Africa

Africa 2020: le tendenze del continente secondo Africa e Affari

AFRICA – Oltre 300 fra imprenditori, rappresentanti di Istituzioni, organizzazioni internazionali e nazionali, società civile e associazioni professionali hanno partecipato a Roma e Milano alla Conferenza “Africa 2020: prospettive politiche ed economiche”. Organizzate dal mensile Africa e Affari – in collaborazione con Andersen Tax & Legal, Società Geografica Italiana, Centro relazioni con l’Africa, Ethiopian Airlines – le due giornate sono servite per fare un punto sullo stato di crescita del continente africano e sulle principali tendenze in atto o ipotizzabili nell’immediato futuro. 

In un contesto in cui – secondo i dati elaborati da Africa e Affari sulla base degli ultimi rapporti di Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Banca Africana di Sviluppo (Afdb) – l’Africa dovrebbe conoscere per il 2020 una crescita del prodotto interno lordo del 4,1%, allungando così il trend positivo degli ultimi anni e continuando a mostrare grande dinamismo nonostante la persistenza di alcuni focolai di crisi, risulta quanto mai importante approfondire i rapporti che legano l’Italia e l’Europa all’Africa

Secondo i dati dell’Agenzia Ice, il valore degli interscambi tra Italia e Africa ammonta nel primo semestre 2019 a 19,5 miliardi di euro, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e con ampie prospettive di sviluppo se si considera che il dato pesa per circa il 4,3% sul totale degli scambi commerciali dell’Italia con il resto del mondo.

Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale per il 2020 indicano una crescita in tutte le aree del continente africano: 2,3% nella zona Australe su cui peraltro pesano siccità e stagnazione in Sudafrica; 3% in Africa Centrale in cui sei Paesi su sette esportano petrolio; 4,5% nell’Africa Settentrionale in cui sebbene le tensioni in Libia rappresentino un’incognita, Egitto e Marocco fanno da traino; 4,9% in Africa Occidentale dove a fare da volano potrebbero essere i piani di sviluppo di Costa d’Avorio e Senegal; 6,1% nella zona Orientale del continente, con una base produttiva diversificata, bassi prezzi delle materie prime e aumento dei consumi interni.

Più in generale, sempre secondo Africa e Affari, gli Stati non ricchi in risorse naturali (Senegal, Rwanda, Costa d’Avorio, Etiopia) continueranno a crescere maggiormente grazie anche a una maggiore produzione agricola e a rilevanti investimenti pubblici, mentre i Paesi esportatori di commodities seguiranno l’andamento dei mercati, per ora positivi. Alla luce di questi dati non è dunque un caso che il rapporto “Doing Business 2020” della Banca Mondiale abbia inserito 5 economie africane nella short list delle 20 economie mondiali con i maggiori progressi nel miglioramento del clima degli affari: Nigeria, Togo, Kenya, Gibuti e Zimbabwe.

Il convegno – che si è svolto il 28 gennaio a Roma e il 30 gennaio a Milano – ha puntato l’attenzione proprio su come alcuni temi decisivi in agenda per il 2020 come il futuro dell’Area continentale di libero scambio (Afcfta), la ricapitalizzazione della Banca Africana di Sviluppo, la conferma dell’African Investment Forum, l’emergere di nuove tendenze sulle necessità di finanziamento delle infrastrutture e la questione del debito, debbano ricevere particolare attenzione ed essere costantemente sotto i riflettori affinché si possano creare le giuste opportunità di business tra le due sponde del Mediterraneo.

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