Africa Australe

E-Africa Business Lab: Africa Australe, non solo minerario, tante opportunità per tutti i settori

“E-Africa Business Lab continua”, ha esordito giovedì 28 maggio Alessandra Rainaldi, responsabile del progetto per l’Agenzia Ice, in apertura dei lavori del webinar dedicato all’Africa Australe, ultimo di quattro incontri informativi rivolti alle Pmi italiane, prima dell’inizio dei quattro percorsi settoriali, ciascuno dei quali sarà diviso in tre giornate formative e incentrato su una filiera e due mercati africani (3-4-5 giugno: Agribusiness in Etiopia e Angola; 9-10-11 giugno: Infrastrutture e Costruzioni in Nigeria e Uganda; 16-17-18: Energia in Kenya e Mozambico; 23-24-25: Moda in Ghana e Etiopia). Ma il progetto di ICE Agenzia offrirà anche ai partecipanti, a fine percorso, l’opportunità di arricchire la propria agenda  di contatti operativi da utilizzare alla volta dei mercati subsahariani e prima di tutto di carattere istituzionale: “Il sistema-Italia c’è, è a disposizione e va sfruttato”, ha dichiarato, ancora la Rainaldi a conclusione del suo intervento.

Ribadendo la necessità di conoscere i contesti locali in un continente caratterizzato da molte realtà diverse ma anche da tante opportunità per il modello imprenditoriale italiano, Mariangela Siciliano, responsabile del programma Education to Export di Sace Simest, partner dell’E-Africa Business Lab, ha evidenziato “la sinergia ideale per affrontare i mercati africani” offerta dal progetto, attraverso la collaborazione di due attori pubblici con Confindustria Assafrica & Mediterraneo, terzo partner dell’iniziativa, allo scopo di conferire un “patrimonio di formazione e conoscenze” alle aziende italiane aderenti. Durante il suo intervento, il direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Pier Luigi D’Agata, ha nuovamente ringraziato Ice e Sace Simest per l’ideazione dell’E-Africa Business Lab e evocato il coinvolgimento dell’Associazione per la regione australe del continente in tre importanti progetti in Angola, Zimbabwe e Congo-Kinshasa, nei settori della formazione professionale, dell’agribusiness, della pesca e dell’industria.

Moderatore dell’incontro, Massimo Zaurrini, direttore di InfoAfrica/Africa e Affari, ha poi introdotto il topic dell’incontro e precisato che nonostante l’impatto del Covid, la riduzione dei prezzi del settore minerario – in una regione a forte vocazione mineraria, oil&gas, diamanti e oro in primis -, il tasso di crescita più basso del continente e le gravi ripercussioni causate dai cambiamenti climatici, l’Africa Australe si presenta come l’area più stabile, caratterizzata da un’integrazione regionale in seno alla Sadc (Comunità di sviluppo dell’Africa Australe) seconda solo all’Africa Orientale, dalla presenza di servizi finanziari avanzati (in particolar modo per il Sudafrica e Mauritius) e da ottime prospettive e potenzialità nelle filiere delle energie rinnovabili, del turismo, dell’agricoltura, della pesca e del gas naturale con la recente scoperta delle immense riserve del Mozambico.

Durante l’outlook sui rischi e le opportunità individuati per la regione, Ivano Gioia dell’Ufficio Studi Sace ha indicato che l’export italiano in Africa Australe era ammontato a 2,5 miliardi di euro nel 2019 – di cui quasi un terzo rappresentato dalla sola meccanica strumentale – sottolineando in particolare un calo del 31,5% per i beni intermedi in Sudafrica, compensato da un eccezionale +431% registrato in Zambia per commesse concluse nel campo dell’aeronautica. Partendo dalla disamina di tre Paesi della regione, Gioia ha sottolineato il rimbalzo previsto per il Sudafrica dopo la forte recessione del prossimo anno, i 3,7 miliardi di dollari sbloccati nel 2019 dal Fmi nell’ambito di un programma per la diversificazione dell’economia dell’Angola, il cui Pil è ancora troppo correlato all’andamento dei prezzi del petrolio, e il prossimo ingresso del Mozambico nella cerchia dei maggiori produttori e esportatori di gas naturale del mondo, attraverso progetti che vedono anche il coinvolgimento di imprese italiane.

Dall’ufficio regionale di Luanda, la direttrice di ICE,  Maria Elisabetta Merlino ha d’altra parte specificato le potenzialità offerte dall’Angola, inclusi settori proponendo un ampio margine alle aziende di piccole dimensioni. Dopo aver evocato i recenti emendamenti alla Legge sugli investimenti privati varati dal governo ma anche sui fondi pubblici stanziati in vari settori, la Merlino ha posto l’accento sull’emergenza crescente di una classe media che determina trasformazioni nei consumi interni e nuove opportunità nel turismo, nell’agroalimentare – tra cui il vino -, nella moda e nell’arredamento.

Il direttore Ice di Maputo, Gianni Loreti, ha poi ricordato le altissime prospettive attese sul medio periodo in Mozambico per l’imminente sfruttamento delle nuove risorse di gas naturale, con previsioni di crescita all’8,6% per il 2023 e addirittura all’11% per il 2024. Loreti ha anche ricordato l’opportunità offerta dagli Accordi di Partenariato Economico (Ape) per il libero scambio tra l’Ue e la Sadc che esonerano di imposte le importazioni provenienti dall’Africa Australe e di diritti doganali il 74% dell’export europeo in quei Paesi.

Ricchi di indicazioni utili gli interventi delle testimonianze aziendali, che hanno sollecitato le imprese interessate ai mercati africani a fare sistema, ad adeguare i propri prodotti alle esigenze e ai contesti locali, a mostrarsi flessibili, a investire in progetti di medio e lungo termini ma anche soprattutto a allestire uno showroom o aprire una sede in loco. In questo incontro sono state tre le testimonianze di aziende attive nella regione: la Sunchem, con Sergio Tommasini, la MA AG, per la quale è intervenuta Serena Ruggeri, spiegando come anche una piccola azienda italiana attiva nel settore dei macchinari per l’agricoltura possa lavorare sui mercati africani, e infine quella di Simone Santi, presidente di Leonardo Group & Ccmi, azienda attiva in Mozambico in vari settori dall’Oil & Gas all’immobiliare e all’agroalimentare, passando per le rinnovabili.

L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata alle domande dei partecipanti , post agli  esperti che hanno risposto in modo esauriente a molti interrogativi sulla regione, tra cui l’impennata del terrorismo islamista, i progetti per l’acquacoltura e la pesca, le prospettive per il tessile o ancora il funzionamento del sistema bancario.

In considerazione del successo riscosso dell’E-Africa Business Lab che ha raggiunto quasi 300 iscrizioni, l’ICE Agenzia ha annunciato che è in cantiere, per il prossimo anno,  una seconda edizione dell’iniziativa. [CN]

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