Africa

Coronavirus, contraccolpi su esportatori materie prime

AFRICA – Se a inizio febbraio soltanto due laboratori (uno in Senegal e l’altro in Sudafrica) avevano i reagenti necessari per testare i campioni, altri Paesi si sono mossi per attrezzarsi – Ghana, Madagascar, Nigeria e Sierra Leone avevano quasi subito dichiarato di essere in grado di condurre i test – e l’Oms ha inviato kit a diversi laboratori in giro per il continente così che nell’arco del solo mese di febbraio la capacità di condurre test specifici per il coronavirus è stata estesa ad almeno 36 Paesi. Poi ci sono stati altri esempi di reazione, come l’allerta diramata dalla Croce Rossa nigeriana a un milione di volontari. 

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    Denominato Strumento di finanziamento delle infrastrutture regionali (RIFF), il progetto mira ad estendere finanziamenti a lungo termine alle imprese private in infrastrutture selezionate nei campi dell’energia, dei trasporti, della logistica e dei servizi sociali.

    Secondo quel che viene comunicato dalla stessa Banca mondiale, è la prima struttura finanziaria regionale di questo tipo in Africa.

    I fondi del RIFF saranno forniti per il tramite della Trade Development Bank (TDB), una banca di sviluppo regionale di tipo commerciale, sotto forma di finanziamenti a lungo termini per progetti che contribuiscano alla creazione di posti di lavoro e presentino vantaggi transfrontalieri in termini di flussi commerciali, investimenti o trasferimenti di tecnologia a favore dei Paesi aderenti al Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (COMESA). [MV]

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    AFRICA - Quando si va a esaminare nel dettaglio i singoli Paesi africani, secondo i dati messi a disposizione dalla banca dati statistica sul commercio internazionale delle Nazioni Unite (UN Comtrade), emerge con chiarezza come il Sudafrica sia il maggiore mercato. Qui nel 2018, con vendite per un valore pari a 55,1 milioni di euro, l’Italia è il terzo principale Paese fornitore dopo Stati Uniti e Germania, con una quota del 10,3% del totale. Secondo quel che ha riferito l’Ufficio di Johannesburg dell’Agenzia ICE in un approfondimento recente su agricoltura e meccanizzazione in Sudafrica, l’origine dei macchinari importati nel Paese riflette la prevalente vocazione agricola: «il Made in Usa è più diffuso dove dominano coltivazioni estensive di cereali, mentre l’uso di macchine italiane ed europee è più denso dove c’è più agricoltura intensiva». I dati mostrano un recupero delle esportazioni italiane verso il Sudafrica, dopo il declino registrato nel biennio 2015-2016 a causa della crisi del settore agricolo originata da una grave siccità. Non è stato ancora superato il record del 2012, quando le vendite raggiunsero quota 61,3 milioni di euro, ma rappresenta pur sempre un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Circa il 60% delle esportazioni italiane consiste in trattrici, il 13% è composto da macchine per il raccolto, un 10% da altre macchine e apparecchi per l’orticoltura, la silvicoltura, l’avicoltura o l’apicoltura, il 9% da macchine per la preparazione dei suoli e la semina e la parte restante da irroratrici e altri apparecchi e sistemi per l’irrigazione. Dopo il Sudafrica, tra le principali destinazioni delle macchine agricole italiane si trovano i Paesi del Nordafrica, per vicinanza e tradizione i maggiori clienti dei prodotti nostrani nel continente. Nell’ordine il Marocco, che nel 2018 ne ha importato per 37,1 milioni di euro (in crescita del 15% rispetto all’anno precedente), la Tunisia (33,9 milioni, +40%), l’Algeria (25,5 milioni, -2,8%) e l’Egitto (16,3 milioni, +31%).  Anche in questi Paesi, che sono i più importanti in Africa per ampiezza del mercato, l’Italia detiene quote di rilievo: in Marocco è il secondo maggior fornitore dopo la Spagna (il primo se si considerano esclusivamente le trattrici), in Tunisia il primo in assoluto. Negli altri due Paesi nordafricani l’Italia è il quarto venditore, in Algeria dopo India, Brasile e Turchia mentre in Egitto dopo Cina, Stati Uniti e Germania. Insieme, Sudafrica più Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto importano più di metà di tutte le macchine agricole in Africa (gli altri mercati più ampi del continente sono la Nigeria con il 5,7% del totale, il Kenya, l’Etiopia, il Ghana e l’Angola). In quinta posizione nell’acquisto di macchinari italiani si trova il Sudan, con 6,3 milioni di euro nel 2018 (valore in calo del 25% rispetto all’anno precedente), seguito dal Senegal le cui importazioni in quell’anno erano più che raddoppiate raggiungendo quota cinque milioni. Poi ci sono la Libia (4,2 milioni di euro, +15% rispetto al 2017), l’Etiopia (3,5 milioni, -43%), la Nigeria (3,4 milioni, +33%), Ghana e Costa d’Avorio, ciascuno con importazioni per circa 3,2 milioni di euro. [MV]  
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    AFRICA - Non è andata giù a molti Paesi africani la decisione dell’Unione Europea di riaprire le sue frontiere a soli quattro Paesi (su un totale di 15) nella strada di ammorbidimento delle misure anti-pandemia.  Disappunto è emerso per esempio in Senegal ma anche in Gabon. In Senegal, in particolare, le autorità locali hanno ricordato che il Paese farà ricorso al principio di reciprocità, che in questo caso non consentiranno quindi l’arrivo di cittadini europei. Il prossimo appuntamento per rivedere la lista dei Paesi che possono avere accesso all’Unione Europea è fissato per il 15 luglio. Fino ad allora, per quanto riguarda l’Africa, frontiere aperte con Algeria, Marocco, Tunisia e Rwanda. [MS]
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    AFRICA - Un webinar dedicato a comprendere come mai solo il 2% delle rinnovabili globali siano state installate in Africa negli ultimi 10 anni avrà luogo mercoledì prossimo, 8 luglio, a partire dalle ore 10:30.

    A organizzare il webinar, che si svolgerà in lingua inglese, è RES4Africa Foundation che in occasione dell’evento presenterà un’analisi sul tema realizzata in collaborazione con Enel Green Power.

    Il webinar sarà quindi occasione per approfondire l’impegno politico dei Paesi africani, gli obiettivi fissati e raggiunti, lo sviluppo dei sistemi e delle reti, nonché le raccomandazioni per risolvere le sfide esistenti.

    A introdurre i lavori sarà l’amministratore delegato di Enel Green Power e presidente di RES4Africa Foundation, Antonio Cammisecra. L'evento prevede inoltre una sessione di domande e risposte, che si terrà tramite chat per i partecipanti.

    Maggiori informazioni sono disponibili consultando l’agenda qui in allegato. La partecipazione al webinar è gratuita previa registrazione qui.