Etiopia

Verso cessione 40% di Ethio Telecom

ETIOPIA – Il governo etiopico venderà una quota del 40% di Ethio Telecom, fino a questo momento monopolista del settore delle telecomunicazioni nel Paese del Corno d’Africa.

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  • Africa Orientale Free

    Contributo Unione Europea contro locuste

    AFRICA ORIENTALE - La Commissione europea ha destinato un contributo di 15 milioni di euro a sostegno della Fao e dei Paesi alleati per combattere l’invasione di locuste del deserto, attualmente in corso e considerata la peggiore vista nella regione negli ultimi decenni. I fondi sono pervenuti attraverso la Direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo dell'Unione europea (Dg Devco). L'Unione europea aveva già versato un contributo di 11 milioni di euro per rispondere all'appello contro le locuste a febbraio.  Il Direttore Generale Fao, Qu Dongyu, ha preso atto del contributo: “La lotta contro le locuste del deserto - ha detto Qu - è lunga e lontana dall'essere conclusa,il sostegno continuo è fondamentale se vogliamo contenere la minaccia rappresentata da questi insetti”.  A partire da gennaio si stima che con il supporto della Fao sia stato debellato quasi mezzo trilione di locuste in operazioni di controllo nel Corno d'Africa e in Yemen e che siano state salvate dalla devastazione un milione di tonnellate di raccolti - sufficienti per sfamare circa 7 milioni di persone. Nonostante il successo delle operazioni di controllo che hanno interessato un'area di 500.000 ettari, le piogge intense della stagione primaverile hanno creato le condizioni ideali per la riproduzione e la potenziale distruzione causata dalle nuove generazioni di sciami può ancora provocare una crisi umanitaria mentre i nuovi sciami colpiscono l'Etiopia, il Kenya, la Somalia, il Sudan, il Sud Sudan e lo Yemen.
  • Etiopia Free

    Sale bilancio vittime di scontri

    ETIOPIA - E' arrivato a 239 il bilancio delle persone morte negli scontri della settimana scorsa seguiti all’uccisione del noto cantante e attivista Hachalu Hundessa. Considerato la voce degli Oromo, Hachalu è stato assassinato da ignoti dieci giorni fa ad Addis Abeba. Nei giorni successivi a quell’omicidio, folle di sostenitori sono scese in strada in diverse città dell’Etiopia, suscitando preoccupazione per il riacuirsi delle tensioni interetniche. "A causa degli scontri che sono avvenuti nella regione, 9 agenti, cinque membri della milizia e 215 civili hanno perso la vita", ha riferito Mustafa Kedir, capo della polizia dell’Oromia, regione a larga maggioranza Oromo, il più numeroso etnico del Paese, da anni scontento per la marginalizzazione politica ed economica di cui si sente vittima. A queste vittime, si aggiungono i dieci morti registrati nella capitale. Ci sono stati "estesi danni e saccheggi", ha aggiunto Kedir, precisando che 3.500 sospetti sono stati arrestati. La musica di Hachalu è stata la colonna sonora delle proteste antigovernative che hanno portato il leader Oromo Abiy Ahmed alla guida del Paese nel 2018. Tuttavia, in vista delle prossime elezioni, previste ad agosto ma spostate a causa della pandemia di coronavirus, diversi nazionalisti Oromo si sentono traditi dal primo ministro che è stato accusato di aver adottato le pratiche dei predecessori, con una serie di arresti tra le file dei suoi critici e oppositori, numerosi tra gli stessi Oromo. Per Abiy, l’uccisione di Hachalu e le violenze che ne sono scaturite fanno parte di un piano per destabilizzare il Paese, complice anche la tensione con i vicini Egitto e Sudan in merito alla mega diga sul Nilo Blu. Con queste notizie «si vuole distogliere lo sguardo del governo dalla diga», ha affermato il premier in Parlamento. [Africa Rivista]
  • Sudan Free

    Conferenza per pace, prossima tappa in Arabia Saudita

    SUDAN - L’Arabia Saudita ospiterà una conferenza per la pace in Sudan su cui c’era già stato l’accordo del gruppo dei cosiddetti Friends of Sudan. La notizia è stata confermata dal dallo State minister per gli Affari Esteri sudanese Omer Gamar Eldin al termine di un incontro con l’ambasciatore saudita a Khartoum, Ali Hassan bin Gaafar.  I Friends of Sudan avevano già organizzato il mese scorso a Berlino una conferenza per la raccolta di fondi da destinare al sostegno della transizione in corso in Sudan. Quello della pace in Darfur e in altre regioni del Paese resta uno dei nodi ancora problematici e su cui le scadenze poste dall’attuale esecutivo non sono state rispettate.  Il Sudan sta cercando di tornare protagonista sulla scena internazionale. Un grande ostacolo è stato finora rappresentato dalle sanzioni degli Stati Uniti che però ne stanno valutando il mantenimento o meno. [MS]
  • Etiopia Free

    Diga sul Nilo, Addis Abeba annuncia prossimo...

    ETIOPIA - L’invaso della diga sul Nilo azzurro sarà riempito a partire dalla prossima stagione delle piogge: a dichiararlo è stato il premier etiope Abiy Ahmed prendendo in contropiede Egitto e Sudan, che sono contrari a tale tempistica.

    Secondo quel che viene riportato dal sito di Africa Rivista, Abiy ha affermato che i disaccordi tra il suo Paese e l’Egitto sul gigantesco progetto idroelettrico sul Nilo azzurro saranno risolti in seno all’Unione Africana, che attualmente sta mediando i colloqui in corso su un potenziale accordo.

    “L’Etiopia non danneggerà l’Egitto e inizierà a riempire la diga sfruttando la stagione delle piogge. Non priveremo l’Egitto di acqua e raggiungeremo un accordo presto”, ha detto il premier etiope.

    Negli ultimi giorni, Addis Abeba ha assistito a grandi manifestazioni a seguito dell’omicidio del famoso cantante Hachalu Hundessa, che è stata ucciso a colpi di arma da fuoco da ignoti nella capitale del Paese. I disordini hanno causati decine di morti e feriti. Il primo ministro ha affermato che i recenti disordini interni non freneranno il suo piano per riempire la diga.

    “Se l’Etiopia non riempie la diga, significa che l’Etiopia ha costruito un’opera inutile – ha aggiunto il premier - Su altri punti possiamo raggiungere un accordo lentamente nel tempo, ma per il riempimento della diga possiamo raggiungere e firmare un accordo già quest’anno”.

    Egitto e Sudan hanno dichiarato che le tre nazioni avevano concordato di ritardare il riempimento del bacino idrico della diga fino al raggiungimento di un accordo e quindi si oppongono alla decisione unilaterale di Addis Abeba.

    L’Unione Africana il mese scorso ha invitato le tre nazioni ad astenersi dal prendere qualsiasi azione che possa “mettere a repentaglio o complicare” i suoi sforzi per trovare una soluzione accettabile a tutte le parti in causa. In questi giorni sono in corso colloqui mediati dalla Ua organizzati in risposta a un invito del presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa, l’attuale presidente della organizzazione internazionale. Dovrebbero concludersi l’11 luglio. [MV]

  • Rwanda Free

    Fondi per sostenere industria ‘made in Rwanda’

    RWANDA - Il governo di Kigali ha stanziato una cifra pari a sette milioni di dollari per promuovere la trasformazione industriale del Paese e sostenere l’iniziativa ‘made in Rwanda’.

    A riportarlo sono i media locali, di quali si apprende che i fondi saranno destinati alle imprese locali interessate a modernizzare le loro linee di produzione, garantendo l’adozione in fabbriche degli standard di qualità e delle norme di sicurezza, in modo da poter essere più competitivi sul mercato domestico e su quelli internazionali.

    Negli ultimi anni il governo ruandese ha adottato diverse misure per rafforzare la produzione industriale di beni e servizi per raggiungere non solo l'autosufficienza domestica, ma anche per aumentare la competitività all’estero.

    Secondo le autorità, il sostegno concesso all’iniziativa ‘Made in Rwanda’ dovrebbe consentire di ridurre il deficit commerciale, che nel 2019 è aumentato del 17%. [MV]

  • Kenya Free

    Verso adozione standard ecologici in  edilizia sociale

    KENYA - Il programma governativo di edilizia sociale in Kenya adotterà gli standard di edilizia ecologica della Società finanziaria internazionale (IFC) del gruppo della Banca mondiale.

    Ad annunciarlo è stato il segretario principale del ministero dei Lavori pubblici responsabile per gli alloggi e lo sviluppo urbano, Charles Hinga, sottolineando come il Kenya sia intenzionato a costruire i nuovi alloggi utilizzando tecniche e metodologie che consentano di ridurre le emissioni inquinanti al fine di combattere i cambiamenti climatici.

    "Lo standard minimo per la progettazione di case in edilizia sociale che siano al tempo stesso economiche e rispettose del clima deve’essere l'eccellenza di IFC nella progettazione per il programma di certificazione di bioedilizia di maggiore efficienza (EDGE)”, ha detto Hinga ricordando come tale standard comporti un 20% in meno nell’uso di energia, nonché un minore utilizzo di  acqua ed energia nei materiali di costruzione.

    Nell'ambito del suo programma di edilizia sociale, il Kenya intende costruire 500.000 unità abitative da destinare alle fasce di popolazione più a basso reddito entro la fine del 2022. [MV]