Egitto

Peugeot valuta assemblaggio automobili in loco

EGITTO – La casa francese Peugeot sta considerando la possibilità di assemblare alcuni dei suoi modelli di automobili in Egitto.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Le banche egiziane non finanziano la diga sul Nilo

    EGITTO - Le banche egiziane non hanno finanziato in alcun modo la Diga del grande rinascimento etiope. La Federazione delle banche egiziane ha categoricamente smentito le voci circolate sui social media secondo cui alcuni istituti di credito egiziani avrebbero partecipato al finanziamento dello sbarramento sul Nilo azzurro. “Ciò che è stato detto sulle banche egiziane sono notizie infondate. Queste voci sono state già state smentite dalla Banca centrale d'Egitto”, ha dichiarato Mohamed El-Etreby, presidente della federazione. I banchieri hanno invitato i lettori di fare attenzione alle informazioni che circolano in rete. News che, talvolta, non hanno alcun fondamento. La costruzione della mega-diga etiope è in realtà finanziata da obbligazioni etiopi e banche cinesi e senza capitali egiziani o sudanesi. Sul grande sbarramento sono in corso colloqui tra Egitto, Etiopia e Sudan. Il Cairo e Khartoum chiedono che Addis Abeba riempia il bacino lentamente e rilasci consistenti flussi d'acqua. I Paesi a valle, che dipendono dal Nilo per il rifornimento idrico, temono che la diga possa mettere in crisi le economie e la stabilità sociale dei loro Paesi. L'Etiopia, da parte sua, scommette su questo sbarramento per produrre energia elettrica da utilizzare per il suo sviluppo economico e da vendere ai Paesi confinanti. [EC]
  • Marocco Free

    Ferrovie, in carrozza si riparte

    Circa 350.000 passeggeri hanno utilizzato treni in tutto il Marocco nella prima settimana di riapertura delle linee interurbane dopo la quarantena legata alla pandemia di coronavirus. Ad annunciarlo è stato l'Ufficio nazionale delle ferrovie che ha comunicato la ripresa in piena efficienza delle linee ad alta velocità al-Boraq che collegano Casablanca a Tangeri, così come i treni al-Atlas, che collegano Oujda, Marrakech, Tangeri e altre città. La fase di riapertura ha permesso anche un aumento della frequenza dei treni pendolari tra Kenitra e la stazione del porto di Casablanca. Nella prima settimana di ripresa dell'attività ferroviaria erano operativi da un minimo di 116 a un massimo di 144 treni, in base al numero di viaggiatori. Per garantire la sicurezza di passeggeri e dipendenti, le Ferrovie hanno imposto l'uso di mascherine, hanno limitato il numero di posti disponibili in ciascun treno e hanno aumentato la frequenza delle operazioni di pulizia e disinfezione in treni e stazioni ferroviarie. “Le misure hanno permesso di offrire ai clienti viaggi sicuri, incoraggiandoli al contempo ad adottare i comportamenti adeguati per viaggiare in buone condizioni”, ha affermato la direzione delle Ferrovie in un comunicato stampa. Il numero di treni saranno aumentati ogni giorno fino a raggiungere i livelli pre-blocco “nei prossimi giorni”. [EC]
  • Marocco Free

    Cooperazione francese a sostegno infrastrutture...

    MAROCCO - L’Agenzia nazionale marocchina dei porti (ANP) ha firmato un accordo con l’Agenzia di sviluppo francese (AFD) per migliorare la competitività delle infrastrutture portuali in Marocco.

    A darne notizia sono le due agenzie attraverso un comunicato congiunto, in cui viene precisato che l’intesa prevede la concessione di un prestito d’importo pari a circa 100 milioni di euro.

    “Il nostro programma di investimenti valido fino al 2024 si concentra sullo sviluppo e l’ammodernamento del tessuto portuale al fine di stimolare l’impatto socio-economico degli scali portuali sul loro entroterra”, ha detto la direttrice generale dell’ANP, Nadia Laraki.

    Obiettivo del programma è integrare in questo anche la dimensione dello sviluppo sostenibile, rendendo l’apertura dei porti una leva di valorizzazione dell’entroterra e promuovendo maggiore resistenza ai cambiamenti climatici.

    In particolare, secondo quel che è stato reso noto, i fondi della Cooperazione francese saranno utilizzati per migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, rafforzando le opere a protezione delle infrastrutture portuali che devono far fronte al fenomeno dell’innalzamento del livello del mare, promuovendo l’efficientamento energetico e prevenendo l’inquinamento marino. [MV]

  • Algeria Free

    Dure condanne per l'ex casta di Bouteflika

    ALGERIA – Nessuna clemenza da parte della giustizia algerina contro gli ex esponenti di rilievo del regime Bouteflika: il potente uomo d’affari Ali Haddad, già in carcere, è stato condannato a 18 anni di detenzione nel processo che lo vede imputato per corruzione e clientelismo, ad Algeri. Ex presidente del Forum degli imprenditori, Haddad era processato per ottenimento di privilegi, di vantaggi e di appalti pubblici, sperpero di denaro pubblico, abuso d’ufficio, conflitto d’interessi e corruzione nella conclusione di appalti pubblici. I fratelli di Haddad, Omar, Meziane, Sofiane e Mohamed, sono stati condannati a quattro anni di carcere e tutti i beni della famiglia sono stati sequestrati. Secondo il giornale El Watan, Haddad, che era molto vicino alla famiglia Bouteflika, ha ottenuto vantaggi per 275 appalti pubblici per un valore di 700 milioni di euro. Nell’ambito della stessa indagine per corruzione, sono giunte anche le condanne a 12 anni di carcere per gli ex capi di governo Ahmed Ouyahia e Abdelmalek Sellal. Entrambi sono già in manette e condannati in appello a 12 e 15 anni di detenzione per varie accuse di corruzione, sperpero di denaro pubblico, concessione illecita di vantaggi e abuso d’ufficio, nell’ambito del caso battezzato “assemblaggio automobilistico”. In questo caso, Ouyahia e Sellal, nonché otto ex ministri, sono stati condannati per riciclaggio di denaro, pressione su funzionari, corruzione e finanziamento occulto di campagna elettorale. I processi mettono in evidenza i misfatti della casta  che ha regnato sul Paese sotto la presidenza di Abdelaziz Bouteflika. Voci chiedono che l’anziano e malato ex presidente sia anche lui processato. [CC]
  • Algeria Free

    Condannato in appello l’ex capo della sicurezza...

    ALGERIA - L’ex direttore generale della Sicurezza, il generale Wassini Bouazza, è stato condannato a otto anni d’incarcerazione al termine del processo in appello svoltosi davanti al tribunale militare di Blida.   Falsificazioni, attentato ad un corpo costituito, possesso d’arma a fuoco e di munizioni, sono i capi d’accusa di cui Bouazza è stato ritenuto colpevole. Secondo la procura militare, l’ex numero uno della sicurezza sarebbe indagato per altri reati, che secondo alcune fonti potrebbero portare ad un’accusa per attentato alla sicurezza dello Stato.     Bouazza era stato licenziato lunedì 13 aprile su ordine del presidente della Repubblica Abdelmajid Tebboune, e arrestato poco dopo.   Il generale Bouazza era stato nominato capo della Direzione generale della sicurezza (Gdsi) nell’aprile del 2019 dal defunto  generale Ahmed Gaïd Salah, capo di Stato maggiore e uomo forte del Paese ad interim dopo le dimissioni di Abdelaziz Bouteflika. Altri due ufficiali dell’Intelligence, Mohamed Mediene detto “Toufik” e Athmane Tartag, detto “Bashir”, sono in carcere per attentato all’autorità militare e complotto contro l’autorità dello Stato. [CC]
  • Egitto Free

    Eni scopre giacimento di gas nel delta del Nilo

    EGITTO - Eni ha annunciato di aver scoperto un giacimento di gas al largo del delta del Nilo, nella concessione di North El-Hammad. Dal 2015 Eni gestisce il blocco North El-Hammad (di cui detiene una quota del 37,5%) insieme alla britannica Bp (37,5%) e alla francese Total (25%). L'esplorazione delle tre compagnie ha però preso il via solo nel 2018. Il nuovo giacimento si trova a una profondità di 22 metri e dista 11 km dalla costa. È vicino ai campi offshore di Nooros e Baltim South West, entrambi gestiti da Eni. La società di San Donato ha dichiarato che il pozzo ha “eccellenti proprietà petrofisiche” e sarà testato per la produzione. Le tre aziende si coordineranno con le autorità petrolifere egiziane per iniziare a studiare le modalità di sviluppo. Eni ha dichiarato che, quest'anno, perforerà anche un altro pozzo, Nidoco Nw-1 Dir, nell'area di Great Nooros, situata nella concessione di Abu Madi West. La società italiana opera in Egitto dal 1954 attraverso la sua controllata Ieoc e la sua attuale produzione giornaliera è stimata in 280.000 barili di petrolio equivalente. Nel 2015 la società italiana ha scoperto il gigantesco giacimento di gas Zohr, il più grande del Mediterraneo. [EC]