Africa

E-Africa Business Lab: ancora aperte le iscrizioni per il percorso moda

Il settore Moda nella sua accezione più ampia di filiera tessile-abbigliamento e pelle è uno dei più interessanti nel medio periodo in Africa, con molte opportunità anche nel breve periodo.

Africa Business Lab, il nuovo progetto di accompagnamento gratuito e on line, promosso dall’Agenzia ICE in collaborazione con SACE SIMEST, Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Assolombarda, Assindustria Venetocentro, Confindustria Emilia Romagna e Confindustria Firenze, è rivolto alle PMI italiane interessate a scoprire le opportunità esistenti nei mercati africani.

Il settore in Africa mette insieme filiere diverse, tra cui la produzione di materia prima (cotone), la sua trasformazione e lavorazione, il confezionamento, lo styling, il pellame e le sue lavorazioni, i macchinari per il settore tessile e per la lavorazione della pelle.

Sul piano dei consumi si registra una forte crescita della classe media negli ultimi vent’anni, e grazie al boom dei moderni centri commerciali in giro per il Continente, fino all’imporsi dell’e-commerce, l’Africa sarà potenzialmente uno dei principali mercati in crescita per il settore abbigliamento con una gran voglia di prodotti Made in Italy, già oggi molto ricercati dal segmento alto della popolazione che spesso però preferisce fare i propri acquisti a Dubai, piuttosto che Parigi, Londra o Lisbona.

Anche il settore della produzione – tanto della materia prima con la diffusione di cotone e fibre biologiche – quanto quello del confezionamento, è indirizzato a conoscere una crescita anche grazie alla diversificazione delle filiere rispetto all’Estremo Oriente, ai regimi preferenziali di libero commercio per alcuni prodotti con UE e USA, e alla volontà dei governi locali di rilanciare la produzione interna rispetto alle importazioni a basso costo cinesi.

I collegamenti crescenti dell’Africa nelle catene commerciali internazionali e regionali (rispetto ad un mercato africano che già conta 1,3 mld di persone ma che raddoppierà nei prossimi 30 anni), il basso costo della manodopera e la volontà post-Covid di diversificare le proprie produzioni avvicinandole, rendono alcuni paesi africani nuovamente attraenti per il settore.

Discorso a parte anche quello del pellame, dove molti paesi stanno cercando di dare impulso ad un settore in cui l’Africa è conosciuta anche in Italia come fornitore di pelli grezze, ma che si vuole rilanciare con una crescente produzione interna per i mercati locali.

L’Africa è poi presente anche nella parte più creativa del settore, quella del Fashion e del Design, con fantasie, stilisti e influenze africane che ormai hanno contagiato alcuni dei più grandi brand globali e che sono sempre più presenti sui grandi mercati internazionali.

Insomma sono molti gli ingredienti del percorso formativo sul settore Tessile e Moda di E-Africa Business Lab che si avvarrà in tre giornate di lavori dell’esperienza di molti professionisti del settore (dagli aspetti doganali e logistici, a quelli contrattualistici, da quelli finanziari a quelli di cross-cultural management) coordinati da Stefano Gallucci, ex dirigente di alcuni dei più grandi e noti gruppi italiani del settore tessile.

Le iscrizioni per il percorso formativo dedicato al Tessile e Moda sono ancora aperte, per iscriversi cliccare qui: t.ly/rhWh

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    Turismo, persi 55 miliardi di dollari causa covid-19

    AFRICA - I Paesi africani hanno perso quasi 55 miliardi di dollari di entrate nel settore del turismo e dei viaggi in tre mesi  a causa della pandemia di covid-19.

    A dirlo è stata la Commissaria dell’Unione africana per le Infrastrutture e l’energia, Amani Abou-Zeid, in una conferenza stampa sull’impatto economico delle misure di contenimento della pandemia adottate nei diversi Paesi del continente.

    Abou-Zeid ha ricordato che circa il 10% del prodotto interno lordo africano è generato dal turismo, da cui dipendono per il loro sostentamento economico almeno 24 milioni di famiglie in tutto il continente.

    “Il colpo è stato molto duro, tra perdite economiche e perdita di posti di lavoro”, ha aggiunto la Commissaria UA, sottolineando come i blocchi e la chiusura delle frontiere abbia colpito in modo particolare l’industria aerea.

    Secondo i dati resi noti, le compagnie aeree africane hanno visto infatti ridursi i loro ricavi del 95%, pari a circa otto miliardi di dollari. [MV]