Africa

E-Africa Business Lab: un assist per le attività di internazionalizzazione di ICE Agenzia

L’avvio del progetto E-Africa Business Lab conferma la forte attenzione che ICE negli ultimi anni sta dedicando all’Africa. E i dati sull’export, anche quelli di questi primi 4 mesi nonostante la pandemia, sembrano confermare la scelta. Così il direttore generale dell’Agenzia ICE, Roberto Luongo, illustra a InfoAfrica il successo dell’appuntamento promosso per presentare alle piccole e medie imprese italiane le opportunità esistenti nei mercati africani.

 

Le quattro giornate informative, con oltre 250 aziende presenti provenienti da ogni parte d’Italia e in rappresentanza di tutti i settori, sono una testimonianza di grande curiosità. Ve lo aspettavate?

L’Africa è sotto i nostri riflettori da sempre e negli ultimi anni, essendo tra le priorità della Cabina di regia per l’internazionalizzazione, ICE Agenzia le ha dedicato una costante attenzione, mettendo a punto una strategia mirata ed un piano promozionale dedicato, denominato “Piano Africa” che prevede un’ampia gamma di iniziative a supporto della presenza italiana nell’area, con  manifestazioni fieristiche di taglio multisettoriale, missioni di  scouting, incontri di partenariato e seminari tecnologici e tanto altro.

A questa sfida si accompagna anche la presenza di una rete estera ICE sempre più forte in Africa sub-sahariana per assistere le crescenti richieste delle PMI italiane e che, negli ultimi anni, è stata rafforzata con l’apertura di uffici strategici con competenza regionale in Ghana (Accra), Etiopia (Addis Abeba), Angola (Luanda), Mozambico (Maputo), ad integrazione dello storico ufficio in Sudafrica (Johannesburg).

In questo contesto, E- Africa Business Lab – il nostro nuovo progetto di formazione manageriale per imprese italiane interessate ai mercati africani – si conferma una felice intuizione, perché risponde ad un interesse diffuso del sistema imprenditoriale italiano che guarda ai mercati africani con rinnovata curiosità, ma che ha bisogno di maggiore accompagnamento da parte del Sistema Paese, data la complessità di questo continente, i cui numeri non sono spesso cosi evidenti a tutti.

Quando parliamo d’Africa infatti ci riferiamo a 54 Stati sovrani diversi tra loro, ognuno con le proprie dinamiche politiche ed economiche e differenze sociali e culturali, ma anche ad un mercato con una popolazione di 1,3 Mld – con una popolazione giovane, l’età media è inferiore ai 30 anni – che nel 2060 costituirà un quarto di quella mondiale.

Ma soprattutto guardiamo ad un continente in cui lo sviluppo è in atto da oltre un ventennio in termini di crescita economica, crescita demografica e urbanizzazione e che, dopo l’inevitabile recessione prevista quest’anno a causa del Covid –  secondo il FMI si passerà dal +3,6% al -1,6% per il 2020 –  ritornerà ai livelli di crescita anteriori alla pandemia e diventerà, con l’entrata in vigore dell’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), la più grande area di libero scambio a livello mondiale.

Di qui, il nostro intento di aiutare le imprese italiane a presidiare i mercati africani più da vicino, affinché l’Italia che, nel 2019 si è attestato come il 12° fornitore (6°in Europa) con un export pari a Euro 5,5 mld – concentrato per la metà in Nigeria e Sudafrica e per circa un terzo nella meccanica strumentale – possa migliorare il suo posizionamento, accanto agli altri principali competitors internazionali come Cina, India ed europei (Germania e Francia).

Il nostro Made in Italy infatti ha, come sempre, tanti vantaggi competitivi da giocare sui mercati esteri, ma qui in Africa, può contribuire in modo significativo a quel processo di creazione di valore delle filiere produttive, sempre più auspicato dai governi locali, grazie alla sua posizione geografica privilegiata nel Mediterraneo, alla leadership in tecnologia delle nostre aziende, al  trasferimento di know-how dei nostri manager e tecnici e alla promozione di forme di partenariato win-win.

 

Il progetto doveva tenersi in aula, poi la pandemia del Covid-19 vi ha costretti a riformularlo on line. Ne è venuto fuori un percorso imponente di 16 webinar, con percorsi personalizzati e incontri one to one con consulenti. Vi rendete conto che si tratta di un progetto innovativo?

Sicuramente la pandemia del Covid-19 è stata anche un’opportunità per l’Agenzia ICE per dimostrare ancora una volta di essere concretamente a fianco delle imprese italiane, in particolare le piccole e medie, in un momento di forte difficoltà per l’economia del paese. Di concerto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, abbiamo messo a punto idee nuove e misure concrete di impatto immediato a sostegno delle aziende.

Tra queste, anche Africa business lab –  un nuovo progetto formativo già in cantiere, previsto inizialmente, in presenza, a marzo scorso – che è stato rapidamente riformulato in modalità webinar e ribattezzato “l’Africa a portata di click”, rivelatosi fortemente innovativo per tante ragioni.

Innanzitutto è il primo  percorso di accompagnamento per imprese italiane che apre una finestra sui mercati dell’Africa sub-sahariana e lo fa, in modo inclusivo e strutturato, avvalendosi della collaborazione del Sistema paese con il MAECI, con SACE SIMEST e con Confindustria Assafrica & Mediterrraneo ed alcune Confindustrie territoriali (Assolombarda, Emilia Romagna, Veneto centro, Firenze) a dimostrazione che l’Africa sub-sahariana è una geografia prioritaria per i principali attori coinvolti nell’internazionalizzazione.

Ma di sicura novità è anche l’approccio proposto alle imprese, con un duplice percorso. Dapprima un ciclo di webinar informativi a taglio geografico (Africa continentale, orientale, occidentale ed australe) con esperti del Sistema paese per inquadrare i trend in atto nelle varie regioni.

Successivamente quattro percorsi formativi settoriali (agribusiness, energia, infrastrutture e costruzioni e moda) guidati da esperti della Faculty ICE, incentrati ciascuno su due mercati target messi a confronto, per accompagnare l’impresa in una analisi a tavolino delle opportunità e dell’ambiente d’affari e nell’elaborazione di un proprio business plan finale nel corso di un incontro finale “one to one”.

Innovativo infine è anche il ricorso al webinar, uno strumento che troverà uno sviluppo crescente anche nell’era post vovid-19, in quanto aggiunge un nuovo modello di interazione per avvicinare i mercati – presidiati dalla rete ICE all’estero – alle aziende. Certamente, è un canale che non si sostituirà alle forme promozionali tradizionali, ma che porta con sé il vantaggio di una maggiore agilità, inclusività e non ultimo, una maggiore razionalizzazione delle risorse.

E- Africa Business Lab ne è la prova. Ad oggi, ha riscosso numeri importanti, superiori alle aspettative, con quasi 300 adesioni complessive tra aziende ed organismi intermediari da tutta Italia e da tutti i settori, di cui ben 200 parteciperanno anche ai percorsi formativi settoriali in aula virtuale. Il progetto, che si svolgerà tra maggio e settembre 2020, sarà un assist privilegiato per l’attività di internazionalizzazione di ICE Agenzia in Africa, in quanto ha l’obiettivo di preparare un numero significativo di aziende italiane ad affrontare con maggiore consapevolezza e in forma strategica mercati complessi come quelli africani, in vista di future azioni promozionali da realizzare nell’era post covid-19, nel quadro del Piano ICE per l’Africa. [CN]

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