Africa

Il business della sanità: online il numero di giugno-luglio di Africa e Affari

E’ dedicato a un tema e un settore che in questo momento merita un’attenzione ancora più particolare l’ultimo numero della rivista ‘Africa e Affari’: la sanità e l’industria farmaceutica nel continente africano.

La rivista di giugno-luglio, disponibile online sul sito di Africa e Affari, vuole offrire un quadro della situazione in Africa, del ruolo del settore privato e del mercato farmaceutico: un quadro che deve far fronte a problemi di accesso alle materie prime e all penuria di infrastrutture energetiche e logistiche, come quelle atte a garantire la catena del freddo o tempi di consegna così come la grande frammentazione delle reti di distribuzione.

Il numero ospita inoltre contributi di ricercatori ed esperti sul tema delle indipendenze, dopo che lo scorso 25 maggio si è celebrata la Giornata dell’Africa e ricordato il 1960 come anno simbolo della fine del colonialismo.

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    Rinnovabili, webinar su come colmare le lacune per...

    AFRICA - Un webinar dedicato a comprendere come mai solo il 2% delle rinnovabili globali siano state installate in Africa negli ultimi 10 anni avrà luogo mercoledì prossimo, 8 luglio, a partire dalle ore 10:30.

    A organizzare il webinar, che si svolgerà in lingua inglese, è RES4Africa Foundation che in occasione dell’evento presenterà un’analisi sul tema realizzata in collaborazione con Enel Green Power.

    Il webinar sarà quindi occasione per approfondire l’impegno politico dei Paesi africani, gli obiettivi fissati e raggiunti, lo sviluppo dei sistemi e delle reti, nonché le raccomandazioni per risolvere le sfide esistenti.

    A introdurre i lavori sarà l’amministratore delegato di Enel Green Power e presidente di RES4Africa Foundation, Antonio Cammisecra. L'evento prevede inoltre una sessione di domande e risposte, che si terrà tramite chat per i partecipanti.

    Maggiori informazioni sono disponibili consultando l’agenda qui in allegato. La partecipazione al webinar è gratuita previa registrazione qui.

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    Turismo, persi 55 miliardi di dollari causa covid-19

    AFRICA - I Paesi africani hanno perso quasi 55 miliardi di dollari di entrate nel settore del turismo e dei viaggi in tre mesi  a causa della pandemia di covid-19.

    A dirlo è stata la Commissaria dell’Unione africana per le Infrastrutture e l’energia, Amani Abou-Zeid, in una conferenza stampa sull’impatto economico delle misure di contenimento della pandemia adottate nei diversi Paesi del continente.

    Abou-Zeid ha ricordato che circa il 10% del prodotto interno lordo africano è generato dal turismo, da cui dipendono per il loro sostentamento economico almeno 24 milioni di famiglie in tutto il continente.

    “Il colpo è stato molto duro, tra perdite economiche e perdita di posti di lavoro”, ha aggiunto la Commissaria UA, sottolineando come i blocchi e la chiusura delle frontiere abbia colpito in modo particolare l’industria aerea.

    Secondo i dati resi noti, le compagnie aeree africane hanno visto infatti ridursi i loro ricavi del 95%, pari a circa otto miliardi di dollari. [MV]

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    Sahel, confermato l'impegno militare per "intensificare...

    AFRICA - Intensificare la battaglia delle forze nazionali e internazionali contro i gruppi terroristici, rafforzare l’impegno della comunità internazionale in ambito militare, continuare ad appoggiare e a formare gli eserciti nazionali: sono le decisioni chiave adottate dai partecipanti al vertice sul Sahel di Nouakchott martedì scorso.   Protagonisti del vertice, i presidenti dei cinque Paesi del Sahel (Mali, Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad), l’alleato militare francese, rappresentato dal presidente Emmanuel Macron, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez. Presenti, il presidente della Commissione dell’Unione africana Moussa Faki Mahamat, e la segretaria generale dell’organizzazione della francofonia, la ruandese Louise Mushikiwabo. In collegamento video hanno assistito al vertice anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio europeo Louis Michel, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.   I partecipanti hanno preso atto della persistenza delgi attacchi terroristici nel Sahel e del deterioramento della sicurezza in Libia, con rischi reali sulla stabilità nella regione.   I leader hanno inoltre parlato del duro impatto economico della pandemia di covid-19, che per alcuni Paesi in oggetto potrebbe tradursi in una contrazione del Pil del 7 o dell’8%.  I presenti hanno rinnovato l’appello alla cancellazione del debito estero dei Paesi del G5 Sahel.   I capi di Stato e di governo hanno anche ribadito a sostenere i programmi di sviluppo, “consapevoli che la crisi nel Sahel è anche una questione di sviluppo”. [CC]
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    Banca mondiale si riorganizza in Africa Sub-Sahariana

    AFRICA - La Banca mondiale ha annunciato di aver riorganizzato la sua divisione africana per concentrarsi meglio sulla regione sub-sahariana, creando due vice-presidenze che si occuperanno di due sottoregioni ciascuno.

    A riferirlo è la stessa Banca in una dichiarazione diffusa ieri nella quale si precisa che una vicepresidenza coprirà l’Africa Occidentale e quella Centrale, mentre la seconda si concentrerà su Africa Orientale e Africa Australe.

    La decisione, spiega la Banca nella nota, “si allinea all'impegno della Banca mondiale per l’Africa” e “consentirà di monitorare maggiormente i progressi e le sfide inserendole in un’ottica regionale”.

    A guidare la vicepresidenza di Banca Mondiale per Africa Occidentale e Centrale sarà  Ousmane Diagana, Vice Presidente per l'Africa occidentale e centrale, ex Banca mondiale Direttore nazionale della Costa d'Avorio, Burkina Faso, Guinea, Benin e Togo.

    A guidare la vicepresidenza di Banca Mondiale per Africa Orientale ed Australe sarà Hafez Ghanem, già vicepresidente per l’Africa dal 2018. 

    “ Sono onorato di guidare gli sforzi della Banca in Africa occidentale e centrale, con una forte attenzione all'innovazione, all'impatto e alla trasformazione. Lavorando insieme […] possiamo e faremo di più per mettere i paesi e le persone al primo posto e trovare modi per affrontare le sfide di sviluppo odierne utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione ”, ha commentato Diagana.

    Hafez Ghanem ha affermato che “il nostro impegno per l'Africa si rafforza ogni giorno e sono entusiasta di lavorare a fianco di Ousmane Diagana. Siamo due vicepresidenti, ma consideriamo l'Africa unica e continueremo a condividere lezioni, competenze e idee in tutto il continente. "

    L'Africa rappresenta circa un terzo del portafoglio complessivo della Banca mondiale, secondo i dati ufficiali. Nell'ultimo decennio, l'istituzione ha raddoppiato gli aiuti alla regione SSA.

    La stessa Banca Mondiale fa poi sapere che alla fine del 2020 la cifra di prestiti garantiti ai 48 paesi dell’Africa sub-sahariana toccherà la cifra record di 50 miliardi di dollari. 

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    L'atomo russo piace all'Africa

    AFRICA - La Russia sta cercando di esportare la tecnologia nucleare in Africa. A partire dal 2014, le sanzioni occidentali imposte alla Russia dopo l'annessione della Crimea, hanno costretto Mosca a cercare nuovi mercati. Così Rosatom, società pubblica russa che si occupa di tutti le attività legate al nucleare, è sbarcata in forze nel continente cercando di siglare accordi con le nazioni africane. Ne è nata una collaborazione sempre più stretta con alcuni Paesi. In Egitto, la società russa sta realizzando la più grande centrale nucleare del continente che avrà una capacità installata di 4,8 gigawatt. In Ruanda, il parlamento ha approvato, proprio insieme a Rosatom, un piano per costruire un centro di ricerca nucleare nella capitale, Kigali. Il centro, il cui completamento è previsto entro il 2024, includerà laboratori di ricerca e un piccolo reattore con una capacità fino a 10 MW. Etiopia, Nigeria e Zambia hanno firmato accordi simili con Rosatom, mentre Ghana, Uganda, Sudan e Rd Congo hanno concluso intese di cooperazione e di ricerca meno ambiziosi. “Per la nostra società - hanno dichiarato i dirigenti di Rosatom - l'Africa è una regione prioritaria. Nel continente costruiremo nuovi reattori nucleari ed espanderemo la nostra attività”. [EC]
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    Agribusiness (2): valore aggiunto ed effetto...

    AFRICA - Per invertire questa realtà diversi Paesi africani hanno promosso la creazione di speciali zone dedicate specificatamente all’agroindustria, le Special Agro-Processing Zones (Sapzs), in modo da concentrare lo sviluppo di tutte le infrastrutture, incluse quelle dei trasporti e della logistica, necessarie a garantire il corretto funzionamento degli impianti di trasformazione e favorire l’accesso ai mercati. «L’idea è che le infrastrutture attivino la produzione, incoraggiando gli investimenti - ha sottolineato Njuguna Ndung’u, direttore esecutivo del Consorzio per la ricerca economica africana (Aerc) ed ex governatore della Banca centrale del Kenya - Queste zone però saranno efficaci solo se i governi manterranno un ruolo di regolamentazione, senza partecipare attivamente al mercato». L’iniziativa è sostenuta in particolare dall’AfDB, che insieme ad altri partner internazionali, tra cui la Banca europea per gli investimenti e la Exim Bank sud-coreana, ha già contribuito con 120 milioni di dollari alla creazione di parchi agroindustriali in Etiopia, Guinea e Togo. A febbraio di quest’anno l’AfDB ha inoltre annunciato un nuovo sostegno del valore di 500 milioni di dollari a favore del governo di Abuja per finanziare la realizzazione anche in Nigeria di zone specializzate nella trasformazione industriale dei prodotti agricoli, almeno una in ciascuna delle quattro principali zone Paese: Nord-est/ovest, Centro-nord, Sud-ovest e Sud-est/sud. Ogni zona speciale dovrebbe includere la costruzione di mini-dighe idroelettriche, strade, strutture per la catena del freddo, laboratori di ricerca, strutture per il trattamento dei rifiuti, centri di stoccaggio, centri di distribuzione e centri per il controllo di qualità. Secondo il piano dell’istituto multilaterale panafricano, sviluppare una zona speciale richiede in media oltre 100 milioni di dollari tra investimenti pubblici e privati. L’obiettivo di AfDB è garantire per ciascun dollaro di investimento pubblico un effetto leva di tre volte, raccogliendo 3 dollari da parte degli investitori privati. L’intero approccio riguarda quindi il de-risking degli investimenti privati nello sviluppo delle catene del valore agricole, incoraggiando gli investimenti pubblici per sviluppare infrastrutture critiche, comprese le politiche e i quadri normativi regolatori. [MV]