Africa

Le Banche panafricane  sul fronte della lotta al coronavirus

AFRICA – Una linea di credito da tre miliardi di dollari è stata annunciata dall’Afreximbank, la Banca africana per lo sviluppo (AfDB) africana per l’import-export, per aiutare i Paesi africani a far fronte alle conseguenze economiche e sanitarie della pandemia del Covid-19 in Africa.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Aumentano importi massimo per finanziamenti SIMEST a...

    Salgono – e in qualche caso raddoppiano – i nuovi importi massimi dei finanziamenti per l’internazionalizzazione che Simest eroga su risorse pubbliche gestite per conto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

    I nuovi importi massimi consentiranno alle aziende di beneficiare di maggiore liquidità per i propri investimenti oltreconfine, sia in termini assoluti che in proporzione ai propri limiti dimensionali, rendendo i finanziamenti agevolati più allettanti anche per le MidCap e le grandi imprese.

    Riguardo la patrimonializzazione, raddoppia da 400 mila a 800 mila euro il tetto di questo finanziamento dedicato alle imprese che esportano e che, rispetto agli altri, non ha una destinazione d’uso specifico.

    Aumentano anche gli importi per l’inserimento nei mercati esteri: 4 milioni – rispetto ai precedenti 2,5 milioni – è l’importo massimo che Simest può concedere alle aziende relativamente alle spese di apertura di un negozio, corner, show room, ufficio o centro assistenza post vendita all’estero.

    Per gli studi di fattibilità, l’importo massimo sale da 150 mila a 200 mila euro per quegli studi collegati a investimenti commerciali e da 300 mila a 350 mila euro per gli studi collegati a investimenti produttivi.

    Le imprese che vogliono sfruttare le potenzialità del commercio elettronico possono accedere a un finanziamento che sale da 300mila a 450 mila euro per la realizzazione di una propria piattaforma on-line e da 200 mila a 300 mila euro per l’adesione ad un marketplace fornito da soggetti terzi.

    Sale infine da da 100 a 150 mila euro il massimale per coprire fino al 100% le spese preventivate per le spese connesse alla partecipazione a fiere/mostre internazionali, incluse le missioni di sistema promosse da Mise e Maeci e organizzate da Ice Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria.

  • Africa Free

    Nasce fondazione per promuovere internazionalizzazione...

    AFRICA - E’ stata creata una nuova fondazione, denominata “Italian Higher Education with Africa” che si pone come obiettivo quello di promuovere promuovere l’internazionalizzazione degli atenei italiani in Africa e contribuire, in ottica di cooperazione, allo sviluppo locale.

    A darne notizia è un comunicato congiunto diffuso dall’Università di Padova, dall’Università di Firenze, dal Politecnico di Milano, dall’Università di Napoli Federico II, dall’Università di Bologna e da La Sapienza - Università di Roma, che in questo modo consolidano un percorso di oltre 20 mesi, per promuovere la collaborazione in ambito internazionale tra gli Atenei finalizzata alla realizzazione di un progetto formativo-didattico a livello universitario in Paesi del continente africano.

    La Fondazione individua la propria missione nello svolgimento di ogni attività indirizzata a promuovere e sviluppare, con adeguate metodologie scientifiche interdisciplinari, la didattica, la formazione, il perfezionamento degli studenti residenti nei Paesi Africani e l’aggiornamento del personale stesso delle università locali.

    Il programma è destinato dunque a giovani talenti, selezionati con cura grazie alla collaborazione proattiva delle università locali ed è finalizzato a fornire strumenti e qualifiche per l’accesso alla classe dirigente, mediante il conseguimento di titoli di studio riconosciuti in Italia e dunque all’interno dello spazio europeo dell’educazione.

    Il programma della Fondazione riceve il supporto ed è allineato alle priorità del ministero della Università e della Ricerca e si coordina con i relativi piani strategici di internazionalizzazione.

    La Fondazione opera per offrire una formazione di elevata qualità, sia di base che specialistica, a studenti che aspirano ad acquisire una preparazione universitaria di alto livello tecnico e scientifico, per potere accedere successivamente a carriere dirigenziali, accademiche o politico amministrative nei vari settori del comparto produttivo e dei servizi, nei Paesi interessati.

    La comunità degli alunni andrà a consolidare il patrimonio di relazioni tra l’Italia e l’Africa arricchendo le opportunità di scambio tra i rispettivi sistemi culturali, economici, imprenditoriali e dell’innovazione nel breve e, soprattutto, nel lungo periodo.

    Per rispondere a queste necessità, le Università della Fondazione hanno operato d’urgenza e avviando già, in piena emergenza Covid-19, un programma formativo multilivello di affiancamento alle università africane. Pertanto, come richiesto dall’Unesco, dalla Fao, dall’Associazione delle Università Africane e dagli stessi governi africani, la Fondazione mira nell’immediato a sostenere la resilienza dei sistemi educativi africani. A cominciare da un programma di mobilità virtuale dal primo semestre dell’anno accademico 2020/21. [MV]

  • Africa Free

    Sostegno Banca mondiale a finanziamenti per...

    AFRICA - La Banca mondiale ha approvato uno strumento del valore di 425 milioni di dollari per sostenere la fornitura di finanziamenti alla realizzazione di infrastrutture in Africa orientale e meridionale.

    Denominato Strumento di finanziamento delle infrastrutture regionali (RIFF), il progetto mira ad estendere finanziamenti a lungo termine alle imprese private in infrastrutture selezionate nei campi dell’energia, dei trasporti, della logistica e dei servizi sociali.

    Secondo quel che viene comunicato dalla stessa Banca mondiale, è la prima struttura finanziaria regionale di questo tipo in Africa.

    I fondi del RIFF saranno forniti per il tramite della Trade Development Bank (TDB), una banca di sviluppo regionale di tipo commerciale, sotto forma di finanziamenti a lungo termini per progetti che contribuiscano alla creazione di posti di lavoro e presentino vantaggi transfrontalieri in termini di flussi commerciali, investimenti o trasferimenti di tecnologia a favore dei Paesi aderenti al Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (COMESA). [MV]

  • Africa Free

    Apple Music lancia Africa Rising, dedicato ai talenti...

    AFRICA - Apple Music, il servizio di musica e video streaming della Apple ha lanciato un programma destinato a scoprire nuovi talenti in Africa. Denominato Africa Rising, il programma della società statunitense selezionerà ogni due mesi un artista africano le cui composizioni saranno poi messe in circolazione in 167 Paesi del mondo.  L’iniziativa include anche una playlist di accompagnamento con brani di generi diversi di alcuni artisti emergenti del continente. La playlist attuale include musica proveniente dalla Nigeria (Rema), dal Sudafrica (Tellaman) e dal Kenya (Bensoul). L’'artista nigeriano di Afrofusion, Omah Lay, (vero nome Stanley Omah Didia) è l’artista selezionato per il debutto dell’iniziativa di Apple.  Omah Lay ha affermato che essere il primo artista del continente ad essere messo in evidenza dal programma è un sogno diventato realtà. “Un sogno che diventa realtà” è stato il primo commento di Lay affidato a un comunicato. [MS]
  • Africa Free

    Macchinari agricoli, un gap enorme da colmare (2)

    AFRICA - Quando si va a esaminare nel dettaglio i singoli Paesi africani, secondo i dati messi a disposizione dalla banca dati statistica sul commercio internazionale delle Nazioni Unite (UN Comtrade), emerge con chiarezza come il Sudafrica sia il maggiore mercato. Qui nel 2018, con vendite per un valore pari a 55,1 milioni di euro, l’Italia è il terzo principale Paese fornitore dopo Stati Uniti e Germania, con una quota del 10,3% del totale. Secondo quel che ha riferito l’Ufficio di Johannesburg dell’Agenzia ICE in un approfondimento recente su agricoltura e meccanizzazione in Sudafrica, l’origine dei macchinari importati nel Paese riflette la prevalente vocazione agricola: «il Made in Usa è più diffuso dove dominano coltivazioni estensive di cereali, mentre l’uso di macchine italiane ed europee è più denso dove c’è più agricoltura intensiva». I dati mostrano un recupero delle esportazioni italiane verso il Sudafrica, dopo il declino registrato nel biennio 2015-2016 a causa della crisi del settore agricolo originata da una grave siccità. Non è stato ancora superato il record del 2012, quando le vendite raggiunsero quota 61,3 milioni di euro, ma rappresenta pur sempre un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Circa il 60% delle esportazioni italiane consiste in trattrici, il 13% è composto da macchine per il raccolto, un 10% da altre macchine e apparecchi per l’orticoltura, la silvicoltura, l’avicoltura o l’apicoltura, il 9% da macchine per la preparazione dei suoli e la semina e la parte restante da irroratrici e altri apparecchi e sistemi per l’irrigazione. Dopo il Sudafrica, tra le principali destinazioni delle macchine agricole italiane si trovano i Paesi del Nordafrica, per vicinanza e tradizione i maggiori clienti dei prodotti nostrani nel continente. Nell’ordine il Marocco, che nel 2018 ne ha importato per 37,1 milioni di euro (in crescita del 15% rispetto all’anno precedente), la Tunisia (33,9 milioni, +40%), l’Algeria (25,5 milioni, -2,8%) e l’Egitto (16,3 milioni, +31%).  Anche in questi Paesi, che sono i più importanti in Africa per ampiezza del mercato, l’Italia detiene quote di rilievo: in Marocco è il secondo maggior fornitore dopo la Spagna (il primo se si considerano esclusivamente le trattrici), in Tunisia il primo in assoluto. Negli altri due Paesi nordafricani l’Italia è il quarto venditore, in Algeria dopo India, Brasile e Turchia mentre in Egitto dopo Cina, Stati Uniti e Germania. Insieme, Sudafrica più Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto importano più di metà di tutte le macchine agricole in Africa (gli altri mercati più ampi del continente sono la Nigeria con il 5,7% del totale, il Kenya, l’Etiopia, il Ghana e l’Angola). In quinta posizione nell’acquisto di macchinari italiani si trova il Sudan, con 6,3 milioni di euro nel 2018 (valore in calo del 25% rispetto all’anno precedente), seguito dal Senegal le cui importazioni in quell’anno erano più che raddoppiate raggiungendo quota cinque milioni. Poi ci sono la Libia (4,2 milioni di euro, +15% rispetto al 2017), l’Etiopia (3,5 milioni, -43%), la Nigeria (3,4 milioni, +33%), Ghana e Costa d’Avorio, ciascuno con importazioni per circa 3,2 milioni di euro. [MV]  
  • Africa Free

    Macchinari agricoli, un gap enorme da colmare

    AFRICA - La meccanizzazione del settore agricolo in Africa deve rapidamente crescere, questo è il mantra delle organizzazioni internazionali, che però sottolineano la necessità di puntare su tecnologie specifiche per i contesti locali, vale a dire mezzi meccanici di dimensioni contenute e di facile manutenzione. L’Italia, che rappresenta un’eccellenza a livello globale nella produzione di macchine per l’agricoltura, può essere un ponte naturale per lo scambio non soltanto economico e commerciale ma anche tecnologico e di cooperazione tra Europa e Africa, purché questo ruolo sia svolto in sintonia con le priorità e i piani di sviluppo indicati dai Paesi africani e considerando la questione della meccanizzazione nei suoi aspetti complessivi, che includono le risorse economiche, il fattore umano ma anche le variabili politiche, ambientali e climatiche che caratterizzano l’area.  È a partire da tali considerazioni che bisogna esaminare le esportazioni di macchinari per l’agricoltura dall’Italia verso il continente africano. Complessivamente, secondo i dati messi a disposizione dall’Agenzia ICE, nell’ultimo decennio il valore delle vendite di tali macchinari è oscillato da un minimo di 180 milioni di euro nel 2010 a un massimo di 262 milioni nel 2015. Nel 2018 l’esportazione è stata superiore ai 200 milioni, in sostanziale tendenza con gli anni precedenti. Invece, pur se è ancora presto per tracciare un bilancio definitivo delle esportazioni dello scorso anno, i dati preliminari relativi ai primi 11 mesi del 2019 mostrano un calo percentuale molto significativo del 25%, legato soprattutto alla drastica diminuzione delle vendite di trattori (-46% rispetto al 2018).  In totale, le vendite di macchine per l’agricoltura verso l’Africa corrispondono a una percentuale pari a poco più del 5% del totale globale delle esportazioni italiane del settore, il 12,7% nel caso si prendano in considerazione soltanto quelle dirette al di fuori dei mercati dell’Unione Europea.  Ribaltando invece l’ottica dall’altro lato dello scambio commerciale, l’Italia è l’origine del 5,7% di tutti i macchinari agricoli acquistati dai diversi Paesi africani. Precisamente il 3,8% per quel che riguarda i trattori e il 9,4% delle altre tipologie di macchine e applicazioni agricole, da quelle per la preparazione dei suoli e la semina a quelle per il raccolto dei prodotti agricoli, incluse quelle utilizzate per l’orticoltura, la silvicoltura, l’avicoltura, l’apicoltura o le soluzioni per l’irrigazione. [SEGUE]