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Riapre la frontiera tra Liberia e Guinea, soprattutto per l’agricoltura

LIBERIA / GUINEA – È riaperta la frontiera tra la Guinea e la Liberia, chiusa da marzo a causa del coronavirus. Le autorità hanno deciso la riapertura per consentire i movimenti di merci agricole e il rifornimento di fertilizzanti necessari alle coltivazioni.

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    COSTA D’AVORIO - Il principale sfidante del presidente uscente Alassane Dramane Ouattara alle elezioni presidenziali della Costa d’Avorio e un gruppo di partiti di opposizione hanno lanciato una campagna di disobbedienza civile per fermare la candidatura dello stesso Ouattara per un terzo mandato in occasione delle elezioni del prossimo 31 ottobre. L’appuntamento elettorale è considerato un test di significativa importanza per la stabilità della nazione dell’Africa occidentale che da un decennio è uscita da un conflitto interno.  Il Consiglio costituzionale ha autorizzato Ouattara a presentarsi per un terzo mandato; l'ex presidente Henri Konan Bedie e altri due candidati hanno invece contestato questa decisione. Intervenendo ieri a una riunione dell’opposizione, Bedie ha invitato a protestare con la candidatura di Ouattara. “Tocca a noi, alla luce di tutto ciò che è stato detto qui, proteggere la stabilità della nazione”, ha detto Bedie. “Di fronte all'abuso di autorità, c'è solo una parola d'ordine: disobbedienza civile”. L’opposizione ha affermato che Ouattara, eletto nel 2010 e rieletto nel 2015, sta violando la costituzione chiedendo un terzo mandato. Il 78enne presidente afferma invece che la revisione della costituzione di qualche anno fa gli consente di ripresentarsi. [MS]
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    COSTA D’AVORIO - L’Ambasciatore francese ad Abidjan è stato richiamato a Parigi. Gille Huberson ha lasciato la Costa d’Avorio da una decina di giorni, la notizia è trapelata soltanto nel fine settimana.  Benché da Parigi sia stato assicurato che non si tratta di una questione politica ma privata, il richiamo dell’ambasciatore a poche settimane dalle presidenziali in programma il 31 ottobre qualche interrogativo lo ha posto.  La stampa francese ha avanzato alcune ipotesi: un richiamo per mostrare un disaccordo o un modo per sanzionare lo stesso ambasciatore. Secondo Rfi, il richiamo non avrebbe comunque a che fare con il recente incontro tra i presidente Emmanuel Macron e Alassane Ouattara; altre fonti francesi indicano che a carico di Huberton ci sarebbe un’inchiesta in corso, interna al ministero degli Esteri francese, e relativa a condotte inappropriate nei confronti di sue collaboratrici da parte dello stesso ambasciatore. [MS]
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    GAMBIA - Il Gambia rischia un vero e proprio tracollo del proprio settore turistico con gravi ripercussioni sull’economia. Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica, a causa delle restrizioni ai viaggi imposte sulla scia della pandemia di coronavirus il Paese perderà 292 milioni di dollari. L’impatto sarà più nello specifico di una perdita di 108 milioni per il settore dell’ospitalità e di 184 milioni per gli altri ambiti legati al turismo.  Secondo i dati del Gambia Tourism Board, il piccolo paese dell’Africa occidentale non ha registrato visitatori da metà marzo e per tre mesi dopo la chiusura delle frontiere e il blocco dei voli. Prima della grave crisi sanitaria che ha colpito il mondo intero, le autorità gambiane avevano fissato l’obiettivo di arrivare a 290.000 visitatori nel 2020, un aumento del 22% rispetto all'anno precedente. [MS]
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    MALI - Si alza il sipario su “Il futuro della cooperazione internazionale in Sahel”, un'intera settimana di incontri, dibattiti, mostre, proiezioni dedicata al progetto “AwArtMali” e organizzata da Tamat NGO che andrà in scena tra Perugia e Città di Castello dal 21 al 25 settembre 2020. Tutti gli appuntamenti prendono spunto dagli obiettivi raggiunti da “AwArtMali”, un progetto che, nonostante l’emergenza sanitaria e la situazione politica maliana, è stato capace di creare sul campo un network locale per favorire consapevolezza in merito ai rischi della migrazione tra la popolazione del Mali e i migranti dei paesi limitrofi. Il progetto è stato finanziato dalla DG Home Affairs, DG Home Affairs, Migration and Security Funds, Financial Resources and Monitoring, Union actions attraverso il fondo Asilo Integrazione e Migrazione (AMIF) del Ministero dell'Interno, e ha visto come capofila Tamat NGO, organizzazione non governativa impegnata da 25 anni in progetti di cooperazione internazionale, in partnership con alcune importanti realtà italiane come Fondazione ISMU (Istituto di studi sulla Multietnicità), l’agenzia di comunicazione Giusti Eventi e l’Associazione culturale Teatro Farneto. Aderenti al progetto anche due partner spagnoli, attivi nella promozione di opportunità per migranti in Spagna, Congenia e Intrategies, e la organizzazione no profit cipriota per la ricerca e lo sviluppo Cardet, specializzata nelle applicazioni tecnologiche nella formazione e informazione in favore delle persone migranti. Risultati conseguiti, dibattiti sulle prospettive della cooperazione in Sahel, confronto con le reti locali del terzo settore, ospiti di prestigio, mostre fotografiche e collaborazioni con le scuole sono gli ingredienti di una settimana di iniziative ricche di spunti per un’idea di cooperazione a tutte le latitudini. Il programma completo è disponibile cliccando qui.
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    COSTA D'AVORIO - Un appello alla «disobbedienza civile contro l’abuso di potere esercitato da Alassane Dramane Ouattara» è stato lanciato ieri sera dall’ex presidente e candidato alle elezioni presidenziali Henri Konan Bedie (Hkb).   Il messaggio, forte e determinato, è stato diffuso dopo una riunione alla quale hanno partecipato diversi leader dell’opposizione presso la sede del partito di Bedie, il Partito democratico di Costa d’Avorio (Pdci).   Giovedì scorso, Guillaume Soro, ex alleato di Ouattara, ex primo ministro ed ex presidente dell’Assemblea, aveva chiesto all’opposizione di riunirsi per denunciare il «golpe istituzionale» di Ouattara e rivendicare elezioni libere e trasparenti.   La candidatura di Soro, così come quella del suo nemico Laurent Gbagbo, è stata respinta dal Consiglio costituzionale. L’organo ha accettato solo quattro sfidanti alle elezioni del 31 ottobre prossimo: Ouattara, al potere dal 2010, in lizza per un terzo mandato, Hkb, Pascal Affi N’Guessan e Kouadio Konan Bertin.   «Siamo qui per esprimere la nostra ferrea opposizione alla violazione della Costituzione» ha sottolineato Hkb. I partecipanti alla riunione di ieri hanno chiesto inoltre il ritiro della candidatura di Ouattara, lo scioglimento del Consiglio costituzionale, lo scioglimento della commissione elettorale indipendente, la liberazione dei prigionieri d’opinione politica.   A quaranta giorni dalle elezioni, sale ulteriormente la tensione in Costa d’Avorio. Lo scontro politico si è aperto in seguito al decesso improvviso del delfino di Ouattara, Amadou Gon Coulibaly, e alla decisione del presidente uscente di candidarsi per un terzo mandato. L’aspro dibattito oppone chi ritiene la mossa anticostituzionale e chi invece considera che la nuova Costituzione del 2016 ha azzerato il limite dei mandati.[CC]
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