Tunisia

Missione di operatori italiani nei settori della meccatronica e dell’ITC in Tunisia

TUNISIA – L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane promuove una missione di operatori italiani nei settori della meccatronica e delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (ICT) dal 12 al 14 febbraio 2020 in Tunisia.

A renderlo noto è stata la stessa ICE-Agenzia, precisando che la missione è organizzata in collaborazione con l’Associazione italiana di automazione meccatronica (AIDAM).

In base a quel che viene reso noto, la missione prevede la realizzazione di attività seminariali, incontri BtoB con operatori tunisini e visite presso siti produttivi di interesse.

Il termine fissato per aderire all’iniziativa è stato fissato al 6 dicembre. Maggiori informazioni sono disponibili consultando la pagina dedicata sul sito di ICE.

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    In base a quel che viene reso noto, l’installazione, costruita in prossimità dell’impianto di produzione di idrocarburi, genererà energia solare operando in una configurazione off-grid.

    Nel campo fotovoltaico di Adam, con capacità di picco di 5 megawatt, l’energia prodotta sarà utilizzata direttamente dal sito industriale, consentendo una diminuzione dei consumi di gas ed evitando di emettere in atmosfera oltre 6500 tonnellate all’anno di anidride carbonica.

    L’impianto, realizzato nell’ambito dell’accordo di cooperazione con ETAP per lo sviluppo di progetti di generazione da fonti rinnovabili in Tunisia, prevede inoltre un sistema di batterie di accumulo che permetteranno di favorire l’integrazione con le turbine a gas esistenti, garantendo l’ottimizzazione dei costi operativi.

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    “Vogliamo rendere questo Centro una piattaforma di coordinamento globale a livello continentale, dove preparare programmi speciali condivisi per la ricostruzione post-bellica, caratterizzati sulla base delle specificità di ciascun singolo Paese”, ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi commentando la notizia.

    Obiettivo del nuovo Centro sarà inoltre anche la protezione dei diritti dei singoli Paesi nella definizione dei percorsi di ricostruzione e sviluppo nelle situazioni di post-conflitto.

    “E’ necessario rilanciare un quadro di politica del continente africano per garantire la ricostruzione e lo sviluppo dopo la fine dei conflitti per tradurla in piani esecutivi che consentano ai singoli Paesi di evitare battute d’arresto o il rischio di ricadere in situazioni di crisi”, ha aggiunto ancora al-Sisi. [MV]