Africa

Il business della sanità: online il numero di giugno-luglio di Africa e Affari

E’ dedicato a un tema e un settore che in questo momento merita un’attenzione ancora più particolare l’ultimo numero della rivista ‘Africa e Affari’: la sanità e l’industria farmaceutica nel continente africano.

La rivista di giugno-luglio, disponibile online sul sito di Africa e Affari, vuole offrire un quadro della situazione in Africa, del ruolo del settore privato e del mercato farmaceutico: un quadro che deve far fronte a problemi di accesso alle materie prime e all penuria di infrastrutture energetiche e logistiche, come quelle atte a garantire la catena del freddo o tempi di consegna così come la grande frammentazione delle reti di distribuzione.

Il numero ospita inoltre contributi di ricercatori ed esperti sul tema delle indipendenze, dopo che lo scorso 25 maggio si è celebrata la Giornata dell’Africa e ricordato il 1960 come anno simbolo della fine del colonialismo.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Bernabei nuovo presidente di fondazione RES4Africa

    Salvatore Bernabei, amministratore delegato di Enel Green Power, è stato nominato nuovo presidente della fondazione RES4Africa, che che riunisce diversi soggetti europei attivi per lo sviluppo e la diffusione delle rinnovabili in Africa.

    A renderlo noto è stata la stessa fondazione, ricordando che Bernabei sostituisce Antonio Cammissecra che ricopriva l'incarico dal 2017.

    Secondo quel che viene reso noto, il cambio di leadership avviene in un momento particolarmente delicato a causa della pandemia Covid-19; tuttavia, le dinamiche internazionali senza precedenti e le  esigenze del continente africano sono di motivazione per continuare a promuovere l'accesso all'energia e lo sviluppo sostenibile.

    Salvatore Bernabei lavora in Enel dal 1999 dove ha ricoperto diversi ruoli; attualmente è amministratore delegato di Enel Green Power e responsabile della Divisione Global Power Generation, oltre a essere anche il responsabile Africa, Asia e Oceania del gruppo.

    "Ci sono tutti gli ingredienti per consentire all'Africa di fare un salto dal non avere accesso all'energia all'accesso diretto alle rinnovabili" ha dichiarato Antonio Cammisecra, che a ottobre è stato nominato a capo delle infrastrutture e delle reti globali del gruppo Enel.

    “Gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile continueranno a guidarci, catalizzando nuovi investimenti nelle energie rinnovabili e nelle reti attraverso partenariati multilaterali - ha aggiunto Bernabei - La capacità di generare innovazione sarà un motore fondamentale per aprire la strada a una trasformazione che vada ben oltre gli obiettivi della transizione energetica. RES4Africa rafforzerà il suo impegno a promuovere programmi di istruzione di alto livello e imprenditorialità locale facendo leva sull'innovazione. Questo aiuterà a stimolare il progresso socio-economico dall'interno e libererà la creatività delle giovani generazioni nel disegnare l'Africa di domani”.

  • Africa Free

    AfCFTA, il libero scambio favorirà l'e-commerce

    AFRICA - L’Area continentale africana di libero scambio (Afcfta), che entrerà in vigore a gennaio, potrebbe dare un forte impulso all’e-commerce, creando fino a tre milioni di nuovi posti di lavoro. 

    È quanto emerso da un recente incontro sul tema "Trade Beyond Covid-19: Unpacking the Afcfta", ospitato dall’International Trade Center (Itc) – l’agenzia congiunta dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle Nazioni Unite – a cui hanno partecipato funzionari governativi e altri partner commerciali privati provenienti da tutta l’Africa.

    Il direttore esecutivo dell’Itc, Pamela Coke-Hamilton, ha affermato che è necessario che i Paesi africani facciano delle nuove tecnologie uno dei pilastri delle loro strategie commerciali. Le potenzialità dell’e-commerce in Africa dipendono molto dalla politica e dalla sua disponibilità a creare le condizioni adeguate per uno sviluppo equilibrato. 

    Secondo Pamela Coke-Hamilton spetta alla politica eliminare gli ostacoli dello spazio digitale sincronizzando gli approcci normativi per superare le distanze tra i Paesi. L’abbandono dei modelli di business antiquati permetterà anche una maggiore integrazione tra le nazioni che hanno aderito all’accordo di libero scambio. [Africa Rivista]

  • Africa Free

    Tour in quattro Paesi per il ministro degli Esteri...

    AFRICA - Tunisia, Mozambico, Sudafrica e Mauritius sono le destinazioni di una visita nel continente prevista la prossima settimana del ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi.

    A darne notizia sono i media giapponesi, dai quali si apprende che obiettivo della vista è rafforzare i legami d'affari tra il Paese asiatico e quelli africani nel contesto della pandemia e in vista della fine dell'emergenza sanitaria.

    Nei quattro Paesi, ha detto Motegi "voglio condurre varie discussioni sulle relazioni bilaterali e verso la realizzazione di un Indo-Pacifico libero e aperto", riferendosi alla promozione dello stato di diritto, della libertà di navigazione e del libero scambio nella regione marittima tra Asia e Africa.

    Al governo di Mauritius, il ministro giappone ha inoltre specificato di voler trasmettere l'intenzione di Tokyo di aiutare la nazione insulare dell'Oceano Indiano a riprendersi dai danni all'ambiente e all'economia causati dalla  fuoriuscita di petrolio da un cargo giapponese lo scorso luglio.

    La Tunisia ospiterà la Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano nel 2022, mentre quest'anno il Sudafrica è presidente dell'Unione africana.

    Secondo le informazioni rese note dal ministero degli Esteri giapponese, il viaggio di Motegi inizierà martedì prossimo e terminerà il 14 dicembre. [MV]

  • Africa Free

    Nissan scommette sull’Africa

    AFRICA - Il gruppo automobilistico giapponese Nissan creerà una nuova business unit regionale per l’Africa, per aumentare la capacità di produzione e inserirsi in uno dei mercati automobilistici potenzialmente più grandi del mondo. Attualmente, l’Africa rappresenta solo l’1% delle nuove vendite di autovetture nel mondo. Finora la maggioranza delle case automobilistiche aveva concentrato la produzione e le vendite in Sudafrica dove si registra l’85% degli acquisti di auto nuove in Africa. La classe media però sta crescendo nel continente e Nissan vorrebbe essere in prima linea per sfruttare l’aumentata capacità d’acquisto degli africani. Il gruppo spera di trarre vantaggio anche dalla zona di libero scambio continentale, che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del prossimo anno. Tale accordo ridurrà le tariffe e faciliterà il flusso di merci tra i suoi stati membri. [VGM]
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    Covid-19, bilancio degli effetti su turismo e aviazione...

    AFRICA - Nel 2020, il Pil africano perderà tra i 53 e i 120 miliardi di dollari a causa del crollo del turismo dovuto alla pandemia da Covid-19. A sostenerlo è il World Travel and Tourism Council (WTTC), secondo il quale i danni economici ad alcune delle principali mete turistiche africane sono rilevanti. Il Sudafrica, che nel 2019 ha occupato il primo posto in termini di entrate turistiche internazionali - contabilizzando, nel settore, incassi per circa 8,38 miliardi di dollari - prevede un calo del 75% nel 2020. Nel Paese, secondo il Tourism Business Council, 1,2 milioni di posti di lavoro legati al turismo sono già stati influenzati negativamente. Uno studio del National Tourism Confederation (CNT) ha stimato che il Marocco vedrà un calo del 39% dei turisti e perderà oltre 13,85 miliardi di dollari in entrate tra il 2020 e il 2021. Il Paese nordafricano, nel 2019, si era classificato al primo posto tra le nazioni africane con il maggior numero di arrivi turistici internazionali, con 12,93 milioni di arrivi nel 2019 e un totale di entrate turistiche internazionali che ammontavano a circa 8,18 miliardi di dollari. Le perdite nel settore turistico sono strettamente connesse al comparto dell’aviazione civile. L'International Air Transport Association (IATA) ha avvertito che i danni arrecati all'industria aeronautica africana dalla chiusura del traffico aereo a causa della pandemia di Covid-19 sono notevoli. Secondo i dati pubblicati dall'Air Transport Action Group (ATAG), di cui IATA è membro, il Pil legato al trasporto di persone e merci nella regione diminuirà fino a 37 miliardi di dollari. Inoltre, informa ATAG, andranno persi 5 milioni di posti di lavoro africani nelle compagnie aeree e nell’industria aeronautica nel 2020. Si tratta di oltre la metà dei 7,7 milioni di posti di lavoro della regione nel comparto. A parte il massiccio calo del traffico immediato, che al culmine della quarantena è sceso del 94% rispetto nello stesso periodo del 2019, ATAG prevede che il blocco dovuto al Covid-19 avrà impatti significativi e a lungo termine sul trasporto aereo e l'economia africani in generale. [VGM]
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    Zoom: le sfide comuni delle piccole isole (2)

    AFRICA - Le conseguenze più immediate e significative dei cambiamenti climatici sugli Sdis sono l’innalzamento del livello del mare, l’aumento della temperatura dell’acqua e dell’aria (con impatti sugli ecosistemi marini e terrestri), l’alterazione del regime delle piogge, la modifica dell’umidità del suolo, i cambiamenti nella direzione e nell’intensità dei venti, con la possibilità di veder moltiplicare fenomeni estremi come uragani o cicloni. Essendo prevalentemente costiere, le attività socioeconomiche subiscono appieno gli effetti di tali evoluzioni, benché le intense attività umane abbiano esse stesse contribuito ad accentuare la vulnerabilità dei territori locali. Le comunità residenti iniziano a valutare con apprensione la possibilità di raggiungere un reale sviluppo sostenibile, che includa la riduzione della povertà e la realizzazione di opere infrastrutturali, anche le più necessarie come l’approvvigionamento di acqua potabile. E l’anno 2020, con la profonda crisi del coronavirus, sta aggravando la situazione. «Stiamo affondando nel debito» ha denunciato, lo scorso settembre, la presidente di turno dell’Alliance of Small Island States (Aosis), Lois Michele Young, che è anche l’ambasciatrice del Belize presso le Nazioni Unite. Alla sfida del cambiamento climatico, si sono infatti aggiunti il crollo del turismo e le difficoltà di approvvigionamento per via dei vari lockdown internazionali. In questo contesto, «la promessa di un’alternativa ‘verde’ non può più essere retorica» ha detto Young rivolgendosi alla 75a Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ai donatori internazionali e alle economie più sviluppate, la portavoce dell’Aosis ha chiesto che in occasione della Cop 26 prevista nel 2021 (in occasione, cioè, della ventiseiesima delle conferenze sui cambiamenti climatici tra i Paesi sottoscrittori della relativa Convenzione Onu), fossero rispettate le promesse fatte nei passati convegni riguardo alla riduzione delle emissioni: l’obiettivo, però, di contenere l’aumento del riscaldamento globale a 1,5 °C al di sopra dei livelli preindustriali, resta ancora lontano. [CC]