Tunisia

Missione di operatori italiani nei settori della meccatronica e dell’ITC in Tunisia

TUNISIA – L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane promuove una missione di operatori italiani nei settori della meccatronica e delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (ICT) dal 12 al 14 febbraio 2020 in Tunisia.

A renderlo noto è stata la stessa ICE-Agenzia, precisando che la missione è organizzata in collaborazione con l’Associazione italiana di automazione meccatronica (AIDAM).

In base a quel che viene reso noto, la missione prevede la realizzazione di attività seminariali, incontri BtoB con operatori tunisini e visite presso siti produttivi di interesse.

Il termine fissato per aderire all’iniziativa è stato fissato al 6 dicembre. Maggiori informazioni sono disponibili consultando la pagina dedicata sul sito di ICE.

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    A darne notizia sono le due agenzie attraverso un comunicato congiunto, in cui viene precisato che l’intesa prevede la concessione di un prestito d’importo pari a circa 100 milioni di euro.

    “Il nostro programma di investimenti valido fino al 2024 si concentra sullo sviluppo e l’ammodernamento del tessuto portuale al fine di stimolare l’impatto socio-economico degli scali portuali sul loro entroterra”, ha detto la direttrice generale dell’ANP, Nadia Laraki.

    Obiettivo del programma è integrare in questo anche la dimensione dello sviluppo sostenibile, rendendo l’apertura dei porti una leva di valorizzazione dell’entroterra e promuovendo maggiore resistenza ai cambiamenti climatici.

    In particolare, secondo quel che è stato reso noto, i fondi della Cooperazione francese saranno utilizzati per migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, rafforzando le opere a protezione delle infrastrutture portuali che devono far fronte al fenomeno dell’innalzamento del livello del mare, promuovendo l’efficientamento energetico e prevenendo l’inquinamento marino. [MV]

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    ALGERIA – Nessuna clemenza da parte della giustizia algerina contro gli ex esponenti di rilievo del regime Bouteflika: il potente uomo d’affari Ali Haddad, già in carcere, è stato condannato a 18 anni di detenzione nel processo che lo vede imputato per corruzione e clientelismo, ad Algeri. Ex presidente del Forum degli imprenditori, Haddad era processato per ottenimento di privilegi, di vantaggi e di appalti pubblici, sperpero di denaro pubblico, abuso d’ufficio, conflitto d’interessi e corruzione nella conclusione di appalti pubblici. I fratelli di Haddad, Omar, Meziane, Sofiane e Mohamed, sono stati condannati a quattro anni di carcere e tutti i beni della famiglia sono stati sequestrati. Secondo il giornale El Watan, Haddad, che era molto vicino alla famiglia Bouteflika, ha ottenuto vantaggi per 275 appalti pubblici per un valore di 700 milioni di euro. Nell’ambito della stessa indagine per corruzione, sono giunte anche le condanne a 12 anni di carcere per gli ex capi di governo Ahmed Ouyahia e Abdelmalek Sellal. Entrambi sono già in manette e condannati in appello a 12 e 15 anni di detenzione per varie accuse di corruzione, sperpero di denaro pubblico, concessione illecita di vantaggi e abuso d’ufficio, nell’ambito del caso battezzato “assemblaggio automobilistico”. In questo caso, Ouyahia e Sellal, nonché otto ex ministri, sono stati condannati per riciclaggio di denaro, pressione su funzionari, corruzione e finanziamento occulto di campagna elettorale. I processi mettono in evidenza i misfatti della casta  che ha regnato sul Paese sotto la presidenza di Abdelaziz Bouteflika. Voci chiedono che l’anziano e malato ex presidente sia anche lui processato. [CC]
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