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Dopo l’aula, il viaggio iniziato con l’E-Africa Business Lab continuerà con il supporto del sistema-Paese

Preparare e accompagnare le nostre aziende alla comprensione e all’approccio consapevole verso mercati di assoluta potenzialità e che nel medio periodo possono rappresentare aree di business di tutto rilievo: così Fabio Santoni, l’esperto Agribusiness della Faculty Ice che ha coordinato dal 3 al 5 giugno scorso le tre giornate di lavori con le aziende dedicate alla filiera dell’agroalimentare, ha definito uno dei principali obiettivi dell’E-Africa Business Lab, il progetto promosso dall’Agenzia Ice in collaborazione con Sace Simest (Gruppo CDP), Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Assolombarda, Assindustria Venetocentro, Confindustria Emilia-Romagna e Confindustria Firenze per accompagnare le Piccole e Medie Imprese (Pmi) italiane interessate a conoscere le crescenti opportunità offerte dal continente.

Dott. Santoni, come definisce i due mercati africani presentati durante le tre giornate del percorso agribusiness dell’E-Africa Business Lab?

L’Angola e l’Etiopia sono due realtà molto diverse per storia e percorso, ma rappresentano entrambe il cuore del problema chiave dello sviluppo imprenditoriale privato in Africa: avere bisogno di creare valore aggiunto alla produzione locale e diminuire l’import di prodotti di base, senza disporre di una sufficiente energia per creare e sostenere la fase di start-up del settore privato, quindi facendo affidamento quasi esclusivamente sugli investimenti stranieri.

Con questi webinar, cerchiamo di fornire alle tantissime aziende che hanno aderito una serie di “fotografie settoriali” sui due paesi, stimolando l’interesse verso quei mercati e cercando di allontanare dall’idea dei nostri imprenditori tutta una serie di preconcetti che troppo spesso rappresentano l’Africa in generale e certi mercati.

L’Angola e l’Etiopia rappresentano anche due mercati molto interessanti per l’export di beni di consumo legati al nostro settore food&beverage, oltre a una forte richiesta per la grande distribuzione (sufficientemente organizzata ed evoluta), e dove il settore Ho.Re.Ca. (industria alberghiera, Ndr), soprattutto in Etiopia, è un terreno di offerta e vendita sempre più vicino alla qualità dei nostri prodotti.

I partecipanti hanno tutti mostrato grande interesse per quei due mercati di assoluto valore e prospettiva nel settore agribusiness. Sapere che in entrambi i paesi, meccanizzazione e trasformazione sono delle priorità, ha fatto comprendere a ciascuno quanto le nostre proposte possano rappresentare un vero plusvalore per lo sviluppo locale. Senza trascurare l’aspetto dei nostri prodotti alimentari, che grazie a una classe media locale in crescita e alla fortissima vocazione internazionale delle due capitali, hanno grandissime potenzialità di essere presenti e protagonisti nella distribuzione e nel settore Ho.Re.Ca. di entrambi i paesi.

Il nostro know-how può rappresentare per il settore agribusiness africano, e in particolare in due paesi come Angola ed Etiopia, la proposta più efficiente ed efficace per completare quella fase di sviluppo settoriale già in atto. Attraverso la tecnologia e soprattutto la formazione, le nostre aziende possono contribuire alla crescita e alla diversificazione di contesti che finora avevano nel solo export della materia prima il proprio business, creando un modello di sviluppo basato sull’ottimizzazione del lavoro agricolo e la trasformazione del prodotto.

Può spiegare che cos’è l’E-Africa Business Lab?

Un percorso che punta, per tappe, a fornire tutti gli strumenti utili necessari: dall’analisi del contesto alla conoscenza delle regole del gioco, dalla consapevolezza dell’ambiente culturale nel quale si muoveranno gli imprenditori alla pianificazione di una strategia per l’approccio e il consolidamento del mercato che parta dalla consapevolezza delle proprie capacità per arrivare, attraverso l’analisi di tutti i passi fondamentali, alla realizzazione del proprio business nel paese di destinazione scelto.

La formula del webinar si è dimostrata assolutamente appropriata e molto seguita: l’interazione d’aula auspicata si è pienamente realizzata, creando un clima di confronto tra i formatori e i partecipanti che rappresenta esattamente una delle finalità che il percorso si era prefissato.

Il percorso dei tre giorni si è sviluppato come le tappe di un viaggio virtuale, dove siamo partiti dal prendere le macro informazioni grazie alle utili informazioni trasmesse da chi, come gli uffici Ice di Addis e Luanda, si trovava sul posto, per proseguire con una consapevolezza delle regole del gioco locali fornite dagli esperti di finanziamenti internazionali, legali e doganali, con uno sguardo attento a chi del sistema-Italia, come Sace e Simest, può aiutare e sostenere le imprese nel loro processo di internazionalizzazione. Il viaggio ha poi avuto la sua conclusione, immaginando di arrivare sul posto e ricreando virtuali contatti con gli operatori del posto e ricevendo soprattutto indicazioni di come comportarsi e leggere con i nostri e loro occhi sia l’ambiente culturale che quello d’affari. Ultimo tassello è stato dedicato alla rivalutazione delle informazioni ricevute allo scopo di preparare un piano d’azione e una strategia pianificata che tenesse in considerazione ogni singola azienda e prodotto e il mercato al quale ci si vuole rivolgere.

Ora, il “viaggio” continua: ad ogni azienda è stato assegnato il compito di lavorare sulla pianificazione di un modello di business che sia in grado di competere e vincere su quei mercati. Gli strumenti sono a disposizione, ogni azienda ha compreso dove e come arrivare; sta a ciascuna di loro capire come portare il proprio valore e trasformarlo in opportunità e business. Noi affiancheremo tutti, supportandoli ancora in questo processo di pianificazione e trasferendo capacità, esperienze e know-how per accompagnarli verso il successo. [CN]

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