Africa

Dal Fmi sgravi per alleggerire il debito di 25 Paesi, di cui 19 africani

AFRICA – Diciannove Paesi africani fanno parte dei beneficiari di un alleggerimento del debito nei confronti del Fondo monetario internazionale (Fmi) annunciato ieri in un comunicato dalla direttrice dell’istituzione, Kristalina Georgieva.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Banca mondiale si riorganizza in Africa Sub-Sahariana

    AFRICA - La Banca mondiale ha annunciato di aver riorganizzato la sua divisione africana per concentrarsi meglio sulla regione sub-sahariana, creando due vice-presidenze che si occuperanno di due sottoregioni ciascuno.

    A riferirlo è la stessa Banca in una dichiarazione diffusa ieri nella quale si precisa che una vicepresidenza coprirà l’Africa Occidentale e quella Centrale, mentre la seconda si concentrerà su Africa Orientale e Africa Australe.

    La decisione, spiega la Banca nella nota, “si allinea all'impegno della Banca mondiale per l’Africa” e “consentirà di monitorare maggiormente i progressi e le sfide inserendole in un’ottica regionale”.

    A guidare la vicepresidenza di Banca Mondiale per Africa Occidentale e Centrale sarà  Ousmane Diagana, Vice Presidente per l'Africa occidentale e centrale, ex Banca mondiale Direttore nazionale della Costa d'Avorio, Burkina Faso, Guinea, Benin e Togo.

    A guidare la vicepresidenza di Banca Mondiale per Africa Orientale ed Australe sarà Hafez Ghanem, già vicepresidente per l’Africa dal 2018. 

    “ Sono onorato di guidare gli sforzi della Banca in Africa occidentale e centrale, con una forte attenzione all'innovazione, all'impatto e alla trasformazione. Lavorando insieme […] possiamo e faremo di più per mettere i paesi e le persone al primo posto e trovare modi per affrontare le sfide di sviluppo odierne utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione ”, ha commentato Diagana.

    Hafez Ghanem ha affermato che “il nostro impegno per l'Africa si rafforza ogni giorno e sono entusiasta di lavorare a fianco di Ousmane Diagana. Siamo due vicepresidenti, ma consideriamo l'Africa unica e continueremo a condividere lezioni, competenze e idee in tutto il continente. "

    L'Africa rappresenta circa un terzo del portafoglio complessivo della Banca mondiale, secondo i dati ufficiali. Nell'ultimo decennio, l'istituzione ha raddoppiato gli aiuti alla regione SSA.

    La stessa Banca Mondiale fa poi sapere che alla fine del 2020 la cifra di prestiti garantiti ai 48 paesi dell’Africa sub-sahariana toccherà la cifra record di 50 miliardi di dollari. 

  • Africa Free

    L'atomo russo piace all'Africa

    AFRICA - La Russia sta cercando di esportare la tecnologia nucleare in Africa. A partire dal 2014, le sanzioni occidentali imposte alla Russia dopo l'annessione della Crimea, hanno costretto Mosca a cercare nuovi mercati. Così Rosatom, società pubblica russa che si occupa di tutti le attività legate al nucleare, è sbarcata in forze nel continente cercando di siglare accordi con le nazioni africane. Ne è nata una collaborazione sempre più stretta con alcuni Paesi. In Egitto, la società russa sta realizzando la più grande centrale nucleare del continente che avrà una capacità installata di 4,8 gigawatt. In Ruanda, il parlamento ha approvato, proprio insieme a Rosatom, un piano per costruire un centro di ricerca nucleare nella capitale, Kigali. Il centro, il cui completamento è previsto entro il 2024, includerà laboratori di ricerca e un piccolo reattore con una capacità fino a 10 MW. Etiopia, Nigeria e Zambia hanno firmato accordi simili con Rosatom, mentre Ghana, Uganda, Sudan e Rd Congo hanno concluso intese di cooperazione e di ricerca meno ambiziosi. “Per la nostra società - hanno dichiarato i dirigenti di Rosatom - l'Africa è una regione prioritaria. Nel continente costruiremo nuovi reattori nucleari ed espanderemo la nostra attività”. [EC]
  • Africa Free

    Agribusiness (2): valore aggiunto ed effetto...

    AFRICA - Per invertire questa realtà diversi Paesi africani hanno promosso la creazione di speciali zone dedicate specificatamente all’agroindustria, le Special Agro-Processing Zones (Sapzs), in modo da concentrare lo sviluppo di tutte le infrastrutture, incluse quelle dei trasporti e della logistica, necessarie a garantire il corretto funzionamento degli impianti di trasformazione e favorire l’accesso ai mercati. «L’idea è che le infrastrutture attivino la produzione, incoraggiando gli investimenti - ha sottolineato Njuguna Ndung’u, direttore esecutivo del Consorzio per la ricerca economica africana (Aerc) ed ex governatore della Banca centrale del Kenya - Queste zone però saranno efficaci solo se i governi manterranno un ruolo di regolamentazione, senza partecipare attivamente al mercato». L’iniziativa è sostenuta in particolare dall’AfDB, che insieme ad altri partner internazionali, tra cui la Banca europea per gli investimenti e la Exim Bank sud-coreana, ha già contribuito con 120 milioni di dollari alla creazione di parchi agroindustriali in Etiopia, Guinea e Togo. A febbraio di quest’anno l’AfDB ha inoltre annunciato un nuovo sostegno del valore di 500 milioni di dollari a favore del governo di Abuja per finanziare la realizzazione anche in Nigeria di zone specializzate nella trasformazione industriale dei prodotti agricoli, almeno una in ciascuna delle quattro principali zone Paese: Nord-est/ovest, Centro-nord, Sud-ovest e Sud-est/sud. Ogni zona speciale dovrebbe includere la costruzione di mini-dighe idroelettriche, strade, strutture per la catena del freddo, laboratori di ricerca, strutture per il trattamento dei rifiuti, centri di stoccaggio, centri di distribuzione e centri per il controllo di qualità. Secondo il piano dell’istituto multilaterale panafricano, sviluppare una zona speciale richiede in media oltre 100 milioni di dollari tra investimenti pubblici e privati. L’obiettivo di AfDB è garantire per ciascun dollaro di investimento pubblico un effetto leva di tre volte, raccogliendo 3 dollari da parte degli investitori privati. L’intero approccio riguarda quindi il de-risking degli investimenti privati nello sviluppo delle catene del valore agricole, incoraggiando gli investimenti pubblici per sviluppare infrastrutture critiche, comprese le politiche e i quadri normativi regolatori. [MV]
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    Agribusiness: valore aggiunto ed effetto moltiplicatore

    AFRICA - Gli sforzi per sostenere l’aumento della produttività in campo agricolo vanno di pari passo con quelli destinati a sviluppare una filiera della trasformazione dei prodotti agricoli. Le stime della Banca africana di sviluppo (AfDB) evidenziano che il continente potrebbe infatti diventare un esportatore netto di beni agricoli, consentendo potenzialmente di sostituire entro i cinque anni importazioni per un valore di 110 miliardi di dollari, con il settore agroalimentare che può raggiungere entro il 2030 una quota pari a 1.000 miliardi di dollari. Nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, l’industria della trasformazione agroalimentare fornisce un contributo molto rilevante alla creazione di valore aggiunto nel settore manifatturiero. In effetti, in Africa subsahariana, i dati a disposizione mostrano che l’industria della trasformazione agroalimentare e delle bevande rappresenta una quota tra il 30 e il 50% del totale del valore aggiunto. Gli investimenti realizzati nell’industria della trasformazione agroalimentare hanno importanti effetti moltiplicatori su tutta l’economia alla luce dei collegamenti della filiera, che si caratterizzano per l’aumento della domanda di materie prime, input e servizi, con conseguente creazione di nuovi posti di lavoro distribuiti lungo tutto il sistema, dalla produzione alla distribuzione. Allo stato attuale, sottolinea sempre l’AfDB, il settore dell’industria della trasformazione agroalimentare in Africa è però spesso fermo a livelli molto basilari o è addirittura praticamente inesistente nelle zone rurali del continente, costringendo il continente a dover importare ogni anno prodotti alimentari per un valore pari a 65 miliardi di dollari. Il settore, inoltre, deve far fronte a un’altra serie di problemi, a cominciare dalle perdite post-raccolto causate dalle carenze esistenti in fase di stoccaggio. Solo per fare un esempio, in media nei Paesi dell’Africa subsahariana le perdite post-raccolta per i prodotti agricoli deperibili come frutta e verdura si aggirano su una media compresa tra il 35 e il 50% della produzione totale, mentre per i prodotti cerealicoli queste variano tra il 15 e il 25%. [SEGUE]
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    Sudafrica, Kenya e Nigeria le principali destinazioni...

    AFRICA - Oltre metà degli investimenti destinati negli ultimi cinque anni alla creazione di start-up innovative in Africa sono andati a iniziative imprenditoriali in Sudafrica, Kenya e Nigeria.

    E’ quel che emerge nell’ultimo rapporto realizzato dagli analisti di African Private Equity e Venture Capital Association (ACVA), precisando che tra 2014 e 2019 è stato il Sudafrica ad attrarre maggiori investimenti (21%), seguito da Kenya (18%) e Nigeria (14%).

    La maggior parte degli investimenti sono andati a finanziare start-up innovative nel settore fintech, ma sono aumentate anche le iniziative imprenditoriali nei settori dell’energia, della logistica, dei trasporti, dell'e-commerce, della sanità e dell'agroalimentare.

    Secondo il rapporto di ACVA, l’Africa meridionale è la zona che attrae maggiori capitali (25%) seguita dall’Africa orientale (23%) e dall’Africa occidentale (21%).

    A trainare gli investimenti, conclude il rapporto, sono investitori con base nel Nord America con una quota del 42%, seguiti da investitori con sede in Europea (23%), in Africa (20%), nella regione dell’Asia e del Pacifico (8%) e del Medio Oriente (&%). [MV]

  • Africa Free

    Webinar su strumenti Banca Mondiale per investimenti in...

    AFRICA - Agenzia ICE e ANIMA Confindustria Meccanica Varia organizzano domani giovedì 2 luglio, a partire dalle ore 14:30, un webinar per approfondire la conoscenza e gli strumenti messi a disposizione dal gruppo della Banca Mondiale attraverso l’International Finance Corporation (IFC) per gli investimenti delle imprese italiane nei Paesi in Via di Sviluppo.

    Il seminario sarà aperto dal presidente dell’Agenzia ICE Carlo Ferro e dal direttore per le relazioni esterne e internazionali di ANIMA Confindustria Meccanica Varia Alessandro Durante per un saluto istituzionale ai partecipanti.

    I lavori proseguiranno con una breve presentazione del gruppo della Banca Mondiale da parte di Tindaro Paganini dell’Ufficio Servizi Formativi dell’Agenzia ICE e con gli interventi dei delegati della Banca Mondiale per illustrare le attività dell’IFC, in particolare per approfondire le attività legate ai settori della trasformazione agro-industriale, delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile.

    La partecipazione al webinar è gratuita previa registrazione cliccando qui. [MV]