Algeria

Opportunità per normalizzare relazioni con la Francia

ALGERIA – C’è un’opportunità perché le relazioni tra Algeria e Francia si normalizzino. A dirlo, nel corso di un’intervista a France 24, è stato il capo di Stato algerino Abdelmadjid Tebboune, secondo cui il presidente Emmanuel Macron sta concedendo aperture vere e reali ed è libero da preconcetti legati al periodo coloniale francese. 

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Tunisia Free

    Atteso entro tre mesi accordo con Fmi

    TUNISIA - Il governo di Tunisi prevede di concordare un nuovo programma con il Fondo monetario internazionale (Fmi) entro i prossimi tre mesi. Lo ha detto il ministro delle Finanze Ali Kooli, mentre continuano i colloqui nazionali ed internazionali sulle riforme necessarie all’economia travagliata del Paese. Il ministro tunisino ha affermato che i funzionari dell’Fmi hanno risposto positivamente alle riforme proposte dalla Tunisia, che ha inviato questa settimana una delegazione a Washington proprio per discutere del nuovo programma, descrivendole come “realistiche” e “applicabili”. Non ci sono ancora riscontri ufficiali di Fmi alle affermazioni del ministro Kooli. Secondo i media che riportano la notizia, la Tunisia starebbe discutendo di eliminare gradualmente i sussidi e di tagliare il conto dei salari pubblici. Nello specifico la Tunisia vorrebbe attuare una graduale rimozione dei sussidi su cibo, elettricità e gas naturale entro il 2024, sostituendoli con trasferimenti diretti di denaro per i più bisognosi. È quanto contenuto in un documento, sottoposto all’Fmi, che include le raccomandazioni dei legislatori, del più grande sindacato tunisino, degli imprenditori e della società civile. Il Paese starebbe anche valutando una campagna di licenziamento volontario che contribuirebbe a ridurre la spesa salariale del governo al 15% del prodotto interno lordo dal 17,4% del 2020. [ASB]
  • Marocco Free

    Rabat punta su mega progetto portuale di Dakhla

    MAROCCO - Sono in corso gli studi di pianificazione dello spazio circostante il futuro porto di Dakhla Atlantico, un megaprogetto che il governo del Marocco vuole sviluppare nel sud del territorio, più precisamente nel Sahara Occidentale. Secondo il delegato regionale del ministero dell’Industria, del commercio e dell’economia verde e digitale di Dakhla-Oued Eddahab, Bouchaib Kiri, citato dall’agenzia stampa Map, gli studi sono in fase avanzata per valorizzare il terreno adiacente al porto, tenendo conto dello sviluppo delle risorse di pesca marittima, dell’istituzione di una zona di accelerazione industriale, oltre a una zona dedicata alle attività logistiche. Ubicato nel territorio di fatto ancora conteso tra il Marocco e la Repubblica araba sahrawi, il progetto di grande infrastrutture portuale a Dakhla è un fiore all’occhiello per Rabat. Mira a rafforzare ulteriormente i legami economici e commerciali tra il Marocco e la sua profondità africana, costituendo un’interfaccia marittima per l’integrazione economica e un centro di influenza continentale e internazionale. Nelle intenzioni del governo marocchino, il progetto sosterrà anche lo sviluppo economico, sociale e industriale delle province meridionali, in particolare nella regione di Dakhla-Oued Eddahab, in tutti i suoi settori produttivi (pesca, agricoltura, estrazione mineraria, energia, turismo, commercio, industrie). Rabat sostiene che il nuovo hub portuale avrà un impatto positivo sul tessuto sociale della città di Dakhla in particolare e della regione in generale, dato che si tratta di un sito che fornisce posti di lavoro diretti e indiretti, al fine di supportare questa dinamica economica crescente . Dotato di una zona industriale-logistica, una zona di scambio commerciale e un’altra dedicata alla promozione delle attività di pesca marittima, il porto sull’Atlantico vuole essere una porta d’accesso ai paesi del continente africano, in particolare Africa occidentale, alla luce dell’African Continental Free Trade Area (Afcfta). Il progetto strategico terrà conto anche dell’importanza del collegamento stradale, ovvero la superstrada Tiznit-Dakhla “che rimane un vero e proprio ponte logistico tra il Marocco e il resto dei Paesi africani per costruire una cooperazione sud-sud nell’ottica di uno sviluppo economico attivo e in forte espansione”, scrive l’agenzia stampa marocchina Map. Il delegato per la pesca marittima a Dakhla, Al Mustapha Ouchkeni, ha sottolineato che questa infrastruttura portuale sulla costa sud atlantica del Marocco garantirà la complementarità economica e garantirà l’influenza sia continentale che internazionale. Il mare meridionale contiene risorse ittiche abbondanti e diversificate, che rappresentano il 65% del potenziale sfruttabile nazionale. Il progetto, firmato nel febbraio 2016 dal re Mohammed VI, si concentra sulla costruzione di un porto in acque profonde sulla costa atlantica della regione di Dakhla-Oued Eddahab, con tre componenti: un porto commerciale a una profondità di -16 m, un porto dedicato alla pesca costiera e d’alto mare, e un porto dedicato all’industria navale. Situato a 40 km a nord della città di Dakhla, questo porto sarà sostenuto da una zona logistico-industriale di 1.650 ettari destinata a offrire servizi industriali e logistici di qualità. A seguito di una gara d’appalto internazionale, è stato selezionato il consorzio Somagec-Sgtm per la realizzazione dei lavori, che dovrebbero durare circa sette anni. [CC]
  • Algeria Free

    Algeria prima in Africa per importazioni di armi

    ALGERIA - L’Algeria è il principale importatore africano e il sesto a livello mondiale di armamenti: secondo il rapporto 'Military Spending and Armaments', pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri), nel 2019, Algeri ha acquistato il 58% delle armi arrivate nel continente. Un business in crescita se si considera che, sempre secondo il rapporto, nel quadriennio 2015-2019, l’import è cresciuto del 71% rispetto al quadriennio 2010-2014. "L’aumento delle importazioni – spiegano i ricercatori svedesi – è legato alle tensioni di lunga data con il Marocco, ma anche alla minaccia terroristica interna e ai conflitti nei vicini Mali e Libia". Secondo un rapporto del Dipartimento Usa del Commercio, nel 2020, il budget della difesa algerino si è attestato sui 9,45 miliardi di dollari. Il principale fornitore è la Russia che, da decenni, gode, secondo gli analisti statunitensi, di "uno status preferenziale". Negli ultimi quattro anni Mosca ha venduto 203 carri armati e 14 Su-30, caccia multiruolo, e ha già firmato un contratto per la vendita di 14 Su-57, caccia da combattimento di quinta generazione. Alle spalle della Russia si stanno affacciando la Cina (tre fregate) e la Germania (mille veicoli blindati e due fregate). E l’Italia? Secondo la “Relazione governativa sull’export degli armamenti”, l’Algeria è l’ottava destinazione delle esportazioni italiane di armi e munizioni. Nel 2019 abbiamo venduto volumi per 172,7 milioni di dollari. Si va dalle armi portatili alle bombe e ai missili, dalle apparecchiature per la direzione del tiro alle apparecchiature elettroniche, dagli agenti chimici alle navi da guerra. Secondo quanto riporta il sito specializzato Analisi Difesa, Leonardo, società italiana attiva nei settori della difesa e della sicurezza, ha creato una joint-venture con Algeri per l’assemblaggio di elicotteri. Sempre Leonardo ha dato vita a un’altra joint-venture con Fincantieri per fornire all’Algeria una nave anfibia. Coinvolta nel business anche la Beretta di Gardone Val Trompia (Bs) che negli anni ha fornito pistole e fucili alle forze armate. "Non va dimenticato il settore delle munizioni – spiega ad InfoAfrica, Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere -. Solo nel 2020, abbiamo venduto proiettili di tutti i calibri per più di 16 milioni di dollari. Un boom se si pensa che nel 2019 l’export ammontava a 370.000 dollari". [EC]
  • Egitto Free

    A fine giugno la fiera Big 5 Construct Egypt

    EGITTO - Si svolgerà dal 26 al 29 giugno prossimi in presenza al Cairo la fiera dedicata al settore delle infrastrutture e delle costruzioni 'The Big 5 Construct Egypt'.

    Lanciato nel 2018, l'appuntamento si propone di contribuire al  riavvio degli affari dopo le interruzioni e le restrizioni imposte a causa della pandemia di covid-19.

    L'evento vedrà lo svolgimento in contemporanea anche di altri appuntamenti specialistica dedicati al mercato del cemento, degli infissi, delle pietre da costruzione e della ceramica per promuovere l'innovazione e la condivisione di esperienze con l'intero settore.

    Maggiori informazioni sugli appuntamenti previsti e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.thebig5constructegypt.com.

  • Marocco Free

    Fondi da Afdb per il clima degli affari

    MAROCCO - Il ministero dell’Economia, delle Finanze e delle Riforme Amministrative del Marocco ha firmato ieri con la Banca africana per lo sviluppo (Afdb) una convenzione di sovvenzione di quasi un milione di dollari destinata a sostenere i servizi del capo del governo marocchino nell’attuazione del progetto di sostegno al miglioramento del clima degli affari e della ripresa economica. Nel contesto della crisi del covid-19, l’obiettivo principale di questa partnership è sostenere il miglioramento del contesto imprenditoriale al fine di consolidare la resilienza del Marocco di fronte alla pandemia e promuovere la ripresa della sua economia, si legge in un comunicato dell’Afdb. “Mantenere in questi tempi di crisi lo slancio delle riforme che migliorano il clima imprenditoriale è una priorità per proteggere l’imprenditorialità e preservare la crescita del business”, ha affermato Mohamed El Azizi, amministratore delegato della Banca africana per lo sviluppo per la regione Nord Africa. “Questa partnership è tanto più importante in quanto arriva in un momento in cui il Marocco sta mobilitando tutte le sue forze vitali per porre fine con successo alla crisi dall’alto.” Il partenariato contribuirà quindi ad accelerare l’attuazione di misure per migliorare l’ambiente imprenditoriale in Marocco. Più in generale, consentirà di sostenere l’agenda delle riforme prioritarie in campo economico e sociale, di supportarne l’applicazione settoriale e di rafforzarne i meccanismi di monitoraggio attraverso una serie di workshop tematici che promuoveranno la condivisione delle informazioni pratiche. L’Afdb ha sostenuto il Marocco nella sua risposta alla crisi sanitaria fornendo oltre 380 milioni di euro attraverso il Programma di sostegno per la risposta al covid-19 (Parc-19) e finanziamenti aggiuntivi per il programma di sostegno per il miglioramento della protezione sociale ( Paaps-Fa Covid-19). Il Marocco è stato tra i membri fondatori della Banca africana di sviluppo nel 1964. L’impegno della Banca in Marocco ammonta a più di dieci miliardi di euro cumulativi, con finanziamenti che coprono vari settori, tra cui salute, energia, acqua, trasporti, sviluppo umano, agricoltura e settore finanziario. Nella classifica Doing Business 2020 della Banca Mondiale, il Marocco è balzato in avanti di 7 posizioni arrivando al 53 ° posto a livello globale. I risultati sono stati tuttavia offuscati dalle conseguenze della pandemia di coronavirus. L’eccezionale situazione economica ha portando a un rallentamento in tutte le filiere manifatturiere, produttive e di consumo. La conquista di nuove opportunità e l’emergere di investimenti a valore aggiunto resta oggi la sfida da vincere per operatori nazionali e giovani imprenditori.
  • Tunisia Free

    Accordo Fipa-Simest per investimenti tra Italia e...

    TUNISIA - È stato siglato presso l’Ambasciata Tunisina a Roma un accordo di collaborazione tra Foreign Investment Promotion Agency (Fipa), ente governativo creato per favorire l’attrazione degli investimenti esteri in Tunisia, e Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che assicura il sostegno finanziario all’export e all’internazionalizzazione delle imprese italiane. La partnership, firmata – alla presenza di Moez Sinaoui, Ambasciatore della Repubblica Tunisina in Italia – da Bilel Dardouri, Direttore di Fipa-Milano e Mauro Alfonso, Amministratore Delegato di Simest, ha l’obiettivo di sviluppare una strategia comune per migliorare le relazioni commerciali tra Italia e Tunisia, stabilendo una cooperazione reciproca e rafforzando la promozione e l’agevolazione degli investimenti privati nei due Paesi. L’accordo, si legge in una nota, permetterà di mantenere un dialogo costante volto all’individuazione di aree di investimento a vantaggio di entrambe le nazioni, incoraggiando anche la ricerca congiunta attraverso lo scambio di competenze tecniche e opportunità di formazione. [MS]