Africa

Tecnologie italiane e Unido contro il covid-19, la storia di Isinnova

AFRICA – Fare di necessità virtù. Forse si potrebbe usare questo ben noto detto per raccontare sinteticamente quanto è successo lo scorso marzo negli ospedali di Brescia, quando il covid cominciava a menare terribili fendenti mettendo a nudo i buchi nel frattempo lasciati dai vari lockdown che in giro per il mondo fermavano le produzioni, i commerci e le filiere. Una vera tempesta che costringendo un po’ tutti ai ripari aveva l’effetto di determinare un’insufficienza di pezzi di ricambio, valvole e respiratori necessari per far fronte alla folla di persone che assiepava gli ospedali e aveva bisogno con urgenza di cure e ossigeno. 

È in questo frangente – come racconta in un suo articolo il numero di questo mese di Oltremare, il magazine dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – che Isinnova, società di Brescia attiva nel campo della ricerca industriale, riceve dall’ospedale di Chiari tramite il giornale locale la richiesta di realizzare con la stampa 3D la valvola Venturi, una valvola particolare che la struttura sanitaria non aveva più a disposizione e che è un componente fondamentale nei respiratori. “La società che produce questo tipo di valvola era stata inondata di richieste e non sarebbe riuscita a fornire i pezzi in tempi rapidi, ma intanto c’era da agire, c’erano vite da salvare e così in un giorno siamo riusciti a progettare e replicare il componente fornendolo all’ospedale” racconta Lorenzo Abeni, senior consultant di Isinnova. 

La valvola Venturi è stata soltanto la prima tappa di un rapido processo che ha visto Isinnova ancora protagonista nel sostegno alla lotta contro il covid-19 e non soltanto a Brescia. Pochi giorni dopo, anche a seguito della grande attenzione suscitata da quel primo esperimento riuscito, è un medico ed ex primario dell’ospedale di Gardone Val Trompia, Renato Favero, ad avere un’altra intuizione e a proporla a Isinnova: perché non usare le maschere di snorkeling e modificarle per ottenere respiratori Cpap d’emergenza? “La maschera Cpap – prosegue Abeni – permette l’insufflazione di ossigeno nei pazienti covid-19 ed è fondamentale perché consente la riapertura degli alveoli polmonari collassati a causa del covid. Il grande utilizzo che se ne stava facendo in ospedale stava portando a una grave carenza di questo dispositivo, ma è giunta l’idea e abbiamo progettato il raccordo Charlotte. Con questo sistema, una maschera da snorkeling viene collegata a un respiratore e si riesce così a fornire ossigeno al paziente. Abbiamo fatto delle prove con dei volontari e il dispositivo si è dimostrato perfettamente funzionante”. 

Nel picco dell’emergenza, in Italia, sono stati circa 40 gli ospedali che hanno utilizzato questa formula e molte richieste sono arrivate da oltre confine (Marocco, Tunisia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti) perché si era vicini a una saturazione di richieste; nel momento culminante almeno 100.000 maschere di snorkeling sono state modificate e inviate lì dove il prodotto ufficiale non era disponibile.

È a questo punto che a Isinnova parte un progetto che incontra subito l’interesse dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido) e in particolare l’ufficio italiano, Unido Itpo Italy. “Ci arrivavano le richieste da Paesi in via di sviluppo e abbiamo allora ideato un kit per consentire loro di stampare direttamente i pezzi di cui avevano bisogno piuttosto che spedirli noi dall’Italia in un momento, tra l’altro, in cui tutto era bloccato. Il progetto, chiamato ISI 3D, ha visto già il coinvolgimento di diverse Ong, prevede la creazione di una piattaforma online (per caricare tutorial e altre informazioni) ed è legato a una raccolta di crowdfunding che servirà a pagare le spese dell’operazione; in questo modo invieremo in Paesi in via di sviluppo kit di stampa che potranno essere utilizzati per stampare componenti per respiratori in situazioni di emergenza”. Terminata l’emergenza, le stampanti potranno essere utilizzate per stampare anche altro, come ingranaggi e componenti di vario tipo. [SEGUE]

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    Presentazione oggi del libro “Le vie dell’Africa”...

    Si svolge oggi, venerdì 18 settembre alle ore 18.30 presso la libreria GRIOT a Roma e in diretta streaming, la presentazione del libro “Le vie dell’Africa. Il futuro del continente, fra Europa, Italia, Cina e Nuovi Attori”, di Giuseppe Mistretta, pubblicato da Infinito Edizioni.

    Insieme all’autore, alla presentazione parteciperanno Massimo Zaurrini, direttore responsabile di Africa e Affari e di InfoAfrica, e Raffaella Scuderi di Repubblica.

    Diplomatico di professione e grande conoscitore del continente africano, l’Ambasciatore Giuseppe Mistretta è attualmente il Direttore per l’Africa subsahariana presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ha scritto un libro snello e nello stesso tempo denso e pieno di informazioni sulla attuale situazione economica e politica dell’Africa.

    “Coi suoi cinquantaquattro Stati, le sue migliaia di etnie, le differenti situazioni politiche, economiche e socio-culturali, l’Africa merita una considerazione profonda, ampia e articolata. Aumentano nel continente gli investimenti, le imprese, le iniziative di enti privati e pubblici; crescono infrastrutture, strade, ferrovie, porti, aeroporti, stadi, ponti, palazzi e grattacieli. E se ancora prevale nell’immaginario collettivo l’idea di un’Africa puntellata di villaggi primordiali e di slum suburbani disordinati e poveri, o disseminata di discariche immense, si va affermando in parallelo la visione di un continente giovane e dinamico, nel quale fertili sono gli spazi per la tecnologia, il progresso, le più moderne telecomunicazioni, la finanza e un embrionale benessere in strati sempre più ampi della classe media. L’Africa andrebbe pensata dal punto di vista degli africani, mettendoci noi nelle loro scarpe, nelle loro teste e nei loro problemi; questo ci aiuterebbe a comprendere meglio quali sono le necessità e le sfide di quelle popolazioni, piuttosto che ripetere slogan comodi e il più delle volte insensati, generati e alimentati dalla nostra visione eurocentrica del mondo. Non siamo solo noi ad avere qualcosa da insegnare agli africani; anzi, se volessimo, avremmo molto da apprendere da loro.”

    Per partecipare alla presentazione dal vivo è necessario prenotare un posto chiamando lo 0658334116 o scrivendo a info@libreriagriot.it. Nel rispetto delle norme di distanziamento i posti a sedere sono limitati.

    La diretta in streaming sarà disponibile sulla pagina Facebook della libreria GRIOT.

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    AFRICA - Il Centro globale per l’adattamento (GCA), un’organismo internazionale creato dalle Nazioni Unite in occasione della conferenza sul cima del 2017, ha annunciato l’apertura di una nuova sede regionale per l’Africa ad Abidjan in Costa d’Avorio, presso la Banca africana di sviluppo (AfDB), per stimolare gli sforzi del continente nel contrastare il cambiamento climatico.

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    Intenzione dell’istituzione multilaterale è collaborare con i diversi Paesi africani e gli altri partner allo sviluppo per accelerare l'azione di adattamento necessaria a proteggere le comunità locali dagli impatti dei cambiamenti climatici.

    La sede africana del GCA si concentrerà su programmi e azioni, accelerazione della conoscenza e sviluppo di capacità e definizione di programmi che rispondano alle sfide in corso, includendo iniziative per il miglioramento della sicurezza alimentare, il benessere rurale e la resilienza urbana. [MV]

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    AFRICA – Sarà centrata in un primo tempo sull’Africa l’iniziativa Connect2Recover, promossa dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit) per rafforzare le infrastrutture digitali, diventate vitali nella risposta alla pandemia di covid-19. L’Africa, spiega l’Uit, è il continente meno ben connesso ed è quello che subirà l’impatto socio-economico più pesante della pandemia. «Connect2Recover pone l’accento sugli sforzi già in atto da molto tempo per accelerare la trasformazione digitale in Africa» recita un comunicato. Nuovi partner internazionali contribuiscono a questa iniziativa. Il comunicato dell’Uit cita in particolare il ministero degli Interni e delle Comunicazioni del Giappone e il l King Salman Humanitarian Aid and Relief Center (KSRelief) dell’Arabia Saudita. L’Uit ricorda quanto sono diventate importanti le applicazioni dirette delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni in ambito sanitario, nel telelavoro, l’e-commerce e la scuola a distanza. [CC]