R. Centrafricana

Tasse più basse e nuove misure per rilanciare settore minerario

CENTRAFRICA –  Il governo centrafricano ha annunciato di voler abbassare le tasse sull’esportazione delle pietre preziose, sia per combattere le frodi sia per aumentare la quantità di pietre destinate all’esportazione.

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    RD CONGO – Circa 10 milioni di congolesi potrebbero avere accesso all’elettricità entro il 2024 grazie a kit solari off-grid. Il progetto sta al centro del protocollo d’accordo concluso tra il ministro dell’Elettricità Eustache Muhanzi e Laurent Van Houcke, co-fondatore della società inglese BBOXX, alla presenza del presidente della Repubblica, Felix Tshisekedi. Specializzata nelle soluzioni energetiche con fonti rinnovabili, la BBOXX è già presente in RD Congo, dove ha agevolato l’accesso all’elettricità per 200.000 persone. “Con la crescita demografica, sono necessari nuovi allacci alla rete ogni anno, per mantenere costante il tasso d’elettrificazione. La mia ambizione è quella di integrare soluzioni decentralizzate per migliorare il tasso nazionale d’elettrificazione, facendolo passare dal 9 al 30% durante la mia presidenza” a dichiarato il capo dello Stato durante la cerimonia di firma dell’intesa. [CC]
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    Nasce la Camera di commercio Italia-Camerun

    CAMERUN - E’ stata presentata a Bologna la nuova Camera di commercio Italia-Camerun (CICC), che si propone di promuovere le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi.

    A comunicarlo a InfoAfrica è stata l’Associazione per gli scambi Italia Camerun (ASICA), che ha curato l’iscrizione della CICC all’Albo delle Camere di commercio Italia-estere.

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    Obiettivo della CICC, che si propone in futuro di estendere la sua attività a tutti i Paesi della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC), è in particolare sostenere le opportunità di crescita, sviluppo sostenibile e riduzione delle diseguaglianze con attenzione sullo sviluppo del settore manifatturiero, delle competenze professionali e sul miglioramento dell’ambiente infrastrutturale. [MV]

  • R. Centrafricana Free

    Crisi umanitaria ancora grave, Ocha chiede 400 milioni...

    R CENTRAFRICANA – Il “Piano di risposta umanitaria 2020” è stato lanciato dal governo di Bangui e dalla comunità delle agenzie umanitarie, per far fronte ad una situazione ancora grave e complessa. In Repubblica Centrafricana, la crisi umanitaria colpisce ancora 2,6 milioni di persone, tra cui 1,7 milioni dipendono dall’assistenza immediata per la sopravvivenza. Secondo una nota dell’Ocha, l’ufficio di coordinamento delle agenzie umanitarie dell’Onu, se non si faranno maggiori sforzi per l’assistenza, la situazione nel 2020 peggiorerà. Per questo motivo, l’Ocha chiede alla comunità internazionale un contributo da 401 milioni di dollari, da dedicare all’attuazione di operazioni di vitale importanza. Nel 2019, la comunità umanitaria era riuscita a raccogliere 300,3 milioni di dollari e a fornire assistenza a 1,1 milioni di persone. [CC]
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    La Banca Mondiale approva un dono da 100 milioni

    CIAD – Il consiglio d’amministrazione della Banca Mondiale ha approvato un dono da 100 milioni di dollari dell’Associazione internazionale per lo sviluppo destinato al Ciad. Il finanziamento mira ad accompagnare gli sforzi realizzati dalle autorità del Paese africano per promuovere la diversificazione economica e la resilienza e per rafforzare la protezione sociale dei cittadini più vulnerabili. “Questo intervento è centrato su azioni per migliorare il controllo dei rischi finanziari, la trasparenza e la gestione delle risorse petrolifere, la resilienza e la diversificazione economica, nonché la protezione delle popolazioni vulnerabili” ha precisato Soukeyna Kane, Direttrice delle operazioni della Banca Mondiale per il Ciad. Tra il 2018 e il 2019 la crescita del Pil nazionale è passata dal 2,6% al 3%; le previsioni per il 2020/2022 sono intorno al 5%. Nel 2018 N’Djamena aveva già gettato le basi di riforme e azioni essenziali per una crescita inclusiva e una diminuzione della povertà. [CC]
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    Azienda spagnola si ritira da progetto Inga III

    RD CONGO - La società spagnola Actividades de Construccion y Servicios (ACS) ha reso noto di volersi ritirare dal progetto per la costruzione di Inga III in Repubblica Democratica del Congo, mettendo così di nuovo a repentaglio il futuro di quella che potrebbe essere la più grande centrale idroelettrica del continente.

    A darne notizia sono i principali media internazionali, riportando una dichiarazione della società, in cui viene riferito che “il gruppo ACS non parteciperà all’esecuzione del progetto”, senza fornire nessuna ulteriore spiegazione.

    ACS era alla guida di un consorzio che aveva presentato a giugno 2018 un’offerta congiunta insieme a due tra le maggiori compagnie idroelettriche cinesi, Three Gorges Corporation e Sinohydro, per la realizzazione del progetto. Tuttavia, una serie di divergenze tra le parti ne ha impedito l’effettiva partenza.

    Lo scorso dicembre era stato il capo di Stato congolese Felix Tshisekedi ad annunciare la possibilità che il progetto potesse essere sviluppato con una versione più piccola, che sarebbe iniziata come un impianto da 4800 MW per arrivare potenzialmente fino a 11.000 MW.