Tunisia

Aria di crisi politica mentre Fakhfakh annuncia rimpasto

TUNISIA – Movimenti politici in corso in Tunisia, dove il primo ministro Elyes Fakhfakh ha annunciato un rimpasto di governo nel prossimi giorni. Il rimpasto è legato a una guerra di posizione tra l’esecutivo e il partito Ennahda, che all’interno del governo costituisce la forza più importante. 

(121 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Inaugurata la raffineria di petrolio di Mostorod

    EGITTO – Sarebbe uno dei più importanti progetti di raffinazione del petrolio in Egitto e in Nord-Africa quello della Egyptian Refinery Company a Mostorod, nel nord dell’Egitto, avviato domenica dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. Nel fine settimana, è stata inaugurata ufficialmente la raffineria, un progetto che fa parte del piano di autosufficienza promosso dal ministero del Petrolio e delle Risorse minerarie. La Raffineria Egiziana Mostorod è anche presentata come un esempio di collaborazione tra il settore pubblico e il settore privato. Nella costruzione sono intervenute numerose aziende egiziane, tra cui Enppi e Petrojet. Il progetto è costato 3,4 miliardi di dollari. La capacità di produzione è di 4,7 milioni di tonnellate di derivati di petrolio all’anno. Contribuirà all’aumento di produzione del 30% di diesel e del 15% di gasoline. [CC]
  • Tunisia Free

    Produzione record di olio

    TUNISIA - Produzione record di olio d'oliva. Nella stagione 2019-2020, sono state quasi raggiunte le 400.000 tonnellate, con un aumento del 150% rispetto alla campagna precedente (quando la produzione era stata di sole 140mila tonnellate). Per gestire l'abbondanza del raccolto, che rischia di far crollare i prezzi e collassare il comparto, le autorità di Tunisi hanno istituito un programma specifico che prevede lo stoccaggio di 100.000 tonnellate di olio d'oliva. Se il consumo globale è aumentato del 6% rispetto alla campagna 2018/2019, l'offerta sul mercato internazionale è ancora abbondante al punto da superare di gran lunga la domanda, inducendo, un persistente squilibrio di mercato. Nonostante ciò, l'esportazione di olio d'oliva tunisino sta andando bene. Da novembre 2019 al 31 agosto 2020, la quantità di olio esportata ha superato le 312mila tonnellate, di cui oltre 21mila tonnellate (6,8%) di olio d'oliva confezionato, per un valore complessivo di 1.880 milioni dinari (600 milioni di euro), contro i 954 milioni di dinari registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Quest'anno le autorità si aspettiamo due miliardi di dinari di entrate. Il mercato europeo, come al solito, fa la parte del leone delle esportazioni di olio d'oliva tunisino con una percentuale che sale al 78%. L'olio confezionato però piace agli americani che ne importano il 52% della produzione. [EC]
  • Marocco Free

    I nuovi titoli producono risparmi

    MAROCCO - L'obbligazione da un miliardo di euro che Rabat ha emesso la scorsa settimana garantirà un risparmio di quasi 300 milioni di dirham (27 milioni di euro) l'anno. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Mohamed Benchaaboun. Il risparmio sarà garantito dai minori interessi passivi da pagare, ha spiegato Benchaaboun. L'obbligazione emessa il 24 settembre sostituirà infatti un vecchio debito che garantiva un tasso di interesse del 4,5% mentre il nuovo debito offre un tasso di interesse di solo l’1,7%. Il prestito è in due tranche da 500 milioni di euro. La prima ha una scadenza di 5 anni e mezzo, un prezzo fissato al 99,374% e un tasso di rendimento dell'1,495% o una cedola dell'1,375%. La seconda ha una scadenza di 10 anni, un prezzo al 98,434% e un tasso di rendimento del 2,176% o una cedola del 2%. L'obbligazione emessa è “un'operazione eccellente per il nostro Paese”, ha dichiarato Benchaaboun. [EC]
  • Libia Free

    A Hurghada prove generali per uscire dalla crisi

    LIBIA - Le discussioni per trovare una via d’uscita alla crisi in Libia si stanno protraendo a Hurghada, in Egitto. Sul tavolo ci sono le questioni politiche, ecomiche e militari.  Su quest’ultimo punto, l’Egitto ospiterà a ottobre un primo vertice. Ma intanto a Hurghada le fazioni rivali stanno discutendo i preparativi dell’incontro. Fra le questioni principali una è sicuramente la messa in sicurezza dei siti petroliferi, cuore dell’economia nazionale e presupposto per qualunque ragionamento legato alla ricostruzione. Inoltre restano da risolvere le messe in sicurezza di Sirte e al-Jouffra.  Il ritiro dei mercenari è una delle condizioni perché la situazione possa tornare alla normalità, ma sembra che effettivamente un ritiro dei mercenari presenti sia cominciato.  A Hurghada, secondo varie fonti, si discuterà poi della creazione di una forza congiunta di intervento rapido, che avrà il compito di mantenere la sicurezza a Sirte e nel cosiddetto crescente petrolifero. Tale forza sarà espressione di un comitato militare congiunto partecipato sia da Tripoli che da Bengasi.  La strada da fare resta comunque tanta e molti osservatori prevedono l’opposizione di alcune milizie (come quelle di Misurata) e sciogliersi in un esercito nazionale eventualmente comandato dal generale Khalifa Haftar. [MS]
  • Libia Free

    Verso ritiro mercenari siriani?

    LIBIA - Una parte dei mercenari introdotti dalla Turchia in Libia sono in fase di ritiro. Lo sostengono alcune fonti locali, riferendo di circa 3000 uomini, per lo più di nazionalità siriana, che avrebbero già lasciato il Paese nordafricano.  Secondo fonti dell’esercito nazionale libico, i mercenari si trovavano nelle regioni occidentali del Paese a sostegno del governo di Fayez el-Serraj.  In Libia, nelle ultime settimane diversi sviluppi sembrano aver aperto nuovamente la possibilità di un accordo politico per mettere fine al conflitto. La Turchia è parte in causa e come altri Paesi sta giocando un ruolo di primo piano nelle vicende interne libiche.  Altre fonti riferiscono che contemporaneamente il governo di Ankara sta spostando i mercenari dal teatro libico a quello, nuovo, che ha visto riaccendersi il confronto armato tra Armenia  e Azerbaijan. [MS]
  • Egitto Free

    Venduti green bond, successo della prima operazione

    EGITTO - Il governo egiziano ha piazzato ieri sul mercato 750 milioni di dollari in obbligazioni ‘verdi’ quinquennali. Di fatto è la prima vendita di green bond da parte di un governo della regione del Medio Oriente e del Nord Africa. Agli investitori è stato offerto un rendimento del 5,25%. Secondo alcuni osservatori, obiettivo dell’operazione è diversificare la base degli investitori e rendere consapevoli dei progressi del Paese in materia di sostenibilità. In Medio Oriente, Saudi Electricity e la Banca nazionale del Qatar hanno emesso obbligazioni verdi questo mese e le aspettative sono per ulteriori emissioni nella regione nei prossimi mesi. Credit Agricole, Citi, HSBC e Deutsche Bank hanno gestito l’emissione delle obbligazioni in Egitto. [MS]