Egitto

Le banche egiziane “non finanziano” la diga sul Nilo

EGITTO – Le banche egiziane non hanno finanziato in alcun modo la Diga del grande rinascimento etiope. La Federazione delle banche egiziane ha categoricamente smentito le voci circolate sui social media secondo cui alcuni istituti di credito egiziani avrebbero partecipato al finanziamento dello sbarramento sul Nilo azzurro.

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  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Egitto e Sudan in disaccordo, sospesi colloqui su diga...

    ETIOPIA/SUDAN/EGITTO - Sono stati sospesi ieri i colloqui relativi alla diga sul fiume Nilo realizzata dall’Etiopia, Great Ethiopian Renaissance Dam (GERD), con Sudan ed Egitto iniziati lunedì scorso con la mediazione dell’Unione Africana.

    Lo riferisce la stampa locale e internazionale, precisando che tanto il Sudan quanto l’Egitto hanno espresso forti riserve sul documento presentato dall’Etiopia relativo alle fasi di riempimento dell’invaso della diga.

    La controversia è legata ai tempi di riempimento: l’Etiopia intende procedere il più rapidamente possibile così da accendere le turbine, produrre energia e venderla per rientrare dell’investimento (quasi 5 miliardi di dollari interamente sborsati dal paese) fatto; Sudan e soprattutto Egitto invece chiedono tempi di riempimento molto più lunghi per non subire ripercussioni nel flusso delle acque a valle dell’impianto idroelettrico.

    Secondo quanto riportato dalla stampa, i colloqui si sono interrotti a causa di un disaccordo sulle nuove linee guida per le future fasi di riempimento presentate dagli etiopi al tavolo.

    Il Ministero del Sudan per l'irrigazione e le risorse idriche ha dichiarato che le linee guida presentate riguardano solo la prima fase di riempimento del GERD e non quelle successive, secondo quanto riferito dall'Agenzia di stampa del Sudan (Suna).

    Secondo l’Egitto, spiega il quotidiano ufficiale egiziano Al-Ahram, le linee guida presentate sono prive di regole per il funzionamento della diga e violano gli accordi passati.

    Adesso toccherà ai mediatori dell’Unione Africana, ma anche di Unione Europea e Stati Uniti anch’essi presenti al tavolo, lavorare sulla distanza delle posizioni e riportare le delegazioni al tavolo.

    Al momento nessuna data è stato fornita per la ripresa dei colloqui.

  • Egitto Free

    Maggiore attenzione su diritti proprietà intellettuale

    EGITTO - Il ministero del Commercio egiziano ha intenzione di riformare la propria unità responsabile per la protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale.

    A dirlo è stata la ministra del Commercio, Nevine Gamea, sottolineando come la riforma si proponga di consentire maggiore supervisione e monitoraggio, nonché maggiore cooperazione e condivisione delle informazioni con gli organismi internazionali responsabili delle materie di violazione del copyright e delle controversie in materia di proprietà intellettuale.

    Secondo quel che viene reso noto, la riforma prevede la partecipazione nell’unità responsabile della protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale di rappresentanti dei ministeri dell’Istruzione superiore, della Ricerca scientifica, del Commercio, della Cultura, dell’Informatica, dell’Agricoltura, dell’Industria, della Finanza e degli Interni. [MV]

  • Algeria Free

    Banca statale ottiene certificato di conformità a...

    ALGERIA - La Banca nazionale d’Algeria (BNA) è diventato il primo istituto commerciale controllato dallo Stato ad ottenere un certificato di conformità alla sharia.

    A segnalarlo sono i media locali, precisando che l’assegnazione del certificato rientra in un piano delle autorità algerine volto a offrire servizi di finanza islamica per far fronte ai problemi economici causati da un calo delle entrate energetiche.

    Grazie al certificato rilasciato dal Supremo consiglio islamico dell'Algeria, il più alto organismo nel Paese incaricato a esprimere pareri in materia religiosa islamica.

    “Più banche e istituzioni finanziarie riceveranno certificati”, si legge in un comunicato diffuso dallo stesso Supremo consiglio islamico, ricordando che da aprile è responsabile di esaminare i fascicoli che riceve dagli istituti bancari e finanziari che desiderano introdurre prodotti legati alla finanza islamica tra i propri servizi alla clientela. [MV]

  • Algeria Free

    Governo pronto a valorizzare l’estrazione mineraria

    ALGERIA - Il ministero delle Miniere algerino sta lavorando alla preparazione di gare d’appalto per dare in concessione zone ricche in risorse minerarie. Lo ha detto all’agenzia di stampa ufficiale Aps il ministro Mohamed Arkab, dando come scadenza ultima la fine del primo trimestre 2021 per l’avvio di questi progetti tesi ad accrescere il valore dell’industria mineraria nazionale. Il progetto più imminente riguarda lo sfruttamento di giacimenti auriferi nello Hoggar, a Tamanrasset e a Illizi. Nel progetto è previsto un capitolo artigianale, che dovrebbe aiutare i giovani a costituirsi in cooperative o in piccole e medie imprese, a essere formati professionalmente, e ad acquistare il materiale necessario. Un altro progetto mira la valorizzazione del giacimento di ferro di Ghar Djibilet, capace di produrre di 1,6 miliardi di tonnellate. Lo zinco potrebbe diventare redditizio nella zona di Oued Amizour. Il governo ha fatto sapere di essere sul punto di avviare la ricerca di un partner per lanciare le prime strutture del progetto entro il primo trimestre 2021. Ci sarà infine un progetto sui fosfati, nell’Est del Paese, in coordinamento con la Sonatrach e con il ministero dell’Energia. [CC]  
  • Marocco Free

    Aumenta la contraffazione delle banconote

    MAROCCO - Nel 2019, i controlli della banca centrale del Marocco hanno permesso di individuare 9.575 banconote contraffatte lo stesso anno, per un valore di 1,5 milioni di dirham (160.000 euro), con un incremento del 6% rispetto al 2018. Ad annunciarlo lo stesso istituto centrale, secondo il quale oltre i due terzi delle banconote contraffatte (69%) avevano un valore di 200 dirham (20 euro, la banconota di valore più alto in Marocco). Per quanto riguarda il rapporto di contraffazione, la banca ha rivelato che in Marocco solo 5,2 banconote su un milione sono contraffatte, una percentuale bassa rispetto ai dati internazionali. Secondo la banca centrale, le ispezioni hanno messo in evidenza come i falsari abbiano, nel tempo, perfezionato i processi di smistamento e riciclaggio delle banconote. È stata anche rilevata una certa negligenza da parte degli addetti ai lavori che potrebbe aver facilitato l'uso di banconote contraffatte. Secondo il codice penale del Marocco, la contraffazione di denaro può portare alla pena dell'ergastolo. [EC]
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    MAROCCO - Più della metà delle imprese marocchine ritornerà al normale livello di attività entro della fine del 2020. A sostenerlo un recente rapporto dell'Alta Commissione per la Pianificazione. Secondo la relazione, basata su un'indagine sul territorio, il 56% delle imprese marocchine ritiene di poter raggiungere il livello di attività pre-Covid in meno di sei mesi. Il 44% stima di aver bisogno di almeno un anno per riprendersi. I titolari delle imprese del settore commerciale stimano una ripresa più lenta (50%), ottimisti invece gli imprenditori del comparto industriale (66%). Il rapporto rivela che più di quattro aziende su cinque (83,4%) hanno sospeso la loro attività durante il lockdown. Il 52,4% ha sospeso parzialmente la propria attività, il 29,6% l'ha sospesa completamente, ma temporaneamente, e l'1,3% l'ha sospesa a tempo indeterminato. L'86,3% delle microimprese marocchine ha interrotto la propria attività. Il dato include il 59,7% che hanno sospeso completamente, ma temporaneamente, le attività. Per settori di attività, i ristoranti e le strutture ricettive sono stati i più colpiti, con il 99,7% che ha sospeso la propria attività. [EC]