Africa

Coronavirus: casi e restrizioni in Africa, aggiornamento del 10 Aprile

AFRICA – (aggiornamento del 10 Aprile) L’Africa si mantiene la zona del pianeta dove minore è la diffusione del coronavirus Covid-19 con un totale di 8337 casi registrati in 54 diversi paesi e a fronte di una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Secondo i dati pubblicati alle 9 di oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il numero planetario di contagi ha raggiunto quota 1.439.516.

All’interno del continente,  il Sudafrica resta il primo paese per numeri di casi, arrivati a 1845 e 18 decessi, seguito dai paesi del Nord Africa (Egitto, Algeria, Marocco e Tunisia) e poi da alcuni paesi dell’Africa Occidentale (Burkina Faso, Costa d’Avorio, Camerun, Ghana) con qualche centinaio di casi. E’ bene segnalare che al momento non si è verificata alcuna crescita “esponenziale” ma nei paesi più interessati i numeri salgono in maniera limitata e costante. Il Lesotho resta l’unico paese africano senza alcun contagio comunicato.

Sul fronte delle misure di limitazione, nelle ultime 24 ore si registrano le novità introdotte da Malawi, Botswana, Ciad, Etiopia, Angola. 

E’ bene evidenziare che da giorni ormai  il Ministero degli Esteri ha pubblicato il seguente avviso relativo a tutte le destinazioni nel mondo:

“In base alla normativa vigente, sono VIETATI tutti i viaggi e gli spostamenti per turismo all’estero come sul territorio nazionale. Visita il sito www.governo.it per consultare la normativa in vigore. La dichiarazione dell’OMS con cui si classifica COVID-19 come “pandemia” sta comportando l’adozione di misure restrittive (sospensione del traffico aereo, divieto di ingresso, respingimento in frontiera, quarantena obbligatoria, accertamenti sanitari) da parte di tutti i Paesi del mondo, con scarso o nessun preavviso. SI RACCOMANDA DI EVITARE OGNI VIAGGIO/SPOSTAMENTO NON ESSENZIALE. Il rientro in Italia è consentito per ragioni di ASSOLUTA URGENZA (DPCM 22 marzo 2020). Chi rientra in Italia dall’estero deve sottoporsi ad ISOLAMENTO FIDUCIARIO per 14 giorni. Per maggiori informazioni: http://www.viaggiaresicuri.it/approfondimento/saluteinviaggio/coronavirus/L’Italia”

 

NOVITA’ DEL 10 APRILE

 

CIAD – In risposta all’emergenza sanitaria COVID-19, le Autorità del Ciad hanno disposto la chiusura delle frontiere aeree a partire dal 19 marzo fino al 25 aprile. E’ stato dichiarato altresì un coprifuoco in tutto il Paese dalle 19:00 alle 6:00 con scadenza prevista per il 16 aprile. Le Autorità locali hanno stabilito inoltre che tutti i viaggiatori provenienti da aree a rischio di trasmissione COVID-19, inclusa l’Italia, saranno sottoposti a test per COVID-19 e, a seconda dei risultati, sottoposti ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso una struttura sanitaria locale pubblica o privata (in questo secondo caso, a spese del viaggiatore) o in isolamento domiciliare. In alternativa gli stessi viaggiatori potranno optare, a proprie spese, per una quarantena presso un albergo locale. Si ricorda che i viaggi non necessari in Ciad sono sconsigliati.

 

ETIOPIA – In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, le autorità locali hanno disposto la misura di quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti i passeggeri in arrivo ad Addis Abeba da svolgersi presso designate strutture alberghiere (hotel Skylight ed Hotel Ghion) a proprie spese e con conferma di prenotazione in anticipo rispetto all’arrivo sul territorio etiopico. I passeggeri in transito prolungato (oltre le 8 ore) saranno trasportati in isolamento presso l’Hotel Skylight, nelle vicinanze dell’Aeroporto Internazionale di Addis Abeba – Bole, dove rimarranno per il periodo tra lo scalo e la ripartenza. È stato disposto anche il blocco dei voli verso 30 Paesi. Il volo della Ethiopian Airlines da Addis Abeba a Milano è stato sospeso dal 17 marzo, quello da Addis Abeba a Roma Fiumicino è stato sospeso dal 28 marzo, fino a nuovo avviso. Sono tuttavia possibili voli con scalo in un numero limitato di città europee. Si raccomanda di contattare direttamente Ethiopian Airlines per informazioni sui voli disponibili e di visitare il sito web dell’Ambasciata ad Addis Abeba: www.ambaddisabeba.esteri.it, sezione Notizie e Comunicati Stampa. Il traffico aereo può subire cambiamenti con scarso o nessun preavviso. Dal 16 marzo sono sospesi tutti gli eventi che prevedano grandi assembramenti, sono chiuse le scuole e sono limitate le manifestazioni religiose. Il 23 marzo il Governo ha decretato lo stato di emergenza per un periodo di 5 mesi. Si raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità locali. In caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie, le autorità locali raccomandano di chiamare immediatamente il numero 8335 per assistenza medica.

 

ANGOLA – Al fine di contenere la diffusione del Covid-19, le Autorità angolane hanno dichiarato lo stato di emergenza e, a partire dalle ore 0:00 del 20 marzo 2020, la sospensione di tutti i voli da e per l’Angola e la chiusura di tutte le frontiere (aereoportuali, terrestri e marittime). L’Assemblea Nazionale angolana ha prorogato lo stato di emergenza per un periodo di 15 giorni a partire dal 9 aprile. Permane dal 18 marzo 2020, una quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti i cittadini stranieri residenti e i cittadini angolani che abbiano transitato durante l’epidemia di Covid-19 in uno dei seguenti Paesi: Italia, Cina, Cora del Sud, Iran, Portogallo, Spagna e Francia. La stessa misura viene adottata per chi è stato in contatto con una persona affetta da Covid-19. Per i non residenti provenienti dall’Italia continua ad essere valido il divieto d’ingresso con rimpatrio forzato in vigore dal 3 marzo 2020. Per maggiori informazioni si rimanda al sito del Ministero della salute dell’Angola http://www.minsa.gov.ao/default.aspx. e al Focus Coronavirus sulla homepage di questo sito. Dal 31 marzo è entrato in vigore lo stato di emergenza, che prevede, a livello locale, ulteriori misure restrittive, per le quali si rimanda alla sezione “Situazione sanitaria” della scheda.

 

MALAWI – Al fine di prevenire la diffusione del COIVID-19, le Autorità del Malawi hanno dichiarato lo stato di emergenza introducendo misure di contenimento quali la chiusura di scuole e università, la proibizione di assembramenti e il divieto per gli stranieri provenienti da paesi affetti dal virus di entrare nel Paese. Da tale divieto sono esclusi i cittadini dei paesi della Southern African Development Community – SADC (Angola, Botswana, Congo, Lesotho, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sud Africa, Swaziland, Tanzania, Zambia, Zimbawe), i cittadini malawiani e i residenti in rientro che saranno invece sottoposti a quarantena di 14 giorni. Il Governo del Malawi ha inoltre sospeso, dal 1 aprile, tutti i voli internazionali mentre i confini terrestri rimangono attualmente operativi. E’ stato sospeso anche il rilascio dei visti di ingresso alle frontiere. Le autorità locali hanno istituito il seguente numero da contattare per informazioni e chiarimenti sull’argomento COVID-19: tel. 00 265 887 371288. Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione Emergenza Coronavirus Covid19 del sito dell’Ambasciata d’Italia a Lusaka www.amblusaka.esteri.it e al Focus Coronavirus sulla homepage di questo sito.

 

BOTSWANA – Al fine di prevenire la diffusione del COIVID-19, le autorità locali hanno disposto il divieto di ingresso per coloro che arrivano dai paesi dichiarati “a rischio” da parte dell’OMS, tra cui l’Italia. I cittadini botswani ed i residenti provenienti da questi Paesi saranno soggetti a 14 giorni di quarantena obbligatoria presso strutture governative. E’ sospeso il rilascio di visti alle frontiere e presso tutte le ambasciate a favore di persone provenienti dalle aree ad alto rischio. I visti già rilasciati sono cancellati con effetto immediato e fino a data da destinarsi. Il Governo Botswano ha inoltre dichiarato, dal 2 al 30 aprile, lo stato di emergenza, che prevede, tra l’altro, la limitazione negli spostamenti. Sono consentiti solo quelli dettati da necessità o emergenza (approvvigionamenti alimentari di supermercati e negozi, farmacie, benzinai ecc.) e per ogni spostamento è necessario compilare apposita modulistica da presentare alle forze dell’ordine che ne facessero richiesta. Le autorità locali hanno istituito i seguenti numeri da contattare per informazioni e chiarimenti sull’argomento COVID-19: Tel 00 267 3632273, 3632756 e 3632757 Per quanto riguarda i collegamenti aerei, si segnala che la compagnia Ethiopian Airlines ha sospeso i voli da Gaborone dal 29 marzo fino al 30 aprile. Per maggiori informazioni in merito al COVID-19, si rimanda al Focus sulla home page di questo sito.

 

CASI

I casi seguenti sono quelli ufficialmente confermati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO):

 

Paese Casi Paese Casi
Sudafrica 1845   R. D. Congo 207
Algeria 1572  Mayotte 186
Egitto 1560 Kenya 179
Marocco 1346 Guinea 164
Tunisia  628  Gibuti 140 
Camerun 730 Rwanda 110
Burkina Faso, Costa d’Avorio 384 Madagascar 93
Reunion 362 Togo 70
Niger 342 Repubblica del Congo  60
Ghana 313 Mali 56
Nigeria 276  Uganda, Etiopia 55
Mauritius 273  Zambia,  39
Senegal 244 Tanzania, Guinea Equatoriale , Eritrea, Namibia, Gabon, Benin, Libia, Sudan, Guinea Bissau, Repubblica del Centrafrica, Mozambico, Eswatini, Seychelles, Liberia, Ciad, Zambia Capo Verde, Mauritania, Angola, Zimbabwe,Somalia, Gambia, Botswana, Burundi, Malawi, Sud Sudan <30

 

MISURE RESTRITTIVE AI VIAGGI PER ITALIANI

(Per maggiori dettagli si rimanda al sito viaggiaresicuri.it del Ministero degli Affari Esteri. Le misure di Contenimento, infatti, variano da paese a paese e vanno dalla semplice misurazione della temperatura all’arrivo a pratiche di autoisolamento etc..)

Angola/ Divieto

Algeria/ Chiusura frontiere-sospensione voli

Benin/Chiusura frontiere-restrizione visti – Quarantena

Botswana/ Divieto

Burundi/ sospensione voli – Quarantena

Capo Verde – Sospensione voli-Contenimento

Camerun – Divieto

Centrafrica Repubblica – Quarantena

Ciad/ Divieto

Comore/ Chiusura confini

Congo/Quarantena

Costa d’Avorio/Contenimento

Egitto/ Chiusura aeroporti- Contenimento-Ricovero

Eritrea/ Quarantena

Etiopia/ Quarantena-Sospensione voli- 

Gabon/ Contenimento-Divieto

Gambia/ Contenimento

Ghana/ Divieto

Gibuti/ Divieto

Guinea Bissau/ Contenimento

Guinea (Conakry)/ Quarantena

Guinea Equatoriale/ Divieto

Kenya/ Divieto

Liberia/ Isolamento (14 giorni)

Madagascar/ Divieto-respingimento

Malawi/ Isolamento (14 giorni)

Marocco/ Sospensione collegamenti con estero – Contenimento-Isolamento

Mauritius/Divieto

Mozambico/ Quarantena-blocco visti

Niger/ Quarantena

Nigeria/Chiusura voli – Contenimento-Quarantena

Rwanda/ Controlli-Monitoraggio (con spese a carico)

R.D. Congo/Contenimento-Quarantena

Senegal/Contenimento-Quarantena

Seychelles/ Divieto

Sierra Leone/ Quarantena

Somalia/ Sospensione voli

Sudafrica/ Divieto

Sudan/ Coprifuoco – sospensione Visti- chiusura frontiere

Sud Sudan/ Chiusura frontiere internazionali – Divieto – Contenimento-Quarantena

Tanzania/ Contenimento-Quarantena

Tunisia/ Divieto

Uganda/ Sospensione voli – Quarantena

Zambia/ Sospensione voli – Contenimento-Quarantena

Zimbabwe/ Contenimento

 

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    Alla vigilia del vertice c’era grande attesa per nuovi annunci a effetto su finanziamenti da miliardi di dollari, come di solito era avvenuto nelle precedenti edizioni del Focac. Annunci che pure ci sono stati in vari settori, in particolare su quello sanitario con l’annuncio della fornitura di un miliardo di dosi di vaccini per combattere la pandemia di Covid 19 per arrivare al 60% di vaccinati nel continente entro il 2022. Tuttavia, dopo vent’anni di collaborazione economica che nel continente africano hanno generato molte speranze e aspettative, si sta attraversando forse un momento di disillussione. 

    La questione del debito, lo sviluppo di progetti infrastrutturali a beneficio di comunità limitate o che non hanno portato lo sviluppo sperato, gli squilibri commerciali, diritti del lavoro e ambientali non sempre rispettati hanno generato scontento nella società civile africana e la richiesta di un cambio di rotta arrivata fino ai vertici politici. Lo si è notato in questo vertice nei discorsi del Presidente senegalese Macky Sall e in quelli dei capi di Stato presenti (in diretta online) durante la cerimonia inaugurale. Tutti hanno chiesto un “riequilibrio” della relazione Cina-Africa.

    Pechino ha ascoltato e annunciato l’intenzione di aprire maggiormente i suoi mercati all’esportazione di prodotti africani con l’intenzione di portare il valore del volume annuale a 300 miliardi di dollari e favorendo l’importazione di prodotti agricoli e alimentari. Allo stesso tempo, ha rilanciato investimenti che favoriranno l’arrivo di imprese private nel continente spingendole a “investire almeno 10 miliardi di dollari nei prossimi tre anni”. E’ anche su questo che la Repubblica popolare intende puntare, con un approccio che sarà probabilmente più selettivo con progetti e investimenti più mirati a seconda di rischi e fattibilità.

    Questo “cambio di rotta” è anche legato alla questione del debito che in alcuni Paesi africani ha raggiunto livelli elevati e di recente ha portato molti Stati ad essere considerati dal Fondo monetario internazionale (Fmi) a rischio indebitamento o in crisi. Secondo le autorità cinesi, la Cina ha prestato tra il 2000 e il 2019 almeno 153 miliardi di dollari a Stati e società africane ed è il più grande creditore del continente. Le incombenti ristrutturazioni del debito obbligate mettono Pechino in una situazione delicata. Deve riscuotere e far fronte a inadempienze seriali, ma se si impone la sua immagine rischia di deteriorarsi, come dimostrano le proteste avvenute in Zambia o più di recente in Uganda con il caso dell’aeroporto di Kampala. [MSI]

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