Mali

Scontri e violenze: Ibk scioglie Corte costituzionale, Dicko invita alla calma

MALI – Ha richiamato alla calma i suoi sostenitori dopo giorni di scontri anche cruenti l’imam Mahmoud Dicko, leader del movimento del 5 Giugno (di opposizione) che reclama le dimissioni del capo di Stato Ibrahim Boubakar Keita (Ibk). 

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    Nuovo governo senza le personalità citate nel rapporto...

    MAURITANIA – Un nuovo governo leggermente ridotto è stato nominato in Mauritania, teatro di un rimpasto collegato all’inchiesta in corso su sospetti di corruzione e di malversazioni sotto i mandati dell’ex presidente Mohamed Ould Abdel Aziz. Quattro esponenti del governo uscente sono citati nel rapporto d’inchiesta della commissione parlamentare, tra cui l'ex primo ministro Ismail Ould Cheikh Sidiya . Non fanno più parte della squadra entrante, annunciata dal ministro segretario generale della Presidenza, Adama Bocar Soko, ma potrebbero tornare nell'esecutivo se fosse provata la loro innocenza. Guidato dal neo primo ministro Mohamed Ould Bilal, nominato con un decreto presidenziale giovedì scorso, il governo conta 22 ministeri e 18 ministri confermati. Sono quattro i nuovi volti di questo governo tecnico: quello del ministro della Giustizia, Mohamed Mahmoud Ould Cheikh Aboullah Ould Boya, quello del ministro dell’Economia, Ousmane Mamoudou Kane, quello del ministro del Petrolio, delle Miniere e dell’Energia, Abdessalem Ould Mohamed Saleh, e quello del ministro della Cultura, Lemrabott Ould Bennahi, parlamentare e portavoce della commissione d’inchiesta sui crimini economici attribuiti all’ex presidente e a membri del suo entourage. Il rapporto della commissione parlamentare creata lo scorso gennaio mette in luce casi di malversazioni relative, tra l’altro, alla gestione dei proventi del petrolio, alla vendita di terreni statali a Nouakchott, alla liquidazione di una società pubblica, e alle attività di un’azienda cinese di pesca, la Pully Hong Dong. [CC]
  • Nigeria Free

    Firmato accordo per aderire all'African Trade Insurance...

    NIGERIA - Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha firmato lo strumento che consentirà al suo Paese di accedere all’Accordo per lo stabilimento dell’African Trade Insurance Agency.  Sia l’Accordo che l’Agenzia sono registrati presso il Segretariato delle Nazioni Unite in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e rappresentano il riconoscimento del fatto che la mancanza di un’adeguata assicurazione contro i rischi politici, non commerciali e commerciali è un ostacolo significativo alla disponibilità di finanziamenti per investimenti in Africa e per l’espansione del commercio estero africano e del commercio intra-africano. Lo scopo dell’Agenzia è fornire, facilitare, incoraggiare e sviluppare la fornitura o il supporto di assicurazioni, comprese coassicurazione e riassicurazione, garanzie e altri strumenti e servizi finanziari, a fini di commercio, investimento e altre attività produttive negli Stati africani. [MS]
  • Niger Free

    Ministro del Turismo,«strage imprevedibile, ma non...

    NIGER – «Non si è trattato di negligenza, ma di un’azione davvero inaspettata. I terroristi sono in difficoltà sul nostro territorio, hanno subito sconfitte. Evidentemente hanno deciso di intervenire laddove non era prevedibile. Non si capisce dove questi criminali vogliono arrivare. È impossibile concepire il perché di così tanta violenza cieca». Afflitto dall’attacco letale alla comitiva francese dell’ong Acted e alla loro guida locale, il ministro nigerino del Turismo Ahmed Botto, raggiunto telefonicamente da InfoAfrica incassa un altro duro colpo. «Ci stavamo appena riprendendo dalla crisi legata al covid-19, c’era entusiasmo. C’era voglia di prepararsi per le prossime manifestazioni turistiche e artigianali che nel nostro Paese hanno un grande potenziale, e che l’anno scorso avevano portato turisti dall’estero».   «È chiaro che un episodio del genere non ci aiuterà a ripartire. Ma siamo fiduciosi, supereremo anche questa situazione e con le dovute cautele ci risolleveremo». Botto ricorda che il suo ministero, così come le autorità nigerine in generale, raccomanda sempre una scorta ai visitatori interessati a gite fuori porta, ed è sempre pronto ad aiutare nell’organizzazione. Non è infatti ben chiaro perché il gruppo di francesi, operatori umanitari ben al corrente della situazione di sicurezza nel Sahel, abbia deciso di uscire domenica senza un proprio servizio di sicurezza benché la zona del parco di Kouré sia considerata più sicura del resto del Paese e la visita alle giraffe sia un’attività usuale per gli espatriati a Niamey.   La barbara imboscata che ha preso di mira il veicolo dell’ong francese Acted, con a bordo sette operatori dell’organizzazione (sei francesi dipendenti e un volontario internazionale basato a Niamey) e una guida locale, è costata la vita a quattro uomini e quattro donne, di età comprese tra i 25 e i 50 anni. La direttrice generale di Acted, Marie-Pierre Caley, ha deplorato un «dramma senza precedenti per l’organizzazione» e ha ricordato che le aree tra Niamey e Kouré erano classificate in giallo. Il co-fondatore dell’ong, Frederic Roussel, ha dal canto suo lamentato il fatto che la comunità internazionale non garantisca la sicurezza del personale umanitario chiamato a intervenire nei Paesi a rischio. Acted ha annunciato che sporgerà denuncia affinché si faccia chiarezza sull’accaduto.   L’attacco, messo a segno da uomini in moto che hanno crivellato di pallottole il 4x4 dell’ong, ritrovato interamente bruciato, non è stato ancora rivendicato. Si sospetta il ramo dell’Isis nel Grande Sahara, protagonista di una vera e propria guerra contro i soldati francesi e nigerini, che avrebbe agito proprio in chiave anti-francese per una dimostrazione di forza. Un consiglio di difesa è in programma domani in Francia. La procura antiterrorismo francese ha aperto un’inchiesta. [CC]    
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    Tillabery: comitiva di francesi attaccata nel parco di...

    NIGER - Il governo francese ha confermato ieri la morte di sei suoi cittadini avvenuta nel sud-ovest del Niger in seguito a un attacco armato. Nell’attacco hanno perso la vita anche due cittadini nigerini, la guida e l’autista che stavano guidando il gruppo di transalpini in una zona nota per ospitare gli ultimi esemplari di giraffa ancora presenti in Africa occidentale.  Il presidente francese Emmanuel Macron si è confrontato telefonicamente con il suo omologo nigerino Mahamadou Issoufou.  Secondo prime ricostruzioni fornite da fonti francesi sulla base della testimonianza del governatore di Tillabery, Tidjani Ibrahim Katiella, l’attacco è avvenuto ieri nella regione di Kouré, a est della capitale Niamey e ha coinvolto un gruppo di operatori umanitari; a condurlo sarebbero stati uomini armati a bordo di motociclette. Il governo francese, così come altri governi occidentali, sconsiglia qualunque spostamento al di fuori di Niamey; tuttavia, l’area dell’attacco dal governo di Niamey non è stata finora considerata a rischio. Le vittime francesi erano operatori dell’ong Acted, basati in Niger, che avevano deciso di uscire per un’escursione usando un'auto a disposizione della stessa organizzazione. Una delle vittime nigerine - che si era prestata per guidare il gruppo - è il presidente dell’Associazione delle guide delle giraffe di Kouré, Kadri Abdou, secondo quanto riferito dalla stessa associazione attraverso Facebook. [MS]
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    Moody’s (2): debito, previsioni “negative” per...

    AFRICA/SENEGAL/ETIOPIA/CAMERUN/COSTA D’AVORIO -  (segue) Per quanto riguarda il Senegal, invece, “l'outlook negativo riflette i rischi associati al carico relativamente elevato del debito del governo centrale, che Moody's prevede raggiungerà circa il 65% del PIL nel 2021 dal 56% nel 2019 e il 325% delle entrate. Lo shock del coronavirus sta esacerbando una tendenza al rialzo dell'onere del debito iniziato prima dello shock. Una tale traiettoria del debito per un'economia con bassi livelli di ricchezza come quella del Senegal (che limitano la sua capacità di assorbimento degli shock) fa emergere il rischio che il governo diventi sempre più vincolato nella sua capacità di sostenere l'economia e / o procurarsi finanziamenti a costi bassi e stabili”.

    Per quanto riguarda il Camerun, Moody’s ha confermato il rating di B2 e una previsione “stabile”.

    “L'outlook stabile - si legge nella nota - riflette l'opinione di Moody's secondo cui le pressioni che il debito sovrano deve affrontare sulla scia dello shock del coronavirus e le prospettive per le sue metriche di credito in generale rimarranno probabilmente coerenti con l'attuale livello di rating, data l'economia relativamente più diversificata del Camerun rispetto ai vicini, il rinnovo del programma FMI che fornisce un sostegno e l'adesione del Camerun all'Unione economica e monetaria centrafricana (CEMAC) che attenua i rischi di vulnerabilità esterna”.

    Anche per la Costa d’Avorio rischio di previsione “stabile” e conferma del racing Ba3. “L'outlook stabile . scrive Moody’s -  riflette l'opinione di Moody's secondo cui le pressioni che il debito sovrano deve affrontare sulla scia dello shock del coronavirus e le prospettive per i suoi parametri di credito in generale dovrebbero rimanere coerenti con l'attuale livello di rating".

  • AfricaCamerunCosta AvorioEtiopiaSenegal Free

    Moody’s: debito, previsioni “negative” per...

    AFRICA/SENEGAL/ETIOPIA/CAMERUN/COSTA D’AVORIO - L’agenzia di racing statunitense Moody’s ha pubblicato nel fine settimana i risultati delle revisioni del debito di quattro paesi africani: Etiopia, Senegal, Camerun e Costa d’Avorio.

    Lo si apprende dalle note pubblicate dalla stessa agenzia di rating, dalle quali emerge una revisione al ribasso sia per l’Etiopia che per il Senegal (due delle economie più vibranti del continente negli ultimi anni) mentre resta stabile la previsione per Camerun e Costa d’Avorio.

    Secondo Moody’s la partecipazione sia di Etiopia che di Senegal  “alla G20 Debt Service Suspension Initiative (DSSI) ha aumentato il rischio che i creditori del settore privato subiscano perdite”.

    Nelle ultime settimane, Moody's ha considerato le prove dell'attuazione del DSSI per una serie di titoli sovrani valutati e le dichiarazioni dei funzionari del G20. Sebbene Moody's continui a ritenere che l'implementazione in corso di DSSI presenti rischi per i creditori privati, la decisione di concludere la revisione e confermare il rating riflette la valutazione di Moody's secondo cui, in questa fase, tali rischi si riflettono adeguatamente nell'attuale rating B2 dell’ Etiopia e nel Ba3 del Senegal.

    “Non è chiaro - si legge nella nota di Moody’s - quale influenza venga applicata all'Etiopia e agli altri paesi sovrani partecipanti per trattare i creditori privati ​​in modo paragonabile ai creditori ufficiali del settore. Tuttavia, una serie di elementi suggerisce che la probabilità di un coinvolgimento ad ampio raggio del settore privato è diminuita. Questi includono l'apparente assenza di progressi nelle discussioni su come il coinvolgimento del settore privato ("PSI") sarebbe effettuato nella DSSI in generale; indicazioni del G20 secondo cui il PSI richiederebbe il sostegno del governo mutuatario; la continua affermazione del governo etiope che il PSI non è contemplato; e la prova di alcuni pagamenti del debito effettuati ai creditori del settore privato in regime DSSI”.

    L'outlook negativo riflette l'opinione di Moody's secondo cui le vulnerabilità fiscali ed esterne dell'Etiopia che erano aumentate prima dello shock del coronavirus saranno esacerbate dallo shock e raggiungeranno potenzialmente un grado di gravità coerente con un rating inferiore.(continua)