Malawi

Al via i lavori per primo impianto fotovoltaico

MALAWI – Sarà il primo impianto fotovoltaico realizzato in Malawi sulla base di un accordo per l’acquisto di elettricità (PPA) con la compagnia elettrica statale ESCOM.

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  • Zimbabwe Free

    Riprende il traffico aereo, riapertura anche per i...

    ZIMBABWE – Ricomincia oggi a volare su rotte domestiche la compagnia aerea di bandiera Air Zimbabwe. A partire dal 1° ottobre, saranno nuovamente aperte le frontiere aeree, lasciando spazio ai voli internazionali che per la Air Zimbabwe sono annunciati a partire dal 3 ottobre.

     

    I tre aeroporti internazionali del Paese erano chiusi dal mese di marzo, a causa della pandemia di nuova coronavirus. Incoraggiato dal calo dei contagi, il governo di Harare ha deciso di riaprire per far ripartire l’economia e soprattutto il turismo, duramente colpito. La compagnia Ethiopian Airlines ha annunciato la ripresa dei collegamenti verso le cascate Victoria, mentre riprenderà anche l'attività della compagnia nazionale Fastjet. 

     

    Secondo i dati ufficiali, lo Zimbabwe ha registrato 224 decessi da coronavirus, per un totale di 7.633 casi. [CC]

  • Angola Free

    Negoziati per cancellazione del debito

    ANGOLA - Il governo di Luanda sta negoziando una cancellazione del proprio debito estero del valore di 6,2 miliardi di dollari nei prossimi tre anni.

    A rivelarlo è stato il Fondo monetario internazionale (FMI), segnalando l’esistenza di trattative in tal senso tra il governo angolano e i suoi principali creditori internazionali.

    "Sebbene il debito sia sostenibile, permangono vulnerabilità significative - si legge nella nota diffusa dal FMI - Le dinamiche del debito sono altamente sensibili a un'ulteriore volatilità del prezzo del petrolio".

    "Nella misura in cui si concretizzeranno rischi imprevisti per il raggiungimento dell'obiettivo del debito a medio termine, agiremo per mitigare tali rischi, anche cercando un ulteriore alleggerimento del debito da un gruppo più ampio di creditori", prosegue ancora la nota.

    Seppure il FMI ha rifiutato di nominare i creditori coinvolti negli accordi di rinegoziazione del debito, secondo indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa internazionale Reuters tra questi dovrebbero figurare anche la Banca di sviluppo cinese (CDB) e la Exim-Bank cinese. [MV]

  • Zimbabwe Free

    Pubblicate regole per coltivazione cannabis

    ZIMBABWE - Il governo dello Zimbabwe ha annunciato le regole da seguire per la coltivazione della cannabis, coltura su cui il Paese dell’Africa australe sta puntando per aumentare le entrate in valuta estera e beneficiare di un settore in rapida crescita. Anxious Masuka, ministro dell’Agricoltura, ha riferito che tre tipi di permessi possono essere rilasciati: per coltivatori, ricercatori e commercianti di canapa industriale. I coltivatori possono coltivare, commercializzare e vendere solo canapa industriale e i ricercatori possono coltivare per scopi di ricerca. Un commerciante può contrattare singoli agricoltori, procurarsi e trasformare la canapa industriale in un prodotto specifico. In precedenza, chi coltivava cannabis in Zimbabwe era passibile di una pena detentiva fino a 12 anni. [MS]
  • BotswanaEtiopiaKenya Free

    Doing Green Business: webinar su energia e ambiente in...

    BOTSWANA / ETIOPIA / KENYA - Riguarda anche Kenya, Botswana ed Etiopia la serie di webinar che si terranno con cadenza settimanale con l’obiettivo di promuovere scambi commerciali, innovazione tecnologica e partenariati in ambito di energia e ambiente tra il settore privato in Italia nei Paesi in via di sviluppo

    Promossi dall’Ufficio italiano per la promozione tecnologica e degli investimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO ITPO Italy) in collaborazione con in ministero italiano dell’Ambiente, gli appuntamenti si svolgeranno dal 23 settembre al 28 settembre prossimo.

    Secondo il calendario reso noto, il 7 ottobre è previsto un webinar dedicato al Kenya; qui il link per registrarsi: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_SfC-CkGEQz2oHwHuKOk__w

    Il 14 ottobre, il webinar sul Botswana; qui il link per registrarsi: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_bOOyFV7QS3uJ_ceXQhteWQ

    Il 21 ottobre, infine, il webinar sull’Etiopia; qui il link per registrarsi: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_Y2X4y4DTQVWuHCulZyLnNA

    Ciascun episodio vedrà la partecipazione di controparti istituzionali e commerciali sia italiane che locali operative in ambito di efficienza energetica e fonti di energia rinnovabile – solare, eolica, idroelettrica, geotermica e biologica – nonché di gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, offrendo una panoramica sulle varie possibilità di investimento nei settori focus dei Paesi partner con l’obiettivo di favorire l’ingresso sul mercato e la distribuzione su vasta scala di fonti energetiche alternative ecologiche e di tecnologie ambientali innovative per uno sviluppo sostenibile. [MV]

  • Angola Free

    Pechino primo creditore straniero di Luanda

    ANGOLA - Il valore reale del debito estero contratto con la Cina dall’Angola è stimato in una cifra complessiva pari a 20,1 miliardi di dollari, rendendo in questo modo l governo cinese il primo creditore dell’Angola.

    A dirlo è stata la ministra delle Finanze angolana, Vera Daves, precisando che 10 miliardi di dollari erano stati concessi dalla Cina per la ricapitalizzazione della compagnia petrolifera nazionale Sonangol, mentre la parte restante è stata destinata a diversi progetti di investimento.

    Secondo i dati resi noti, nel 2020 il valore degli interessi sul debito cinese a carico dell’Angola è pari a 567 milioni di dollari.

    Commentando la questione del debito angolano con la Cina, la responsabile del ministero delle Finanze ha inoltre ricordato le polemiche suscitate dal tema della qualità dei lavori svolti dalle società cinesi.

    “C'è sempre un dibattito molto acceso sulla qualità dei lavori, ma questa non dipende dai finanziamenti bensì dai rapporti tra Stato angolano e appaltatori”, ha detto la Daves sottolineando come sia lo Stato angolano a dover vigilare sul corretto svolgimento dei lavori da parte degli appaltatori. [MV]

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    Cabo Delgado (2), quali perché dietro la...

    MOZAMBICO - Perché i miliziani stanno destabilizzando la regione? Su questo aspetto non c’è nulla di certo. Secondo alcuni esperti di terrorismo internazionale, al-Shabab sarebbe uno strumento in mano a gruppi di potere che cercano di impossessarsi dei ricchi giacimenti di idrocarburi della provincia oppure sarebbero la pedina che alcuni politici muovono da Maputo per contrastare il governo legittimo. «Le ricchezze del sottosuolo possono essere la causa di questa ribellione? - si chiede mons. Luis Fernando Lisboa, vescovo di Pemba -. Difficile dirlo. In merito non abbiamo certezze. Sappiamo che altrove, in Nigeria, ma anche in Iraq e in Siria, gruppi jihadisti hanno sempre cercato di impossessarsi dei campi petroliferi. Qui nel Nord del Mozambico abbiamo grandi giacimenti di gas. Può essere che ci sia qualcuno che sfrutta queste milizie per impossessarsi di queste aree. A mio parere, però, ci sono altre ragioni. Il Mozambico è uno dei Paesi più poveri al mondo e la provincia di Cabo Delgado è sempre stata emarginata. Questa povertà spinge i giovani nelle braccia di fondamentalisti, tanto più che al-Shabab paga i miliziani e offre loro cibo». Di fronte a queste minacce le aziende energetiche coinvolte nello sviluppo del bacino del Rovuma hanno cercato di isolarsi. Le imprese di sicurezza ricevono più di un milione di dollari al mese per tenere al sicuro i lavoratori. Queste guardie arruolano scorte armate provenienti dai reparti migliori delle forze governative.  Oltre a propagandare un Islam feroce e fanatico, i miliziani di al-Shabab controllano anche una serie di traffici illeciti e il contrabbando di merci con la Tanzania. «Tutti hanno puntato gli occhi verso i giacimenti di gas - osserva un missionario del posto -, ma questa zona è ricchissima di risorse naturali: rubini, legno pregiato, ecc. La gestione di queste risorse fa gola a molti. Voci dal territorio parlano anche di traffici di sostanze illecite e, addirittura, di organi umani. Sono voci e non mi sento di sottoscriverle, ma tutto è verosimile in questo contesto». A subire questi attacchi è tutta la popolazione locale sia essa di fede islamica o cristiana. Le prime vittime di questi attacchi – spiegano i missionari - sono proprio i musulmani. La comunità islamica locale è terrorizzata. Fin dall’inizio i musulmani del Mozambico hanno preso le distanze da questi attacchi. I leader hanno condannato le uccisioni e le violenze affermando che tutto ciò non ha nulla a che fare con l’Islam. «Come fantasmi – conclude mons. Lisboa -, i ribelli compaiono e scompaiono senza farsi vedere, lasciando dietro di loro i resti dei disastri compiuti. Ma sappiamo che i fantasmi non esistono. È un pezzo di lenzuolo che nasconde qualcosa o qualcuno. Dobbiamo togliere questo lenzuolo per smascherare chi si nasconde dietro». [EC]