di un continente vivace e in piena fibrillazione. L’Africa, coi suoi autori di talento e le sue formidabili storie, sarà protagonista dell’ottava edizione di Bookcity, la grande manifestazione dedicata al libro e alla lettura in programma a Milano dal 13 al 17 novembre.

Gli incontri da seguire, i libri da leggere in questo articolo di Marco Trovato (Africa Rivista). 

 

Milano, capitale dei libri e dell’editoria, allarga gli orizzonti e volge il suo sguardo verso sud, al di là del Mediterraneo. L’Africa sarà infatti protagonista della prossima edizione di Bookcity, la grande fiera dedicata al mondo della lettura, in programma dal 13 al 17 novembre.

Il capoluogo lombardo – che per il settimo anno consecutivo si conferma la città italiana che legge di più (in formato sia cartaceo sia digitale), stando alla classifica stilata da Amazon – rende omaggio alle letterature e alle culture di un continente vivace e in piena fibrillazione. Lo fa con un denso programma di incontri, dialoghi, mostre e spettacoli dislocati in diversi spazi della città metropolitana (calendario completo su bookcitymilano.it). Una kermesse ricca e variegata che vedrà coinvolti i protagonisti dell’intera filiera del libro: editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori, traduttori, grafici, illustratori, blogger, studenti, professori, lettori di ogni età, così come chi alla lettura è stato sinora estraneo. Se il cuore di Bookcity sarà, come di consueto, il Castello Sforzesco, decine di eventi si terranno in biblioteche, luoghi associativi, librerie, centri culturali e spazi sociali in ogni quartiere della città.

 

CENTO AFRICHE

La prestigiosa sede dell’Ispi in Palazzo Clerici (via Clerici 5) ospiterà la rassegna Una, dieci, cento Afriche. Un continente al plurale promossa da “Pistoia – Dialoghi sull’uomo” – il primo festival dedicato all’antropologia del contemporaneo, giunto alla X edizione – che quest’anno ha deciso di partecipare e di collaborare alla manifestazione culturale meneghina.

In programma, una serie di conferenze di taglio antropologico culturale «per ampliare la nostra conoscenza di questo vasto continente, purtroppo ancora fortemente viziata da pregiudizi, luoghi comuni, se non ignoranza»,annuncia la curatrice degli incontri, Giulia Cogoli, che argomenta: «Troppo spesso si sente parlare di Africa come se si trattasse di una entità unica e uniforme, caratterizzata dal fatto di essere “nera”. Il colore della pelle sembra oscurare le numerosissime differenze e sfumature, legate a specificità culturali, religiose, geografiche e politiche, che caratterizzano la grande Africa. In un’epoca in cui la globalizzazione e i flussi migratori hanno abbattuto i confini geografici, non è più possibile continuare a ignorare le molteplici realtà di un “continente al plurale”».

 

NOBEL E BESTSELLER

Il mondo dell’editoria italiana lo ha ben capito, come dimostra la crescente produzione/diffusione di titoli di saggistica e narrativa sull’Africa, o meglio sulle numerose Afriche che spesso sfuggono al nostro immaginario.Einaudi, Mondadori e Feltrinelli puntano da tempo soprattutto su autori (africani, afrodiscendenti, occidentali) affermati – come i quattro Nobel africani per la Letteratura: il nigeriano Wole Soyinka, i sudafricani Nadine Gordimer e JM Coetzee, o l’egiziano Nagib Mahfuz. Alcuni libri pensati per un pubblico di nicchia diventano, poi, dei casi letterari (pensiamo a due best seller di Feltrinelli come Ebano del polacco Ryszard Kapuscinski e Congo del belga David Van Reybrouck). Numerosi altri editori pubblicano in forma sistematica scrittori emergenti del continente (o nomi di assoluto rilievo ma poco noti in Italia, come il nigeriano Chinua Achebe o il keniano Ngugi Wa Thiong’o), contribuendo ad arricchire e diversificare la narrazione sul continente.

 

Chimamanda Ngozi Adichie (1977). La scrittrice nigeriana, per la prima volta in Italia, sarà tra gli ospiti d’onore di Bookcity Milano

Anche in questo caso non mancano esempi di notevoli successi, come quelli del congolese Alain Mabanckou, scrittore eclettico e coltissimo che ama giocare con la lingua francese cimentandosi in noir e romanzi fra i più letti in Francia e negli Stati Uniti, o della nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie (tra gli ospiti di onore di Bookcity, per la prima volta in Italia, sabato 16 alla Triennale), autrice di bestseller tradotti in più di trenta lingue, fra i quali spiccano L’ibisco viola, Metà di un sole giallo e Americanah: due star assolute della letteratura africana contemporanea, celebrate dalla critica e premiate dalle vendite.

Da segnalare in particolare i sempre più ricchi “cataloghi africani” di Jaca Book (con il suo marchio Calabuig dedicato alla narrativa non italiana), 66thand2nd, e/o, La nave di Teseo, Bompiani, Neri Pozza, Sellerio, Frassinelli… Non è un caso, dunque, se gli editori italiani e le fondazioni culturali che promuovono Bookcity abbiano voluto quest’anno puntare i riflettori sull’Africa.

 

TRA PASSATO E FUTURO

Il programma degli eventi, si diceva, è ricchissimo. Oltre al già citato incontro con Chimamanda Ngozi Adichie, che nel 2015 è stata nominata fra le 100 persone più influenti del mondo dalla rivista TIME e nel 2017 fra i 50 maggiori leader mondiali dalla rivista Fortune, sabato 16 novembre  (ore 12, A Palazzo Clerici), l’antropologo Marco Aime parlerà di “Timbuctù tra mito e realtà”: una città che un tempo era al centro di fiorenti commerci transahariani e che oggi è afflitta dai problemi che coinvolgono il Sahel: il processo di desertificazione e l’insicurezza alimentata delle nuove rotte del contrabbando, della migrazione e del jihadismo… Un luogo affascinante e critico, che sembra essere diventato un laboratorio per il futuro del pianeta.

 

Jean-Loup Amselle, tra i maggiori antropologi contemporanei, terrà con Adriano Favole un incontro domenica 17: “Quanto siamo connessi all’Africa?

Nel pomeriggio Stefano Allievi, professore di Sociologia all’Università di Padova, e Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia delle migrazioni all’Università degli Studi di Milano, si occuperanno del fenomeno migratorio, cercando di frantumare i luoghi comuni e di fare chiarezza su un tema che è oggetto di frequenti speculazioni politiche. La giornata di domenica 17 si aprirà con l’incontro “Quanto siamo connessi all’Africa? Universalismo, cultura e creatività”, tenuto da Jean-Loup Amselle, uno dei maggiori antropologi contemporanei, e Adriano Favole, ricercatore all’Università di Torino: un dialogo alla ricerca di un nuovo sguardo sulle culture e società africane. Seguirà una lezione tenuta da Stefano Allovio, docente di Antropologia culturale e Antropologia sociale all’Università Statale di Milano sulla “Complessità e raffinatezza degli antichi regni africani”.

Un continente denso di storia e di cultura. Che non sta fermo, che non è impermeabile alle sollecitazioni esterne, che è protagonista dei tempi che stiamo vivendo, e lo sarà ancor di più nel futuro.

 

TUTTO CAMBIA…

A questo proposito, segnaliamo – sempre domenica a Palazzo Clerici – l’incontro con due fra i maggiori esperti dell’Africa contemporanea, Jean-Léonard Touadi e Mario Giro, che graviterà attorno a Global Africa (Guerini e Associati editore), libro scritto dallo stesso Giro, che spiega: «L’Africa è già cambiata e non ce ne siamo accorti. Obnubilati dalle migrazioni e dall’annun­ciata apocalisse demografica, gli europei guardano al continente nero come a una minaccia per la loro tranquillità. Dal canto suo, l’Africa reagisce alla globalizzazione senza aspettare nessuno. Pionieri di una nuova fase, i giovani africa­ni cercano il loro posto spinti da un inatteso protagonismo».

Sempre di mutamenti e trasformazioni parlerà Elena Dak, scrittrice ed esperta di culture nomadi dell’Africa: una riflessione su come oggi il nomadismo esiste e resiste, e su come i cambiamenti politici e climatici stanno modificando i tempi e i modi delle migrazioni pastorali.

 

Wole Soyinka, 85 anni, drammaturgo, poeta, scrittore e saggista nigeriano Premio Nobel per la letteratura nel 1986. Sarà in Triennale, domenica 17 alle 18. In dialogo con l’antropologo Marco Aime

Gran finale, domenica 17 novembre alle ore 18 – questa volta, nel Salone d’onore alla Triennale – con Wole Soyinka, primo Nobel africano (1986) per la letteratura: il più grande drammaturgo africano, romanziere di fama mondiale, poeta e autore di saggi fondamentali sulla cultura e sul mito africani. Soyinka dialogherà con l’antropologo Marco Aime sul delicato tema del rapporto fra potere e libertà. Imperdibile.

 

Gli incontri:

È impossibile elencare tutti gli appuntamenti dedicati all’Africa ospitati da Bookcity Milano (per il calendario completo e aggiornato consultate il sito: bookcitymilano.it), ma è doveroso segnalarvi gli incontri da segnarsi in agenda.

 

Igiaba Scego, scrittrice italiana di origine somala, tradotto in varie lingue, presente a Bookcity: venerdì 15 all’Università degli Studi

Venerdì 15

  • Rappresentazioni dell’Africa e dell’«altro» in Italia. Valeria Deplano, Cristiana Fiamingo, Gianluca Gabrielli, Marina Medi, Antonio M. Morone, Anna di Sapio, Igiaba Scego e Karin Pallaver (ore 10, Università degli Studi di Milano).
  • In fuga dalla guerra… nel “mare nostrum”. Massimo Righetti (ore 10, Casa delle Associazioni e del Volontariato Municipio 8).
  • Le organizzazioni sovranazionali africane e il loro ruolo a livello continentale e subcontinentale. Cristiana Fiamingo, Giovanni Finizio, Alessandra Lang, Gloria Marchetti, Marco Pedrazzi e Mario Zamponi (ore 16.30 Università degli Studi di Milano).
  • Afriche, storie non stop. Massimo Zaurrini, Andrea de Georgio, Raffaele Masto, Matteo Di Castelnuovo, Eliana La Ferrara, Lucia Corno, Silvia Farina, Francesco Giuliani e Federica Bonatti (ore 18.30, Università Bocconi, Libreria Egea).

 

Sabato 16

  • Premio Speciale Afriche. Con Chimamanda Ngozi Adichie (Triennale)
  • Africa e Tango. Pap Khouma, Balla Nar N’Diaye Rose e Yatma Diallo (ore 21, Mudec)
  • Assenze ingiustificate: le notizie che mancano dai telegiornali. Paola Barretta, Aboubakar Soumahoro, Giuseppe Carboni e Danilo De Biasio (ore 10.30, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).
  • Timbuctù tra mito e realtà: un’antica civiltà del Sahara. Marco Aime; introduce Giulia Cogoli (ore 12, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).
  • Dall’Africa: come e perché. Stefano Allievi (ore 16, ISPI, Palazzo Clerici ¬– via Clerici 5)
  • Africa e migrazioni. Al di là dei luoghi comuni. Maurizio Ambrosini (ore 18, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).
  • Pratiche di resistenza di donne africane del mondo arabo. Marilena Salvarezza, Ivana Trevisani e Odette Yiramburanumwe (ore 16, Casa delle Donne, via Marsala 8).
  • Viaggio di un griot d’oggi. Abdoulaye Thiam, Lello Gurrado e Marcella Valvo (ore 14, Casa Emergency, via Santa Croce 19).
  • Lo sguardo dell’Africa: un sogno che si fa impresa. Jackson Ogonda, Peter Waiganjo, Tommy Kuti. (ore 18, Casa Emergency, via Santa Croce 19).

 

Domenica 17

  • Quanto siamo connessi all’Africa? Universalismo, cultura e creatività. Jean-Loup Amselle e Adriano Favole (ore 10, ISPI, Palazzo Clerici via Clerici 5).
  • In mare non esistono taxi. Roberto Saviano (ore 11, Casa Emergency, via Santa Croce 19).
  • Africa passato contemporaneo. Raffaele Masto, Jade Andreetto, Nicoletta Vallorani (ore 11, Libreria Covo della Ladra).
  • Complessità e raffinatezza degli antichi regni africani. Stefano Allovio (ore 12, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).
  • Global Africa, la grande incognita. Mario Giro e Jean-Léonard Touadi; coordina Marco Trovato (ore 14, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).
  • Il cuore di tenebra del colonialismo italiano. Gaia Manzini, Jadel Andreetto, Massimo Gardella e Aldo Soliani (ore 14, Casa Emergency, via Santa Croce 19).
  • Africa e migranti: una fuga inarrestabile. Paolo Lambruschi, don Virginio Colmegna e Donatella Ferrario (ore 14.30, Cascina Casottello, via Fabio Massimo 19).
  • I nomadi in Africa oggi: modelli di vita in trasformazione. Elena Dak (ore 16, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).
  • Le donne scrivono il Sudafrica. Itala Vivan (ore 16.30, Castello Sforzesco).
  • Teoria dal Sud del mondo. L’Africa come condizione globale. Cecilia Pennacini e Carlo Capello (ore 17, Cascina Casottello, via Fabio Massimo 19).
  • L’Africa non uccide più. Antonio Salvati, Claudia Mazzucato e Luciano Scalettari. A cura della Comunità di Sant’Egidio (ore 17.30, Casa dell’Amicizia, via Olivetani).
  • Sul potere e sulla libertà. Dialogo tra Wole Soyinka e Marco Aime; introduce Luca Iozzelli (ore 18, Triennale, Salone d’onore).
  • Migrazioni nel Mediterraneo: quali le cause? Michela Mercuri, Giuseppe Acconcia, Massimo Campanini e Marco Omizzolo (ore 18, ISPI, Palazzo Clerici – via Clerici 5).

 

LIBRI DA LEGGERE

 

CLASSICI

  • Ryszard Kapuscinski, Ebano, Feltrinelli
  • Karen Blixen, La mia Africa, Feltrinelli
  • Joseph Conrad, Cuore di tenebra, Mondadori
  • Amos Tutuola, La mia vita nel bosco degli spiriti. Il bevitore di vino di palma, Adelphi
  • Ken Saro Wiwa, Sozaboy, Edizioni Lavoro
  • Kwame Nkrumah, Africa Must Unite, Editori Internazionali Riuniti
  • Yambo Ouologuem, Dovere di violenza, Il Saggiatore
  • Sony Labou Tansi, La vita e mezza, Edizioni Lavoro
  • Joseph Ki-Zerbo, Punti fermi sull’Africa, Emi
  • Cheikh Hamidou Kane, L’ambigua avventura, Jaca Book
  • Wole Soyinka, Stagione di anomia, Calabuig
  • Chinua Achebe, Le cose crollano, La nave di Teseo
  • Mariama Bâ, Amica mia, Modu Modu

SAGGISTICA

  • Wole Soyinka, Sul potere e sulla libertà, Jaca Book (fresco di stampa, sarà presentato in occasione di Bookcity)
  • Ngugi wa Thiong’o, Decolonizzare la mente, Jaca Book
  • David Van Reybrouck, Congo, Feltrinelli
  • Mario Giro, Global Africa, Guerini
  • John Mbiti, Oltre la magia. Religione e culture nel mondo africano, SEI
  • Federico Bonaglia, Lucia Wegner, Africa. Un continente in movimento, Il Mulino
  • Vincent Y. Mudimbe, L’invenzione dell’Africa, Meltemi
  • Wole Soyinka, Africa, Bompiani
  • Achille Mbembe, Emergere dalla lunga notte, Meltemi
  • Raffaele Masto, La variabile africana, Egea

STORIA

  • John Read, Africa, Mondadori
  • G.P. Calchi Novati e P. Valsecchi, Africa: la storia ritrovata, Carocci
  • Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale, 4 voll., Mondadori
  • Lilian Thuram, Le mie stelle nere, Add
  • André Sibomana, J’accuse per il Rwanda, Edizioni Gruppo Abele

POESIA

  • Niyi Osundare, L’occhio della terra, Le Lettere
  • Léopold S. Senghor, Canti d’ombra e altre poesie, Passigli

TESTIMONIANZE

  • Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà, Feltrinelli
  • Andrea C. Hoffmann, Patience I., Sono stata all’inferno. In fuga da Boko Haram assieme a mia figlia, Centauria Libri
  • Dave Eggers, Erano solo ragazzi in cammino, Mondadori
  • André Sibomana, J’accuse per il Rwanda, Edizioni Gruppo Abele
  • Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto, 66thand2nd
  • Karounga Camara, Osare il ritorno, Celid

 NARRATIVA

  • In Koli Jean Bofan, Congo Inc., 66thand2nd
  • Amadou Hampâté Bâ, L’interprete briccone, Edizioni Lavoro
  • Alain Mabanckou, Le luci di Pointe-Noire, 66thand2nd
  • Paulina Chiziane, Niketche, una storia di poligamia, La Nuova Frontiera
  • Ngugi wa Thiong’o, Un chicco di grano, Calabuig
  • Ndumiso Ngcobo, Alcuni dei miei migliori amici sono bianchi, Voland
  • Tahar Ben Jelloun, Il matrimonio di piacere, La nave di Teseo
  • Christie Watson, Un cielo pieno di lucciole, Mondadori
  • Mario Vargas Llosa, Il sogno del celta, Einaudi
  • Chimamanda Ngozi Adichie, Metà di un sole giallo, Einaudi
  • Chris Abani, Canzone per la notte, Fanucci
  • V.S. Naipaul, Sull’ansa del fiume, Adelphi
  • Henning Mankell, Comédia infantil, Marsilio
  • Noo Saro Wiwa, In cerca di Transwonderland, 66thand2nd
  • Chris Abani, Graceland, Terre di mezzo
  • Ahmadou Kourouma, I soli delle indipendenze, e/o
  • Abdourahman A. Waberi, Gli Stati Uniti d’Africa, Feltrinelli
  • Tayeb Salih, La stagione della migrazione a Nord, Sellerio
  • Werewere Liking, La memoria amputata, Dalai
  • Aminata Sow Fall, Lo sciopero dei mendicanti, Argo
  • Dinaw Mengestu, Le cose che porta il cielo, Piemme
  • Mia Couto, Terra sonnambula, Guanda
  • Yaa Gyasi, Non dimenticare chi sei, Garzanti
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    Il tabloid tedesco nel suo articolo fa riferimento a un documento segreto del Ministero degli Affari Esteri tedesco, nel quale si sostiene che negli ultimi cinque anni la Russia ha attivamente stabilito contatti militari in Africa.

    Di recente, durante i negoziati, Mosca ha ricevuto le autorizzazioni necessarie per stabilire basi militari in Repubblica Centrafricana, Egitto, Eritrea, Madagascar, Mozambico e Sudan.

    Bild osserva inoltre che “la Russia collabora con regimi prevalentemente dittatoriali”.

    Secondo i resoconti dei media, gli esperti militari russi stanno attualmente addestrando attivamente i soldati di quei paesi con i quali il Cremlino ha già stabilito legami militari.

    Bild sottolinea che, oltre alle truppe regolari russe, sono attivi in quei paesi anche i dipendenti di compagnie militari private, come il famigerato gruppo Wagner.

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